La prescrizione dei diritti del lavoratore

Nell'ambito giuslavoristico la prescrizione opera secondo regole sue proprie che devono essere rispettate se si intende agire in giudizio
Guida breve al processo del lavoro

La prescrizione è l'istituto giuridico che impedisce a un soggetto, titolare di un diritto, di esercitarlo dopo che sia trascorso inutilmente un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge. Il sistema giuridico, infatti, presume che il soggetto che non eserciti un diritto entro un certo periodo non abbia alcun interesse a farlo valere successivamente, ciò anche al fine di tutelare la certezza dei rapporti giuridici.

Indice:

  1. La prescrizione nel codice civile
  2. Prescrizione presuntiva dei diritti dei lavoratori
  3. Prescrizione degli altri diritti del lavoratore

La prescrizione nel codice civile

La prescrizione è regolamentata dagli artt. 2934 e ss. del codice civile dai quali si evince, tra le altre cose, anche che non si prescrivono i diritti indisponibili e gli altri indicati espressamente dalla legge.

Il codice civile stabilisce anche che è nullo ogni patto diretto a modificare la disciplina legale della prescrizione e che si può rinunziare alla prescrizione solo quando questa è compiuta.

Prescrizione presuntiva dei diritti dei lavoratori

Per alcuni tipi di credito si prevede la cd. prescrizione presuntiva, in ragione della loro peculiare natura. Ciò vuol dire che gli stessi si considerano soddisfatti, in via presuntiva, decorso un limitato lasso di tempo dal momento in cui sono sorti. Pertanto, se il creditore non ne lamenta la mancata soddisfazione, la legge presume detti diritti assolti.

Anche nel diritto del lavoro opera la prescrizione presuntiva. In particolare con riferimento a tali due ipotesi:

- per le retribuzioni corrisposte a periodi non superiori al mese opera la prescrizione presuntiva di un anno,

- per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese opera la prescrizione presuntiva triennale.

A tale proposito la Corte Costituzionale ha decretato, con sentenza numero 63/1966, che tali articoli sono illegittimi nella parte in cui consentono che la prescrizione del diritto decorra già durante il rapporto di lavoro. Pertanto, in costanza di rapporto lavorativo, la decorrenza della prescrizione per il diritto alla retribuzione rimane sospesa. Tuttavia tale prescrizione, sempre per dettato della Corte Costituzionale, non si applica ai rapporti di pubblico impiego, né all'impresa familiare per quanto riguarda la partecipazione del familiare al riparto dei conferimenti.

Decorso il termine previsto per la prescrizione presuntiva, il creditore che voglia far valere l'insoddisfazione del proprio diritto può solo deferire al debitore il giuramento decisorio per mezzo del quale asseverare o meno il pagamento del debito.

Prescrizione degli altri diritti del lavoratore

Per il resto, anche nel diritto del lavoro opera la normale prescrizione, in alcuni casi ordinaria decennale, in altri casi quinquennale.

La regola è quella che il termine di prescrizione sia di dieci anni per la generalità dei diritti (art. 2946 c.c.). Vi è compreso anche il diritto al risarcimento dei danni dovuto ad inadempimento contrattuale. Allo stesso modo si prescrive in dieci anni il diritto del lavoratore al riconoscimento della qualifica superiore o al risarcimento del danno per mancata promozione dovuta all'irregolare svolgimento della procedura di selezione predisposta allo scopo.

Per altri diritti, invece, la legge prevede un termine di prescrizione inferiore. Il diritto a percepire le indennità per la cessazione del rapporto di lavoro oppure ad incassare le somme che devono essere corrisposte periodicamente ad anno o gli interessi maturati si prescrive in cinque anni.

Per approfondimenti leggi anche:

- Prescrizione e decadenza nel diritto del lavoro

Aggiornamento: Novembre 2018

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