La centrale rischi

Indice di questa guida:
  1. Cos'è un prestito?
  2. Chi concede i prestiti?
  3. Prestiti personali
  4. Prestiti dipendenti
  5. Prestiti delega
  6. Prestiti auto
  7. Prestiti atipici
  8. Le rate ed i tassi
  9. Le garanzie, l'inadempimento, l'estinzione anticipata
  10. La normativa
  11. Il mutuo
  12. La centrale rischi
  13. [Torna all'indice delle guide legali]
a cura di: Manuela Sacco, Axura srl
Quando una banca o un istituto riceve una richiesta di finanziamento, viene effettuato un controllo in una centrale rischi finanziari, un database gestito dalla Banca d’Italia oppure da enti privati, per indagare sulla storia finanziaria del cliente. Le informazioni importanti sono quelle sulle richieste di finanziamento rifiutate, sui finanziamenti già avuti, e soprattutto sui ritardi nei pagamenti rateali o impegni di garanzia. Con la centrale rischi, la banca può rifiutare una pratica sulla base di una classificazione del richiedente come “cattivo pagatore”, basandosi sull’idea che sia rischioso concedere finanziamenti a chi ha già dimostrato di non pagare regolarmente. Questa banca dati quindi archivia le informazioni sulla solvenza dei clienti degli istituti creditizi.
Gli enti finanziatori in questo modo possono evitare rischi, grazie alla centrale rischi che fornisce informazioni sulla posizione creditizia dei clienti che ricorrono al credito. Il Codice di deontologia per i sistemi di informazioni creditizie, entrato in vigore nel 2005, stabilisce che una centrale rischi privata possa conservare i nominativi dei “cattivi pagatori” per un periodo massimo di 3 anni, mentre prima questo periodo di tempo durava anche più di 5 anni, creando non pochi problemi anche per persone che regolarizzavano la loro posizione dopo qualche tempo.
Il sistema informativo della banca dati della Centrale Rischi, si fonda sull’obbligo da parte degli intermediari di comunicare periodicamente alla Banca d’Italia ogni rapporto in essere in rapporto dei propri clienti. La reputazione economica e commerciale di un imprenditore può dipendere dalla professionalità e precisione di chi fornisce le segnalazioni, per cui l’attenzione nel diffondere dati e notizie accurate deve essere massima per non ledere interessi economici.
Tutti coloro che risultano esposti con la banca per affidamenti oltre una certa soglia, risultano nella Centrale Rischi. Lo stesso accade a chi non riesce a far fronte ai debiti per qualunque genere di finanziamento, e viene quindi dichiarato insolvente. Per l’entità dei debiti accumulati, gli insolventi non vengono più ritenuti in grado di adempiere ai pagamenti e si dice che la loro posizione viene “passata a sofferenza”. Questo implica un recupero coattivo del credito.
Il “passaggio a sofferenza” va distinto dal semplice “incaglio”, che è la situazione di chi accumula un ritardo nei pagamenti dovuto a difficoltà temporanee, e che non viene segnalato alla Centrale Rischi dalla banca. Il Garante della privacy ha stabilito che le banche, prima di poter segnalare alla Centrale Rischi una posizione di insolvenza, debbano dare un preavviso ai clienti per dargli la possibilità di intervenire.
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