Responsabilità medica per la caduta del paziente

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La maggior parte delle cadute dei pazienti sono prevedibili dal personale sanitario. Ecco chi può essere chiamato a rispondere degli eventi evitabili
medico stupiti

di Valeria Zeppilli - La caduta del paziente in ospedale è, purtroppo, un fenomeno molto frequente che, come riportano diverse stime, in moltissimi casi può essere evitato.

La raccomandazione del Ministero della salute numero 13/2011, avente ad oggetto proprio la prevenzione e la gestione della caduta del paziente nelle strutture sanitarie, riporta infatti che il 78% delle cadute sono in realtà prevedibili.

In questi casi, chi è chiamato a rispondere dell'evento?

  1. Le competenze dei sanitari
  2. Trasporto in lettino o barella
  3. Omessa vigilanza

Le competenze dei sanitari

La letteratura sul punto è divisa, se solo si considera che tutti i sanitari che operano nel reparto in cui si verifica la caduta sono astrattamente responsabili della stessa, avendo le competenze per prevenirla.

Di conseguenza non è possibile stabilire un principio valido in assoluto, ma occorre valutare le circostanze del caso concreto.

Trasporto in lettino o barella

La riposta alla domanda è semplice se il paziente cade mentre è trasportato su una barella o in carrozzina o se è aiutato dal personale nei suoi spostamenti: a rispondere della caduta, in tal caso, è il sanitario che sta effettuando il trasporto.

Omessa vigilanza

Più complesso è individuare la responsabilità nel caso in cui il paziente cade da solo, in assenza di personale nelle vicinanze.

In tal caso può esservi una responsabilità colposa di tipo omissivo che, astrattamente, può essere addebitata alla struttura sanitaria, al medico, all'infermiere e anche all'oss.

Se, in ipotesi di caduta connessa a un'inadeguata manutenzione, la responsabilità è della struttura sanitaria, per tutte le altre ipotesi non si può prescindere dal valutare il caso concreto.

In altre parole, ciascuna delle predette figure può rispondere della caduta e, per dare una risposta, è necessario verificare in quali circostanze questa si è verificata.

Ad esempio, se le condizioni di salute del paziente richiedono che lo stesso sia contenuto o controllato, ma il medico non lo prescrive, la responsabilità della caduta è di quest'ultimo. Se invece lo prescrive ma l'infermiere o l'oss a seconda dei casi non si attiene a quanto disposto, la responsabilità della caduta sarà di questo soggetto e così via.

Chiaramente nessuno risponde delle cadute che non potevano essere evitate.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(23/11/2018 - Valeria Zeppilli)
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