La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (con sentenza del 21/2/2002) ha condannato lo stato Italiano per le eccessive lungaggini in relazione alla esecuzione delle sentenze di sfratto. Nella decisione la Corte ha chiarito però che il sistema italiano non è passibile di censure posto che il ritardo in questione si era verificato in relazione al caso specifico: il proprietario di un immobile anche se vittorioso nel procedimento civile di sfratto non era riuscito a ottenere l’esecuzione del provvedimento.

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