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Codacons: no all'aumento di Iva e agli incassi dai giochi. Eliminare comunità montane e province

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di Nadia Fusar Poli -
Per Confindustria l'innalzamento dell' Iva ordinaria al 21% permetterebbe di togliere il contributo di solidarietà, considerato "profondamente ingiusto" e non innescherebbe ulteriori effetti depressivi su domanda e Pil. Ma non è della stessa opinione Codacons, che accusa Confindustria di non voler rappresentare e tutelare il ceto produttivo del Paese. Per l'Associazione dei Consumatori l'aumento dell'Iva, e il prodursi di un gettito aggiuntivo di 3,7 miliardi, avrebbe, al contrario, effetti deleteri su consumi e inflazione, e produrrebbe pericolosi movimenti speculativi su prezzi già in rialzo. Incredibile, secondo Codacons, assistere a lamentele per un contributo solo biennale, che colpisce persone che guadagnano più di 90.000 euro, e legittimare l'ipotesi di un aumento dell'Iva, una tassa permanente e che colpisce tutti, quale contropartita. Codacons rincara la dose puntando il dito sugli incassi derivanti dai giochi. “Perchè nessuno, nè partiti nè associazioni varie, protesta per il fatto che il Governo intende incassare la bellezza di 4 miliardi e mezzo di euro nei prossimi 3 anni da giochi, accise e tabacchi? Nulla da dire per la voce tabacchi, ma rispetto ai giochi si tratta di una tassa sui poveri, che sperano di risolvere i loro problemi finanziari con un colpo di fortuna, e di una tassa sui malati che soffrono di dipendenze da gioco”. Per il Codacons l'articolo della manovra bis in cui si prevede l'introduzione di nuovi giochi, così come di “indire nuove lotterie, anche ad estrazione istantanea, adottare nuove modalità di gioco del Lotto, nonché dei giochi numerici a totalizzazione nazionale" è pericolosamente dannoso e potenzialmente devastante.
Per l'Associazione dei Consumatori negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale il numero dei giochi, compresi quelli d'azzardo. Il fenomeno, che si ripercuote negativamente anche nella sfera sociale e sul piano sanitario, ha innescato un aumento dell'indebitamento e del ricorso al prestito d'usura, favorendo, allo stesso tempo, il riciclaggio di denaro sporco. Il Codacons avanza una proposta alternativa al contributo di solidarietà: eliminare le comunità montane, enti “ancora più inutili delle province”, e “abolire tutte le province create dal 1992 ad oggi, indipendentemente dal numero di abitanti. Via, quindi, Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Lecco, Lodi, Rimini, Prato, Crotone, Vibo Valentia, Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias; Monza e Brianza, Fermo e Barletta-Andria-Trani”.
(27/08/2011 - Nadia Poli)
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