Cantieri temporanei o mobili

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Indice

Titolo IV

CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

Capo I

Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

                            Art. 88. (6)
                        Campo di applicazione

  1.  Il presente capo contiene disposizioni specifiche relative alle
misure  per  la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori
nei  cantieri  temporanei  o  mobili  quali definiti all'articolo 89,
comma 1, lettera a).
  2. Le disposizioni del presente capo non si applicano:
    a)  ai  lavori  di  prospezione,  ricerca  e  coltivazione  delle
sostanze minerali;
    b)  ai  lavori  svolti  negli  impianti  connessi  alle attivita'
minerarie esistenti entro il perimetro dei permessi di ricerca, delle
concessioni o delle autorizzazioni;
    c)  ai  lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze
della  miniera:  gli  impianti  fissi  interni o esterni, i pozzi, le
gallerie,  nonche'  i macchinari, gli apparecchi e utensili destinati
alla  coltivazione  della  miniera, le opere e gli impianti destinati
all'arricchimento  dei minerali, anche se ubicati fuori del perimetro
delle concessioni;
    d)   ai   lavori  di  frantumazione,  vagliatura,  squadratura  e
trasporto  dei  prodotti delle cave ed alle operazioni di caricamento
di tali prodotti dai piazzali;
    e)   alle  attivita'  di  prospezione,  ricerca,  coltivazione  e
stoccaggio   degli  idrocarburi  liquidi  e  gassosi  nel  territorio
nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e
    nelle  altre  aree  sottomarine comunque soggette ai poteri dello
    Stato; f) ai lavori svolti in mare;
    g)  alle  attivita'  svolte  in  studi teatrali, cinematografici,
televisivi  o  in  altri luoghi in cui si effettuino riprese, purche'
tali   attivita'   non   implichino  l'allestimento  di  un  cantiere
temporaneo o mobile.
    ((g-bis)   ai   lavori   relativi   a  impianti  elettrici,  reti
informatiche,  gas,  acqua,  condizionamento  e riscaldamento che non
comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all'allegato X;
    g-ter),  alle  attivita'  di cui al decreto legislativo 27 luglio
1999,  n. 272, che non comportino lavori edili o di ingegneria civile
di cui all'allegato X.))

	        
	      
                            Art. 89. (6)
                             Definizioni

  1.  Agli  effetti  delle  disposizioni  di  cui al presente capo si
intendono per:
    a)   cantiere   temporaneo   o  mobile,  di  seguito  denominato:
"cantiere":  qualunque  luogo  in cui si effettuano lavori edili o di
ingegneria civile il cui elenco e' riportato nell'allegato X.
    b)  committente:  il  soggetto per conto del quale l'intera opera
viene  realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della
sua  realizzazione.  Nel  caso  di  appalto  di  opera  pubblica,  il
committente e' il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa
relativo alla gestione dell'appalto;
    ((c) responsabile dei lavori: soggetto che puo' essere incaricato
dal  committente  per  svolgere  i  compiti  ad  esso  attribuiti dal
presente  decreto;  nel campo di applicazione del decreto legislativo
12  aprile  2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile
dei lavori e' il responsabile del procedimento;))
    d)   lavoratore   autonomo:   persona  fisica  la  cui  attivita'
professionale   contribuisce   alla  realizzazione  dell'opera  senza
vincolo di subordinazione;
    e)  coordinatore  in  materia di sicurezza e di salute durante la
progettazione  dell'opera,  di seguito denominato coordinatore per la
progettazione:   soggetto   incaricato,   dal   committente   o   dal
responsabile   dei   lavori,   dell'esecuzione  dei  compiti  di  cui
all'articolo 91;
    f)  coordinatore  in  materia di sicurezza e di salute durante la
realizzazione  dell'opera,  di  seguito  denominato  coordinatore per
l'esecuzione  dei  lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal
responsabile   dei   lavori,   dell'esecuzione  dei  compiti  di  cui
all'articolo  92,  che  non  puo'  essere  il  datore di lavoro delle
imprese  ((affidatarie  ed))  esecutrici  o  un  suo  dipendente o il
responsabile  del  servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui
designato  ((.  Le  incompatibilita' di cui al precedente periodo non
operano   in   caso   di   coincidenza   fra  committente  e  impresa
esecutrice));
    g)  uomini-giorno:  entita'  presunta  del cantiere rappresentata
dalla  somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori, anche
autonomi, previste per la realizzazione dell'opera;
    h)  piano  operativo  di sicurezza: il documento che il datore di
lavoro  dell'impresa  esecutrice  redige,  in  riferimento al singolo
cantiere  interessato, ai sensi dell'articolo 17 comma 1, lettera a),
i cui contenuti sono riportati nell'allegato XV;
    i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto
con  il  committente  che, nell'esecuzione dell'opera appaltata, puo'
avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi ((. Nel
caso  in  cui  titolare del contratto di appalto sia un consorzio tra
imprese  che svolga la funzione di promuovere la partecipazione delle
imprese  aderenti  agli  appalti  pubblici  o privati, anche privo di
personale  deputato alla esecuzione dei lavori, l'impresa affidataria
e'   l'impresa   consorziata  assegnataria  dei  lavori  oggetto  del
contratto   di   appalto   individuata  dal  consorzio  nell'atto  di
assegnazione  dei  lavori  comunicato  al  committente  o, in caso di
pluralita'  di  imprese  consorziate  assegnatarie  di lavori, quella
indicata  nell'atto  di  assegnazione  dei  lavori  come affidataria,
sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione));
    ((i-bis)  impresa esecutrice: impresa che esegue un'opera o parte
di essa impegnando proprie risorse umane e materiali;))
    l)   idoneita'   tecnico-professionale:   possesso  di  capacita'
organizzative,  nonche' disponibilita' di forza lavoro, di macchine e
di attrezzature, in riferimento ((ai lavori da realizzare)).

	        
	      
                          Art. 90. (5) (6)
       Obblighi del committente o del responsabile dei lavori

  ((1.  Il  committente  o  il responsabile dei lavori, nelle fasi di
progettazione  dell'opera,  si  attiene  ai  principi  e  alle misure
generali  di  tutela  di  cui  all'articolo 15, in particolare: a) al
momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde
pianificare  i  vari  lavori  o  fasi  di  lavoro  che si svolgeranno
simultaneamente o successivamente; b) all'atto della previsione della
durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro.))
  ((1-bis.  Per  i lavori pubblici l'attuazione di quanto previsto al
comma  1  avviene nel rispetto dei compiti attribuiti al responsabile
del procedimento e al progettista.))
  2.  Il  committente  o il responsabile dei lavori, nella fase della
progettazione dell'opera, ((prende in considerazione)) i documenti di
cui all'articolo 91, comma 1, lettere a) e b).
  3.  Nei  cantieri  in  cui  e' prevista la presenza di piu' imprese
((esecutrici)),  anche  non  contemporanea, il committente, anche nei
casi  di  coincidenza con l'impresa esecutrice, o il responsabile dei
lavori,     contestualmente    all'affidamento    dell'incarico    di
progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
  4.  ((Nei  cantieri  in cui e' prevista la presenza di piu' imprese
esecutrici,   anche   non   contemporanea)),   il  committente  o  il
responsabile  dei  lavori, prima dell'affidamento dei lavori, designa
il   coordinatore  per  l'esecuzione  dei  lavori,  in  possesso  dei
requisiti di cui all'articolo 98.
  5.  La  disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in
cui,  dopo  l'affidamento dei lavori a un'unica impresa, l'esecuzione
dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o piu' imprese.
  6. Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso
dei  requisiti  di  cui  all'articolo  98, ha facolta' di svolgere le
funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore
per l'esecuzione dei lavori.
  7.  Il  committente  o  il  responsabile dei lavori comunica ((alle
imprese  affidatarie,))  alle  imprese  esecutrici  e  ai  lavoratori
autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello
del  coordinatore  per  l'esecuzione dei lavori. Tali nominativi sono
indicati nel cartello di cantiere.
  8.  Il  committente  o  il  responsabile  dei lavori ha facolta' di
sostituire  in qualsiasi momento, anche personalmente, se in possesso
dei  requisiti  di  cui  all'articolo  98,  i  soggetti  designati in
attuazione dei commi 3 e 4.
  9.  Il  committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di
affidamento  dei  lavori  ad  un'unica  impresa  ((o ad un lavoratore
autonomo)):
    a)  verifica  l'idoneita'  tecnico-professionale  ((delle imprese
affidatarie)),  delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in
relazione  alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalita' di
cui  all'allegato  XVII.  ((Nei  cantieri  la cui entita' presunta e'
inferiore  a  200  uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi
particolari  di cui all'allegato XI)), il requisito di cui al periodo
che  precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte
delle  imprese  ((e  dei  lavoratori  autonomi))  del  certificato di
iscrizione  alla  Camera  di commercio, industria e artigianato e del
documento
    unico     di     regolarita'     contributiva,    corredato    da
    autocertificazione in
ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall'allegato XVII;
b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico
medio  annuo,  distinto  per qualifica, corredata dagli estremi delle
denunce   dei  lavoratori  effettuate  all'Istituto  nazionale  della
previdenza   sociale  (INPS),  all'Istituto  nazionale  assicurazione
infortuni  sul  lavoro  (INAIL)  e  alle  casse  edili,  nonche'  una
dichiarazione   relativa  al  contratto  collettivo  stipulato  dalle
organizzazioni   sindacali   comparativamente  piu'  rappresentative,
applicato  ai  lavoratori  dipendenti.  ((Nei cantieri la cui entita'
presunta  e'  inferiore  a  200  uomini-giorno  e  i  cui  lavori non
comportano  rischi particolari di cui all'allegato XI)), il requisito
di  cui  al  periodo  che  precede  si considera soddisfatto mediante
presentazione   da   parte  delle  imprese  del  documento  unico  di
regolarita'    contributiva   ((,   fatto   salvo   quanto   previsto
dall'articolo  16-bis,  comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008,
n.  185,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,
n.  2,))  e  dell'autocertificazione relativa al contratto collettivo
applicato;
    ((c)  trasmette all'amministrazione concedente, prima dell'inizio
dei  lavori  oggetto  del  permesso  di costruire o della denuncia di
inizio   attivita',   copia   della   notifica   preliminare  di  cui
all'articolo 99, il documento unico di regolarita' contributiva delle
imprese  e  dei  lavoratori  autonomi,  fatto  salvo  quanto previsto
dall'articolo  16- bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008,
n.  185,  convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,
n.  2,  e  una  dichiarazione  attestante  l'avvenuta  verifica della
ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b).))
  10.  In  assenza  del  piano di sicurezza e di coordinamento di cui
all'articolo  100  o  del  fascicolo di cui all'articolo 91, comma 1,
lettera  b),  quando  previsti,  oppure in assenza di notifica di cui
all'articolo  99,  quando  prevista ((oppure in assenza del documento
unico  di  regolarita'  contributiva  delle  imprese o dei lavoratori
autonomi)),  e'  sospesa l'efficacia del titolo abilitativo. L'organo
di vigilanza comunica l'inadempienza all'amministrazione concedente.
  11.  La  disposizione  di  cui  al comma 3 non si applica ai lavori
privati  non  soggetti a permesso di costruire in base alla normativa
vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso,
le  funzioni  del  coordinatore  per la progettazione sono svolte dal
coordinatore per la esecuzione dei lavori.

	        
	      
                          Art. 91. (5) (6)
           Obblighi del coordinatore per la progettazione

  1.  Durante  la  progettazione  dell'opera  e  comunque prima della
richiesta  di  presentazione  delle  offerte,  il coordinatore per la
progettazione:
    a)  redige  il  piano  di  sicurezza  e  di  coordinamento di cui
all'articolo  100,  comma  1,  i  cui contenuti sono dettagliatamente
specificati nell'allegato XV;
    b)   predispone  un  fascicolo  ((adattato  alle  caratteristiche
dell'opera)),   i  cui  contenuti  sono  definiti  all'allegato  XVI,
contenente  le  informazioni  utili ai fini della prevenzione e della
protezione  dai  rischi  cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto
delle  specifiche  norme  di  buona  tecnica  e  dell'allegato  II al
documento UE 26 maggio 1993. Il fascicolo non e' predisposto nel caso
di  lavori  di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 3, comma 1,
lettera   a)   del  testo  unico  delle  disposizioni  legislative  e
regolamentari in materia di edilizia, di
    cui  al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.
    380.
b-bis) coordina l'applicazione delle disposizioni di cui
all'articolo 90, comma 1.
  2.  Il  fascicolo  di  cui  al  comma  1,  lettera  b), e' preso in
considerazione all'atto di eventuali lavori successivi sull'opera.

	        
	      
                            Art. 92. (6)
        Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori

  1.   Durante  la  realizzazione  dell'opera,  il  coordinatore  per
l'esecuzione dei lavori:
    a)  verifica,  con opportune azioni di coordinamento e controllo,
l'applicazione,  da  parte  delle imprese esecutrici e dei lavoratori
autonomi,  delle  disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di
sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 ((ove previsto))
e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;
    b)  verifica  l'idoneita'  del  piano  operativo di sicurezza, da
considerare  come  piano  complementare  di  dettaglio  del  piano di
sicurezza  e  coordinamento di cui all'articolo 100, assicurandone la
coerenza  con  quest'ultimo  ((,ove  previsto)),  adegua  il piano di
sicurezza   e   di  coordinamento  di  cui  all'articolo  100  ((,ove
previsto,))  e  il fascicolo di cui all'articolo 91, comma 1, lettera
b),   in  relazione  all'evoluzione  dei  lavori  ed  alle  eventuali
modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici
dirette  a  migliorare  la  sicurezza  in  cantiere,  verifica che le
imprese  esecutrici  adeguino,  se  necessario,  i  rispettivi  piani
operativi di sicurezza;
    c)  organizza  tra  i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori
autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attivita' nonche'
la loro reciproca informazione;
    d)  verifica l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le
parti   sociali   al  fine  di  realizzare  il  coordinamento  tra  i
rappresentanti  della  sicurezza  finalizzato  al miglioramento della
sicurezza in cantiere;
    e)  ((segnala  al  committente  o))  al  responsabile dei lavori,
previa  contestazione  scritta  alle imprese e ai lavoratori autonomi
interessati,  le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95
((96  e  97,  comma  1,))  e  alle  prescrizioni  del  piano  di  cui
all'articolo  100  ((,ove  previsto,)),  e propone la sospensione dei
lavori,  l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal
cantiere,  o  la  risoluzione  del  contratto.  Nel  caso  in  cui il
committente   o   il   responsabile   dei  lavori  non  adotti  alcun
provvedimento  in  merito  alla  segnalazione,  senza  fornire idonea
motivazione,  il  coordinatore  per  l'esecuzione  da'  comunicazione
dell'inadempienza   alla  azienda  unita'  sanitaria  locale  e  alla
direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti;
    f)  sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente
riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti
adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
  2.  Nei  casi  di cui all'articolo 90, comma 5, il coordinatore per
l'esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il
piano  di  sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di
cui  all'articolo  91,  comma  1,  lettere a) e b) ((, fermo restando
quanto previsto al secondo periodo della medesima lettera b))).

	        
	      
                            Art. 93. (6)
    Responsabilita' dei committenti e dei responsabili dei lavori

  1.  Il  committente  e'  esonerato  dalle  responsabilita' connesse
all'adempimento  degli  obblighi limitatamente all'incarico conferito
al  responsabile  dei lavori. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 3 AGOSTO
2009,N.106)).
  2.  La  designazione  del  coordinatore  per la progettazione e del
coordinatore  per  l'esecuzione  ((dei  lavori)),  non  esonera  ((il
committente  o))  il  responsabile  dei  lavori dalle responsabilita'
connesse  alla  verifica  dell'adempimento degli obblighi di cui agli
articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, ((lettere a), b), c) d) ed e))).

	        
	      
                              Art. 94.
                  Obblighi dei lavoratori autonomi

  1.  I  lavoratori  autonomi che esercitano la propria attivita' nei
cantieri,  fermo  restando  gli  obblighi  di cui al presente decreto
legislativo,  si  adeguano  alle indicazioni fornite dal coordinatore
per l'esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

	        
	      
                            Art. 95. (6)
                      Misure generali di tutela

  1.   I   datori   di   lavoro  delle  imprese  esecutrici,  durante
l'esecuzione dell'opera osservano le misure generali di tutela di cui
all'articolo  15  e  curano,  ciascuno per la parte di competenza, in
particolare:
    a)  il  mantenimento  del  cantiere  in  condizioni ordinate e di
soddisfacente salubrita';
    b)  la  scelta  dell'ubicazione  di posti di lavoro tenendo conto
delle  condizioni  di  accesso  a tali posti, definendo vie o zone di
spostamento o di circolazione;
    c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali;
    d) la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e
il  controllo  periodico ((degli apprestamenti, delle attrezzature di
lavoro))  degli  impianti  e  dei  dispositivi al fine di eliminare i
difetti  che  possono  pregiudicare  la  sicurezza  e  la  salute dei
lavoratori;
    e)  la  delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e
di  deposito  dei  vari materiali, in particolare quando si tratta di
materie e di sostanze pericolose;
    f) l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della
durata  effettiva  da  attribuire  ai  vari  tipi di lavoro o fasi di
lavoro;
g)  la  cooperazione  ((e  il  coordinamento)) tra datori di lavoro e
                        lavoratori autonomi;
    h)  le  interazioni  con  le  attivita'  che avvengono sul luogo,
all'interno o in prossimita' del cantiere.

	        
	      
                            Art. 96. (6)
     Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti

  1.  I  datori  di  lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese
esecutrici,  anche  nel  caso  in  cui  nel  cantiere operi una unica
impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti:
    a)   adottano   le  misure  conformi  alle  prescrizioni  di  cui
all'allegato XIII;
    b)  predispongono  l'accesso  e  la  recinzione  del cantiere con
modalita' chiaramente visibili e individuabili;
    c)  curano  la  disposizione  o  l'accatastamento  di materiali o
attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento;
    d)  curano  la  protezione  dei  lavoratori  contro  le influenze
atmosferiche  che  possono  compromettere la loro sicurezza e la loro
salute;
    e)  curano  le  condizioni di rimozione dei materiali pericolosi,
previo,   se   del  caso,  coordinamento  con  il  committente  o  il
responsabile dei lavori;
    f)  curano  che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle
macerie avvengano correttamente;
    g)  redigono  il piano operativo di sicurezza di cui all'articolo
89, comma 1, lettera h).
  ((1-bis.  La  previsione  di  cui  al  comma  1, lettera g), non si
applica alle mere forniture di materiali o attrezzature. In tali casi
trovano  comunque  applicazione  le  disposizioni di cui all'articolo
26.))
  ((2.  L'accettazione  da  parte  di  ciascun datore di lavoro delle
imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo
100,   nonche'   la   redazione  del  piano  operativo  di  sicurezza
costituiscono,   limitatamente   al   singolo  cantiere  interessato,
adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera
a),  all'articolo  26, commi 1, lettera b), 2, 3, e 5, e all'articolo
29, comma 3.))

	        
	      
                            Art. 97. (6)
       Obblighi del datore di lavoro dell'impresa affidataria

  1.  Il  datore  di  lavoro  dell'impresa  affidataria ((verifica le
condizioni  di))  sicurezza  dei lavori affidati ((e l'applicazione))
delle  disposizioni  e  delle  prescrizioni  del piano di sicurezza e
coordinamento.
  2.   Gli  obblighi  derivanti  dall'articolo  26,  fatte  salve  le
disposizioni  di cui all'articolo 96, comma 2, sono riferiti anche al
datore   di   lavoro   dell'impresa   affidataria.  Per  la  verifica
dell'idoneita' tecnico professionale si fa riferimento alle modalita'
di cui all'allegato XVII.
  3. Il datore di lavoro dell'impresa affidataria deve, inoltre:
    a) coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96;
    b)  verificare  la  congruenza  dei  piani operativi di sicurezza
(POS)  delle  imprese  esecutrici  rispetto  al  proprio, prima della
trasmissione   dei   suddetti   piani   operativi   di  sicurezza  al
coordinatore per l'esecuzione.
  ((3-bis.  In  relazione  ai  lavori affidati in subappalto, ove gli
apprestamenti,  gli  impianti  e le altre attivita' di cui al punto 4
dell'allegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, l'impresa
affidataria  corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri
della sicurezza.
  3-ter)  Per  lo  svolgimento  delle  attivita'  di  cui al presente
articolo, il datore di lavoro dell'impresa affidataria, i dirigenti e
i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione.))

	        
	      
                            Art. 98. (6)
Requisiti professionali  del  coordinatore  per  la progettazione del
              coordinatore per l'esecuzione dei lavori

  1.  Il  coordinatore  per  la  progettazione  e il coordinatore per
l'esecuzione  dei  lavori  devono  essere  in possesso ((di uno)) dei
seguenti requisiti:
    a)  laurea  magistrale  conseguita  in una delle seguenti classi:
LM-4,  da  LM-20  a LM-35, LM-69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del
Ministro  dell'universita'  e  della  ricerca  in data 16 marzo 2007,
pubblicato  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 157
del  9  luglio  2007,  ovvero  laurea  specialistica conseguita nelle
seguenti  classi:  4/S,  da  25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al
decreto  del  Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e
tecnologica  ((in  data  28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001)), ovvero
corrispondente  diploma  di  laurea ai sensi del decreto del Ministro
dell'istruzione,  dell'universita'  e  della ricerca in data 5 maggio
2004,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 2004,
nonche'  attestazione,  da  parte  di datori di lavoro o committenti,
comprovante  l'espletamento di attivita' lavorativa nel settore delle
costruzioni per almeno un anno;
    b)  laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23,
di cui al predetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero
laurea  conseguita  nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al ((decreto del
Ministro  dell'universita'  e della ricerca scientifica e tecnologica
in  data  4  agosto  2000,  pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta   Ufficiale   n.   245   del   19  ottobre  2000)),  nonche'
attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante
l'espletamento  di attivita' lavorative nel settore delle costruzioni
per almeno due anni;
    c)  diploma  di  geometra o perito industriale o perito agrario o
agrotecnico,  nonche'  attestazione,  da  parte di datori di lavoro o
committenti,  comprovante  l'espletamento di attivita' lavorativa nel
settore delle costruzioni per almeno tre anni.
  2.  I  soggetti  di  cui  al  comma  1, devono essere, altresi', in
possesso  di  attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento
finale,  a  specifico corso in materia di sicurezza organizzato dalle
regioni,  mediante  le  strutture tecniche operanti nel settore della
prevenzione  e della formazione professionale, o, in via alternativa,
dall'ISPESL,  dall'INAIL, dall'Istituto italiano di medicina sociale,
((dagli  ordini  o  collegi professionali)), dalle universita', dalle
associazioni  sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori o dagli
organismi  paritetici  istituiti  nel  settore dell'edilizia. ((Fermo
restando  l'obbligo  di  aggiornamento  di cui all'allegato XIV, sono
fatti  salvi  gli  attestati rilasciati nel rispetto della previgente
normativa  a conclusione di corsi avviati prima della data di entrata
in vigore del presente decreto.))
  3.  I contenuti, le modalita' e la durata dei corsi di cui al comma
2 devono rispettare almeno le prescrizioni di cui all'allegato XIV.
  4.  L'attestato  di cui al comma 2 non e' richiesto per coloro che,
non  piu' in servizio, abbiano svolto attivita' tecnica in materia di
sicurezza  nelle  costruzioni, per almeno cinque anni, in qualita' di
pubblici  ufficiali o di incaricati di pubblico servizio e per coloro
che  producano un certificato universitario attestante il superamento
di  un  esame  relativo  ad  uno  specifico insegnamento del corso di
laurea  nel  cui  programma  siano presenti i contenuti minimi di cui
all'allegato  XIV,  o  l'attestato  di  partecipazione ad un corso di
perfezionamento   universitario  ((i  cui  programmi  e  le  relative
modalita'   di   svolgimento   siano   conformi  all'allegato  XIV)).
L'attestato di cui al comma 2 non e' richiesto per coloro che sono in
possesso della laurea magistrale LM-26.
  5.  Le  spese connesse all'espletamento dei corsi di cui al comma 2
sono a totale carico dei partecipanti.
  6.   Le   regioni   determinano   la  misura  degli  oneri  per  il
funzionamento  dei  corsi  di cui al comma 2, da esse organizzati, da
porsi a carico dei partecipanti.

	        
	      
                              Art. 99.
                        Notifica preliminare

  1.  Il  committente o il responsabile dei lavori, prima dell'inizio
dei  lavori,  trasmette  all'azienda  unita'  sanitaria locale e alla
direzione  provinciale  del  lavoro  territorialmente  competenti  la
notifica   preliminare   elaborata  conformemente  all'allegato  XII,
nonche' gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:
    a) cantieri di cui all'articolo 90, comma 3;
    b)   cantieri  che,  inizialmente  non  soggetti  all'obbligo  di
notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto
di varianti sopravvenute in corso d'opera;
    c) cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entita' presunta
di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.
  2.  Copia  della  notifica  deve essere affissa in maniera visibile
presso   il  cantiere  e  custodita  a  disposizione  dell'organo  di
vigilanza territorialmente competente.
  3. Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni
in  attuazione  dell'articolo  51  possono  chiedere  copia  dei dati
relativi alle notifiche preliminari presso gli organi di vigilanza.

	        
	      
                            Art. 100. (6)
                Piano di sicurezza e di coordinamento

  1.  Il  piano e' costituito da una relazione tecnica e prescrizioni
correlate   alla   complessita'  dell'opera  da  realizzare  ed  alle
eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire
o  ridurre  i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi
compresi  i  rischi  particolari  di  cui all'allegato XI, nonche' la
stima  dei  costi  di  cui  al  punto 4 dell'allegato XV. Il piano di
sicurezza e coordinamento (PSC) e' corredato da tavole esplicative di
progetto,  relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno
una   planimetria   sull'organizzazione   del   cantiere  e,  ove  la
particolarita'  dell'opera  lo  richieda,  una  tavola  tecnica sugli
scavi. I contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento e
l'indicazione  della  stima  dei  costi della sicurezza sono definiti
all'allegato XV.
  2.  Il  piano  di sicurezza e coordinamento e' parte integrante del
contratto di appalto.
  3.  I  datori  di  lavoro  delle  imprese esecutrici e i lavoratori
autonomi  sono  tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al
comma 1 e nel piano operativo di sicurezza.
  4.   I   datori  di  lavoro  delle  imprese  esecutrici  mettono  a
disposizione  dei  rappresentanti per la sicurezza copia del piano di
sicurezza  e  di  coordinamento  e  del  piano operativo di sicurezza
almeno dieci giorni prima dell'inizio dei lavori.
  5. L'impresa che si aggiudica i lavori ha facolta' di presentare al
coordinatore  per  l'esecuzione  proposte di integrazione al piano di
sicurezza  e  di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire
la  sicurezza  nel  cantiere  sulla base della propria esperienza. In
nessun  caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche
o adeguamento dei prezzi pattuiti.
  6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai lavori
la  cui  esecuzione  immediata  e' necessaria per prevenire incidenti
imminenti  o  per  organizzare  urgenti misure di salvataggio ((o per
garantire  la  continuita' in condizioni di emergenza nell'erogazione
di  servizi  essenziali  per la popolazione quali corrente elettrica,
acqua, gas, reti di comunicazione)).
  ((6-bis.  Il committente o il responsabile dei lavori, se nominato,
assicura  l'attuazione  degli  obblighi a carico del datore di lavoro
dell'impresa  affidataria  previsti  dall'articolo  97, comma 3-bis e
3-ter.  Nel  campo  di applicazione del decreto legislativo 12 aprile
2006,  n. 163, e successive modificazioni, si applica l'articolo 118,
comma 4, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo.))

	        
	      
                              Art. 101.
                      Obblighi di trasmissione

  1.  Il  committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano
di  sicurezza  e  di  coordinamento  a  tutte  le  imprese invitate a
presentare offerte per l'esecuzione dei lavori. In caso di appalto di
opera  pubblica si considera trasmissione la messa a disposizione del
piano a tutti i concorrenti alla gara di appalto.
  2.  Prima dell'inizio dei lavori l'impresa affidataria trasmette il
piano  di  cui  al  comma  1  alle imprese esecutrici e ai lavoratori
autonomi.
  3.   Prima  dell'inizio  dei  rispettivi  lavori  ciascuna  impresa
esecutrice   trasmette   il  proprio  piano  operativo  di  sicurezza
all'impresa  affidataria,  la quale, previa verifica della congruenza
rispetto al proprio, lo trasmette al coordinatore per l'esecuzione. I
lavori  hanno  inizio  dopo l'esito positivo delle suddette verifiche
che  sono  effettuate  tempestivamente e comunque non oltre 15 giorni
dall'avvenuta ricezione.

	        
	      
                              Art. 102.
          Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza

  1.   Prima   dell'accettazione   del   piano   di  sicurezza  e  di
coordinamento di cui all'articolo 100 e delle modifiche significative
apportate  allo  stesso,  il  datore  di  lavoro  di ciascuna impresa
esecutrice consulta il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
e  gli  fornisce  eventuali  chiarimenti  sul contenuto del piano. Il
rappresentante  dei  lavoratori  per  la  sicurezza  ha  facolta'  di
formulare proposte al riguardo.

	        
	      
                            Art. 103. (6)
        ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N.106))

	        
	      
                              Art. 104.
             Modalita' attuative di particolari obblighi

  1.  Nei  cantieri la cui durata presunta dei lavori e' inferiore ai
duecento   giorni   lavorativi,   l'adempimento  di  quanto  previsto
dall'articolo  102  costituisce assolvimento dell'obbligo di riunione
di  cui  all'articolo 35, salvo motivata richiesta del rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza.
  2.  Nei  cantieri la cui durata presunta dei lavori e' inferiore ai
200  giorni  lavorativi, e ove sia prevista la sorveglianza sanitaria
di cui all'articolo 41, la visita del medico competente agli ambienti
di  lavoro  in cantieri aventi caratteristiche analoghe a quelli gia'
visitati  dallo  stesso  medico  competente  e  gestiti  dalle stesse
imprese, e' sostituita o integrata, a giudizio del medico competente,
con  l'esame  di  piani  di  sicurezza  relativi  ai  cantieri in cui
svolgono   la   loro   attivita'   i  lavoratori  soggetti  alla  sua
sorveglianza.  Il  medico competente visita almeno una volta all'anno
l'ambiente  di  lavoro in cui svolgono la loro attivita' i lavoratori
soggetti alla sua sorveglianza.
  3.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo 37, i criteri e i
contenuti  per la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
possono essere definiti dalle parti sociali in sede di contrattazione
nazionale di categoria.
  4.  I  datori  di  lavoro,  quando  e'  previsto  nei  contratti di
affidamento  dei  lavori  che  il  committente  o il responsabile dei
lavori organizzi apposito servizio di pronto soccorso, antincendio ed
evacuazione   dei  lavoratori,  sono  esonerati  da  quanto  previsto
dall'articolo 18, comma 1, lettera b).

	        
	      
Capo II

Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni
e nei lavori in quota

Sezione I

Campo di applicazione

                              Art. 105.
                         Attivita' soggette

  1.  Le  norme del presente capo si applicano alle attivita' che, da
chiunque esercitate e alle quali siano addetti lavoratori subordinati
o  autonomi,  concernono  la  esecuzione  dei  lavori di costruzione,
manutenzione,  riparazione,  demolizione, conservazione, risanamento,
ristrutturazione    o    equipaggiamento,   la   trasformazione,   il
rinnovamento  o  lo  smantellamento  di  opere  fisse,  permanenti  o
temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in
altri materiali, comprese le linee e gli impianti elettrici, le opere
stradali,  ferroviarie,  idrauliche,  marittime,  idroelettriche,  di
bonifica, sistemazione forestale e di sterro. Costituiscono, inoltre,
lavori  di  costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il
montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la
realizzazione  di  lavori  edili o di ingegneria civile. Le norme del
presente capo si applicano ai lavori in quota di cui al presente capo
e ad in ogni altra attivita' lavorativa.

	        
	      
                            Art. 106. (6)
                          Attivita' escluse

  1.  Le  disposizioni del presente capo ((, ad esclusione delle sole
disposizioni relative ai lavori in quota,)) non si applicano:
    a)  ai  lavori  di  prospezione,  ricerca  e  coltivazione  delle
sostanze minerali;
    b)   alle  attivita'  di  prospezione,  ricerca,  coltivazione  e
stoccaggio   degli  idrocarburi  liquidi  e  gassosi  nel  territorio
nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e
    nelle  altre  aree  sottomarine comunque soggette ai poteri dello
    Stato;
    c) ai lavori svolti in mare.

	        
	      
                              Art. 107.
                             Definizioni

  1.  Agli  effetti  delle  disposizioni  di  cui al presente capo si
intende  per  lavoro  in  quota:  attivita'  lavorativa che espone il
lavoratore  al  rischio  di  caduta  da  una  quota  posta ad altezza
superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.

	        
	      
Sezione II

Disposizioni di carattere generale

                            Art. 108. (6)
                       Viabilita' nei cantieri

  ((1. Fermo restando quanto previsto al punto 1 dell'allegato XVIII,
durante  i  lavori  deve essere assicurata nei cantieri la viabilita'
delle persone e dei veicoli.))

	        
	      
                              Art. 109.
                       Recinzione del cantiere

  1.  Il  cantiere,  in  relazione al tipo di lavori effettuati, deve
essere dotato di recinzione avente caratteristiche idonee ad impedire
l'accesso agli estranei alle lavorazioni.

	        
	      
                              Art. 110.
                         Luoghi di transito

  1.  Il  transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e
simili deve essere impedito con barriere o protetto con l'adozione di
misure o cautele adeguate.

	        
	      
                            Art. 111. (6)
Obblighi del datore di lavoro nell'uso  di attrezzature per lavori in
                                quota

  1.  Il  datore  di  lavoro,  nei casi in cui i lavori temporanei in
quota  non  possono  essere  eseguiti in condizioni di sicurezza e in
condizioni  ergonomiche  adeguate  a  partire da un luogo adatto allo
scopo,  sceglie  le  attrezzature di lavoro piu' idonee a garantire e
mantenere  condizioni  di  lavoro  sicure, in conformita' ai seguenti
criteri:
    a)  priorita'  alle misure di protezione collettiva rispetto alle
misure di protezione individuale;
    b) dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura
dei  lavori  da  eseguire,  alle  sollecitazioni prevedibili e ad una
circolazione priva di rischi.
  2.  Il  datore  di lavoro sceglie il tipo piu' idoneo di sistema di
accesso  ai  posti  di  lavoro  temporanei  in quota in rapporto alla
frequenza  di circolazione, al dislivello e alla durata dell'impiego.
Il  sistema di accesso adottato deve consentire l'evacuazione in caso
di  pericolo  imminente.  Il  passaggio  da  un  sistema di accesso a
piattaforme,  impalcati,  passerelle  e viceversa non deve comportare
rischi ulteriori di caduta.
  3. Il datore di lavoro dispone affinche' sia utilizzata una scala a
pioli  quale  posto  di lavoro in quota solo nei casi in cui l'uso di
altre   attrezzature   di  lavoro  considerate  piu'  sicure  non  e'
giustificato  a  causa  del limitato livello di rischio e della breve
durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che
non puo' modificare.
  4. Il datore di lavoro dispone affinche' siano impiegati sistemi di
accesso e di posizionamento mediante funi alle quali il lavoratore e'
direttamente  sostenuto,  soltanto  in  circostanze in cui, a seguito
della  valutazione  dei  rischi,  risulta  che  il lavoro puo' essere
effettuato  in  condizioni  di  sicurezza  e  l'impiego  di  un'altra
attrezzatura  di lavoro considerata piu' sicura non e' giustificato a
causa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti
dei  siti che non puo' modificare. Lo stesso datore di lavoro prevede
l'impiego  di  un  sedile  munito  di  appositi accessori in funzione
dell'esito  della  valutazione  dei  rischi ed, in particolare, della
durata dei lavori e dei vincoli di carattere ergonomico.
  5.  Il  datore  di  lavoro, in relazione al tipo di attrezzature di
lavoro adottate in base ai commi precedenti, individua le misure atte
a minimizzare i rischi per i lavoratori, insiti nelle attrezzature in
questione, prevedendo, ove necessario, l'installazione di dispositivi
di  protezione  contro  le  cadute.  I  predetti  dispositivi  devono
presentare  una configurazione ed una resistenza tali da evitare o da
arrestare  le cadute da luoghi di lavoro in quota e da prevenire, per
quanto  possibile, eventuali lesioni dei lavoratori. I dispositivi di
protezione   collettiva   contro   le   cadute   possono   presentare
interruzioni  soltanto nei punti in cui sono presenti scale a pioli o
a gradini.
  6. Il datore di lavoro nel caso in cui l'esecuzione di un lavoro di
natura   particolare   richiede   l'eliminazione   temporanea  di  un
dispositivo  di protezione collettiva contro le cadute, adotta misure
di  sicurezza  equivalenti  ed efficaci. Il lavoro e' eseguito previa
adozione  di  tali  misure.  Una  volta  terminato  definitivamente o
temporaneamente  detto lavoro di natura particolare, i dispositivi di
protezione collettiva contro le cadute devono essere ripristinati.
  7.  Il  datore  di  lavoro  effettua  i  lavori temporanei in quota
soltanto  se  le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la
sicurezza e la salute dei lavoratori.
  8.  Il  datore  di  lavoro dispone affinche' sia vietato assumere e
somministrare   bevande  alcoliche  e  superalcoliche  ai  lavoratori
addetti ai ((cantieri temporanei e mobili e ai lavori in quota)).

	        
	      
                              Art. 112.
                 Idoneita' delle opere provvisionali

  1.   Le  opere  provvisionali  devono  essere  allestite  con  buon
materiale  ed  a  regola  d'arte, proporzionate ed idonee allo scopo;
esse  devono essere conservate in efficienza per la intera durata del
lavoro.
  2.  Prima  di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si
deve  provvedere alla loro verifica per eliminare quelli non ritenuti
piu' idonei ai sensi dell'allegato XIX.

	        
	      
                              Art. 113.
                              S c a l e

  1.  Le  scale  fisse  a  gradini, destinate al normale accesso agli
ambienti  di  lavoro,  devono essere costruite e mantenute in modo da
resistere ai carichi massimi derivanti da affollamento per situazioni
di  emergenza.  I gradini devono avere pedata e alzata dimensionate a
regola  d'arte e larghezza adeguata alle esigenze del transito. Dette
scale  ed  i  relativi pianerottoli devono essere provvisti, sui lati
aperti,  di parapetto normale o di altra difesa equivalente. Le rampe
delimitate da due pareti devono essere munite di almeno un corrimano.
  2. Le scale a pioli di altezza superiore a m 5, fissate su pareti o
incastellature  verticali  o  aventi  una inclinazione superiore a 75
gradi,  devono  essere provviste, a partire da m 2,50 dal pavimento o
dai  ripiani,  di  una  solida  gabbia metallica di protezione avente
maglie  o aperture di ampiezza tale da impedire la caduta accidentale
della  persona  verso  l'esterno.  La  parete della gabbia opposta al
piano  dei  pioli  non  deve distare da questi piu' di cm 60. I pioli
devono  distare  almeno  15 centimetri  dalla  parete alla quale sono
applicati  o  alla  quale  la scala e' fissata. Quando l'applicazione
della   gabbia  alle  scale  costituisca  intralcio  all'esercizio  o
presenti notevoli difficolta' costruttive, devono essere adottate, in
luogo  della  gabbia,  altre  misure  di sicurezza atte ad evitare la
caduta delle persone per un tratto superiore ad un metro.
  3. Le scale semplici portatili (a mano) devono essere costruite con
materiale   adatto   alle   condizioni   di  impiego,  devono  essere
sufficientemente  resistenti  nell'insieme  e  nei singoli elementi e
devono  avere  dimensioni appropriate al loro uso. Dette scale, se di
legno,  devono avere i pioli fissati ai montanti mediante incastro. I
pioli   devono  essere  privi  di  nodi.  Tali  pioli  devono  essere
trattenuti  con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi;
nelle  scale  lunghe  piu'  di 4 metri deve essere applicato anche un
tirante intermedio. E' vietato l'uso di scale che presentino listelli
di  legno chiodati sui montanti al posto dei pioli rotti. Esse devono
inoltre essere provviste di:
    a) dispositivi  antisdrucciolevoli  alle estremita' inferiori dei
due montanti;
    b) ganci   di   trattenuta   o  appoggi  antisdrucciolevoli  alle
estremita'   superiori,  quando  sia  necessario  per  assicurare  la
stabilita' della scala.
  4.  Per le scale provviste alle estremita' superiori di dispositivi
di  trattenuta,  anche  scorrevoli  su  guide,  non sono richieste le
misure  di  sicurezza  indicate nelle lettere a) e b) del comma 3. Le
scale  a  mano usate per l'accesso ai vari piani dei ponteggi e delle
impalcature non devono essere poste l'una in prosecuzione dell'altra.
Le  scale  che servono a collegare stabilmente due ponti, quando sono
sistemate  verso  la parte esterna del ponte, devono essere provviste
sul lato esterno di un corrimano parapetto.
  5. Quando l'uso delle scale, per la loro altezza o per altre cause,
comporti  pericolo  di  sbandamento, esse devono essere adeguatamente
assicurate o trattenute al piede da altra persona.
  6.  Il  datore  di  lavoro  assicura  che  le  scale  a pioli siano
sistemate in modo da garantire la loro stabilita' durante l'impiego e
secondo i seguenti criteri:
    a) le  scale  a  pioli  portatili  devono poggiare su un supporto
stabile,  resistente,  di  dimensioni adeguate e immobile, in modo da
garantire la posizione orizzontale dei pioli;
    b) le  scale  a  pioli  sospese  devono essere agganciate in modo
sicuro e, ad eccezione delle scale a funi, in maniera tale da evitare
spostamenti e qualsiasi movimento di oscillazione;
    c) lo  scivolamento  del  piede  delle  scale  a pioli portatili,
durante  il  loro uso, deve essere impedito con fissaggio della parte
superiore  o  inferiore  dei  montanti,  o  con qualsiasi dispositivo
antiscivolo,  o  ricorrendo  a qualsiasi altra soluzione di efficacia
equivalente;
    d) le  scale  a  pioli  usate per l'accesso devono essere tali da
sporgere  a sufficienza oltre il livello di accesso, a meno che altri
dispositivi garantiscono una presa sicura;
    e) le  scale  a  pioli  composte da piu' elementi innestabili o a
sfilo  devono  essere  utilizzate  in  modo  da  assicurare  il fermo
reciproco dei vari elementi;
    f) le  scale  a  pioli  mobili  devono essere fissate stabilmente
prima di accedervi.
  7.  Il  datore  di  lavoro  assicura  che  le  scale  a pioli siano
utilizzate  in  modo  da  consentire  ai  lavoratori  di  disporre in
qualsiasi   momento  di  un  appoggio  e  di  una  presa  sicuri.  In
particolare il trasporto a mano di pesi su una scala a pioli non deve
precludere una presa sicura.
  8.  Per l'uso delle scale portatili composte di due o piu' elementi
innestati  (tipo  all'italiana o simili), oltre quanto prescritto nel
comma 3, si devono osservare le seguenti disposizioni:
    a) la  lunghezza  della  scala  in  opera  non deve superare i 15
metri,  salvo  particolari  esigenze,  nel  qual  caso  le estremita'
superiori dei montanti devono essere assicurate a parti fisse;
    b) le  scale in opera lunghe piu' di 8 metri devono essere munite
di rompitratta per ridurre la freccia di inflessione;
    c) nessun  lavoratore  deve  trovarsi  sulla  scala  quando se ne
effettua lo spostamento laterale;
    d) durante  l'esecuzione  dei lavori, una persona deve esercitare
da terra una continua vigilanza della scala.
  9.  Le  scale  doppie non devono superare l'altezza di m 5 e devono
essere  provviste  di  catena  di  adeguata  resistenza  o  di  altro
dispositivo  che  impedisca  l'apertura  della  scala oltre il limite
prestabilito di sicurezza.
  10. E' ammessa la deroga alle disposizioni di carattere costruttivo
di cui ai commi 3, 8 e 9 per le scale portatili conformi all'allegato
XX.

	        
	      
                              Art. 114.
                   Protezione dei posti di lavoro

  1.  Quando  nelle  immediate  vicinanze dei ponteggi o del posto di
caricamento   e   sollevamento   dei   materiali   vengono  impastati
calcestruzzi   e  malte  o  eseguite  altre  operazioni  a  carattere
continuativo  il  posto  di  lavoro deve essere protetto da un solido
impalcato sovrastante, contro la caduta di materiali.
  2. Il posto di carico e di manovra degli argani a terra deve essere
delimitato  con  barriera  per  impedire la permanenza ed il transito
sotto i carichi.
  3.  Nei  lavori che possono dar luogo a proiezione di schegge, come
quelli  di  spaccatura  o scalpellatura di blocchi o pietre e simili,
devono  essere  predisposti efficaci mezzi di protezione a difesa sia
delle  persone  direttamente  addette a tali lavori sia di coloro che
sostano o transitano in vicinanza. Tali misure non sono richieste per
i  lavori  di  normale  adattamento  di pietrame nella costruzione di
muratura comune.

	        
	      
                            Art. 115. (6)
          Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto

  1.  Nei  lavori  in quota qualora non siano state attuate misure di
protezione  collettiva  come  previsto  all'articolo  111,  comma  1,
lettera  a), e' necessario che i lavoratori utilizzino idonei sistemi
di  protezione  ((idonei  per  l'uso  specifico)) composti da diversi
elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, ((conformi
alle norme tecniche,)) quali i seguenti:
    a) assorbitori di energia;
    b) connettori;
    c) dispositivo di ancoraggio;
    d) cordini;
    e) dispositivi retrattili;
    f) guide o linee vita flessibili;
    g) guide o linee vita rigide;
    h) imbracature.
  2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N. 106))
  3.   ((Il   sistema   di   protezione))   deve  essere  assicurato,
direttamente  o  mediante  connettore lungo una guida o linea vita, a
parti stabili delle opere fisse o provvisionali.
  4. Nei lavori su pali il lavoratore deve essere munito di ramponi o
mezzi equivalenti e di idoneo dispositivo anticaduta.

	        
	      
                              Art. 116.
Obblighi  dei  datori  di  lavoro concernenti l'impiego di sistemi di
              accesso e di posizionamento mediante funi

  1.   Il   datore   di  lavoro  impiega  sistemi  di  accesso  e  di
posizionamento mediante funi in conformita' ai seguenti requisiti:
    a) sistema  comprendente  almeno due funi ancorate separatamente,
una  per l'accesso, la discesa e il sostegno, detta fune di lavoro, e
l'altra  con  funzione  di  dispositivo  ausiliario,  detta  fune  di
sicurezza. E' ammesso l'uso di una fune in circostanze eccezionali in
cui  l'uso  di  una seconda fune rende il lavoro piu' pericoloso e se
sono adottate misure adeguate per garantire la sicurezza;
    b) lavoratori  dotati  di  un'adeguata  imbracatura  di  sostegno
collegata alla fune di sicurezza;
    c) fune di lavoro munita di meccanismi sicuri di ascesa e discesa
e  dotata  di  un sistema autobloccante volto a evitare la caduta nel
caso  in  cui l'utilizzatore perda il controllo dei propri movimenti.
La  fune  di  sicurezza  deve  essere munita di un dispositivo mobile
contro le cadute che segue gli spostamenti del lavoratore;
    d) attrezzi   ed   altri  accessori  utilizzati  dai  lavoratori,
agganciati  alla  loro imbracatura di sostegno o al sedile o ad altro
strumento idoneo;
    e) lavori  programmati  e  sorvegliati in modo adeguato, anche al
fine  di  poter  immediatamente  soccorrere  il lavoratore in caso di
necessita'.  Il programma dei lavori definisce un piano di emergenza,
le  tipologie  operative, i dispositivi di protezione individuale, le
tecniche  e  le procedure operative, gli ancoraggi, il posizionamento
degli  operatori,  i  metodi  di  accesso, le squadre di lavoro e gli
attrezzi di lavoro;
    f) il programma di lavoro deve essere disponibile presso i luoghi
di  lavoro  ai  fini della verifica da parte dell'organo di vigilanza
competente  per  territorio  di  compatibilita'  ai  criteri  di  cui
all'articolo 111, commi 1 e 2.
  2.  Il  datore  di  lavoro  fornisce  ai lavoratori interessati una
formazione adeguata e mirata alle operazioni previste, in particolare
in materia di procedure di salvataggio.
  3.  La  formazione di cui al comma 2 ha carattere teorico-pratico e
deve riguardare:
    a) l'apprendimento   delle  tecniche  operative  e  dell'uso  dei
dispositivi necessari;
    b) l'addestramento  specifico  sia  su strutture naturali, sia su
manufatti;
    c) l'utilizzo  dei  dispositivi  di  protezione individuale, loro
caratteristiche tecniche, manutenzione, durata e conservazione;
    d) gli elementi di primo soccorso;
    e) i rischi oggettivi e le misure di prevenzione e protezione;
    f) le procedure di salvataggio.
  4.  I  soggetti  formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti
minimi di validita' dei corsi sono riportati nell'allegato XXI.

	        
	      
                            Art. 117. (6)
                Lavori in prossimita' di parti attive

  1.  ((Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 83, quando
occorre  effettuare))  lavori in prossimita' di linee elettriche o di
impianti   elettrici   con  parti  attive  non  protette  o  che  per
circostanze  particolari  si  debbano  ritenere  non sufficientemente
protette,   ferme  restando  le  norme  di  buona  tecnica,  si  deve
rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:
    a)  mettere  fuori  tensione  ed in sicurezza le parti attive per
tutta la durata dei lavori;
    b)  posizionare  ostacoli  rigidi che impediscano l'avvicinamento
alle parti attive;
    c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi
di  sollevamento,  ponteggi  ed ogni altra attrezzatura a distanza di
sicurezza.
  2.  La  distanza  di  sicurezza  deve  essere  tale che non possano
avvenire  contatti  diretti  o  scariche  pericolose  per  le persone
tenendo  conto  del  tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle
tensioni  presenti  ((e  comunque  la  distanza di sicurezza non deve
essere  inferiore  ai  limiti  di  cui  all'allegato  IX  o  a quelli
risultanti dall'applicazione delle pertinenti norme tecniche)).

	        
	      
Sezione III

Scavi e fondazioni

                            Art. 118. (6)
                     Splateamento e sbancamento

  1. Nei lavori di splateamento o sbancamento ((se previsto l'accesso
di  lavoratori,))  le pareti delle fronti di attacco devono avere una
inclinazione  o  un  tracciato  tali,  in  relazione  alla natura del
terreno,  da  impedire  franamenti.  Quando  la  parete del fronte di
attacco  supera  l'altezza  di m 1,50, e' vietato il sistema di scavo
manuale  per  scalzamento  alla  base  e conseguente franamento della
parete.
  2.  Quando  per  la  particolare  natura del terreno o per causa di
piogge,  di  infiltrazione,  di  gelo  o disgelo, o per altri motivi,
siano  da  temere  frane  o  scoscendimenti,  deve  essere provveduto
all'armatura o al consolidamento del terreno.
  3.  Nei  lavori  di  escavazione  con  mezzi  meccanici deve essere
vietata  la presenza degli operai nel campo di azione dell'escavatore
e sul ciglio del fronte di attacco.
  4.  Il  posto di manovra dell'addetto all'escavatore, quando questo
non  sia  munito di cabina metallica, deve essere protetto con solido
riparo.
  5. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi
alla  base  della  parete  di  attacco  e,  in  quanto  necessario in
relazione all'altezza dello scavo o alle condizioni di accessibilita'
del ciglio della platea superiore, la zona superiore di pericolo deve
essere  almeno  delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili
col proseguire dello scavo.

	        
	      
                            Art. 119. (6)
                       Pozzi, scavi e cunicoli

  1.  Nello  scavo  di  pozzi  e  di trincee profondi piu' di m 1,50,
quando  la  consistenza  del  terreno non dia sufficiente garanzia di
stabilita',  anche  in  relazione alla pendenza delle pareti, si deve
provvedere,  man  mano  che procede lo scavo, alla applicazione delle
necessarie armature di sostegno.
  2. Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi
degli scavi di almeno 30 centimetri.
  3. Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non
presenti  pericolo  di  distacchi, devono predisporsi idonee armature
per  evitare  franamenti  della  volta e delle pareti. Dette armature
devono   essere   applicate   man  mano  che  procede  il  lavoro  di
avanzamento; la loro rimozione puo' essere effettuata in relazione al
progredire del rivestimento in muratura.
  4.  Idonee  armature  e  precauzioni  devono  essere adottate nelle
sottomurazioni  e  quando  in  vicinanza  dei relativi scavi vi siano
fabbriche  o  manufatti  le  cui fondazioni possano essere scoperte o
indebolite dagli scavi.
  5.  Nella  infissione  di pali di fondazione devono essere adottate
misure  e  precauzioni  per  evitare  che gli scuotimenti del terreno
producano  lesioni  o  danni  alle  opere  vicine  con pericolo per i
lavoratori.
  6.  Nei  lavori  in pozzi di fondazione profondi oltre 3 metri deve
essere  disposto,  a  protezione  degli  operai addetti allo scavo ed
all'asportazione  del  materiale  scavato,  un  robusto impalcato con
apertura per il passaggio della benna.
  7.  Nei  pozzi  e  nei  cunicoli  deve essere prevista una adeguata
assistenza  all'esterno  e  le  loro dimensioni devono essere tali da
permettere il recupero di un lavoratore infortunato privo di sensi.
  ((7-bis.  Il  sollevamento  di  materiale  dagli  scavi deve essere
effettuato conformemente al punto 3.4. dell'Allegato XVIII.))

	        
	      
                              Art. 120.
          Deposito di materiali in prossimita' degli scavi

  1.  E'  vietato  costituire  depositi di materiali presso il ciglio
degli  scavi. Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni
del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature.

	        
	      
                              Art. 121.
                     Presenza di gas negli scavi

  1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e
fosse  in  genere,  devono  essere  adottate  idonee  misure contro i
pericoli   derivanti   dalla   presenza  di  gas  o  vapori  tossici,
asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura
geologica  del  terreno  o  alla  vicinanza  di  fabbriche, depositi,
raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti
e  condutture  di  gas,  che  possono  dar  luogo ad infiltrazione di
sostanze pericolose.
  2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici,
asfissianti  o  la  irrespirabilita'  dell'aria  ambiente  e  non sia
possibile   assicurare  una  efficiente  aerazione  ed  una  completa
bonifica,  i lavoratori devono essere provvisti di idonei dispositivi
di  protezione individuale delle vie respiratore, ed essere muniti di
idonei  dispositivi  di protezione individuale collegati ad un idoneo
sistema  di  salvataggio,  che  deve  essere  tenuto  all'esterno dal
personale  addetto  alla  sorveglianza.  Questo  deve  mantenersi  in
continuo  collegamento  con gli operai all'interno ed essere in grado
di sollevare prontamente all'esterno il lavoratore colpito dai gas.
  3.  Possono  essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di
autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione
dei  gas  o  vapori  nocivi  o  asfissianti, esse offrano garanzia di
sicurezza  e  sempreche'  sia  assicurata  una  efficace  e  continua
aerazione.
  4.  Quando  si  sia  accertata  la  presenza  di gas infiammabili o
esplosivi,  deve  provvedersi  alla  bonifica  dell'ambiente mediante
idonea  ventilazione;  deve inoltre vietarsi, anche dopo la bonifica,
se  siano da temere emanazioni di gas pericolosi, l'uso di apparecchi
a   fiamma,   di   corpi   incandescenti  e  di  apparecchi  comunque
suscettibili   di   provocare   fiamme  o  surriscaldamenti  atti  ad
incendiare il gas.
  5. Nei casi previsti dai commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono essere
abbinati nell'esecuzione dei lavori.

	        
	      
Sezione IV

Ponteggi e impalcature in legname

                            Art. 122. (6)
                   Ponteggi ed opere provvisionali

  1.  ((Nei  lavori  in  quota)), devono essere adottate, seguendo lo
sviluppo  dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee
opere  provvisionali  o  comunque  precauzioni  atte  ad  eliminare i
pericoli  di  caduta di persone e di cose conformemente ((ai punti 2,
3.1, 3.2 e 3.3)) dell'allegato XVIII.

	        
	      
                              Art. 123.
          Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali

  1.  Il  montaggio  e lo smontaggio delle opere provvisionali devono
essere  eseguiti  sotto  la  diretta  sorveglianza  di un preposto ai
lavori.

	        
	      
                              Art. 124.
               Deposito di materiali sulle impalcature

  1.  Sopra  i  ponti  di  servizio  e sulle impalcature in genere e'
vietato   qualsiasi   deposito,   eccettuato  quello  temporaneo  dei
materiali ed attrezzi necessari ai lavori.
  2.  Il  peso  dei  materiali  e  delle  persone  deve essere sempre
inferiore a quello che e' consentito dalla resistenza strutturale del
ponteggio;  lo  spazio  occupato  dai  materiali  deve  consentire  i
movimenti e le manovre necessarie per l'andamento del lavoro.

	        
	      
                            Art. 125. (6)
                      Disposizione dei montanti

  1.  I  montanti devono essere costituiti con elementi accoppiati, i
cui  punti  di sovrapposizione devono risultare sfalsati di almeno un
metro; devono altresi' essere verticali o leggermente inclinati verso
la costruzione.
  2.  Per  le  impalcature  fino  ad  8 metri di altezza sono ammessi
montanti  singoli  in  un  sol  pezzo;  per  impalcature  di  altezza
superiore,  soltanto per gli ultimi 7 metri i montanti possono essere
ad elementi singoli.
  3.  Il  piede  dei montanti deve essere solidamente assicurato alla
base  di  appoggio  o  di  infissione  in  modo che sia impedito ogni
cedimento in senso verticale ed orizzontale.
  ((4. L'altezza dei montanti deve superare di almeno m 1,20 l'ultimo
impalcato;  dalla  parte interna dei montanti devono essere applicati
correnti   e   tavola  fermapiede  a  protezione  esclusivamente  dei
lavoratori che operano sull'ultimo impalcato.))
  5.  La  distanza  tra  due  montanti  consecutivi  non  deve essere
superiore  a  m  3,60;  puo'  essere consentita una maggiore distanza
quando  cio'  sia  richiesto  da  evidenti  motivi  di  esercizio del
cantiere,  purche',  in tale caso, la sicurezza del ponteggio risulti
da  un  progetto  redatto  da un ingegnere o architetto corredato dai
relativi calcoli di stabilita'.
  6. Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione
almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due
montanti, con disposizione di ancoraggi a rombo o di pari efficacia.

	        
	      
                              Art. 126.
                              Parapetti

  1.  Gli  impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie,
che  siano  posti  ad  un'altezza  maggiore di 2 metri, devono essere
provvisti  su  tutti  i lati verso il vuoto di robusto parapetto e in
buono stato di conservazione.

	        
	      
                              Art. 127.
                           Ponti a sbalzo

  1. Nei casi in cui particolari esigenze non permettono l'impiego di
ponti  normali,  possono  essere consentiti ponti a sbalzo purche' la
loro  costruzione  risponda  a  idonei  procedimenti  di calcolo e ne
garantisca la solidita' e la stabilita'.

	        
	      
                            Art. 128. (6)
                             Sottoponti

  1.  Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di
sicurezza,  costruito  come  il  ponte,  a distanza non superiore a m
2,50.
  2.  La  costruzione  del  sottoponte puo' essere omessa per i ponti
sospesi,  ((per  le  torri di carico,)) per i ponti a sbalzo e quando
vengano  eseguiti  lavori  di manutenzione e di riparazione di durata
non superiore a cinque giorni.

	        
	      
                              Art. 129.
      Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio

  1.   Nella   esecuzione   di  opere  a  struttura  in  conglomerato
cementizio,  quando  non si provveda alla costruzione da terra di una
normale impalcatura con montanti, prima di iniziare la erezione delle
casseforme  per  il  getto  dei  pilastri  perimetrali,  deve  essere
sistemato, in corrispondenza al piano raggiunto, un regolare ponte di
sicurezza a sbalzo, avente larghezza utile di almeno m 1,20.
  2.  Le  armature  di  sostegno  del  cassero  per  il  getto  della
successiva  soletta  o  della  trave  perimetrale,  non devono essere
lasciate  sporgere  dal filo del fabbricato piu' di 40 centimetri per
l'affrancamento della sponda esterna del cassero medesimo. Come sotto
ponte  puo'  servire  l'impalcato  o  ponte  a  sbalzo  costruito  in
corrispondenza al piano sottostante.
  3.  In  corrispondenza  ai  luoghi di transito o stazionamento deve
essere  sistemato,  all'altezza  del  solaio  di  copertura del piano
terreno, un impalcato di sicurezza (mantovana) a protezione contro la
caduta di materiali dall'alto. Tale protezione puo' essere sostituita
con  una  chiusura  continua  in  graticci  sul fronte del ponteggio,
qualora   presenti   le  stesse  garanzie  di  sicurezza,  o  con  la
segregazione dell'area sottostante.

	        
	      
                              Art. 130.
                        Andatoie e passerelle

  1.  Le andatoie devono avere larghezza non minore di m 0,60, quando
siano  destinate  soltanto al passaggio di lavoratori e di m 1,20, se
destinate al trasporto di materiali. La loro pendenza non deve essere
maggiore del 50 per cento.
  2.  Le  andatoie lunghe devono essere interrotte da pianerottoli di
riposo  ad  opportuni  intervalli; sulle tavole delle andatoie devono
essere fissati listelli trasversali a distanza non maggiore del passo
di un uomo carico.

	        
	      
Sezione V

Ponteggi fissi

                            Art. 131. (6)
           Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego

  1.  La costruzione e l'impiego dei ponteggi realizzati con elementi
portanti  prefabbricati,  metallici  o  non,  sono disciplinati dalle
norme della presente sezione.
  2.  Per  ciascun  tipo  di  ponteggio,  il  fabbricante  chiede  al
((Ministero  del  lavoro,  della  salute  e delle politiche sociali))
l'autorizzazione  alla  costruzione  ed  all'impiego,  corredando  la
domanda  di  una  relazione nella quale devono essere specificati gli
elementi di cui all'articolo seguente.
  3.  Il  ((Ministero  del  lavoro,  della  salute  e delle politiche
sociali)),  in aggiunta all'autorizzazione di cui al comma 2 attesta,
a  richiesta  e  a  seguito di esame della documentazione tecnica, la
rispondenza  del  ponteggio  gia' autorizzato anche alle norme UNI EN
12810 e UNI EN 12811 o per i giunti alla norma UNI EN 74.
  4.  Possono  essere  autorizzati  alla  costruzione  ed all'impiego
ponteggi  aventi interasse qualsiasi tra i montanti della stessa fila
a  condizione che i risultati adeguatamente verificati delle prove di
carico  condotte  su  prototipi significativi degli schemi funzionali
garantiscano  la  sussistenza  dei  gradi di sicurezza previsti dalle
norme di buona tecnica.
  5.  L'autorizzazione  e'  soggetta  a  rinnovo  ogni dieci anni per
verificare  l'adeguatezza  del ponteggio all'evoluzione del progresso
tecnico.
  6.  Chiunque  intende  impiegare ponteggi deve farsi rilasciare dal
fabbricante  copia  della  autorizzazione  di  cui al comma 2 e delle
istruzioni  e  schemi  elencati  al  comma 1, lettere d), e), f) e g)
dell'articolo 132.
  7.  Il  ((Ministero  del  lavoro,  della  salute  e delle politiche
sociali))   si  avvale  anche  dell'ISPESL  per  il  controllo  delle
caratteristiche   tecniche   dei  ponteggi  dichiarate  dal  titolare
dell'autorizzazione,  attraverso  controlli a campione presso le sedi
di produzione.

	        
	      
                              Art. 132.
                          Relazione tecnica

  1. La relazione di cui all'articolo 131 deve contenere:
    a) descrizione  degli  elementi  che  costituiscono il ponteggio,
loro dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema dell'insieme;
    b) caratteristiche   di  resistenza  dei  materiali  impiegati  e
coefficienti di sicurezza adottati per i singoli materiali;
    c) indicazione delle prove di carico, a cui sono stati sottoposti
i vari elementi;
    d) calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego;
    e) istruzioni per le prove di carico del ponteggio;
    f) istruzioni   per   il  montaggio,  impiego  e  smontaggio  del
ponteggio;
    g) schemi-tipo di ponteggio con l'indicazione dei massimi ammessi
di  sovraccarico,  di  altezza  dei  ponteggi  e  di  larghezza degli
impalcati  per  i  quali  non sussiste l'obbligo del calcolo per ogni
singola applicazione.

	        
	      
                              Art. 133.
                              Progetto

  1.  I ponteggi di altezza superiore a 20 metri e quelli per i quali
nella  relazione  di  calcolo  non  sono  disponibili  le  specifiche
configurazioni  strutturali  utilizzate  con  i  relativi  schemi  di
impiego, nonche' le altre opere provvisionali, costituite da elementi
metallici  o  non,  oppure  di  notevole importanza e complessita' in
rapporto  alle  loro  dimensioni  ed  ai sovraccarichi, devono essere
eretti in base ad un progetto comprendente:
    a) calcolo   di  resistenza  e  stabilita'  eseguito  secondo  le
istruzioni approvate nell'autorizzazione ministeriale;
    b) disegno esecutivo.
  2.  Dal  progetto,  che  deve  essere  firmato  da  un  ingegnere o
architetto   abilitato   a   norma   di   legge  all'esercizio  della
professione,  deve risultare quanto occorre per definire il ponteggio
nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell'esecuzione.
  3. Copia dell'autorizzazione ministeriale di cui all'articolo 131 e
copia  del  progetto  e dei disegni esecutivi devono essere tenute ed
esibite,  a  richiesta degli organi di vigilanza, nei cantieri in cui
vengono usati i ponteggi e le opere provvisionali di cui al comma 1.

	        
	      
                              Art. 134.
                           Documentazione

  1. Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi deve essere tenuta ed
esibita,   a   richiesta  degli  organi  di  vigilanza,  copia  della
documentazione  di cui al comma 6 dell'articolo 131 e copia del piano
di  montaggio,  uso  e  smontaggio  (Pi.M.U.S.), in caso di lavori in
quota, i cui contenuti sono riportati nell'allegato XXII del presente
Titolo.
  2.  Le  eventuali  modifiche al ponteggio, che devono essere subito
riportate  sul  disegno, devono restare nell'ambito dello schema-tipo
che ha giustificato l'esenzione dall'obbligo del calcolo.

	        
	      
                              Art. 135.
                       Marchio del fabbricante

  1.  Gli  elementi dei ponteggi devono portare impressi, a rilievo o
ad  incisione,  e  comunque in modo visibile ed indelebile il marchio
del fabbricante.

	        
	      
                            Art. 136. (6)
                       Montaggio e smontaggio

  1.  Nei  lavori  in quota il datore di lavoro provvede a redigere a
mezzo  di  persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio
(Pi.M.U.S.), in funzione della complessita' del ponteggio scelto, con
la  valutazione  delle  condizioni di sicurezza realizzate attraverso
l'adozione  degli  specifici  sistemi  utilizzati  nella  particolare
realizzazione  e in ciascuna fase di lavoro prevista. Tale piano puo'
assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato
da  istruzioni  e  progetti particolareggiati per gli schemi speciali
costituenti  il  ponteggio,  ed  e' messo a disposizione del preposto
addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati.
  2.  Nel  serraggio  di  piu'  aste  concorrenti in un nodo i giunti
devono essere collocati strettamente l'uno vicino all'altro.
  3. Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti, di
cui uno puo' fare parte del parapetto.
  4. Il datore di lavoro assicura che:
    a)  lo scivolamento degli elementi di appoggio di un ponteggio e'
impedito  tramite  fissaggio  su una superficie di appoggio, o con un
dispositivo  antiscivolo,  oppure  con  qualsiasi  altra soluzione di
efficacia equivalente;
    b)  i  piani  di posa dei predetti elementi di appoggio hanno una
capacita' portante sufficiente;
    c) il ponteggio e' stabile;
    d) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N. 106))
    e)  le  dimensioni, la forma e la disposizione degli impalcati di
un ponteggio sono idonee alla natura del lavoro da eseguire, adeguate
ai  carichi  da  sopportare  e  tali  da consentire un'esecuzione dei
lavori e una circolazione sicure;
    f)  il montaggio degli impalcati dei ponteggi e' tale da impedire
lo  spostamento  degli  elementi componenti durante l'uso, nonche' la
presenza di spazi vuoti pericolosi fra gli elementi che costituiscono
gli  impalcati  e  i  dispositivi  verticali di protezione collettiva
contro le cadute.
  5.  Il  datore  di  lavoro  provvede  ad  evidenziare  le  parti di
ponteggio  non pronte per l'uso, in particolare durante le operazioni
di  montaggio,  smontaggio  o trasformazione, mediante segnaletica di
avvertimento  di  pericolo  generico  e  delimitandole  con  elementi
materiali  che  impediscono l'accesso alla zona di pericolo, ai sensi
del titolo V.
  6.  Il  datore  di  lavoro  assicura  che i ponteggi siano montati,
smontati  o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto,
a  regola d'arte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori
che  hanno  ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni
previste.
  7.  La  formazione di cui al comma 6 ha carattere teorico-pratico e
deve riguardare:
    a)   la   comprensione  del  piano  di  montaggio,  smontaggio  o
trasformazione del ponteggio;
    b)  la sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o
trasformazione   del  ponteggio  con  riferimento  alla  legislazione
vigente;
    c)  le misure di prevenzione dei rischi di caduta di persone o di
oggetti;
    d) le misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni
meteorologiche pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio;
    e) le condizioni di carico ammissibile;
    f)   qualsiasi  altro  rischio  che  le  suddette  operazioni  di
montaggio, smontaggio o trasformazione possono comportare.
  8.  I  soggetti  formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti
minimi di validita' dei corsi sono riportati nell'allegato XXI.

	        
	      
                            Art. 137. (6)
                      Manutenzione e revisione

  1.  ((Il  Preposto)),  ad  intervalli  periodici  o  dopo  violente
perturbazioni  atmosferiche  o prolungata interruzione di lavoro deve
assicurarsi della verticalita' dei montanti, del giusto serraggio dei
giunti,  della  efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando
l'eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti.
  2.  I  vari  elementi  metallici  devono essere difesi dagli agenti
nocivi esterni con idonei sistemi di protezione.

	        
	      
                            Art. 138. (6)
                          Norme particolari

  1. Le tavole che costituiscono l'impalcato devono essere fissate in
modo che non possano scivolare sui traversi metallici.
  2.  E'  consentito  un distacco delle tavole del piano di calpestio
dalla muratura non superiore a ((20)) centimetri.
  3.   E'  fatto  divieto  di  gettare  dall'alto  gli  elementi  del
ponteggio.
  4. E' fatto divieto di salire e scendere lungo i montanti.
  5.  Per  i ponteggi di cui alla presente sezione valgono, in quanto
applicabili,  le  disposizioni  relative  ai  ponteggi in legno. Sono
ammesse deroghe:
    a)  alla  disposizione  di  cui  all'articolo  125,  comma  4,  a
condizione  che  l'altezza  dei  montanti  superi  di  almeno 1 metro
l'ultimo impalcato ((...));
    b)  alla  disposizione  di  cui  all'articolo  126,  comma  1,  a
condizione  che  l'altezza  del  parapetto  sia non inferiore a 95 cm
rispetto al piano di calpestio;
    c)  alla  disposizione  di  cui  all'articolo  126,  comma  1,  a
condizione  che  l'altezza  del  fermapiede sia non inferiore a 15 cm
rispetto al piano di calpestio;
    d) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 3 AGOSTO 2009, N.106))

	        
	      
Sezione VI

Ponteggi movibili

                            Art. 139. (6)
                         Ponti su cavalletti

  1.  I ponti su cavalletti non devono aver altezza superiore a metri
2 e non devono essere montati sugli impalcati dei ponteggi. ((I ponti
su  cavalletti devono essere conformi ai requisiti specifici indicati
nel punto 2.2.2. dell'allegato XVIII.))

	        
	      
                            Art. 140. (6)
                       Ponti su ruote a torre

  1.  I  ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere,
con  largo  margine di sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui
possono  essere  sottoposti  durante  gli  spostamenti o per colpi di
vento e in modo che non possano essere ribaltati.
  2. Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato; il
carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con
tavoloni o altro mezzo equivalente.
  ((3.  Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate
con  cunei  dalle  due  parti o con sistemi equivalenti. In ogni caso
dispositivi  appropriati  devono impedire lo spostamento involontario
dei ponti su ruote durante l'esecuzione dei lavori in quota.))
  4.  I ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno
ogni due piani; e' ammessa deroga a tale obbligo per i ponti su ruote
a torre conformi all'allegato XXIII.
  5.  La  verticalita' dei ponti su ruote deve essere controllata con
livello o con pendolino.
  6. I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche
di  contatto, non devono essere spostati quando su di essi si trovano
lavoratori o carichi.

	        
	      
Sezione VII

Costruzioni edilizie

                              Art. 141.
                         Strutture speciali

  1.  Durante  la  costruzione  o  il consolidamento di cornicioni di
gronda  e  di  opere  sporgenti  dai  muri,  devono  essere  adottate
precauzioni  per  impedirne  la  caduta, ponendo armature provvisorie
atte   a   sostenerle   fino  a  che  la  stabilita'  dell'opera  sia
completamente assicurata.

	        
	      
                              Art. 142.
                Costruzioni di archi, volte e simili

  1.  Le  armature  provvisorie per la esecuzione di manufatti, quali
archi,  volte,  architravi,  piattabande, solai, scale e di qualsiasi
altra  opera  sporgente  dal muro, in cemento armato o in muratura di
ogni  genere,  devono essere costruite in modo da assicurare, in ogni
fase  del  lavoro,  la  necessaria  solidita' e con modalita' tali da
consentire,  a  getto  o  costruzione  ultimata,  il loro progressivo
abbassamento e disarmo.
  2. Le armature provvisorie per grandi opere, come centine per ponti
ad  arco,  per  coperture  ad  ampia luce e simili, che non rientrino
negli  schemi  di  uso  corrente,  devono essere eseguite su progetto
redatto  da un ingegnere o architetto, corredato dai relativi calcoli
di stabilita'.
  3.   I  disegni  esecutivi,  firmati  dal  progettista  di  cui  al
comma precedente,  devono  essere  esibiti  sul  posto  di  lavoro  a
richiesta degli organi di vigilanza.

	        
	      
                              Art. 143.
                 Posa delle armature e delle centine

  1.  Prima  della  posa  delle  armature e delle centine di sostegno
delle  opere  di  cui  all'articolo  precedente,  e' fatto obbligo di
assicurarsi  della  resistenza  del  terreno  o delle strutture sulle
quali  esse  debbono  poggiare,  in modo da prevenire cedimenti delle
armature  stesse  o  delle  strutture  sottostanti,  con  particolare
riguardo a possibili degradazioni per presenza d'acqua.

	        
	      
                              Art. 144.
                      Resistenza delle armature

  1. Le armature devono sopportare con sicurezza, oltre il peso delle
strutture,  anche quello delle persone e dei sovraccarichi eventuali,
nonche'   le   sollecitazioni  dinamiche  che  possano  dar  luogo  a
vibrazioni  durante  l'esecuzione  dei lavori e quelle prodotte dalla
spinta del vento e dell'acqua.
  2. Il carico gravante al piede dei puntelli di sostegno deve essere
opportunamente distribuito.

	        
	      
                              Art. 145.
                       Disarmo delle armature

  1.  Il  disarmo  delle  armature  provvisorie  di  cui  al  comma 2
dell'articolo 142  deve  essere effettuato con cautela dai lavoratori
che  hanno  ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni
previste  sotto  la  diretta  sorveglianza del capo cantiere e sempre
dopo che il direttore dei lavori ne abbia data l'autorizzazione.
  2.  E'  fatto  divieto  di  disarmare qualsiasi tipo di armatura di
sostegno  quando  sulle  strutture  insistano  carichi  accidentali e
temporanei.
  3.  Nel  disarmo  delle armature delle opere in calcestruzzo devono
essere  adottate  le misure precauzionali previste dalle norme per la
esecuzione delle opere in conglomerato cementizio.

	        
	      
                              Art. 146.
                        Difesa delle aperture

  1.  Le  aperture  lasciate  nei solai o nelle piattaforme di lavoro
devono  essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede
oppure  devono  essere  coperte con tavolato solidamente fissato e di
resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di
servizio.
  2.  Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali
o  di  persone,  un  lato del parapetto puo' essere costituito da una
barriera  mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per
il tempo necessario al passaggio.
  3.  Le  aperture  nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano
una  profondita'  superiore  a m 0,50 devono essere munite di normale
parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate
in modo da impedire la caduta di persone.

	        
	      
                              Art. 147.
                          Scale in muratura

  1.   Lungo  le  rampe  ed  i  pianerottoli  delle  scale  fisse  in
costruzione,  fino  alla posa in opera delle ringhiere, devono essere
tenuti  parapetti normali con tavole fermapiede fissati rigidamente a
strutture resistenti.
  2.  Il  vano-scala  deve essere coperto con una robusta impalcatura
posta  all'altezza  del  pavimento  del  primo  piano  a difesa delle
persone transitanti al piano terreno contro la caduta dei materiali.
  3.  Sulle  rampe  delle  scale  in  costruzione  ancora mancanti di
gradini, qualora non siano sbarrate per impedirvi il transito, devono
essere  fissati  intavolati  larghi  almeno  60 centimetri, sui quali
devono  essere  applicati  trasversalmente  listelli di legno posti a
distanza non superiore a 40 centimetri.

	        
	      
                            Art. 148. (6)
                           Lavori speciali

  ((1.  Prima  di  procedere  alla esecuzione di lavori su lucernari,
tetti,  coperture  e  simili, fermo restando l'obbligo di predisporre
misure  di  protezione  collettiva,  deve essere accertato che questi
abbiano  resistenza  sufficiente per sostenere il peso degli operai e
dei materiali di impiego.))
  2.  Nel  caso  in  cui  sia  dubbia  tale resistenza, devono essere
adottati  i  necessari  apprestamenti atti a garantire la incolumita'
delle  persone  addette, disponendo, a seconda dei casi, tavole sopra
le  orditure,  sottopalchi  e  facendo  uso  di idonei dispositivi di
protezione individuale anticaduta.

	        
	      
                              Art. 149.
                         Paratoie e cassoni

  1. Paratoie e cassoni devono essere:
    a) ben  costruiti,  con  materiali appropriati e solidi dotati di
resistenza sufficiente;
    b) provvisti   dell'attrezzatura   adeguata   per  consentire  ai
lavoratori di ripararsi in caso di irruzione d'acqua e di materiali.
  2.   La  costruzione,  la  sistemazione,  la  trasformazione  o  lo
smantellamento  di  una  paratoia  o  di  un  cassone  devono  essere
effettuati soltanto sotto la diretta sorveglianza di un preposto.
  3. Il datore di lavoro assicura che le paratoie e i cassoni vengano
ispezionati ad intervalli regolari.

	        
	      
Sezione VIII

Demolizioni

                              Art. 150.
                    Rafforzamento delle strutture

  1.  Prima  dell'inizio di lavori di demolizione e' fatto obbligo di
procedere  alla  verifica  delle  condizioni  di  conservazione  e di
stabilita' delle varie strutture da demolire.
  2.  In  relazione  al  risultato  di  tale  verifica  devono essere
eseguite  le  opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad
evitare   che,   durante   la   demolizione,  si  verifichino  crolli
intempestivi.

	        
	      
                              Art. 151.
                      Ordine delle demolizioni

  1.  I  lavori  di  demolizione  devono  procedere con cautela e con
ordine, devono essere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto e
condotti in maniera da non pregiudicare la stabilita' delle strutture
portanti o di collegamento e di quelle eventuali adiacenti.
  2.  La  successione dei lavori deve risultare da apposito programma
contenuto  nel  POS,  tenendo  conto  di quanto indicato nel PSC, ove
previsto,  che  deve  essere  tenuto  a  disposizione degli organi di
vigilanza.

	        
	      
                              Art. 152.
                         Misure di sicurezza

  1.  La  demolizione  dei  muri effettuata con attrez-zature manuali
deve  essere  fatta  servendosi  di  ponti  di  servizio indipendenti
dall'opera in demolizione.
  2.  E'  vietato  lavorare  e  fare  lavorare gli operai sui muri in
demolizione.
  3.  Gli  obblighi  di  cui  ai  commi 1  e  2 non sussistono quando
trattasi di muri di altezza inferiore ai due metri.

	        
	      
                              Art. 153.
             Convogliamento del materiale di demolizione

  1.  Il  materiale di demolizione non deve essere gettato dall'alto,
ma  deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali, il
cui  estremo  inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di due
metri dal livello del piano di raccolta.
  2.  I  canali  suddetti  devono  essere  costruiti in modo che ogni
tronco  imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono
essere adeguatamente rinforzati.
  3.  L'imboccatura  superiore  del  canale deve essere realizzata in
modo che non possano cadervi accidentalmente persone.
  4.  Ove  sia  costituito  da  elementi  pesanti  od ingombranti, il
materiale di demolizione deve essere calato a terra con mezzi idonei.
  5.  Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il
sollevamento  della  polvere,  irrorando  con  acqua le murature ed i
materiali di risulta.

	        
	      
                              Art. 154.
                Sbarramento della zona di demolizione

  1.  Nella  zona  sottostante  la demolizione deve essere vietata la
sosta  ed  il  transito,  delimitando  la  zona  stessa  con appositi
sbarramenti.
  2.  L'accesso  allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento
ed  il  trasporto  del  materiale  accumulato  deve essere consentito
soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall'alto.

	        
	      
                              Art. 155.
                    Demolizione per rovesciamento

  1.  Salvo  l'osservanza  delle  leggi  e dei regolamenti speciali e
locali,  la  demolizione  di  parti  di  strutture aventi altezza sul
terreno  non  superiore  a  5  metri  puo' essere effettuata mediante
rovesciamento per trazione o per spinta.
  2.  La trazione o la spinta deve essere esercitata in modo graduale
e  senza  strappi  e  deve  essere  eseguita  soltanto su elementi di
struttura   opportunamente   isolati  dal  resto  del  fabbricato  in
demolizione  in  modo  da  non  determinare crolli intempestivi o non
previsti di altre parti.
  3.  Devono inoltre essere adottate le precauzioni necessarie per la
sicurezza  del  lavoro  quali: trazione da distanza non minore di una
volta  e  mezzo  l'altezza  del muro o della struttura da abbattere e
allontanamento degli operai dalla zona interessata.
  4.   Il   rovesciamento  per  spinta  puo'  essere  effettuato  con
martinetti  solo  per  opere  di altezza non superiore a 3 metri, con
l'ausilio  di  puntelli  sussidiari  contro il ritorno degli elementi
smossi.
  5.  Deve  essere  evitato  in  ogni caso che per lo scuotimento del
terreno  in  seguito  alla caduta delle strutture o di grossi blocchi
possano  derivare  danni  o  lesioni  agli  edifici vicini o ad opere
adiacenti pericolose per i lavoratori addetti.

	        
	      
                            Art. 156. (6)
                              Verifiche

  1.  Il  ((Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle politiche
sociali)),   sentita   la  Commissione  consultiva  permanente,  puo'
stabilire l'obbligo di sottoporre a verifiche ponteggi e attrezzature
per   costruzioni,   stabilendo   le  modalita'  e  l'organo  tecnico
incaricato.

	        
	      
Capo III

Sanzioni

                            Art. 157. (6)
     (( (Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori

  1. Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti:
    a)  con  l'arresto  da  tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a
6.400 euro per la violazione dell'articolo 90, commi 3, 4 e 5;
    b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.000 a
4.800  euro per la violazione degli articoli 90, comma 9, lettera a),
93, comma 2, e 100, comma 6-bis;
    c)  con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro
per  la  violazione  degli articoli 90, commi 7 e 9, lettera c), 101,
comma 1, primo periodo.))

	        
	      
                            Art. 158. (6)
                   (( (Sanzioni per i coordinatori

  1.  Il coordinatore per la progettazione e' punito con l'arresto da
tre  a  sei  mesi  o  con  l'ammenda  da  2.500  a  6.400 euro per la
violazione dell'articolo 91, comma 1;
  2. Il coordinatore per l'esecuzione dei lavori e' punito:
    a)  con  l'arresto  da  tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a
6.400  euro  per la violazione dell'articolo 92, commi 1, lettere a),
b), c), e) ed f), e 2;
    b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.000 a
4.800 euro per la violazione dell'articolo 92, comma 1, lettera d).))

	        
	      
                            Art. 159. (6)
          (( (Sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti

  1.  Il datore di lavoro e' punito con l'arresto da tre a sei mesi o
con  l'ammenda  da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell'articolo
96,  comma  1,  lettera  g); si applica la pena dell'arresto da 4 a 8
mesi  o  l'ammenda da 2.000 a 8.000 euro se la violazione e' commessa
in  cantieri  temporanei o mobili in cui l'impresa svolga lavorazioni
in  presenza  di rischi particolari, individuati in base all'allegato
XI; si applica la pena dell'ammenda da 2.000 a 4.000 euro se il piano
operativo  di  sicurezza  e'  redatto  in assenza di uno o piu' degli
elementi di cui all'allegato XV.
  2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:
    a) con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400
euro per la violazione degli articoli 97, comma 1, 100, comma 3, 111,
commi 1, lettera a), e 6, 114, comma 1, 117, 118, 121, 122, 126, 128,
comma 1, 145, commi 1 e 2 e 148;
    b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.000 a
4.800  euro per la violazione degli articoli 108, 112, 119, 123, 125,
commi 1, 2 e 3, 127, 129, comma 1, 136, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, 140,
comma 3, 147, comma 1, 151, comma 1, 152, commi 1 e 2 e 154;
    c)  con  l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 500 a 2.000
euro  per  la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere. a), b),
c),  d),  e)  ed f), e 97, commi 3 e 3-ter, nonche' per la violazione
delle  disposizioni  del  capo  II del presente titolo non altrimenti
sanzionate;
    d)  con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro
per la violazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e 3.
  3.  La  violazione  di  piu'  precetti riconducibili alla categoria
omogenea  di  requisiti  di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di
cui  all'allegato XIII, nella parte relativa alle "Prescrizioni per i
servizi  igienico-assistenziali  a  disposizione  dei  lavoratori nei
cantieri",  punti  1,  2,  3,  4,  5 e 6, e nella parte relativa alle
"Prescrizioni  per  i posti di lavoro nei cantieri" per i punti 1, 2,
3,  4,  5, 6, 7 e 8, e' considerata una unica violazione ed e' punita
con  la  pena prevista dal comma 2, lettera c). L'organo di vigilanza
e'  tenuto  a  precisare  in  ogni  caso, in sede di contestazione, i
diversi precetti violati.))

	        
	      
                            Art. 160. (6)
               (( (Sanzioni per i lavoratori autonomi)

  1. I lavoratori autonomi sono puniti:
    a)  con  l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 400 a 1.600
euro per la violazione dell'articolo 100, comma 3;
    b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 300 a 800 euro
per la violazione dell'articolo 94;
    c) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 600 euro
per  la violazione degli articoli 124, 138, commi 3 e 4, e 152, comma
2. ".))
        
	      
Continua
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