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Class action: la diffida

Prima della proposizione del ricorso per l’instaurazione di un  giudizio di azione collettiva, il ricorrente notifica in maniera preventiva, una diffida all’amministrazione interessata o al concessionario affinchè vengano effettuati, entro il termine di 90 giorni, tutti gli interventi finalizzati alla soddisfazione degli interessati. La notifica della diffida si propone agli organi di vertice dell’amministrazione, perché questi possano prendere le iniziative ritenute opportune. Ogni amministrazione determina il procedimento da seguire dopo la notifica della diffida. Tutte le iniziative che vengono assunte sono poi comunicate all’autore della

diffida. Se l’amministrazione o il concessionario che ricevono la diffida, rilevano che le omissioni o il mancato adempimento non può essere a loro ascrivibile ma ad altre amministrazioni o concessionari, invitano il soggetto a inviare la diffida a queste ultime. Al posto della diffida, il soggetto, potrà promuovere il la risoluzione non giurisdizionale della controversia (art.30, l.69/2009). Nel caso in cui le parti non raggiungano un accordo, entro un anno dall’esito di questa procedura, si potrà proporre normalmente il ricorso.

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