Dell'ammissione alla procedura di concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione

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TITOLO III DEL CONCORDATO PREVENTIVO E DEGLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE
CAPO I Dell'ammissione alla procedura di concordato preventivo

Art. 160.

( Presupposti per l'ammissione alla procedura ).

 

L'imprenditore che si trova in stato di crisi puo' proporre ai creditori un concordato preventivo sulla base di un piano che puo' prevedere:

a) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie, ivi compresa l'attribuzione ai creditori, nonche' a societa' da questi partecipate, di azioni, quote, ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni, o altri strumenti finanziari e titoli di debito;

b) l'attribuzione delle attivita' delle imprese interessate dalla proposta di concordato ad un assuntore; possono costituirsi come assuntori anche i creditori o societa' da questi partecipate o da costituire nel corso della procedura, le azioni delle quali siano destinate ad essere attribuite ai creditori per effetto del concordato;

c) la suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei;

d) trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse.(44)

La proposta puo' prevedere che i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, non vengano soddisfatti integralmente, purche' il piano ne preveda la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, inragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d). Il trattamento stabilito per ciascuna classe non puo' avere l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione.

Ai fini di cui al primo comma per stato di crisi si intende anche lo stato di insolvenza.  

In ogni caso la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari. La disposizione di cui al presente comma non si applica al concordato con continuità aziendale di cui all’articolo 186-bis. 

Art. 161.

(Domanda di concordato).

 

La domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo e' proposta con ricorso, sottoscritto dal debitore, al tribunale del luogo in cui l'impresa ha la propria sede principale; il trasferimento della stessa intervenuto nell'anno antecedente al deposito del ricorso non rileva ai fini della individuazione della competenza.

Il debitore deve presentare con il ricorso:

a) una aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'impresa;

b) uno stato analitico ed estimativo delle attivita' e l'elenco nominativo dei creditori, con l'indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione;

c) l'elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprieta' o in possesso del debitore;

d) il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili.

e) un piano contenente la descrizione analitica delle modalita' e dei tempi di adempimento della proposta; in ogni caso, la proposta deve indicare l'utilita' specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore. 

Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono essere accompagnati dalla relazione di un professionista,designato dal debitore, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), che attesti la veridicita' dei dati aziendali e la fattibilita' del piano medesimo. Analoga relazione deve essere presentata nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del piano. 

Per la societa' la domanda deve essere approvata e sottoscritta a norma dell'articolo 152.(44)

La domanda di concordato e' comunicata al pubblico ministero ed e' pubblicata, a cura del cancelliere, nel registro delle imprese entro il giorno successivo al deposito in cancelleria. Al pubblico ministero è trasmessa altresì copia degli atti e documenti depositati a norma del secondo e del terzo comma, nonché copia della relazione del commissario giudiziale prevista dall’articolo 172. 

L'imprenditore puo' depositare il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo entro un termine fissato dal giudice, compreso fra sessanta e centoventi giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all'omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore puo' depositare domanda ai sensi dell'articolo 182-bis, primo comma. In mancanza, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo. Con decreto motivato che fissa il termine di cui al primo periodo, il tribunale puo' nominare il commissario giudiziale di cui all'articolo 163, secondo comma, n. 3,; si applica l'articolo 170, secondo comma. Il commissario giudiziale, quando accerta che il debitore ha posto in essere una delle condotte previste dall'articolo 173, deve riferirne immediatamente al tribunale che, nelle forme del procedimento di cui all'articolo 15 e verificata la sussistenza delle condotte stesse, puo', con decreto, dichiarare improcedibile la domanda e, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore con contestuale sentenza reclamabile a norma dell'articolo 18.

Dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di cui all'articolo 163 il debitore puo' compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale puo' assumere sommarie informazioni e deve acquisire il parere del commissario giudiziale, se nominato. Nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore puo' altresi' compiere gli atti di ordinaria amministrazione. I crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili ai sensi dell'articolo 111.

Con il decreto che fissa il termine di cui al sesto comma, primo periodo, il tribunale deve disporre gli obblighi informativi periodici, anche relativi alla gestione finanziaria dell'impresa e all'attivita' compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano, che il debitore deve assolvere, con periodicita' almeno mensile e sotto la vigilanza del commissario giudiziale se nominato, sino alla scadenza del termine fissato. Il debitore, con periodicita' mensile, deposita una situazione finanziaria dell'impresa che, entro il giorno successivo, e' pubblicata nel registro delle imprese a cura del cancelliere. In caso di violazione di tali obblighi, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo. Quando risulta che l'attivita' compiuta dal debitore e' manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano, il tribunale, anche d'ufficio, sentito il debitore e il commissario giudiziale se nominato, abbrevia il termine fissato con il decreto di cui al sesto comma, primo periodo. Il tribunale puo' in ogni momento sentire i creditori.

La domanda di cui al sesto comma e' inammissibile quando il debitore, nei due anni precedenti, ha presentato altra domanda ai sensi del medesimo comma alla quale non abbia fatto seguito l'ammissione alla procedura di concordato preventivo o l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti.

Fermo restando quanto disposto dall'articolo 22, primo comma, quando pende il procedimento per la dichiarazione di fallimento il termine di cui al sesto comma del presente articolo e' di sessanta giorni, prorogabili, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni.

Art. 162.

(Inammissibilita' della proposta).

 

Il Tribunale puo' concedere al debitore un termine non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti.

Il Tribunale, se all'esito del procedimento verifica che non ricorrono i presupposti di cui agli articoli 160, commi primo e secondo, e 161, sentito il debitore in camera di consiglio, con decreto non soggetto a reclamo dichiara inammissibile la proposta di concordato. In tali casi il Tribunale, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5 dichiara il fallimento del debitore.

Contro la sentenza che dichiara il fallimento e' proponibile reclamo a norma dell'articolo 18. Con il reclamo possono farsi valere anche motivi attinenti all'ammissibilita' della proposta di concordato.

 

NB: La Corte Costituzionale con sentenza 20 - 27 giugno 1972 n. 110 (in G.U. 1a s.s. 28/06/1972 n. 165) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 162, comma primo, del citato r.d. 16 marzo 1942, n. 267, nella parte in cui non prevede che il tribunale, prima di pronunciarsi sulla domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, debba ordinare la comparizione in camera di consiglio del debitore per l'esercizio del diritto di difesa".

Art. 163.

(Ammissione alla procedura e proposte concorrenti).

 

Il tribunale, ove non abbia provveduto a norma dell'articolo 162, commi primo e secondo, , con decreto non soggetto a reclamo, dichiara aperta la procedura di concordato preventivo; ove siano previste diverse classi di creditori, il tribunale provvede analogamente previa valutazione della correttezza dei criteri di formazione delle diverse classi.

Con il provvedimento di cui al primo comma, il tribunale:

1) delega un giudice alla procedura di concordato;

2) ordina la convocazione dei creditori non oltre centoventi giorni dalla data del provvedimento e stabilisce il termine per la comunicazione di questo ai creditori;

3) nomina il commissario giudiziale osservate le disposizioni degli articoli 28 e 29;

4) stabilisce il termine non superiore a quindici giorni entro il quale il ricorrente deve depositare nella cancelleria del tribunale la somma pari al 50 per cento delle spese che si presumono necessarie per l'intera procedura, ovvero la diversa minor somma, non inferiore al 20 per cento di tali spese, che sia determinata dal giudice. Su proposta del commissario giudiziale, il giudice delegato puo' disporre che le somme riscosse vengano investite secondo quanto previsto dall'articolo 34, primo comma. 

4-bis) ordina al ricorrente di consegnare al commissario giudiziale entro sette giorni copia informatica o su supporto analogico delle scritture contabili e fiscali obbligatorie. 

Qualora non sia eseguito il deposito prescritto, il commissario giudiziale provvede a norma dell'articolo 173, primo comma.(44)

Uno o piu'creditori che, anche per effetto di acquisti successivi alla presentazionedella domanda di cui all'articolo 161, rappresentano almeno il dieci per centodei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale depositata ai sensidell'articolo 161, secondo comma, lettera a), possono presentare una proposta concorrentedi concordato preventivo e il relativo piano non oltre trenta giorni primadell'adunanza dei creditori. Ai fini del computo della percentuale del dieciper cento, non si considerano i crediti della societa' che controlla lasocieta' debitrice, delle societa' da questa controllate e di quelle sottopostea comune controllo. La relazione di cui al comma terzo dell'articolo 161 puo'essere limitata alla fattibilita' del piano per gli aspetti che non siano gia'oggetto di verifica da parte del commissario giudiziale, e puo' essere omessaqualora non ve ne siano.

Leproposte di concordato concorrenti non sono ammissibili se nella relazione dicui all’articolo 161, terzo comma, il professionista attesta che la proposta diconcordato del debitore assicura il pagamento di almeno il quaranta per centodell’ammontare dei crediti chirografari o, nel caso di concordato concontinuità aziendale di cui al- l’articolo 186-bis, di almeno il trentaper cento dell’ammontare dei crediti chirografari. 

I creditori chepresentano una proposta di concordato concorrente hanno diritto di voto sullamedesima solo se collocati in una autonoma classe.

Qualora la propostaconcorrente preveda diverse classi di creditori essa, prima di esserecomunicata ai creditori ai sensi del secondo comma dell'articolo 171, deveessere sottoposta al giudizio del tribunale che verifica la correttezza deicriteri di formazione delle diverse classi. 

Art. 163-bis

(Offerte concorrenti).

Quando ilpiano di concordato di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e),comprende una offerta da parte di un soggetto già in- dividuato avente adoggetto il trasferimento in suo favore, anche prima dell’omologazione, verso uncorrispettivo in denaro o comunque a titolo oneroso dell’azienda o di uno o piùrami d’azienda o di specifici beni, il tribunale dispone la ricerca diinteressati all’acquisto disponendo l’aper- tura di un procedimento competitivoa norma delle disposizioni previste dal secondo comma del presente articolo. Ledisposizioni del presente articolo si applicano anche quando il debitore hastipulato un contratto che comunque abbia la finalità del trasferimento nonimmediato dell’azienda, del ramo d’azienda o di specifici beni. 

L'offerta e il piano possono prevedere che il trasferimento abbia luogo prima dell'omologazione. Con ilmedesimo decreto è in ogni caso disposta la pubblicità sul portale dellevendite pubbliche di cui all’articolo 490 del codice di procedura civile ed èstabilito l’aumento minimo del corrispettivo di cui al primo comma del presentearticolo che le offerte devono prevedere. 

Il tribunale, sentito ilcommissario, decide sull'istanza ovvero dispone d'ufficio l'apertura di unprocedimento competitivo, tenuto conto del valore dell'azienda o del bene,nonche' della probabilita'

di conseguire unamigliore soddisfazione dei creditori. Il decreto che dispone l'apertura delprocedimento competitivo stabilisce le modalita' di presentazione di offerteirrevocabili, prevedendo che ne sia assicurata in ogni caso la comparabilita',i requisiti di partecipazione degli offerenti, le forme e i tempi di accessoalle informazioni rilevanti, gli eventuali limiti al loro utilizzo e le modalita'con cui il commissario deve fornirle a coloro che ne fanno richiesta, la datadell'udienza per l'esame delle offerte, le modalita' di svolgimento dellaprocedura competitiva, le garanzie che devono essere prestate dagli offerenti ele forme di pubblicita' del decreto. L'offerta di cui al primo comma divieneirrevocabile dal momento in cui viene modificata l'offerta in conformita' a quantoprevisto dal decreto di cui al presente comma e viene prestata la garanziastabilita con il medesimo decreto. Le offerte, da presentarsi in forma segreta,non sono efficaci se non conformi a quanto previsto dal decreto e, in ognicaso, quando sottoposte a condizione.

Le offerte sono resepubbliche all'udienza fissata per l'esame delle stesse, alla presenza degliofferenti e di qualunque interessato. Se sono state presentate piu' offertemigliorative, il giudice dispone la gara tra gli offerenti. La gara puo' avereluogo alla stessa udienza o ad un'udienza immediatamente successiva e deve concludersiprima dell'adunanza dei creditori, anche quando il piano prevede che la venditao l'aggiudicazione abbia luogo dopo l'omologazione. In ogni caso, con lavendita o con l'aggiudicazione, se precedente, a soggetto diverso da colui cheha presentato l'offerta di cui al primo comma, quest'ultimo e' liberato dalle obbligazionieventualmente assunte nei confronti del debitore e in suo favore il commissariodispone il rimborso delle spese e dei costi sostenuti per la formulazionedell'offerta entro il limite massimo del tre per cento del prezzo in essaindicato.

Il debitore devemodificare la proposta e il piano di concordato in conformita' all'esito dellagara.

La disciplina delpresente articolo si applica, in quanto compatibile, anche agli atti daautorizzare ai sensi dell'articolo 161, settimo comma, nonche' all'affitto diazienda o di uno o piu' rami di azienda.


Art. 164.

(Decreti del giudice delegato).

 

I decreti del giudice delegato sono soggetti a reclamo a norma dell'articolo 26.

Art. 165.

(Commissario giudiziale).

 

Il commissario giudiziale e', per quanto attiene all'esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale.

Si applicano al commissario giudiziale gli articoli 36, 37, 38 e 39. 

Il commissariogiudiziale fornisce ai creditori che ne fanno richiesta, valutata la congruita'della richiesta medesima e previa assunzione di opportuni obblighi di riservatezza,le informazioni utili per la presentazione di proposte concorrenti, sulla basedelle scritture contabili e fiscali obbligatorie del debitore, nonche' ognialtra informazione rilevante in suo possesso. In ogni caso si applica il divieto di cui all'articolo 124, comma primo, ultimo periodo. 

La disciplina di cui alterzo comma si applica anche in caso di richieste, da parte di creditori o diterzi, di informazioni utili per la presentazione di offerte ai sensidell'articolo 163-bis.  

Il commissario giudiziale comunica senza ritardo al pubblico ministero i fatti che possono interessare ai fini delle indagini preliminari in sede penale e dei quali viene a conoscenza nello svolgimento delle sue funzioni. 

Art. 166.

(Pubblicita' del decreto).

 

Il decreto e' pubblicato, a cura del cancelliere, a norma dell'articolo 17. Il tribunale puo', inoltre, disporne la pubblicazione in uno o piu' giornali, da esso indicati.

Se il debitore possiede beni immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione, si applica la disposizione dell'articolo 88, secondo comma.

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