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Responsabilità medica: il litisconsorzio necessario

La legge Gelli ha previsto l'azione diretta del paziente contro l'assicurazione stabilendo però il litisconsorzio necessario di medico o struttura sanitaria
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di Valeria Zeppilli – La legge Gelli del 2017 ha dato al paziente che intende avviare un giudizio per far valere un'ipotesi di responsabilità medica la possibilità di agire, nei limiti degli importi fissati dal contratto assicurativo, direttamente nei confronti dell'impresa di assicurazione della struttura sanitaria o del sanitario non strutturato ritenuto responsabile.

In tal caso, tuttavia, il paziente deve convenire in giudizio anche la struttura o il sanitario, per i quali è stato infatti previsto il litisconsorzio necessario. A stabilirlo è l'articolo 12, comma 4, della legge 24/2017.

In buona sostanza, è sì possibile rivolgersi direttamente alle compagnie assicurative per ottenere il risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, ma nel farlo non ci si può esimere da chiamare in giudizio anche il responsabile.

La ratio del litisconsorzio

L'intento che ha guidato il legislatore nel compiere tale scelta, che deroga al principio generale del litisconsorzio facoltativo, è stato quello di evitare il moltiplicarsi dei giudizi. Infatti, verosimilmente, la compagnia di assicurazione che intenda esperire un'azione di rivalsa lo farà già all'interno del giudizio avviato dal paziente e nel quale l'assicurato deve essere parte.

Inoltre, prevedendo il litisconsorzio necessario, la legge Gelli evita che nell'eventuale giudizio di regresso contro la struttura o il medico non spieghi effetti quanto statuito nel giudizio che si è svolto tra il paziente e la compagnia.

È evidente, insomma, che si tratta di un litisconsorzio necessario propter opportunitatem, ovverosia dettato esclusivamente da ragioni di opportunità (e non da ragioni sostanziali o di carattere processuale).

Le problematiche del litisconsorzio

Il litisconsorzio necessario, in ogni caso, porta anche alcuni inconvenienti che lo hanno esposto a diverse critiche.

Ad essere biasimato, in particolare, è l'aumento dei costi della lite che esso può determinare oltre che l'incidenza negativa sul sistema processuale che può comportare l'aumento delle declaratorie di nullità delle sentenze emesse senza il rispetto del litisconsorzio.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(06/11/2018 - Valeria Zeppilli)
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