DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

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Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
PARTE VI
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
                              Art. 197
                       Personale della CONSOB

  1.  Al  fine  di  assicurare  il pieno e tempestivo esercizio delle
funzioni  di  controllo  previste  dall'articolo  62  della  legge 27
dicembre  1997,  n.  449,  la CONSOB provvede direttamente a tutte le
procedure  necessarie per l'immediata copertura dei posti di organico
secondo i criteri concorsuali ivi previsti, nei limiti delle autonome
risorse finanziarie e senza oneri per la finanza pubblica.

	        
	      
                              Art. 198
                      Girata di titoli azionari

  1.  Il potere di autenticare le girate dei titoli azionari previsto
dall'articolo  12  del  regio  decreto - legge 29 marzo 1942, n. 239,
puo' essere esercitato anche da SIM.

	        
	      
                              Art. 199
                         Societa' fiduciarie

  1.  Fino  alla  riforma  organica  della  disciplina delle societa'
fiduciarie e di revisione, conservano vigore le disposizioni previste
dalla  legge  23 novembre 1939, n. 1966, e dall'articolo 60, comma 4,
del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415.

	        
	      
                              Art. 200
                    Intermediari gia' autorizzati

  1.  Le  imprese  di investimento che alla data di entrata in vigore
del presente decreto sono iscritte nell'albo previsto dall'articolo 9
del  decreto  legislativo  23  luglio  1996,  n. 415 sono iscritte di
diritto nell'albo previsto dall'articolo 20.
  2.  Le  societa' di gestione che alla data di entrata in vigore del
presente  decreto  sono  iscritte nell'albo previsto dall'articolo 7,
comma  1,  della  legge  23  marzo  1983,  n.  77, nell'albo previsto
dall'articolo  3,  comma  1  della  legge  14  agosto 1993, n. 344, e
nell'albo  previsto  dall'articolo 3, comma 1, della legge 25 gennaio
1994,   n.   86,  vengono  iscritte  di  diritto  nell'albo  previsto
dall'articolo  35  e  si intendono autorizzate ai sensi dell'articolo
34.
  3. Le SICAV che alla data di entrata in vigore del presente decreto
sono iscritte nell'albo previsto dall'articolo 9, comma 1 del decreto
legislativo  25  gennaio  1992,  n.  84,  vengono iscritte di diritto
nell'albo previsto dall'articolo 44.
  4.  Le  banche  che  alla  data  di  entrata in vigore del presente
decreto  sono  autorizzate a prestare servizi di investimento restano
autorizzate a prestare i servizi medesimi.

	        
	      
                          Art. 201 (8) (18)
                          Agenti di cambio

  1.  Sono sciolti, a cura del Consiglio Nazionale degli Ordini degli
agenti  di  cambio, gli Ordini professionali previsti dall'articolo 3
della  legge  29  maggio  1967,  n.  402,  a  eccezione  degli Ordini
professionali di Milano e di Roma.
  2. Gli agenti di cambio sono iscritti all'Albo professionale tenuto
da  uno  degli  Ordini  indicati  nel comma 1, al quale affluiscono i
pagamenti  della  tassa  annuale  fissata dall'Ordine medesimo, avuto
riguardo  all'iscrizione  al  ruolo  speciale  o  al  ruolo nazionale
previsti  dai  commi  5  e 6. L'Ordine e' tenuto a conservare i libri
degli   agenti  di  cambio  defunti  o  cancellati  dal  ruolo  unico
nazionale.
  3.  Restano  ferme  le  altre  disposizioni previste dalla legge 29
maggio  1967,  n.  402.  Non  possono  essere banditi concorsi per la
nomina  di  agenti  di  cambio.  Gli  agenti  di  cambio  cessano  di
appartenere  ai  ruoli  previsti  dai  commi  5 e 6 al compimento del
settantesimo  anno  di  eta'.  Gli  agenti  di  cambio nominati prima
dell'entrata  in  vigore  della  legge  23  maggio 1956, n. 515, sono
collocati   nella   posizione   di  fuori  ruolo  al  compimento  del
settantesimo  anno  di  eta'  conservando  i  diritti  e gli obblighi
inerenti alla carica.
  4.  Le  disponibilita'  del  Fondo  comune degli agenti di cambio e
delle  cauzioni esistenti alla data di entrata in vigore del presente
decreto sono restituite agli aventi diritto.
  5.  Gli  agenti di cambio in carica che siano soci, amministratori,
dirigenti, dipendenti o collaboratori di SIM, di banche o di societa'
di  gestione  del risparmio sono iscritti in un ruolo speciale tenuto
dal  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze.  Essi  non  possono
prestare   sevizi   di   investimento  e  possono  essere  dirigenti,
dipendenti o collaboratori soltanto di uno dei predetti intermediari.
Essi   restano  individualmente  assoggettati  alle  incompatibilita'
previste dal comma 11.
  6.  Gli agenti di cambio in carica che non siano iscritti nel ruolo
speciale previsto dal comma 5 sono iscritti nel ruolo unico nazionale
tenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze.
  ((  7.  Gli  agenti  di  cambio  iscritti nel ruolo unico nazionale
possono  svolgere i servizi di investimento indicati nell'articolo 1,
comma  5,  lettere  b),  c-bis),  d), e) ed f). Essi possono svolgere
altresi'  l'offerta fuori sede dei propri servizi di investimento e i
servizi  accessori  indicati  nell'articolo  1,  comma 6, lettere c),
limitatamente  alla  conclusione  di  contratti  di  riporto  e altre
operazioni  in  uso  sui  mercati, e g), nonche' attivita' connesse e
strumentali,  ferme  restando  le riserve di attivita' previste dalla
legge. ))
  8.  Gli  agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale devono
tenere le scritture contabili previste dagli articoli 2214 e seguenti
del  codice civile; la CONSOB, con proprio regolamento, stabilisce le
modalita'  del  controllo contabile da parte di societa' di revisione
iscritte nell'albo speciale previsto dall'articolo 161.
  9.  Il  mancato  esercizio  del  servizio di negoziazione per conto
terzi  per  un  periodo  di  tempo  superiore  a sei mesi comporta la
decadenza  dalla  carica; il Ministero dell'economia e delle finanze,
in  presenza  di comprovati motivi di salute, puo' prorogare, sentita
la CONSOB, detto termine fino a un periodo massimo di 18 mesi.
  10.  Per  l'esercizio  dei  servizi  di  investimento gli agenti di
cambio aderiscono ai sistemi di indennizzo previsti dall'articolo 59.
Il  coordinamento  dell'operativita' dei sistemi di indennizzo con la
procedura  di  fallimento  dell'agente  di cambio e' disciplinato dal
regolamento previsto dall'articolo 59, comma 3.
  11.  La  posizione  di  agente  di  cambio iscritto nel ruolo unico
nazionale  e'  incompatibile  con  l'esercizio di qualsiasi attivita'
commerciale,    con   la   partecipazione   in   qualita'   di   soci
illimitatamente  responsabili in societa' di qualsiasi natura, con la
qualita'  di  amministratore  o  dirigente di societa' che esercitano
attivita'  commerciale  e,  in particolare, con la qualita' di socio,
amministratore, dirigente, dipendente o collaboratore di banche, SIM,
societa'  di  gestione  del  risparmio  e di ogni altro intermediario
finanziario.
  12.  Agli  agenti  di  cambio iscritti nel ruolo unico nazionale si
applicano  gli  articoli  6, (( commi 1, lettera b), 2 e 2-bis )); 8,
comma  1;  10,  comma  1; 21; 22; 23; 24, 25, 31, 32, 167, 171, 190 e
195.
  13. E' vietato agli agenti di cambio, compiere anche per interposta
persona  qualsiasi  negoziazione  in proprio di strumenti finanziari,
salvo   i   casi  di  investimento  del  patrimonio  personale;  tali
investimenti sono immediatamente comunicati alla CONSOB.
  14.  Il Presidente della CONSOB puo' disporre in via d'urgenza, ove
ricorrano  situazioni  di  pericolo per i clienti o per i mercati, la
sospensione  dell'agente di cambio iscritto nel ruolo unico nazionale
dall'esercizio  delle  attivita' svolte e la nomina di un commissario
che  assume la gestione delle attivita' stesse quando risultino gravi
violazioni   delle  disposizioni  legislative  o  amministrative.  Si
applicano i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 53.
  15.  Il  Ministero dell'economia e delle finanze, su proposta della
CONSOB,  puo'  disporre  con  decreto la cancellazione dell'agente di
cambio  dal  ruolo  unico  nazionale  qualora  le  irregolarita' o le
violazioni  delle  disposizioni legislative o amministrative siano di
eccezionale  gravita'.  Il  provvedimento  puo'  essere  adottato  su
proposta  del  commissario  previsto  dal  comma  14  o  su richiesta
dell'agente di cambio.
  16.  Nel  caso  previsto dal comma 15, il Ministero dell'economia e
delle  finanze  nomina  un  commissario  preposto  alla tutela e alla
restituzione  dei patrimoni di proprieta' dei clienti. Il commissario
nell'esercizio  delle  sue  funzioni  e'  pubblico ufficiale; egli si
affianca  agli  organi  delle procedure concorsuali, ove disposte. Il
Ministero puo' prevedere speciali cautele e limitazioni all'attivita'
del   commissario   e  procedere  alla  sua  revoca  o  sostituzione.
L'indennita' spettante al commissario e' determinata dal Ministero ed
e'  a  carico  dell'agente  di  cambio.  I provvedimenti previsti dal
presente  comma  possono  essere  assunti  anche successivamente alla
morte   dell'agente  di  cambio,  su  proposta  della  CONSOB  o  del
commissario  nominato  ai sensi del comma 14, ovvero su richiesta dei
clienti.
  17.   La  cancellazione  dell'agente  di  cambio  dal  ruolo  unico
nazionale consegue di diritto all'accertamento giudiziale dello stato
di  insolvenza.  La  CONSOB denuncia al tribunale civile l'insolvenza
dichiarata ai sensi dell'articolo 72.
  18.  Per  la violazione dei commi 8, 11 e 13, si applica l'articolo
190.

	        
	      
                              Art. 202
       Disposizioni in tema di liquidazione coattiva di borsa

  1. Salvo quanto previsto dall'articolo 72, le disposizioni relative
alla  liquidazione  coattiva  dei  contratti conclusi dagli agenti di
cambio   si   applicano,  in  quanto  compatibili,  alle  imprese  di
investimento  e alle banche autorizzate all'esercizio delle attivita'
previste dall'articolo 1, comma 5, lettere a) e b).
  2.  Le competenze in materia di liquidazione coattiva dei contratti
spettano  alla  CONSOB, la quale puo' coordinare con regolamento tale
procedura con quella prevista dall'articolo 72.

	        
	      
                              Art. 203
                         Contratti a termine

  1.  Fermi  restando  la decorrenza degli effetti della liquidazione
coatta  amministrativa ai sensi dell'articolo 83 del T.U. bancario, e
quanto   previsto  dall'articolo  90,  comma  3,  del  medesimo  T.U.
bancario,  l'articolo  76  della  legge  fallimentare si applica agli
strumenti finanziari derivati, a quelli analoghi individuati ai sensi
dell'articolo  18,  comma 5, lettera a), alle operazioni a termine su
valute  nonche'  alle operazioni di prestito titoli, di pronti contro
termine  e  di riporto. Ai fini del presente articolo sono ricompresi
tutti  i contratti conclusi, ancorche' non ancora eseguiti in tutto o
in  parte,  entro  la  data  di  dichiarazione  del  fallimento  o di
efficacia del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa.
  2.  Per  l'applicazione  dell'articolo  76 della legge fallimentare
agli  strumenti  finanziari  e  alle operazioni indicati nel comma 1,
puo'  farsi  riferimento anche al costo di sostituzione dei medesimi,
calcolato  secondo  i valori di mercato alla data di dichiarazione di
fallimento  o  di  efficacia del provvedimento di liquidazione coatta
amministrativa.

	        
	      
                              Art. 204
                         Gestione accentrata

  1.  Entro  ventiquattro  mesi  dalla  data di entrata in vigore del
presente  decreto,  la  Banca  d'Italia  promuove  la  vendita  della
partecipazione al capitale della "Monte Titoli S.p.A. Istituto per la
custodia  e  l'amministrazione  accentrata di valori mobiliari" dalla
stessa detenuta.
  2.  Fino  all'emanazione  dei decreti previsti dall'articolo 90, la
gestione  accentrata  dei  titoli  di  Stato presso la Banca d'Italia
resta disciplina dalle previgenti disposizioni.

	        
	      
                         Art. 205 (17) (18)
                        Quotazioni di prezzi

  1.  Le  offerte  di  acquisto  e  di vendita di prodotti finanziari
effettuate  in mercati regolamentati (( e, se ricorrono le condizioni
indicate  dalla Consob con regolamento, quelle effettuate nei sistemi
multilaterali  di  negoziazione  o da internalizzatori sistematici ))
non  costituiscono  offerta  al  pubblico  di prodotti finanziari ne'
offerta  pubblica  di  acquisto o di scambio ai sensi della parte IV,
titolo II.

	        
	      
                              Art. 206
               Disposizioni applicabili alle societa'
        alle societa' quotate in mercati diversi dalla borsa

  1.  Le  disposizioni  dettate dal codice civile per le societa' con
azioni  quotate  in borsa si applicano a tutte le societa' con azioni
quotate   in   mercati   regolamentati  italiani  o  di  altri  paesi
dell'Unione Europea.

	        
	      
                              Art. 207
                          Patti parasociali

  1. I patti parasociali previsti dall'articolo 122 ed esistenti alla
data  di  entrata  in  vigore  del  medesimo articolo sono depositati
presso il registro delle imprese entro un mese da tale data.
  2.  I  patti parasociali a tempo determinato esistenti alla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto  restano efficaci fino al
termine finale pattuito, ma comunque non oltre il 1 luglio 2001.
  3.  Salvo quanto previsto dal comma 2, l'articolo 123 si applica ai
patti  anche  a tempo indeterminato esistenti alla data di entrata in
vigore del presente decreto.

	        
	      
                              Art. 208
                Deleghe di voto, azioni di risparmio,
              collegio sindacale e revisione contabile

  1.  Le disposizioni in materia di deleghe di voto si applicano alle
assemblee  convocate  a  partire  dal  sessantesimo giorno successivo
all'emanazione dei regolamenti previsti dall'articolo 144.
  2.  Le  disposizioni in materia di azioni di risparmio si applicano
anche  alle  azioni  di risparmio gia' emesse alla data di entrata in
vigore del presente decreto.
  3.  Le  societa'  con  azioni  quotate applicano le disposizioni in
materia  di nomina del collegio sindacale a partire dal primo rinnovo
successivo   all'entrata   in   vigore  del  presente  decreto.  Fino
all'emanazione  del  regolamento previsto dall'articolo 148, comma 4,
si applica l'articolo 2397, secondo comma, del codice civile.
  4.  I  collegi  sindacali nominati prima dell'entrata in vigore del
presente  decreto  ma  successivamente  alla  sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale restano in carica per un solo esercizio.
  5.  Le altre disposizioni in materia di collegio sindacale e quelle
in   materia   di  societa'  di  revisione  si  applicano  a  partire
dall'esercizio  sociale che inizia il 1 luglio 1998 o successivamente
a tale data.

	        
	      
                              Art. 209
                        Societa' di revisione

  1.  Le societa' di revisione che alla data di entrata in vigore del
presente decreto sono iscritte nell'albo previsto dall'articolo 8 del
decreto  del  Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136, sono
iscritte di diritto nell'albo previsto dall'articolo 161.
  2.  Ai  fini  dell'iscrizione  nel  registro dei revisori contabili
istituito  presso  il  Ministero  di  grazia  e  giustizia il termine
previsto  dall'articolo  13,  comma 1, della legge 13 maggio 1997, n.
132,  e'  prorogato  fino  a  sessanta giorni successivi alla data di
entrata in vigore del presente decreto.
  3.  Le societa' con azioni quotate conservano copia della relazione
della  societa'  di revisione sul bilancio d'esercizio, ai fini degli
eventuali   accertamenti   dell'amministrazione   finanziaria   sulle
corrispondenti  dichiarazioni  dei  redditi.  In caso di omissione si
applicano  le  disposizioni  dell'articolo  39,  secondo  comma,  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

	        
	      
                              Art. 210
                     Modifiche al codice civile

  1.  Nell'articolo  2372,  quarto  comma,  del  codice  civile  sono
soppresse le parole: "ne' ad aziende ed istituti di credito".
  2.  L'articolo 2441, settimo comma, del codice civile e' sostituito
dal seguente:
"Non  si considera escluso ne' limitato il diritto di opzione qualora
la  deliberazione  di  aumento  di  capitale preveda che le azioni di
nuova  emissione  siano  sottoscritte  da  banche, da enti o societa'
finanziarie  soggetti al controllo della Commissione nazionale per le
societa'   e   la   borsa   ovvero   da  altri  soggetti  autorizzati
all'esercizio dell'attivita' di collocamento di strumenti finanziari,
con obbligo di offrirle agli azionisti della societa', con operazioni
di  qualsiasi tipo, in conformita' con i primi tre commi del presente
articolo.  Nel  periodo  di  detenzione  delle  azioni  offerte  agli
azionisti  e  comunque  fino  a  quando  non  sia stato esercitato il
diritto  di  opzione,  i  medesimi soggetti non possono esercitare il
diritto  di  voto.  Le  spese  dell'operazione  sono  a  carico della
societa'  e  la  deliberazione  di aumento di capitale deve indicarne
l'ammontare."
  3. All'articolo 2630, primo comma, del codice civile e' inserito il
seguente numero:
"4)  omettono  di  offrire  in  borsa  nei termini e con le modalita'
stabilite dal terzo comma dell'articolo 2441 i diritti di opzione non
esercitati, se le relative azioni vengano sottoscritte.".
  4.  All'articolo  2633  del  codice  civile e' aggiunto il seguente
comma:  "Gli  amministratori  che  emettono obbligazioni convertibili
senza  le  indicazioni  prescritte  nell'ultimo  comma  dell'articolo
2420-bis  sono  puniti  con  l'ammenda  da  lire  2 milioni a lire 10
milioni.".
  5.   Nelle  disposizioni  per  l'attuazione  del  codice  civile  e
disposizioni  transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942,
n. 318, e' inserito, dopo l'articolo 211, il seguente articolo:
"211-bis.  Il  secondo periodo dell'articolo 2441, settimo comma, del
codice  non  si  applica  alle azioni detenute, alla data del 7 marzo
1992,  dai  soggetti  indicati  nel  medesimo  comma,  con obbligo di
offrirle agli azionisti.".

	        
	      
                              Art. 211
                     Modifiche al T.U. bancario

  1. L'articolo 52 del T.U. bancario e' sostituito dal seguente:
"Articolo  52  -  Comunicazioni del collegio sindacale e dei soggetti
incaricati del controllo legale dei conti
1.  Il  collegio sindacale informa senza indugio la Banca d'Italia di
tutti  gli  atti  o i fatti, di cui venga a conoscenza nell'esercizio
dei  propri  compiti,  che possano costituire una irregolarita' nella
gestione  delle  banche  o  una  violazione delle norme disciplinanti
l'attivita' bancaria.
2. Le societa' che esercitano attivita' di revisione contabile presso
le  banche  comunicano senza indugio alla Banca d'Italia gli atti o i
fatti,   rilevati   nello   svolgimento  dell'incarico,  che  possano
costituire una grave violazione delle norme disciplinanti l'attivita'
bancaria  ovvero che possano pregiudicare la continuita' dell'impresa
o  comportare  un  giudizio  negativo,  un giudizio con rilievi o una
dichiarazione   di   impossibilita'  di  esprimere  un  giudizio  sul
bilancio. Tali societa' inviano alla Banca d'Italia ogni altro dato o
documento richiesto.
3.  I  commi  1  e  2 si applicano anche ai soggetti che esercitano i
compiti  ivi  previsti presso le societa' che controllano le banche o
che sono da queste controllate ai sensi dell'articolo 23.
4.   La   Banca  d'Italia  stabilisce  modalita'  e  termini  per  la
trasmissione delle informazioni previste dai commi 1 e 2.".
  2.  All'articolo  107  del  T.U.  bancario  e' aggiunto il seguente
comma:
"6. Gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale, quando
siano  stati  autorizzati  all'esercizio  di  servizi di investimento
ovvero  abbiano  acquisito  fondi  con  obbligo  di  rimborso  per un
ammontare   superiore   al   patrimonio,   sono   assoggettati   alle
disposizioni  previste  nel  titolo  IV,  capo I, sezioni I e III; in
luogo  degli  articoli  86,  commi  6  e  7,  87, comma 1, si applica
l'articolo  57,  commi  4  e 5, del testo unico delle disposizioni in
materia  di  mercati  finanziari,  emanato  ai sensi dell'articolo 21
della legge 6 febbraio 1996, n. 52.".
  3.  All'articolo  111  del  T.U.  bancario  e' aggiunto il seguente
comma:
"5.   Il   presente   articolo  non  si  applica  nei  casi  previsti
dall'articolo 107, comma 6.".
  4. L'articolo 160 del T.U. bancario e' abrogato.

	        
	      
                              Art. 212
             Disposizioni in materia di privatizzazioni

  1.  Il  secondo periodo dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge
31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio  1994,  n.  474,  e' sostituito dal seguente: "La clausola che
prevede un limite di possesso decade comunque allorche' il limite sia
superato  per  effetto di un'offerta pubblica di acquisto promossa ai
sensi  degli articoli 106 o 107 del testo unico delle disposizioni in
materia  di  mercati  finanziari,  emanato  ai sensi dell'articolo 21
della legge 6 febbraio 1996, n. 52.".

	        
	      
                            Art. 213 (8)
                    Conversione del fallimento in
                 liquidazione coatta amministrativa

  1.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto le
procedure di fallimento degli intermediari previsti dall'articolo 107
del  T.U.  bancario, per i quali ricorrano i presupposti indicati nel
comma   6   del   medesimo   articolo  e  non  sia  stata  dichiarata
l'esecutivita'  dello  stato passivo, sono convertite in procedure di
liquidazione coatta amministrativa.
  2.  Fermo  restando  l'accertamento  dello stato di insolvenza gia'
dichiarato,  il  tribunale, anche d'ufficio, dichiara con sentenza in
camera  di  consiglio  che  la societa' e' soggetta alla procedura di
liquidazione  coatta  e  ordina  la  trasmissione  degli  atti  al ((
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  )), per l'emanazione del
relativo decreto, e alla Banca d'Italia.
  3.  Gli  organi  del cessato fallimento e quelli della liquidazione
coatta  provvedono  con  urgenza al passaggio delle consegne, dandone
notizia  con  le forme di pubblicita' stabilite dalla Banca d'Italia.
Restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti.

	        
	      
                            Art. 214 (1)
                             Abrogazioni

  1. Sono o restano abrogati, salvo quanto previsto dai commi 2 e 3:
a) gli  articoli 11, comma 1, da 12 a 17, 22, 25, 26, 28, 31, da 45 a
   52,  da  58  a  60  della legge 20 marzo 1913, n. 272 e successive
   modificazioni;
b) gli articoli da 26 a 43, 44, comma 2, 46, comma 2, 47, 49, 51, 54,
   ultimo  periodo,  56,  61,  comma  2,  97,  da 106 a 108 del regio
   decreto 4 agosto 1913, n. 1068;
c) gli  articoli  da  2 a 10 del regio decreto-legge 7 marzo 1925, n.
   222, convertito dalla legge 21 marzo 1926, n. 597;
d) il  regio  decreto-legge  9  aprile 1925, n. 375, convertito dalla
   legge 21 marzo 1926, n. 597;
e) il regio decreto 9 aprile 1925, n. 376;
f) gli  articoli  4, 6 e 7 del regio decreto-legge 14 maggio 1925, n.
   601, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n. 562;
g) il  regio  decreto-legge 26 giugno 1925, n. 1047, convertito dalla
   legge 18 marzo 1926, n. 562;
h) il  regio  decreto-legge 29 luglio 1925, n. 1261, convertito dalla
   legge 18 marzo 1926, n. 562;
i) il  regio decreto-legge 11 ottobre 1925, n. 1748, convertito dalla
   legge 18 marzo 1926, n. 562;
j) il  regio decreto-legge 19 febbraio 1931, n. 950, convertito dalla
   legge 31 dicembre 1931, n. 1657;
k) gli  articoli  da  1  a 11 e da 14 a 18 del regio decreto-legge 30
   giugno  1932,  n.  815,  convertito dalla legge 5 gennaio 1933, n.
   118;
l) il regio decreto-legge 20 dicembre 1932, n. 1607, convertito dalla
   legge 20 aprile 1932, n. 291;
m) la legge 4 dicembre 1939, n. 1913;
n) l'articolo 2369-bis del codice civile, approvato con regio decreto
   16 marzo 1942, n. 262;
o) il decreto legislativo luogotenenziale 18 settembre 1944, n. 250;
p) il decreto legislativo luogotenenziale 19 aprile 1946, n. 321;
q) la legge 23 maggio 1956, n. 515;
r) la legge 31 dicembre 1962, n. 1778;
s) gli articoli 1, undicesimo comma, 2, decimo comma, primo e secondo
   periodo,  3,  4,  4-bis,  4-ter, 5-quinquies, 5-sexies, 9, secondo
   comma, 13, secondo comma, 14, 15, 16, 17, 18, sesto comma, 18-ter,
   18-  quinquies,  quinto  comma,  18-septies,  secondo periodo, del
   decreto-   legge   8   aprile   1974,   n.   95,  convertito,  con
   modificazioni,  dalla  legge  7  giugno 1974, n. 216, e successive
   modificazioni e integrazioni;
t) il decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136;
u) il decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 137;
v) il  decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 138,
   a eccezione degli articoli 16 e 18;
w) la legge 23 febbraio 1977, n. 49;
x) la  legge 23 marzo 1983, n. 77, a eccezione degli articoli 9 e 10-
   ter;
y) la legge 19 giugno 1986, n. 289;
z) il  decreto  del  Presidente della Repubblica 12 dicembre 1987, n.
   556;
aa) la legge 2 gennaio 1991, n. 1;
bb) la legge 17 maggio 1991, n. 157, a eccezione dell'articolo 10;
cc) il  decreto  legislativo  25  gennaio  1992,  n.  84, a eccezione
   dell'articolo 14;
dd) il  decreto  legislativo  27  gennaio  1992,  n.  86, a eccezione
   dell'articolo 4;
ee) la legge 18 febbraio 1992, n. 149;
ff) la legge 14 agosto 1993, n. 344, a eccezione dell'articolo 11;
(( gg)  l'articolo  1,  comma 1, lettera m), e l'articolo 2, comma 1,
   lettera f), della legge 28 dicembre 1993, n. 561; ))
hh) la  legge 25 gennaio 1994, n. 86, a eccezione degli articoli 14 -
   bis e 15;
ii) l'articolo 5, commi 3, 4 e 5, e l'articolo 8 del decreto-legge 31
   maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
   luglio 1994, n. 474;
jj) il  decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415, a eccezione degli
   articoli 60, comma 4, 62, 63, 64 e 65.
  2.  Sono  abrogati, ma continuano a essere applicati fino alla data
di  entrata in vigore dei provvedimenti emanati ai sensi del presente
decreto:
a) gli articoli 5, 5-bis, 5-ter, 5-quater, del decreto-legge 8 aprile
   1974,  n.  95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno
   1974,  n.  216,  e  successive  modificazioni  e  integrazioni; le
   relative  violazioni sono punite ai sensi degli articoli 173 e 174
   o sanzionate ai sensi dell'articolo 193, comma 2;
b) 18,  a eccezione del sesto comma, 18-bis, 18-quater, 18-quinquies,
   a  eccezione del quinto comma, 18-sexies e 18-septies, a eccezione
   del  secondo  periodo,  del  decreto-legge  8  aprile 1974, n. 95,
   convertito,  con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216,
   e  successive modificazioni e integrazioni; le relative violazioni
   sono sanzionate ai sensi dell'articolo 191;
c) l'articolo  3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo
   1975, n. 136;
d) gli articoli 1, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 11; 2, commi 2 e
   3; 2-bis, commi 3, 4, 5 e 7; 2-ter; 3, commi 3 e 4; 4, commi 2, 3,
   4,  5,  6,  7,  8,  9,  10, 11, 12, 13 e 14; 5; 7, commi 3, 5 e 6;
   10-bis,  della  legge 23 marzo 1983, n. 77; le relative violazioni
   sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
e) gli  articoli  3, comma 2, lettere b), c), d) ed e); 4, comma 2; 9
   commi 12, 13, 14; 15 della legge 2 gennaio 1991, n. 1; le relative
   violazioni  sono punite ai sensi dell'articolo 169 o sanzionate ai
   sensi degli articoli 189 e 190;
f) l'articolo  6  della  legge  17  maggio  1991, n. 157; le relative
   violazioni  sono punite ai sensi dell'articolo 174 o sanzionate ai
   sensi dell'articolo 193;
g) gli  articoli  2; 3; 4; 6; 7 della legge 18 febbraio 1992, n. 149;
   le relative violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 191;
h) gli articoli 10; 14; 15; 16, comma 1; 20, commi 1 e 4; 22; 23; 24;
   25;  27;  28  della  legge  18  febbraio 1992, n. 149; le relative
   violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 192;
i) gli  articoli 1; 2, commi 3 e 4; 4, commi 1 e 4; 5, commi 3, 6, 7,
   8, 9, 10 e 11; 6, comma 2; 7, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 8; 9, commi
   2 e 3, del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 84; le relative
   violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
j) gli  articoli  1 e 2, comma 2, lettera a), del decreto legislativo
   27 gennaio 1992, n. 86;
k) gli  articoli  1,  commi  1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7; 3, comma 2, ultimo
   periodo; 4, commi 1, 2, 3, 4, 5; 5, commi 1, 2, 3 e 4; 8, commi 2,
   4  e  5;  9;  10  della  legge 14 agosto 1993, n. 344; le relative
   violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
l) gli  articoli  1,  commi  1,  2,  3,  4, 5 e 6; 3, comma 2, ultimo
   periodo;  4,  commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 5, commi 1, 2, 3 e 4; 7; 8;
   9;  12, comma 2 e 5; 13; 14 della legge 25 gennaio 1994, n. 86; le
   relative violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;
m) gli articoli 2, comma 4; 6, commi 3 e 4; 7; 8; 10, 13; 14; 15; 18,
   commi  1 e 3; 20, comma 1, lett. e); 21, commi 2 e 3; 22, comma 2;
   23, commi 5 e 6; 24; 25; 35, commi 2 e 3; 66, comma 1, lettere b),
   c)  ed  e),  del  decreto  legislativo  23 luglio 1996, n. 415; le
   relative  violazioni  sono  punite  ai  sensi  dell'articolo 169 o
   sanzionate ai sensi degli articoli 189 e 190.
  3.  Fino  all'emanazione dei regolamenti previsti dall'articolo 80,
commi  4,  5  e  6,  e  comunque  fino al completamento della vendita
prevista dall'articolo 204, comma 1, si applicano gli articoli 1, 10,
11, 12, 13 e 14 della legge 19 giugno 1986, n. 289.
  4.  E'  abrogata  ogni  altra  disposizione  incompatibile  con  il
presente  decreto.  Il  rinvio  alle  disposizioni  abrogate fatto da
leggi,  da  regolamenti  o  da  altre  norme si intende riferito alle
corrispondenti  disposizioni del presente decreto e dei provvedimenti
ivi previsti.
  5.  Le  disposizioni  emanate  ai  sensi  delle  norme  abrogate  o
sostituite continuano a essere applicate, in quanto compatibili, fino
alla data di entrata in vigore dei provvedimenti emanati ai sensi del
presente decreto legislativo nelle corrispondenti materie. In caso di
violazione,  si  applicano,  con  la procedura prevista dall'articolo
195,  gli  articoli  190,  191,  192 e 193, in relazione alle materie
rispettivamente disciplinate.

	        
	      
                              Art. 215
                     Disposizioni di attuazione

  1. In sede di prima applicazione i regolamenti e i provvedimenti di
carattere  generale  da  emanarsi  ai sensi del presente decreto sono
adottati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo.

	        
	      
                              Art. 216
                          Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il 1 luglio 1998.
  Il  presente decreto, munito di sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
  Dato a Roma, addi' 24 febbraio 1998
                              SCALFARO
                         PRODI, Presidente del Consiglio dei Ministri
                         CIAMPI,  ((Ministro  dell'economia  e  delle
                         finanze))
                         FLICK, Ministro di grazia e giustizia
                         DINI, Ministro degli affari esteri
                         BERSANI,    Ministro   dell'industria,   del
                         commercio e dell'artigianato
VISTO, il Guardasigilli: FLICK

	        
	      
                                                        Allegato (18)

(( Sezione A - Attivita' e servizi di investimento.

    (1)  Ricezione  e  trasmissione  di ordini riguardanti uno o piu'
strumenti finanziari.
    (2) Esecuzione di ordini per conto dei clienti.
    (3) Negoziazione per conto proprio.
    (4) Gestione di portafogli.
    (5) Consulenza in materia di investimenti.
    (6)  Sottoscrizione  e/o collocamento di strumenti finanziari con
assunzione  a  fermo  ovvero con assunzione di garanzia nei confronti
dell'emittente.
    (7) Collocamento di strumenti finanziari senza assunzione a fermo
ne' assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente.
    (8) Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione.

  Sezione B - Servizi accessori.

    (1)  Affitto  di  cassette  di  sicurezza  e  amministrazione  di
strumenti  finanziari  per conto dei clienti, inclusi la custodia e i
servizi connessi come la gestione di contante/garanzie collaterali.
    (2)  Concessione  di  crediti  o  prestiti  agli  investitori per
consentire  loro  di  effettuare  un'operazione relativa a uno o piu'
strumenti finanziari, nella quale interviene l'impresa che concede il
credito o il prestito.
    (3) Consulenza alle imprese in materia di struttura del capitale,
di  strategia industriale e di questioni connesse, nonche' consulenza
e servizi concernenti le concentrazioni e l'acquisto di imprese.
    (4)  Servizio  di  cambio  quando  detto  servizio e' legato alla
fornitura di servizi di investimento.
    (5)  Ricerca  in  materia di investimenti e analisi finanziaria o
altre  forme  di  raccomandazione  generale riguardanti le operazioni
relative a strumenti finanziari.
    (6) Servizi connessi con l'assunzione a fermo.
    (7)   Servizi   e  attivita'  di  investimento,  nonche'  servizi
accessori  del  tipo  di  cui  alle  sezioni  A  o  B, collegati agli
strumenti derivati di cui alla sezione C, punti (5), (6), (7) e (10),
se legati alla prestazione di servizi di investimento o accessori.

  Sezione C - Strumenti finanziari.

    (1) Valori mobiliari.
    (2) Strumenti del mercato monetario.
    (3) Quote di un organismo di investimento collettivo.
    (4)   Contratti   di  opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi
di  interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari,
valute,  tassi  di  interesse  o  rendimenti,  o  ad  altri strumenti
derivati,  indici  finanziari o misure finanziarie che possono essere
regolati   con  consegna  fisica  del  sottostante  o  attraverso  il
pagamento di differenziali in contanti.
    (5)   Contratti   di  opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi
di  interesse  e  altri  contratti  derivati  connessi a merci il cui
regolamento  avviene  attraverso  il  pagamento  di  differenziali in
contanti  o  puo'  avvenire  in  tal  modo a discrezione di una delle
parti,  con  esclusione  dei  casi  in  cui  tale facolta' consegue a
inadempimento  o  ad  altro  evento  che determina la risoluzione del
contratto.
    (6)   Contratti   di  opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati   ("future"),   "swap"  ed  altri  contratti  derivati
connessi  a  merci  il  cui  regolamento  puo' avvenire attraverso la
consegna   del  sottostante  e  che  sono  negoziati  su  un  mercato
regolamentato e/o in un sistema multilaterale di negoziazione.
    (7)   Contratti   di  opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati  ("future"), "swap", contratti a termine ("forward") e
altri  contratti  derivati  connessi  a merci il cui regolamento puo'
avvenire  attraverso  la  consegna fisica del sottostante, diversi da
quelli  indicati  al  numero  (6), che non hanno scopi commerciali, e
aventi  le  caratteristiche  di  altri strumenti finanziari derivati,
considerando,  tra l'altro, se sono compensati ed eseguiti attraverso
stanze  di  compensazione  riconosciute o se sono soggetti a regolari
richiami di margini.
    (8)  Strumenti  finanziari  derivati  per  il  trasferimento  del
rischio di credito.
    (9) Contratti finanziari differenziali.
    (10)   Contratti  di  opzione,  contratti  finanziari  a  termine
standardizzati  ("future"),  "swap",  contratti  a  termine sui tassi
d'interesse   e   altri   contratti  derivati  connessi  a  variabili
climatiche,  tariffe  di  trasporto,  quote  di  emissione,  tassi di
inflazione   o   altre   statistiche  economiche  ufficiali,  il  cui
regolamento  avviene  attraverso  il  pagamento  di  differenziali in
contanti  o  puo'  avvenire  in  tale modo a discrezione di una delle
parti,  con  esclusione  dei  casi  in  cui  tale facolta' consegue a
inadempimento  o  ad  altro  evento  che determina la risoluzione del
contratto, nonche' altri contratti derivati connessi a beni, diritti,
obblighi,  indici  e  misure,  diversi  da  quelli indicati ai numeri
precedenti,  aventi  le caratteristiche di altri strumenti finanziari
derivati,  considerando, tra l'altro, se sono negoziati su un mercato
regolamentato  o in un sistema multilaterale di negoziazione, se sono
compensati   ed   eseguiti   attraverso   stanze   di   compensazione
riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini. ))

	        
	      
Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
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