Sei in: Home » Articoli

Cassazione: condannato per minacce e ingiuria il datore di lavoro che si rivolge al dipendente con l'espressione "ti farò schiattare"

mobbing2 id10340
La dipendente rifiuta di sottoscrivere una lettera di dimissioni e il datore di lavoro le prospetta un trattamento sistematicamente vessatorio pronunciando le espressioni "sei una vergognosa" e "ti farò schiattare". La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 22816 dell'8 giugno 2011, in merito alla rilevanza penale di tali espressioni, precisa che, contrariamente a quanto sostenuto dal datore di lavoro - secondo il quale l'espressione utilizzata non poteva costituire reato di minaccia visto il significato incerto del verbo "schiattare"-, "l'espressione «ti farò schiattare» non solo è di uso comune ma è riportata su tutti i dizionari della lingua italiana con l'inequivoco significato «ti farò crepare»". Confermata, quindi, la condanna per il datore di lavoro già pronunciata dal giudice di merito, ritenendo fondate le prove portate dall'impiegata, cioè un foglio spiegazzato sul quale era vergata una lettera di dimissioni non sottoscritta e la testimonianza di una sua collega che aveva assistito alla discussione.
(11/06/2011 - L.S.)
Le più lette:
» Le aree destinate a parcheggio nel condominio
» I tagli alla pensione di reversibilità
» Autovelox: come difendersi dalle contravvenzioni illegittime
» Arriva la dichiarazione Iva precompilata e l'obbligo della fattura elettronica tra privati
» Il concorso di colpa nel processo penale
In evidenza oggi
Cassazione: la telefonata registrata è una prova e può essere utilizzata in giudizioCassazione: la telefonata registrata è una prova e può essere utilizzata in giudizio
Tassa rifiuti: va calcolata una sola volta per tutto l'immobileTassa rifiuti: va calcolata una sola volta per tutto l'immobile
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF