Competenza per materia

L'art. 442 c.p.c. stabilisce al primo comma che le controversie relative all'applicazione di norme su assicurazioni sociali, infortuni sul lavoro, malattie professionali, assegni familiari e su ogni altra forma di previdenza o assistenza obbligatorie sono di competenza del Tribunale in funzione di giudice del lavoro per quanto riguarda il primo grado di giudizio. Per tali controversie, infatti, si applicano le disposizioni contenute agli artt. 409-441 c.p.c. ossia le norme relative allo svolgimento del rito speciale del lavoro. In secondo grado è competente per materia la Corte d'Appello, anche questa in funzione di giudice del lavoro.

Il rito del lavoro, con la relativa

competenza dell'ufficio giudiziario, si applica anche per le controversie relative all'inosservanza degli obblighi di assistenza e di previdenza previsti dai contratti collettivi di lavoro e non solo dalla legge (art. 442, comma 2, c.p.c.).

Nella materia previdenziale esiste però una condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Infatti prima del giudizio deve essere promosso il procedimento amministrativo previsto e disciplinato dall'art. 443 c.p.c.

Le controversie che qui si considerano sono quelle che hanno ad oggetto le prestazioni previdenziali, specie le pensioni di invalidità, e il pagamento dei contributi assicurativi. Per effetto della Legge n. 69/2009 è stata trasferita al Giudice di Pace la competenza, senza limiti di valore, delle cause che riguardano gli interessi o gli accessori dovuti per ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali.

Un altro aspetto rilevante da considerare riguarda la proponibilità della domanda vòlta ad ottenere il riconoscimento del diritto all'assegno di invalidità o alla pensione di inabilità. Se la suddetta domanda è stata presentata, non è possibile proporre ulteriore domanda per la stessa prestazione finchè non si è esaurito il relativo procedimento in sede amministrativa o non si è definito, con sentenza passata in giudicato, l'iter processuale. La Legge n. 69/2009 ha esteso tale disposizione anche all'ipotesi di domande giudiziali tese ad ottenere il riconoscimento del diritto a pensioni, assegni ed indennità spettanti agli invalidi civili nei procedimenti in materia di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo.

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