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ResponsabilitÓ medica: quando si ha errore diagnostico

Lo ha chiarito la Cassazione, che si Ŕ soffermata anche ad approfondire il concetto di legge scientifica e ad analizzarne la natura
medico con mani in testa per senso di colpa e stetoscopio

di Valeria Zeppilli ľ Con la sentenza numero 47448/2018 (sotto allegata), la Corte di cassazione si Ŕ soffermata sull'esatta portata del concetto di errore diagnostico.

I giudici hanno nel dettaglio confermato che tale errore non si ha solo quando il medico, in presenza di uno o pi¨ sintomi di una malattia, non riesce a inquadrare il caso clinico in una patologia nota alla scienza o lo inquadra in maniera errata. L'errore diagnostico, infatti, si configura anche quando il sanitario non sottopone il paziente ai controlli e agli accertamenti che invece sono doverosi per formulare una corretta diagnosi.

  1. Diagnosi differenziale
  2. Le leggi scientifiche
  3. La natura delle leggi scientifiche
  4. La probabilitÓ logica

Diagnosi differenziale

Inoltre, per la Corte, "allorchÚ il sanitario si trovi di fronte a una sintomatologia idonea a condurre alla formulazione di una diagnosi differenziale, la condotta Ŕ colposa allorquando non si proceda alla stessa e ci si mantenga invece nell'erronea posizione diagnostica iniziale".

Le leggi scientifiche

La sentenza 47448 rileva anche per un ulteriore importante approfondimento: quello sulla legge scientifica che il giudice deve utilizzare per verificare se l'accadimento lamentato dal paziente sia eziologicamente connesso alla condotta del sanitario.

Per la Corte, un enunciato ha valenza di legge scientifica se risponde ai seguenti requisiti (sui quali la pronuncia si sofferma diffusamente): la generalitÓ; la controllabilitÓ; il grado di conferma; l'accettazione da parte della comunitÓ scientifica internazionale.

La natura delle leggi scientifiche

Stabiliti i requisiti delle leggi scientifiche, la Corte si Ŕ poi soffermata sull'ulteriore profilo attinente alla loro natura, analizzando la "summa divisio" tra leggi di carattere universale e leggi di carattere statistico.

In tal modo i giudici hanno potuto ribadire che nei giudizi di responsabilitÓ medica il ricorso a queste ultime Ŕ pi¨ che legittimo in quanto "il modello della sussunzione sotto leggi sottende, il pi¨ delle volte, necessariamente il distacco da una spiegazione causale deduttiva, che implicherebbe una impossibile conoscenza di tutti i fatti e di tutte le leggi pertinenti". Se, invece, si pretendesse sempre e comunque una spiegazione causale di tipo deteministico e nomologico-deduttivo secondo criteri di certezza assoluta "si finirebbe col frustrare gli scopi preventivo-repressivi del diritto e del processo penale in settori nevralgici per la tutela di beni primari".

La probabilitÓ logica

Ci˛ posto, per colmare le carenze che derivano dall'utilizzo di parametri che non assicurano certezza, la giurisprudenza ha creato il concetto di probabilitÓ logica che "impone di tener conto di tutte le caratteristiche del caso concreto, integrando il criterio della frequenza statistica con tutti gli elementi astrattamente idonei a modificarla".

E la via per giungere a un corretto giudizio di probabilitÓ logica Ŕ quella di ricorrere al procedimento abduttivo, definito come "strumento principe dell'accertamento della condizionalitÓ necessaria".

Corte di cassazione testo sentenza numero 47448/2018
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed Ŕ dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche ľ Diritto del lavoro presso l'UniversitÓ 'G. D'Annunzio' di Chieti ľ Pescara
(27/10/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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