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Secondo Michele Gentile, responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil Nazionale, il contributo di solidarietà varato dalla manovra di Ferragosto e attuato ora dal nuovo Governo costituisce "Una misura discriminatoria e palesemente incostituzionale perché viola il principio di uguaglianza e progressività, accanendosi sui soli lavoratori pubblici". A parità di reddito, secondo Gentile, "pari a circa 310 mila euro annui, il contributo di solidarietà per un privato è di appena 167 euro all'anno mentre lo stesso contributo per un lavoratore pubblico è di 19 mila euro annui". Così concepito, il contributo di solidarietà, è discriminatorio e deve considerarsi anche incostituzionale perché "viola il principio di uguaglianza e progressività". Secondo Gentile, non è ammissibile una misura che continua a colpire solo redditi da lavoro lasciando fuori gli altri redditi ed è per questo che il sindacalista auspica che il nuovo Governo dia "un segno di discontinuità ricostruendo uguaglianza ed equità anche attraverso il cambiamento di una noma che discrimina il sistema pubblico: il prelievo va esteso anche ai redditi che non siano solo da lavoro e da pensione".
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