IL RICORSO AL PREFETTO AVVERSO I VERBALI DEL C.D.S.

Indice della guida
Nel caso di contestazione immediata o successiva notificazione di un verbale di accertamento di violazione alle norme del codice della strada, il trasgressore o gli altri soggetti individuati dalla legge (l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio o l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria), obbligati in solido con il trasgressore, al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria (solo nel caso in cui siano destinatari del verbale) nel termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione, e solo nel caso in cui non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta della sanzione, quanto possibile (in quanto con il pagamento della sanzione il
procedimento si estingue, e non è più possibile proporre opposizione) possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione.

Il ricorso, unitamente a tutti i documenti ritenuti idonei a supporto delle proprie difese può essere:

presentato direttamente o inviato per raccomandata con ricevuto di ritorno all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore;

presentato direttamente al prefetto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. In tale caso il prefetto trasmette il prefetto trasmette all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore il ricorso, corredato dei documenti allegati dal ricorrente, nel termine di trenta giorni dalla sua ricezione per la necessaria istruttoria.

Il ricorrente può richiedere l'audizione personale. Tale audizione deve essere richiesta, nel corpo del ricorso, in maniera esplicita. Si rammenta che, se il prefetto ha elementi sufficienti per la decisione del ricorso e non ritiene utile procedere alla convocazione dell’interessato per l’audizione, la Corte di Cassazione Civile, Sezioni Unite, con sentenza 28 gennaio 2010, n. 1786 ha stabilito che l’ordinanza ingiunzione di pagamento è da ritenersi comunque valida anche se prima della sua emissione, l’interessato non venga ascoltato dal prefetto. L’ufficio o comando a cui appartiene l'agente accertatore e' tenuto a trasmettere le c.d. controdeduzioni, contenenti gli atti, corredati dalla prova della avvenuta contestazione o notificazione e le deduzioni tecniche dell'organo accertatore utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso, al prefetto nel termine di sessanta giorni dal deposito o dal ricevimento del ricorso, se presentato direttamente al comando, o dal ricevimento degli atti da parte del prefetto

Il prefetto, esaminati il verbale e gli atti prodotti dall'ufficio o comando accertatore, nonché il ricorso e i documenti allegati, sentiti eventualmente gli interessati che ne abbiano fatta richiesta:

Se ritiene fondato l'accertamento adotta, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell'ufficio accertatore, ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione.

Ove, invece, non ritenga fondato l'accertamento, il prefetto, nello stesso termine, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti.

Sia l’ordinanza-ingiunzione di pagamento, sia l’ordinanza di archiviazione del verbale sono notificate, a cura del comando da cui dipende l’agente accertatore, agli interessati (autore della violazione, altre persone che sono tenute al pagamento): l’ordinanza-ingiunzione deve essere notificata, a pena di nullità, entro centocinquanta giorni dalla data di adozione. Il pagamento della somma ingiunta e delle relative spese deve essere effettuata, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione, all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella stessa ingiunzione. L'ordinanza-ingiunzione, trascorso il termine per il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, costituisce titolo esecutivo per l'ammontare della somma ingiunta e delle relative spese.

Decorsi i termini suddetti, senza che sia stata adottata l'ordinanza del prefetto, il ricorso si intende automaticamente accolto e nulla è più dovuto a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria. Entro trenta giorni dalla notificazione dell’ordinanza-ingiunzione è possibile proporre ricorso, avverso tale atto, al giudice di pace territorialmente competente.

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