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Cittadinanza italiana per matrimonio, competenza affidata ai prefetti dal 1° giugno 2012

immigrato clandestino straniero extracomunitario
Il Governo ha ricordato che a motivo dell'aumento di cittadini stranieri nel nostro paese, si è registrato un incremento dei procedimenti di conferimento della cittadinanza, che la legge assegna alla competenza del Ministero dell'Interno: le suddette richieste di cittadinanza italiana avvengono sia per matrimonio che per residenza. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa del Governo si tratta di un fenomeno destinato a crescere, che ha come conseguenza l'aumento di nuclei familiari interamente composti da persone immigrate che presentano istanze di cittadinanza, e l'aumento di figli delle prime generazioni di immigrati pervenuti nel nostro paese che in questi anni stanno raggiungendo la maggiore età dopo aver vissuto ininterrottamente in Italia per 18 anni. Con la Direttiva del ministro dell'Interno del 7 marzo 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, viene attribuita a partire dal 1° giugno 2012 ai prefetti “la competenza ad adottare provvedimenti in materia di concessione o diniego della cittadinanza nei confronti di cittadini stranieri coniugi di cittadini italiani”. Nel caso in cui il coniuge straniero abbia la residenza all'estero la competenza sarà invece del capo del dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione; nell'ipotesi che sussistano invece ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica, sarà premura del ministro dell'Interno prendere in considerazione il caso. “Il provvedimento prosegue nel percorso di razionalizzazione già intrapreso dal ministero dell'Interno, impegnato a migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa nell'interesse dei cittadini”, conclude il comunicato del Ministero dell'Interno.
(02/05/2012 - Andrea Proietti)
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