Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione

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Indice

Titolo III

USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
INDIVIDUALE

Capo I

Uso delle attrezzature di lavoro

                            Art. 69. (6)
                             Definizioni

  1.  Agli  effetti  delle  disposizioni di cui al presente titolo si
intende per:
    a)  attrezzatura  di  lavoro:  qualsiasi  macchina,  apparecchio,
utensile  o  impianto  ((,  inteso  come  il  complesso  di macchine,
attrezzature  e  componenti  necessari  all'attuazione di un processo
produttivo,)) destinato ad essere usato durante il lavoro;
    b)  uso  di  una  attrezzatura  di  lavoro:  qualsiasi operazione
lavorativa  connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in
servizio  o  fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione,
la  trasformazione,  la  manutenzione,  la  pulizia, il montaggio, lo
smontaggio;
    c)   zona   pericolosa:  qualsiasi  zona  all'interno  ovvero  in
prossimita'  di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di
un  lavoratore  costituisce  un  rischio per la salute o la sicurezza
dello stesso;
    d)   lavoratore   esposto:  qualsiasi  lavoratore  che  si  trovi
interamente o in parte in una zona pericolosa;
    e)   operatore:   il   lavoratore   incaricato  dell'uso  di  una
attrezzatura di lavoro.

	        
	      
                            Art. 70. (6)
                       Requisiti di sicurezza

  1.  Salvo  quanto  previsto  al  comma 2, le attrezzature di lavoro
messe  a  disposizione  dei  lavoratori  devono  essere conformi alle
specifiche  disposizioni  legislative  e regolamentari di recepimento
delle direttive comunitarie di prodotto.
  2.  Le  attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni
legislative  e  regolamentari  di  cui  al  comma 1, e quelle messe a
disposizione  dei lavoratori antecedentemente all'emanazione di norme
legislative   e   regolamentari   di   recepimento   delle  direttive
comunitarie di prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali
di sicurezza di cui all'allegato V.
  3.  Si  considerano conformi alle disposizioni di cui al comma 2 le
attrezzature  di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei decreti
ministeriali   adottati   ai  sensi  dell'articolo  395  del  decreto
Presidente   della   Repubblica   27  aprile  1955,  n.  547,  ovvero
dell'articolo 28 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
  ((4.  Qualora gli organi di vigilanza, nell'espletamento delle loro
funzioni  ispettive  in  materia  di  salute  e sicurezza sul lavoro,
constatino  che  un'attrezzatura  di lavoro, messa a disposizione dei
lavoratori  dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio
conformemente   alla  legislazione  nazionale  di  recepimento  delle
direttive comunitarie ad essa applicabili ed utilizzata conformemente
alle  indicazioni del fabbricante, presenti una situazione di rischio
riconducibile  al mancato rispetto di uno o piu' requisiti essenziali
di  sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari
di  cui al comma 1, ne informano immediatamente l'autorita' nazionale
di  sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tale
caso  le  procedure  previste  dagli  articoli  20  e  21 del decreto
legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate:
    a)  dall'organo di vigilanza che ha accertato in sede di utilizzo
la  situazione  di  rischio,  nei  confronti  del  datore  di  lavoro
utilizzatore   dell'esemplare   di  attrezzatura,  mediante  apposita
prescrizione  a  rimuovere  tale situazione nel caso in cui sia stata
accertata una contravvenzione, oppure mediante idonea disposizione in
ordine alle modalita' di uso in sicurezza dell'attrezzatura di lavoro
ove non sia stata accertata una contravvenzione;
    b)   dall'organo   di   vigilanza   territorialmente   competente
rispettivamente,  nei  confronti  del fabbricante ovvero dei soggetti
della   catena   della   distribuzione,   qualora,  alla  conclusione
dell'accertamento  tecnico effettuato dall'autorita' nazionale per la
sorveglianza    del    mercato,    risulti    la    non   conformita'
dell'attrezzatura  ad  uno  o  piu' requisiti essenziali di sicurezza
previsti  dalle  disposizioni  legislative  e regolamentari di cui al
comma 1 dell'articolo 70. ))

	        
	      
                            Art. 71. (6)
                    Obblighi del datore di lavoro

  1.  Il  datore  di  lavoro  mette  a  disposizione  dei  lavoratori
attrezzature  conformi  ai  requisiti di cui all'articolo precedente,
idonee  ai  fini  della  salute  e  sicurezza e adeguate al lavoro da
svolgere  o  adattate  a  tali  scopi  che  devono  essere utilizzate
conformemente  alle  disposizioni  legislative  di  recepimento delle
direttive comunitarie.
  2. All'atto della scelta delle attrezzature di lavoro, il datore di
lavoro prende in considerazione:
    a)  le  condizioni  e le caratteristiche specifiche del lavoro da
svolgere;
    b) i rischi presenti nell'ambiente di lavoro;
    c) i rischi derivanti dall'impiego delle attrezzature stesse;
    d)  i  rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature
gia' in uso.
  3.  Il  datore  di  lavoro,  al  fine di ridurre al minimo i rischi
connessi  all'uso  delle  attrezzature  di  lavoro e per impedire che
dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo
condizioni  per  le  quali  non  sono  adatte, adotta adeguate misure
tecniche ed organizzative, tra le quali quelle dell'allegato VI.
  4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinche':
    a) le attrezzature di lavoro siano:
      1)  installate  ed  utilizzate  in  conformita' alle istruzioni
d'uso;
      2)  oggetto  di  idonea  manutenzione  al fine di garantire nel
tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all'articolo 70
e  siano  corredate,  ove  necessario, da apposite istruzioni d'uso e
libretto di manutenzione;
      3)  assoggettate  alle  misure  di  aggiornamento dei requisiti
minimi   di   sicurezza   stabilite   con   specifico   provvedimento
regolamentare   adottato   in  relazione  alle  prescrizioni  di  cui
all'articolo 18, comma 1, lettera z);
    b)  siano  curati  la  tenuta  e  l'aggiornamento del registro di
controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso e' previsto.
  5. Le modifiche apportate alle macchine quali definite all'articolo
1,  comma  2,  del  decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1996,  n.  459,  per  migliorarne  le  condizioni  di  sicurezza ((in
rapporto alle previsioni del comma 1, ovvero del comma 4, lettera a),
numero   3),))  non  configurano  immissione  sul  mercato  ai  sensi
dell'articolo  1, comma 3, secondo periodo, sempre che non comportino
modifiche  delle  modalita'  di utilizzo e delle prestazioni previste
dal costruttore.
  6.  Il  datore  di  lavoro prende le misure necessarie affinche' il
posto  di  lavoro  e  la posizione dei lavoratori durante l'uso delle
attrezzature  presentino  requisiti  di  sicurezza  e  rispondano  ai
principi dell'ergonomia.
  7.   Qualora   le  attrezzature  richiedano  per  il  loro  impiego
conoscenze o responsabilita' particolari in relazione ai loro rischi
  specifici,   il  datore  di  lavoro  prende  le  misure  necessarie
    affinche':
a) l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori
allo  scopo  incaricati  che  abbiano  ricevuto  una  ((informazione,
formazione ed addestramento adeguati));
    b)  in  caso  di riparazione, di trasformazione o manutenzione, i
lavoratori  interessati  siano  qualificati  in maniera specifica per
svolgere detti compiti.
  8.  Fermo  restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro
((, secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza
di  queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da
linee guida,)) provvede affinche':
    (( a) )) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle
condizioni  di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale
(dopo  l'installazione  e  prima  della  messa  in esercizio) e ad un
controllo  dopo  ogni  montaggio  in un nuovo cantiere o in una nuova
localita'   di  impianto,  al  fine  di  assicurarne  l'installazione
corretta e il buon funzionamento;
    ((  b)  ))  le  attrezzature  soggette  a  influssi  che  possono
provocare  deterioramenti  suscettibili  di dare origine a situazioni
pericolose siano sottoposte:
      1.  ((ad interventi di controllo)) periodici, secondo frequenze
stabilite  in  base  alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero
dalle  norme  di  buona  tecnica,  o  in  assenza  di  queste ultime,
desumibili dai codici di buona prassi;
      2.  ((ad  interventi  di  controllo))  straordinari  al fine di
garantire  il  mantenimento  di  buone  condizioni di sicurezza, ogni
volta   che   intervengano   eventi  eccezionali  che  possano  avere
conseguenze  pregiudizievoli  per  la sicurezza delle attrezzature di
lavoro,   quali   riparazioni,  trasformazioni,  incidenti,  fenomeni
naturali o periodi prolungati di inattivita';
    c)  ((Gli  interventi  di controllo)) di cui alle lettere a) e b)
sono   volti   ad  assicurare  il  buono  stato  di  conservazione  e
l'efficienza  a  fini  di  sicurezza  delle  attrezzature di lavoro e
devono essere effettuati da persona competente.
  9.  I  risultati  dei  controlli  di  cui  al comma 8 devono essere
riportati  per  iscritto  e,  almeno  quelli relativi agli ultimi tre
anni,  devono  essere conservati e tenuti a disposizione degli organi
di vigilanza.
  10. Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate
al   di   fuori  della  sede  dell'unita'  produttiva  devono  essere
accompagnate  da  un  documento  attestante  l'esecuzione dell'ultimo
controllo con esito positivo.
  11.  Oltre  a  quanto  previsto  dal  comma  8, il datore di lavoro
sottopone  le  attrezzature  di  lavoro  riportate  in allegato VII a
verifiche   periodiche  ((volte  a  valutarne  l'effettivo  stato  di
conservazione  e  di  efficienza  ai  fini  di  sicurezza,))  con  la
frequenza   indicata  nel  medesimo  allegato.  ((La  prima  di  tali
verifiche  e'  effettuata  dall'ISPESL che vi provvede nel termine di
sessanta  giorni  dalla  richiesta,  decorso  inutilmente il quale il
datore  di lavoro puo' avvalersi delle ASL e o di soggetti pubblici o
privati  abilitati con le modalita' di cui al comma 13. Le successive
verifiche  sono effettuate dai soggetti di cui al precedente periodo,
che  vi  provvedono  nel  termine  di  trenta giorni dalla richiesta,
decorso  inutilmente  il  quale il datore di lavoro puo' avvalersi di
soggetti  pubblici  o  privati  abilitati, con le modalita' di cui al
comma 13.))
  12.  Per l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL
e  l'ISPESL  possono  avvalersi  del  supporto di soggetti pubblici o
privati   abilitati.  I  soggetti  privati  abilitati  acquistano  la
qualifica   di   incaricati   di   pubblico   servizio  e  rispondono
direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
  13. Le modalita' di effettuazione delle verifiche periodiche di cui
all'allegato  VII,  nonche' i criteri per l'abilitazione dei soggetti
pubblici  o  privati  di  cui  al comma precedente sono stabiliti con
decreto  del  ((Ministro  del  lavoro,  dellasalute e delle politiche
sociali))  e del ((Ministro del lavoro, dellasalute e delle politiche
sociali)), sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato,
le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di Bolzano, da
adottarsi  entro  dodici  mesi  dalla  data  di entrata in vigore del
presente decreto.
  14.  Con  decreto  del  ((Ministro  del lavoro, dellasalute e delle
politiche  sociali))  ((,  di concerto con il Ministro dello sviluppo
economico)),  sentiti  i  Ministri  della  salute  e  dello  sviluppo
economico,  d'intesa  con la Conferenza permanente per i rapporti tra
Stato,  Regioni  e province autonome di Trento e di Bolzano e sentita
la Commissione consultiva di cui all'articolo 6, vengono apportate le
modifiche    all'allegato    VII   relativamente   all'elenco   delle
attrezzature  di  lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma
11.

	        
	      
                            Art. 72. (6)
          Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso

  ((1.   Chiunque  venda,  noleggi  o  conceda  in  uso  o  locazione
finanziaria  macchine,  apparecchi  o  utensili  costruiti o messi in
servizio  al  di fuori della disciplina di cui all'articolo 70, comma
1,  attesta,  sotto  la  propria responsabilita', che le stesse siano
conformi,  al  momento  della consegna a chi acquisti, riceva in uso,
noleggio  o  locazione  finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui
all'allegato V.))
  2. Chiunque noleggi o conceda in uso ((...)) attrezzature di lavoro
senza  ((operatore))  deve,  al momento della cessione, attestarne il
buono  stato  di  conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di
sicurezza. Dovra' altresi' acquisire e conservare agli atti per tutta
la  durata  del  noleggio  o  della concessione dell'attrezzatura una
dichiarazione  del  datore  di  lavoro  che riporti l'indicazione del
lavoratore  o  dei lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono
risultare formati conformemente alle disposizioni del presente titolo
((e,  ove  si tratti di attrezzature di cui all'articolo 73, comma 5,
siano in possesso della specifica abilitazione ivi prevista)).

	        
	      
                            Art. 73. (6)
            ((Informazione, formazione e addestramento))

  1.  Nell'ambito  degli  obblighi  di  cui  agli articoli 36 e 37 il
datore  di lavoro provvede, affinche' per ogni attrezzatura di lavoro
messa  a disposizione, i lavoratori incaricati dell'uso dispongano di
ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano ((una formazione
e   un   addestramento   adeguati,))   in   rapporto  alla  sicurezza
relativamente:
    a) alle condizioni di impiego delle attrezzature;
    b) alle situazioni anormali prevedibili.
  2.  Il  datore di lavoro provvede altresi' a informare i lavoratori
sui  rischi  cui  sono  esposti  durante  l'uso delle attrezzature di
lavoro,   sulle   attrezzature   di   lavoro  presenti  nell'ambiente
immediatamente  circostante, anche se da essi non usate direttamente,
nonche' sui cambiamenti di tali attrezzature.
  3.   Le   informazioni  e  le  istruzioni  d'uso  devono  risultare
comprensibili ai lavoratori interessati.
  4.  Il  datore di lavoro provvede affinche' i lavoratori incaricati
dell'uso    delle    attrezzature   che   richiedono   conoscenze   e
responsabilita' particolari di cui all'articolo 71, comma 7, ricevano
((una formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici,
tali  da  consentire l'utilizzo)) delle attrezzature in modo idoneo e
sicuro,  anche  in  relazione ai rischi che possano essere causati ad
altre persone.
  5.  In  sede  di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le
regioni   e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  sono
individuate  le  attrezzature di lavoro per le quali e' richiesta una
specifica  abilitazione  degli  operatori nonche' le modalita' per il
riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata,
gli indirizzi ed i requisiti minimi di validita' della formazione.

	        
	      
Capo II

Uso dei dispositivi di protezione individuale

                            Art. 74. (6)
                             Definizioni

  1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito
denominato   "DPI",   qualsiasi   attrezzatura  destinata  ad  essere
indossata  e  tenuta  dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro
uno  o  piu'  rischi  suscettibili  di  minacciarne la sicurezza o la
salute  durante  il  lavoro,  nonche'  ogni  complemento o accessorio
destinato a tale scopo.
  2. Non costituiscono DPI:
    a)   gli   indumenti   di  lavoro  ordinari  e  le  uniformi  non
specificamente  destinati  a  proteggere la sicurezza e la salute del
lavoratore;
    b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;
    c)  le attrezzature di protezione individuale delle forze armate,
delle   forze  di  polizia  e  del  personale  del  servizio  per  il
mantenimento dell'ordine pubblico;
    d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di
trasporto ((...));
    e)  i  materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente
sportivi e non per attivita' lavorative;
    f) i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;
    g)  gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e
fattori nocivi.

	        
	      
                              Art. 75.
                           Obbligo di uso

  1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere
evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione,
da  mezzi  di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti
di riorganizzazione del lavoro.

	        
	      
                              Art. 76.
                          Requisiti dei DPI

  1.  I  DPI  devono  essere  conformi  alle  norme di cui al decreto
legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, e sue successive modificazioni.
  2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre:
    a)  essere  adeguati  ai rischi da prevenire, senza comportare di
per se' un rischio maggiore;
    b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
    c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del
lavoratore;
    d)   poter   essere  adattati  all'utilizzatore  secondo  le  sue
necessita'.
  3.  In  caso  di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di
piu'  DPI,  questi  devono  essere  tra  loro  compatibili  e tali da
mantenere,  anche  nell'uso  simultaneo,  la  propria  efficacia  nei
confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.

	        
	      
                              Art. 77.
                    Obblighi del datore di lavoro

  1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI:
    a) effettua l'analisi e la valutazione dei rischi che non possono
essere evitati con altri mezzi;
    b)  individua  le  caratteristiche  dei  DPI necessarie affinche'
questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto
delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi
DPI;
    c)  valuta,  sulla  base  delle  informazioni e delle norme d'uso
fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI
disponibili  sul  mercato  e le raffronta con quelle individuate alla
lettera b);
    d)  aggiorna  la  scelta ogni qualvolta intervenga una variazione
significativa negli elementi di valutazione.
  2.  Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme d'uso fornite
dal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere
  usato,  specie  per quanto riguarda la durata dell'uso, in funzione
    di: a) entita' del rischio;
    b) frequenza dell'esposizione al rischio;
    c) caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore;
    d) prestazioni del DPI.
  3. Il datore di lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di
cui  all'articolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai
requisiti previsti dall'articolo 76.
  4. Il datore di lavoro:
    a)  mantiene  in  efficienza  i  DPI  e ne assicura le condizioni
d'igiene,  mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni
necessarie   e   secondo   le   eventuali   indicazioni  fornite  dal
fabbricante;
    b)  provvede  a  che  i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi
previsti,  salvo  casi  specifici  ed eccezionali, conformemente alle
informazioni del fabbricante;
    c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;
    d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze
richiedano  l'uso  di uno stesso DPI da parte di piu' persone, prende
misure adeguate affinche' tale uso non ponga alcun problema sanitario
e igienico ai vari utilizzatori;
    e)  informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il
DPI lo protegge;
    f)   rende  disponibile  nell'azienda  ovvero  unita'  produttiva
informazioni adeguate su ogni DPI;
    g)  stabilisce  le  procedure  aziendali  da  seguire, al termine
dell'utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI;
    h)  assicura  una formazione adeguata e organizza, se necessario,
uno specifico addestramento circa l'uso corretto e l'utilizzo pratico
dei DPI.
  5. In ogni caso l'addestramento e' indispensabile:
    a)  per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre
1992, n. 475, appartenga alla terza categoria;
    b) per i dispositivi di protezione dell'udito.

	        
	      
                              Art. 78.
                       Obblighi dei lavoratori

  1.  In  ottemperanza  a  quanto previsto dall'articolo 20, comma 2,
lettera h), i lavoratori si sottopongono al programma di formazione e
addestramento  organizzato  dal  datore  di  lavoro nei casi ritenuti
necessari ai sensi dell'articolo 77 commi 4, lettera h), e 5.
  2.  In  ottemperanza  a  quanto previsto dall'articolo 20, comma 2,
lettera  d),  i lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione
conformemente   all'informazione   e   alla   formazione  ricevute  e
all'addestramento eventualmente organizzato ed espletato.
  3. I lavoratori:
    a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione;
    b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa.
  4.  Al  termine  dell'utilizzo  i  lavoratori  seguono le procedure
aziendali in materia di riconsegna dei DPI.
  5.  I  lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al
dirigente  o  al  preposto  qualsiasi difetto o inconveniente da essi
rilevato nei DPI messi a loro disposizione.

	        
	      
                            Art. 79. (6)
                Criteri per l'individuazione e l'uso

  1.   Il  contenuto  dell'allegato  VIII,  costituisce  elemento  di
riferimento  per  l'applicazione  di quanto previsto all'articolo 77,
commi 1 e 4.
  2.  Con  decreto  del  ((Ministro  del lavoro, della salute e delle
politiche  sociali)),  di  concerto  con  il  Ministro dello sviluppo
economico,  sentita  la  Commissione  consultiva  permanente  di  cui
all'articolo  6,  tenendo  conto  della  natura, dell'attivita' e dei
fattori specifici di rischio sono indicati:
    a) i criteri per l'individuazione e l'uso dei DPI;
    b)  le  circostanze  e  le  situazioni  in cui, ferme restando le
priorita'  delle misure di protezione collettiva, si rende necessario
l'impiego dei DPI.
  ((2-bis.  Fino  alla adozione del decreto di cui al comma 2 restano
ferme  le  disposizioni  di  cui al decreto del Ministro del lavoro e
della  previdenza  sociale  in  data  2 maggio 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1 ° giugno 2001.))

	        
	      
Capo III

Impianti e apparecchiature elettriche

                            Art. 80. (6)
                    Obblighi del datore di lavoro

  ((1.  Il  datore  di lavoro prende le misure necessarie affinche' i
lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica
connessi  all'impiego  dei  materiali,  delle apparecchiature e degli
impianti  elettrici  messi a loro disposizione ed, in particolare, da
quelli derivanti da:))
    a) contatti elettrici diretti;
    b) contatti elettrici indiretti;
    c)  innesco  e  propagazione  di  incendi  e  di ustioni dovuti a
sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni;
    d) innesco di esplosioni;
    e) fulminazione diretta ed indiretta;
    f) sovratensioni;
    g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.
  2.  A  tale  fine  il  datore  di lavoro esegue una valutazione dei
rischi di cui al precedente comma 1, tenendo in considerazione:
    a)  le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi
comprese eventuali interferenze;
    b) i rischi presenti nell'ambiente di lavoro;
    c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili.
  3.  A  seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di
lavoro  adotta  le  misure  tecniche  ed  organizzative necessarie ad
eliminare  o  ridurre  al  minimo i rischi presenti, ad individuare i
dispositivi  di  protezione  collettivi ed individuali necessari alla
conduzione  in  sicurezza del lavoro ed a predisporre le procedure di
uso  e  manutenzione  atte  a  garantire  nel tempo la permanenza del
livello  di sicurezza raggiunto con l'adozione delle misure di cui al
comma 1.
  ((3-bis. Il datore di lavoro prende, altresi', le misure necessarie
affinche'  le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano
predisposte  ed  attuate tenendo conto delle disposizioni legislative
vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione
delle   apparecchiature   ricadenti  nelle  direttive  specifiche  di
prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.))

	        
	      
                            Art. 81. (6)
                       Requisiti di sicurezza

  1. Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonche' le
installazioni  e  gli impianti elettrici ed elettronici devono essere
progettati, realizzati e costruiti a regola d'arte.
  2.  Ferme  restando  le disposizioni legislative e regolamentari di
recepimento  delle  direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i
macchinari,  le  apparecchiature,  le installazioni e gli impianti di
cui  al comma precedente, si considerano costruiti a regola d'arte se
sono realizzati secondo le ((pertinenti norme tecniche)).
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N.106))

	        
	      
                            Art. 82. (6)
                        Lavori sotto tensione

  1.  E'  vietato  eseguire  lavori  sotto tensione. Tali lavori sono
tuttavia  consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono
di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica ((o))
quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni:
    a)  le  procedure  adottate  e  le  attrezzature  utilizzate sono
conformi ai criteri definiti nelle norme di ((tecniche));
    ((b)  per  sistemi  di  categoria  0  e I purche' l'esecuzione di
lavori  su  parti  in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti
dal  datore  di  lavoro  come  idonei  per  tale attivita' secondo le
indicazioni della pertinente normativa tecnica;))
      1)  l'esecuzione  di  lavori  su  parti in tensione deve essere
affidata  a  lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei
per  tale attivita' secondo le indicazioni della pertinente normativa
tecnica;
      2)  le  procedure  adottate  e  le attrezzature utilizzate sono
conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica;
    ((c) per sistemi di II e III categoria purche':
      1)  i  lavori  su parti in tensione siano effettuati da aziende
autorizzate,  con  specifico  provvedimento del Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali, ad operare sotto tensione;
      2)  l'esecuzione  di lavori su parti in tensione sia affidata a
lavoratori  abilitati  dal datore di lavoro ai sensi della pertinente
normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attivita'.))
  2.  Con  decreto  del  ((Ministro  del lavoro, della salute e delle
politiche  sociali)),  da  adottarsi  entro dodici mesi dalla data di
entrata  in  vigore del presente decreto legislativo, sono definiti i
criteri  per  il  rilascio  delle  autorizzazioni  di cui al comma 1,
lettera c), numero 1).
  3.  Hanno  diritto  al  riconoscimento di cui al comma 2 le aziende
gia' autorizzate ai sensi della legislazione vigente.

	        
	      
                            Art. 83. (6)
                Lavori in prossimita' di parti attive

  1.  Non possono essere eseguiti lavori ((non elettrici in vicinanza
di  linee  Elettriche))  o di impianti elettrici con parti attive non
protette,  o  che per circostanze particolari si debbano ritenere non
sufficientemente  protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti
di  cui  alla  tabella 1 dell'allegato IX, salvo che vengano adottate
disposizioni  organizzative  e  procedurali  idonee  a  proteggere  i
lavoratori dai conseguenti rischi.
  2.  Si considerano idonee ai fini di cui al comma 1 le disposizioni
contenute ((nelle pertinenti norme tecniche)).

	        
	      
                            Art. 84. (6)
                       Protezioni dai fulmini

  1.  Il  datore  di  lavoro  provvede  affinche'  gli  edifici,  gli
impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti
dei fulmini ((...)) realizzati secondo le norme ((tecniche)).

	        
	      
                            Art. 85. (6)
      Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature

  1.  Il  datore  di  lavoro  provvede  affinche'  gli  edifici,  gli
impianti,  le strutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli
determinati   dall'innesco   elettrico  di  atmosfere  potenzialmente
esplosive   per  la  presenza  o  sviluppo  di  gas,  vapori,  nebbie
((infiammabili))  o  polveri ((combustibili)) infiammabili, o in caso
di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi.
  2.  Le  protezioni  di  cui al comma 1 si realizzano utilizzando le
specifiche  disposizioni  di cui al presente decreto legislativo e le
pertinenti norme di ((tecniche)) di cui all'allegato IX.

	        
	      
                            Art. 86. (6)
                     (( (Verifiche e controlli)

  1.  Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della
Repubblica   22  ottobre  2001,  n.  462,  in  materia  di  verifiche
periodiche,  il  datore  di  lavoro  provvede  affinche' gli impianti
elettrici   e   gli   impianti   di   protezione  dai  fulmini  siano
periodicamente  sottoposti  a  controllo secondo le indicazioni delle
norme  di  buona  tecnica  e  la normativa vigente per verificarne lo
stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.
  2.  Con  decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con  il  Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali,
adottato  sentita  la  Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
stabilite  le  modalita'  ed  i  criteri  per  l'effettuazione  delle
verifiche e dei controlli di cui al comma 1.
  3. L'esito dei controlli di cui al comma 1 e' verbalizzato e tenuto
a disposizione dell'autorita' di vigilanza.))

	        
	      
                            Art. 87. (6)
   (( (Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del
                noleggiatore e del concedente in uso)

  1.  Il datore di lavoro e' punito con la pena dell'arresto da tre a
sei  mesi  o  con  l'ammenda  da 2.500 a 6.400 euro per la violazione
dell'articolo 80, comma 2.
  2.  Il  datore  di  lavoro  e  il dirigente sono puniti con la pena
dell'arresto  da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro
per la violazione:
    a) dell'articolo 70, comma 1;
    b)  dell'articolo  70,  comma  2,  limitatamente  ai punti 3.2.1,
5.6.1,  5.6.6,  5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9 dell'allegato V,
parte II;
    c) dell'articolo 71, commi 1, 2, 4, 7 e 8;
    d) degli articoli 75 e 77, commi 3, 4, lettere a), b) e d), e 5;
    e)  degli  articoli  80, comma 2, 82, comma 1, 83, comma 1, e 85,
comma 1.
  3.  Il  datore  di  lavoro  e  il dirigente sono puniti con la pena
dell'arresto  da  due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.000 a 4.800
euro per la violazione:
    a) dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8,
3.1.11,  3.3.1,  5.1.3,  5.1.4,  5.5.3,  5.5.7, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1,
5.15.2, 5.16.2, 5.16.4, dell'allegato V, parte II;
    b)  dell'articolo  71,  comma  3,  limitatamente  ai punti 3.1.3,
3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1 dell'allegato VI;
    c) dell'articolo 77, comma 4, lettere e), f) ed h);
    d) dell'articolo 80, commi 3 e 4.
  4.  Il  datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 per la violazione:
    a)   dell'articolo   70,   comma   2,   limitatamente   ai  punti
dell'allegato V, parte II, diversi da quelli indicati alla lettera a)
del comma 3 e alla lettera b) del comma 2;
    b)   dell'articolo   71,   comma   3,   limitatamente   ai  punti
dell'allegato VI diversi da quelli indicati alla lettera b) del comma
2, e commi 6, 9, 10 e 11;
    c) dell'articolo 77, comma 4, lettere c) e g);
    d) dell'articolo 86, commi 1 e 3.
  5.  La  violazione  di  piu'  precetti riconducibili alla categoria
omogenea  di  requisiti  di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di
cui  all'allegato  V,  parte II, punti 1, 2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 4.1,
4.2, 4.3, 4.4 , 4.5 , 5.1, 5.2 , 5.3 , 5.4 , 5.5 , 5.6, 5.7, 5.8, 5.9
,  5.10  ,  5.11, 5.12 , 5.13 , 5.14 , 5.15 e 5.16 e' considerata una
unica  violazione,  penale  o  amministrativa  a seconda della natura
dell'illecito,  ed e' punita con la pena o la sanzione amministrativa
pecuniaria rispettivamente previste dai precedenti commi. L'organo di
vigilanza   e'   tenuto   a  precisare  in  ogni  caso,  in  sede  di
contestazione, i diversi precetti violati.
  6.  La  violazione  di  piu'  precetti riconducibili alla categoria
omogenea  di  requisiti  di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di
cui  all'allegato  VI,  punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8,
1.9,  2,  3.1,  3.2,  4,  5, 6, 7, 8, 9 e 10 e' considerata una unica
violazione ed e' punita con la pena prevista dal comma 2, lettera b).
L'organo  di vigilanza e' tenuto a precisare in ogni caso, in sede di
contestazione, i diversi precetti violati.
  7.  Il  venditore, il noleggiatore o il concedente in uso e' punito
con  la sanzione amministrativa pecuniaria da 750 a 2.700 euro per la
violazione dell'articolo 72.))

	        
	      
Continua
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