Chi concede i prestiti?

Indice di questa guida:
  1. Cos' un prestito?
  2. Chi concede i prestiti?
  3. Prestiti personali
  4. Prestiti dipendenti
  5. Prestiti delega
  6. Prestiti auto
  7. Prestiti atipici
  8. Le rate ed i tassi
  9. Le garanzie, l'inadempimento, l'estinzione anticipata
  10. La normativa
  11. Il mutuo
  12. La centrale rischi
  13. [Torna all'indice delle guide legali]
a cura di: Manuela Sacco, Axura srl

Quando si parla in generale di prestiti ci si riferisce sempre al prestito personale: il finanziamento di una somma di denaro, da parte di una banca o di un istituto specilizzato, ad un tasso d'interesse solitamente fisso, che il debitore deve restituire secondo un piano rateale costante.

Il prestito personale fa parte della categoria dei finanziamenti non finalizzati, definiti come “credito al consumo”, poichè non direttamente riconducibili all'acquisto di un determinato bene o servizio.

A differenza dei mutui, quindi, i prestiti non dispongono della garanzia di un bene immobile acquistato da parte del debitore che possa coprire un'eventuale insolvenza. Dato l'alto rischio per l'istituto creditore spesso vengono chieste delle garanzie personali come la firma di un fideiussore.

E' possibile definire il prestito personale come un finanziamento senza obbligo di destinazione rivolto a quelle persone fisiche, che in necessità di liquidità vogliono richiedere del denaro agli istituti di credito senza dover dare spiegazioni sullo scopo dello stanziamento economico.

In linea di massima è possibile richiedere un prestito da 1.500,00 euro a 30.000,00 euro. La durata del finanziamento varia da 1 anno ai 5 anni. E', inoltre, possibile decidere che l'addebito delle rate avvenga sul proprio conto corrente oppure attraverso il pagamento di bollettini postali indirizzati all'istituto finanziario.

Requisiti

I dati da presentare in fase di domanda del prestito solitamente sono:

  • dati anagrafici e personali;
  • profilo di credito;
  • Rapporto di Credito;

Vengono richiesti i dati anagrafici per avere delle informazioni generali sul richiedente ma soprattutto per verificare che l'età sia compresa tra i 18 ed i 70 anni, età massima a cui vengono concessi i prestiti.

I dati personali riguardano più che altro la professione del richiedente ed il suo reddito, che deve essere dimostrabile attraverso le ultime buste paga o i cedolini della pensione, il modello Unico, ecc.

Per provare di avere una buona posizione creditizia è necessario presentare il proprio profilo di credito, cioè quella documentazione riguardante la propria situazione finanziaria: protesti, fallimenti, capacità di rimborso, richiesta del credito in proporzione al reddito, ecc.

Infine, viene anche richiesto il Rapporto di Credito dato dalla Centrale Rischi. Si tratta di un rapporto standard che riepiloga tutte le informazioni relative ai debiti in corso, alla puntualità sui pagamenti delle rate e alle domande di credito presentate. La Centrale Rischi è l'organizzazione che stila tutti i rapporti di credito richiesti dagli istituti aderenti (banche, finanziarie, assicurazioni, ecc.) per permettere una valutazione reale sulla rischiosità del soggetto.

Oltre alla richiesta dei dati fondamentali, sopra elencati, esistono altri parametri di valutazione impiegati dai diversi istituti finanziari in modo differente: per questo motivo la stessa domanda di prestito può essere rifiutata da una struttura ed accettata da un'altra in base ai sistemi di valutazione adottati.

Valutazione delle richieste

La valutazione delle richieste da parte degli istituti finanziari viene effetuata in base a dei criteri di analisi interni: di solito, inizialmente è garantita una valutazione preliminare di tipo standard dei requisiti del richiedente attraverso l'uso di un calcolo di Credit Scoring (procedura automatica di valutazione delle richieste di prestito, fondata sull'analisi dei dati del soggetto richiedente e su calcoli statistici, il cui risultato è un indice quantitativo sintetico sull'affidabilità creditizia, detto Credit Score) e tramite la consultazione di alcune banche dati come quella della Centrale Rischi.

Ogni istituto, poi, valuterà in che misura intende assumersi la responsabilità del rischio e di conseguenza quanto stringere o allentare i propri parametri di accettazione.

Data la maggiore rischiosità di un prestito rispetto ad altri prodotti di credito, per somme di denaro consistenti (per i prestiti già 8.000,00 euro iniziano ad essere una bella somma) quasi tutti gli istituti richiedono delle garanzie, ad esempio: la richiesta di una fideiussione.

E' facilmente intuibile che l'accettazione delle richieste di prestito, specialmente nel caso di importi elevati, dipende dal livello di reddito del richiedente e dalle sue capacità di estinguere ogni rata del debito con puntualità. Per valutare l'idoneità del soggetto gli istituti calcolano il rapporto tra il reddito mensile e l'ammontare della somma da restituire ad ogni rata, che nel caso dei prestiti risulta essere quasi sempre a quota fissa.

L'affidabilità creditizia è, quindi, di fondamentale importanza per gli istituti finanziatori, che stimano il rischio connesso ad ogni richiesta di prestito analizzando accuratamente il Rapporto di Credito di ogni soggetto.

Il contratto

Il contratto di prestito prevede un accordo tra soggetti in cui si decide quanto l'istituto creditore dovrà dare in prestito ed a che condizioni il debitore dovrà restituire la somma conseguita.

Come per il mutuo, il contratto di prestito include la definizione dell'ammontare del tasso d'interesse da applicare alla somma erogata e la sua suddivisione per ogni rata, che nella maggior parte dei casi di prestito risulta essere fissa da contratto. In generale, negli ultimi anni, il tasso d'interesse legale è stato fissato al 5% ma ogni istituto finanziario dispone di un certo grado di flessibilità per potersi accordare (con vincolo di forma scritta) con il contraente ad un tasso più elevato, che però non deve superare il tasso limite legalmente determinato dal governo, in caso contrario l'istituto incorrerebbe nel reato d'usura [Legge 07/03/96 n. 108 articolo 644 c.p.].

La legge prevede l'obbligo di sottoscrivere un contratto scritto poiché nessuna somma di denaro può essere richiesta o addebitata se non sulla base di chiare condizioni contrattuali.

La legge, inoltre, stabilisce che ogni contratto di prestito debba obbligatoriamente includere la definizione di determinati elementi, come:

  • il tasso d'interesse applicato;
  • tutte le spese da affrontare, inclusa la definizione di tutti i tassi applicabili tra cui quello di mora;
  • l'ammontare del prestito;
  • le modalità di erogazione della somma richiesta;
  • il piano di ammortamento, compreso il numero, l'importo e la scadenza di ogni rata;
  • il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), con le condizioni per cui potrebbe essere modificato;
  • le garanzie richieste;
  • le spese assicurative non incluse nel TAEG.
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