Sei in: Home » Articoli

Sezioni Unite: provvedimento di fissazione dell'udienza di trattazione del procedimento disciplinare e la relativa citazione non sono suscettibili di impugnazione autonoma.

sentenza toga
Con la sentenza n. 22377, depositata il 27 ottobre 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che il provvedimento di fissazione dell'udienza di trattazione del procedimento disciplinare e la relativa citazione non sono suscettibili di impugnazione autonoma, trattandosi di atti meramente interni al procedimento e ad esso strumentali, dunque inidonei a determinare autonomo pregiudizio. ╚ questo il contenuto della sentenza con cui le Sezioni Unite del Palazzaccio hanno deciso la questione relativa all'autonoma impugnabilitÓ del provvedimento di fissazione dell'udienza del procedimento disciplinare. Secondo quanto si apprende dalla sentenza di legittimitÓ, un avvocato, dopo essere stato ritenuto colpevole del reato di corruzione e condannato alla pena di 5 anni e due mesi di reclusione, veniva sottoposto a procedimento disciplinare.
Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati deliberava quindi l'apertura del procedimento disciplinare nei confronti dell'avvocato e, con successivo provvedimento, fissava l'udienza di trattazione del procedimento. In seguito, il Consiglio Nazionale Forense dichiarava inammissibile il ricorso dell'avvocato, in riferimento all'impugnazione della delibera di apertura del procedimento in quanto tardivo e dichiarava, allo stesso modo, inammissibile il ricorso anche in riferimento all'impugnazione del provvedimento di fissazione dell'udienza dibattimentale in quanto non suscettibile di autonoma impugnazione, trattandosi di atto intermedio. Investita della questione, il massimo consesso di Piazza Cavour, preso atto di un contrasto giurisprudenziale in materia, dopo aver illustrato i vari orientamenti, ha spiegato che la circostanza secondo cui la giurisprudenza di legittimitÓ abbia ritenuto ammissibile il ricorso avverso la delibera di apertura del procedimento disciplinare privilegiando la necessitÓ di un pi¨ rapido intervento di un giudice terzo e imparziale che verifichi la legittimitÓ dell'avvio del suddetto procedimento non si risolve nello stravolgimento dell'orientamento pi¨ che consolidato che nega l'impugnabilitÓ immediata degli atti processuali aventi natura intermedia o interlocutoria Anche a voler ammettere che non esista un numero chiuso di provvedimenti impugnabili, occorre tuttavia precisare che non esiste neppure un'impugnabilitÓ generalizzata, essendo essa necessariamente limitata ai provvedimenti tradizionalmente impugnabili e a quelli intrinsecamente idonei a incidere significativamente sulla tutela della persona da turbamenti e sofferenze che appaiano ingiustificati.
Consulta testo sentenza n. 22377/2011
(07/11/2011 - Luisa Foti)
In evidenza oggi:
» Cassazione e obbligo iscrizione gestione separata Inps: quali conseguenze per gli avvocati?
» Separazione dei coniugi: per la Cassazione nessuna violazione dolosa se il provvedimento del giudice Ŕ troppo generico
» Multe e atti giudiziari: addio alla comunicazione di avvenuta notifica (CAN)
» Carburanti: da luglio obbligo di fattura elettronica per imprese e professionisti
» Cassazione e obbligo iscrizione gestione separata Inps: quali conseguenze per gli avvocati?


Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss