Prescrizione

La prescrizione è l'istituto giuridico che non permette al soggetto, titolare di un diritto, di esercitarlo dopo che sia trascorso inutilmente un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge. Il sistema giuridico, infatti, presume che il soggetto in questione non abbia alcun interesse a far valere il diritto e che, per questo, rinunci ad esercitarlo.

La prescrizione è prevista agli artt. 2934 e ss. del codice civile. Non si prescrivono i diritti indisponibili e gli altri indicati espressamente dalla legge.

L'art. 2936 c.c. prescrive la nullità di qualsiasi patto che abbia come obiettivo quello di derogare alla disciplina legale sulla

prescrizione. Una volta intervenuta, la prescrizione non può comunque essere rilevata d'ufficio, ma deve essere eccepita da chi vi abbia interesse.

Alcuni tipi di credito, per la natura del rapporto da cui derivano, si considerano soddisfatti, in via presuntiva, decorso un limitato lasso di tempo dal momento in cui sono sorti. Pertanto, se il creditore non ne lamenta la mancata soddisfazione, la legge presume detti diritti assolti.

Per quanto riguarda il diritto di credito dei prestatori di lavoro, esso si prescrive nel termine di un anno se riguarda retribuzioni che vengono corrisposte a periodi non superiori ad un mese (art. 2955, numero 2, c.c.), mentre si prescrive in tre anni se le retribuzioni sono corrisposte a periodi superiori al mese (art. 2956, numero 1, c.c.). A tale proposito la Corte Costituzionale ha stabilito illegittimi tali articoli nella parte in cui essi consentono che la prescrizione del diritto decorra già durante il rapporto di lavoro. Pertanto, in costanza di rapporto lavorativo, la decorrenza della prescrizione per il diritto alla retribuzione rimane sospesa. Tuttavia tale prescrizione, sempre per dettato della Corte Costituzionale, non si applica ai rapporti di pubblico impiego, nè all'impresa familiare per quanto riguarda la partecipazione del familiare al riparto dei conferimenti.

Decorso il termine previsto per la prescrizione presuntiva, il creditore che voglia far valere l'insoddisfazione del proprio diritto può solo deferire al debitore il giuramento decisorio per mezzo del quale asseverare o meno il pagamento del debito.

Il termine di prescrizione detto ordinario è di dieci anni per la generalità dei diritti (art. 2946 c.c.). Vi è compreso anche il diritto al risarcimento dei danni dovuto ad inadempimento contrattuale. Allo stesso modo si prescrive in dieci anni il diritto del lavoratore al riconoscimento della qualifica superiore o al risarcimento del danno per mancata promozione dovuta all'irregolare svolgimento della procedura di selezione predisposta allo scopo.

Per altri diritti, invece, la legge prevede un termine di prescrizione inferiore. Il diritto a percepire le indennità per la cessazione del rapporto di lavoro oppure ad incassare le somme che devono essere corrisposte periodicamente ad anno o gli interessi maturati si prescrive in 5 anni.

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