Come succede già in altri paesi europei, anche in Spagna tutte le attività correlate all'attività del commercio elettronico sono soggette ad una specifica regolamentazione. In questo modo, devono rispondere alle normative sulle vendite a distanza anche le transazioni commerciali, la pubblicità, le firme elettroniche, la proprietà intellettuale, la protezione dei dati ed anche i servizi delle società d'informazione e commercio elettronico. Va comunque detto che i soggetti che rientrano sotto queste leggi speciali hanno anche il diritto di considerare la legislazione generale in materia civile e commerciale, tendendo anche ben presenti le regolamentazioni del settore specifico come accade per le agenzie di viaggio, le banche e le assicurazioni. Ad ogni modo, una regola fondamentale da osservare in materia di transazioni elettroniche è che, a seconda del luogo di residenza dell'acquirente, le regole che potrebbero esser applicate possono variare anche in modo notevole. Dunque, se avviene un'operazione finanziaria tra due imprese vi è una maggiore autonomia per queste ultime nel regolare i propri rapporti tramite un contratto, mentre che, un cliente finale può esser protetto anche grazie alle norme inderogabili sulla tutela dei consumatori. Per quanto riguarda l'aspetto fiscale, il commercio elettronico continua a sollevare degli interrogativi sul fatto che difficilmente una disputa può esser risolta senza l'intervento della prospettiva unilaterale spagnola. Per tale motivo, le autorità fiscali non hanno ritenuto opportuno adottare un'azione unilaterale, bensì, hanno preferito attendere un consenso sulle misure adottate non solo su scala regionale ma anche mondiale. Per quanto concerne le imposte dirette, le quali entrano in gioco con l'esistenza di un'organizzazione aziendale permanente, lo status giuridico dei redditi generati dalla vendita di beni e servizi web, la determinazione del reddito imponibile e i problemi relativi ai prezzi degli storni e l'applicazione della sede di direzione effettiva al fine di determinare la residenza fiscale dei contribuenti che effettuano il commercio elettronico, queste si riflettono su una modifica legislativa con un'interpretazione più coordinata ed omogenea del criterio di tassazione del commercio elettronico. Nonostante vi siano alcune differenze nel trattamento fiscale dei redditi nel commercio elettronico, queste fanno parte di una serie di importanti questioni che non solo sono state trattate dall'amministrazione fiscale spagnola, ma anche dall'OCSE (l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Infine, riguardo alla tassazione indiretta del commercio elettronico, troviamo principalmente un riscontro nel settore delle vendite che non vengono effettuate presso un negozio tradizionale, ma tramite contatto elettronico in formato digitale (libri, foto, musica ecc.). In questo modo, dopo il pagamento dell'oggetto, il cliente avrà diritto ad ottenere il suo prodotto in formato digitale. A differenza di quanto accade nel commercio al di fuori del web, nel mercato virtuale vi sono maggiori difficoltà tecniche per quanto riguarda il trattamento dell'IVA nelle operazioni. Per gli imprenditori interessati a fare business in Spagna è disponibile una comparativa fiscale con pratico esempio al seguente link:COMPARATIVA FISCALE ITALIA - SPAGNA
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