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Codacons: fatturato abbigliamento in calo del 30%, occorrono saldi e vendite sottocosto libere

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Fatturato in calo del 20-30% nel settore dell'abbigliamento: questo è quanto risultato da una ricerca condotta dalla Federazione Italiana Settore Moda (Fismo-Confesercenti), e riportato dal Codacons in un comunicato stampa.

“E' la conferma della bontà delle previsioni rese note dal Codacons fin dal mese di dicembre”, ha dichiarato l'associazione, che nel periodo invernale aveva già preannunciato un flop dei saldi con un calo delle vendite che poteva raggiungere proprio il 30%.

Per il Codacons questo sarebbe il risultato di non aver liberalizzato nel decreto Cresci Italia il settore del commercio, liberalizzazione limitata soltanto agli orari di apertura dei negozi; secondo l'associazione capitanata da Carlo Rienzi, per uscire dal crollo dei consumi bisognerebbe intervenire effettuando degli sconti sostanziosi sui prodotti che incoraggino le famiglie a cogliere al volo l'occasione invece di rinviare gli acquisti, e sull'impiego di questa metodica sarebbero d'accordo la maggior parte dei commercianti, secondo quanto reso noto dal Codacons.

“È incredibile che Monti si rifiuti anche, ed almeno, di aumentare la concorrenza attraverso saldi e vendite sottocosto libere”, ha dichiarato l'associazione, aggiungendo che l'attuale premier non sarebbe intenzionato a concedere nuova capacità di spesa alle famiglie considerando la non indicizzazione di stipendi e pensioni, e che tasse come l'Iva colpiscono sia ricchi che poveri.

“E' paradossale che un professore della Bocconi, in nome del libero mercato, costringa un commerciante che vuole vendere un prodotto sottocosto a comunicarlo al sindaco e a non farlo per più di 10 giorni e per più di 3 volte all'anno”, ha infine dichiarato il Codacons.

(13/05/2012 - Andrea Proietti)
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