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G8: difensori delle parti civili, l'irruzione alla Diaz ha offeso l'intero Paese

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L'avvocato Gilberto Pagani, difensore di alcune parti civili nel processo dinanzi alla corte di Cassazione per la brutale irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, ha sottolineato, durante la sua arringa, come l'episodio abbia arrecato una "profonda offesa al nostro Paese. Anche all'estero ci si aspetta giustizia". Durante l'irruzione alla scuola, spiega legale, i poliziotti hanno arrecato danni permanenti a molte persone e ci sono anche gli episodi di stress post traumatico. L'avvocato Pagani si aspetta dunque dalla suprema corte "una parola certa per tutti". L'avvocato Paolo Angelo Sodani, difensore di Manfredi Provenzano (il 18enne ferito durante l'irruzione) dal canto suo ha affermato: "ammettiamo anche che i poliziotti quella terribile notte avessero pensato che all'interno della Diaz ci fossero dei terroristi, il fatto e' che, una volta dentro, si erano palesemente accorti delle persone con cui avevano a che fare. E invece hanno agito con violenza brutale. Il mio cliente e' stato pestato per 15 minuti dagli agenti e lo hanno trascinato per tre piani della scuola. Diciamola chiaramente, il vero miracolo e' che nel blitz non ci sia scappato il morto". Anche il difensore del giornalista Lorenzo Guadagnucci, rimasto coinvolto nel blitz, ha espresso il suo disappunto per il fatto che "l'Avvocatura dello Stato non si sia costituita parte civile contro i poliziotti. Non si chiede giustizia sommaria da parte nostra ma semplicemente che venga riconfermata la responsabilita' degli imputati".

Anche l'avvocato Alessandro Gamberini, che difende numerosi feriti ha rimarcato il fatto che nel nostro ordinamento non è previsto il reato di tortura "La prescrizione per i reati piu' violenti - spiega - segnala il vizio presente nello Stato italiano. Ecco perche' bisognerebbe chiedere ad alcuni dei nostri politici tanto zelanti il perche' negli anni non ci si sia battuti per introdurre il reato di tortura. Questo processo ha chiaramente messo in evidenza che non si riesce a fare giustizia in tempi normali ma questo non e' un processo dove sono volati solo gli stracci. Da questo processo potrebbero scaturire pronunce europee" per definire il reato di tortura.
(14/06/2012 - N.R.)
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