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Aduc: come riconoscere i coloranti nelle etichette degli alimenti

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Con un comunicato stampa riportato online, Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, ha voluto mettere in guardia i consumatori in merito alla presenza di coloranti all'interno di prodotti alimentari. Aduc ha spiegato che i coloranti vengono a volte riportati all'interno degli ingredienti di un prodotto con il proprio nome, come caramello o curcumina, e in altre occasioni con delle sigle come E150 o E100:”A cosa servono dal punto di vista alimentare? A niente! I coloranti hanno solo una funzione estetica, cioè servono ad “abbellire” un prodotto”, ha dichiarato l'associazione. Aduc ha inoltre spiegato come riconoscere la presenza di coloranti nelle etichette esaminando la sigla, che inizia sempre con la lettera E (la quale sta per “Europa”), seguita da un numero che va da 100 a 180. Nel dettaglio: gialli da E100 a E104, arancione E110, rossi da E120 a E127, blu, E131 e E132, verdi, da E140 a E142, bruno, E150 (con varianti a, b, c, d), neri, E151 e E153, coloranti misti, da E154 a E180. I coloranti sarebbero presenti in molti alimenti: “negli aperitivi, nelle salse, nelle minestre, nei gamberetti confezionati, nelle uova di pesce, nell'aceto balsamico, nei dessert, nei gelati, nella frutta candita, ecc”, come riportato da Aduc. Alcuni verrebbero addirittura aggiunti al mangime per galline per ottenere un rosso d'uovo che sia più arancione, o al mangime di trote e salmoni per ravvivarne il colore. Vista l'inutilità dei coloranti, Aduc consiglia di evitare di acquistare prodotti che li contengano:”Una aranciata con un bel colore “arancio” soddisfa solo la vista, se proprio ci piace il colore facciamoci una bella spremuta di arance!” ha infine dichiarato l'associazione nel comunicato.
(07/05/2012 - Andrea Proietti)
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