Via libera a 'ti spacco il cu..'. Un'espressione che, d'ora in poi, si potra' utilizzare per difendersi sul lavoro. Anche se ''volgare'', l'espressione - sancisce la Corte di Cassazione - non costituisce una ''minaccia'', neppure se indirizzata al datore di lavoro. Il motivo? ''Ti spacco il cu.. -dice piazza Cavour- non viene certamente intesa alla lettera, ma assume un significato evocativo di una dura sanzione, o comunque reazione'' che resta pur ''sempre nel linguaggio figurato''. Dunque non ha in se' nulla di minaccioso e non costituisce reato. Il caso: Guido G, guardia giurata presso un'azienda di Fermo, stanco delle ''ritorsioni'' cui era sottoposto, aveva incaricato due colleghi di riferire ai datori di lavoro, Dino A. e Flavia F., che avrebbe loro ''spaccato il cu..''. Una frase senza dubbio ''minacciosa'' e meritevole di condanna penale secondo il Tribunale di Fermo che aveva condannato Guido per il reato di minaccia.
Condividi
Feedback

(26/09/2003 - Roberto Cataldi)
In evidenza oggi:
» Coronavirus: mutui sospesi anche per professionisti e autonomi
» Coronavirus e diritto di visita ai figli in altro comune