DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI

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Fonte: normattiva.it (I testi non hanno carattere di ufficialitą)

Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO I
VIGILANZA
                             Art. 5 (18)
               Finalita' e destinatari della vigilanza

  ((  1.  La  vigilanza  sulle  attivita' disciplinate dalla presente
parte ha per obiettivi:
a) la salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario;
b) la tutela degli investitori;
c) la stabilita' e il buon funzionamento del sistema finanziario;
d) la competitivita' del sistema finanziario;
e) l'osservanza delle disposizioni in materia finanziaria.
  2. Per il perseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, la Banca
d'Italia  e'  competente  per  quanto  riguarda  il  contenimento del
rischio,  la  stabilita'  patrimoniale  e la sana e prudente gestione
degli intermediari.
  3.  Per  il  perseguimento  degli  obiettivi  di cui al comma 1, la
Consob  e'  competente  per  quanto  riguarda  la  trasparenza  e  la
correttezza dei comportamenti.
  4.  La  Banca d'Italia e la Consob esercitano i poteri di vigilanza
nei confronti dei soggetti abilitati; ciascuna vigila sull'osservanza
delle  disposizioni legislative e regolamentari secondo le competenze
definite dai commi 2 e 3. ))
  5.  La  Banca d'Italia e la CONSOB operano in modo coordinato anche
al  fine  di  ridurre  al  minimo  gli  oneri  gravanti  sui soggetti
abilitati  e  si  danno  reciproca  comunicazione  dei  provvedimenti
assunti  e delle irregolarita' rilevate nell'esercizio dell'attivita'
di vigilanza.
  ((  5-bis.  La  Banca  d'Italia  e la Consob, al fine di coordinare
l'esercizio  delle  proprie  funzioni  di  vigilanza  e di ridurre al
minimo  gli  oneri  gravanti  sui  soggetti  abilitati,  stipulano un
protocollo d'intesa, avente ad oggetto:
a) i compiti di ciascuna e le modalita' del loro svolgimento, secondo
   il criterio della prevalenza delle funzioni di cui ai commi 2 e 3;
b) lo   scambio   di   informazioni,   anche   con  riferimento  alle
   irregolarita'  rilevate  e ai provvedimenti assunti nell'esercizio
   dell'attivita' di vigilanza.
  5-ter.  Il  protocollo  d'intesa  di  cui  al  comma  5-bis e' reso
pubblico dalla Banca d'Italia e dalla Consob con le modalita' da esse
stabilite  ed e' allegato al regolamento di cui all'articolo 6, comma
2-bis. ))

	        
	      
                               Art. 6
                       Vigilanza regolamentare

  (( 01. Nell'esercizio delle funzioni di vigilanza regolamentare, la
Banca d'Italia e la Consob osservano i seguenti principi:
a) valorizzazione dell'autonomia decisionale dei soggetti abilitati;
b) proporzionalita',  intesa  come  criterio  di esercizio del potere
   adeguato  al  raggiungimento  del  fine,  con il minore sacrificio
   degli interessi dei destinatari;
c) riconoscimento    del   carattere   internazionale   del   mercato
   finanziario    e    salvaguardia   della   posizione   competitiva
   dell'industria italiana;
d) agevolazione dell'innovazione e della concorrenza.
  02.  Per  le materie disciplinate dalla direttiva 2006/73/CE, della
Commissione,  del  10  agosto  2006,  la  Banca  d'Italia e la Consob
possono  mantenere  o  imporre  nei regolamenti obblighi aggiuntivi a
quelli previsti dalla direttiva medesima solo nei casi eccezionali in
cui  tali  obblighi sono obiettivamente giustificati e proporzionati,
tenuto  conto  della necessita' di fare fronte a rischi specifici per
la  protezione  degli  investitori o l'integrita' del mercato che non
sono  adeguatamente  considerati  dalle disposizioni comunitarie e se
almeno una delle seguenti condizioni e' soddisfatta:
a) i  rischi  specifici cui gli obblighi aggiuntivi sono volti a fare
   fronte  sono  particolarmente  rilevanti, considerata la struttura
   del mercato italiano;
b) i  rischi  specifici cui gli obblighi aggiuntivi sono volti a fare
   fronte  emergono  o  diventano  evidenti  dopo  l'emanazione delle
   disposizioni comunitarie pertinenti per materia.
  03.   La  Banca  d'Italia  e  la  Consob  comunicano  al  Ministero
   dell'economia   e  delle  finanze  le  disposizioni  regolamentari
   recanti  gli  obblighi aggiuntivi di cui al comma 02 ai fini della
   loro notifica alla Commissione europea. ))
  1.   La   Banca   d'Italia,   sentita  la  CONSOB,  disciplina  con
   regolamento:
(( a)  gli  obblighi  delle SIM e delle SGR in materia di adeguatezza
   patrimoniale,   contenimento   del   rischio   nelle  sue  diverse
   configurazioni e partecipazioni detenibili;
b) gli  obblighi  dei  soggetti  abilitati in materia di modalita' di
   deposito e di sub-deposito degli strumenti finanziari e del denaro
   di pertinenza della clientela; ))
c) le regole applicabili agli OICR aventi a oggetto:
   1)  i  criteri  e  i  divieti all'attivita' di investimento, avuto
   riguardo anche ai rapporti di gruppo;
   2)  le  norme  prudenziali  di  contenimento  e  frazionamento del
   rischio;
   3)  gli  schemi-tipo  e  le  modalita'  di redazione dei prospetti
   contabili  che  le  societa'  di gestione del risparmio e le SICAV
   devono redigere periodicamente;
   4) i metodi di calcolo del valore delle quote o azioni di OICR;
   5)  i  criteri  e  le modalita' da adottare per la valutazione dei
   beni  e  dei  valori  in  cui  e'  investito  il  patrimonio  e la
   periodicita'  della  valutazione.  Per  la valutazione di beni non
   negoziati   in  mercati  regolamentati,  la  Banca  d'Italia  puo'
   prevedere   il   ricorso  a  esperti  indipendenti  e  richiederne
   l'intervento anche in sede di acquisto e vendita dei beni da parte
   del gestore.
  1-bis.  Le disposizioni di cui al comma 1, lettera a), prevedono la
possibilita'  di  adottare  sistemi interni di misurazione dei rischi
per    la   determinazione   dei   requisiti   patrimoniali,   previa
autorizzazione   della   Banca   d'Italia,   nonche'   di  utilizzare
valutazioni  del  rischio  di  credito  rilasciate da societa' o enti
esterni.
  ((  2.  La  Consob,  sentita  la Banca d'Italia, tenuto conto delle
differenti  esigenze  di  tutela  degli  investitori  connesse con la
qualita'  e  l'esperienza  professionale dei medesimi, disciplina con
regolamento gli obblighi dei soggetti abilitati in materia di:
a) trasparenza, ivi inclusi:
   1)  gli obblighi informativi nella prestazione dei servizi e delle
   attivita'  di  investimento, nonche' della gestione collettiva del
   risparmio, con particolare riferimento al grado di rischiosita' di
   ciascun tipo specifico di prodotto finanziario e delle gestioni di
   portafogli  offerti,  all'impresa  e  ai  servizi  prestati,  alla
   salvaguardia  degli  strumenti  finanziari  o delle disponibilita'
   liquide  detenuti  dall'impresa,  ai  costi, agli incentivi e alle
   strategie di esecuzione degli ordini;
   2)  le  modalita'  e  i  criteri  da  adottare nella diffusione di
   comunicazioni  pubblicitarie  e  promozionali  e  di  ricerche  in
   materia di investimenti;
   3)   gli   obblighi   di   comunicazione   ai   clienti   relativi
   all'esecuzione  degli  ordini,  alla  gestione di portafogli, alle
   operazioni  con passivita' potenziali e ai rendiconti di strumenti
   finanziari  o  delle  disponibilita'  liquide dei clienti detenuti
   dall'impresa;
b) correttezza dei comportamenti, ivi inclusi:
   1)  gli obblighi di acquisizione di informazioni dai clienti o dai
   potenziali  clienti  ai fini della valutazione di adeguatezza o di
   appropriatezza delle operazioni o dei servizi forniti;
   2)  le  misure  per  eseguire  gli  ordini  alle  condizioni  piu'
   favorevoli per i clienti;
   3) gli obblighi in materia di gestione degli ordini;
   4) l'obbligo di assicurare che la gestione di portafogli si svolga
   con  modalita'  aderenti  alle  specifiche  esigenze  dei  singoli
   investitori  e  che quella su base collettiva avvenga nel rispetto
   degli obiettivi di investimento dell'OICR;
   5) le condizioni alle quali possono essere corrisposti o percepiti
   incentivi.
  2-bis.  La  Banca  d'Italia e la Consob disciplinano congiuntamente
mediante  regolamento, con riferimento alla prestazione dei servizi e
delle attivita' di investimento, nonche' alla gestione collettiva del
risparmio, gli obblighi dei soggetti abilitati in materia di:
a) requisiti generali di organizzazione;
b) continuita' dell'attivita';
c) organizzazione  amministrativa e contabile, compresa l'istituzione
   della funzione di cui alla lettera e);
d) procedure,   anche   di  controllo  interno,  per  la  corretta  e
   trasparente  prestazione  dei  servizi  di  investimento  e  delle
   attivita'  di  investimento  nonche' della gestione collettiva del
   risparmio;
e) controllo della conformita' alle norme;
f) gestione del rischio dell'impresa;
g) audit interno;
h) responsabilita' dell'alta dirigenza;
i) trattamento dei reclami;
j) operazioni personali;
k) esternalizzazione  di funzioni operative essenziali o importanti o
   di servizi o attivita';
l) gestione    dei    conflitti    di    interesse,    potenzialmente
   pregiudizievoli per i clienti;
m) conservazione delle registrazioni;
n) procedure   anche  di  controllo  interno,  per  la  percezione  o
   corresponsione di incentivi.
  2-ter.  Per  l'esercizio  della  vigilanza, nelle materie di cui al
comma 2-bis, sono competenti:
a) la  Banca  d'Italia per gli aspetti previsti dalle lettere a), b),
   c), f), g) e h);
b) la  Consob  per gli aspetti previsti dalle lettere d), e), i), j),
   l), m) e n);
c) la  Banca  d'Italia e la Consob, secondo le rispettive funzioni di
   cui  all'articolo  5,  commi 2 e 3, per gli aspetti previsti dalla
   lettera k).
  2-quater.  La  Consob,  sentita  la  Banca  d'Italia, individua con
regolamento:
a) le  norme di condotta che non si applicano ai rapporti fra gestori
   di  sistemi  multilaterali  di  negoziazione  e  i partecipanti ai
   medesimi;
b) le condizioni alle quali i soggetti abilitati non sono obbligati a
   osservare le disposizioni regolamentari di cui al comma 2, lettera
   b),  numero  1),  quando prestano i servizi di cui all'articolo 1,
   comma 5, lettere b) ed e);
c) la  disciplina  specifica  di condotta applicabile ai rapporti tra
   soggetti abilitati e clienti professionali;
d) le norme di condotta che non si applicano ai rapporti fra soggetti
   abilitati  che  prestano i servizi di cui all'articolo 1, comma 5,
   lettere  a), b) ed e), e controparti qualificate, intendendosi per
   tali:
   1)   le   imprese  di  investimento,  le  banche,  le  imprese  di
   assicurazioni,   gli   OICR,  le  SGR,  le  societa'  di  gestione
   armonizzate,   i   fondi  pensione,  gli  intermediari  finanziari
   iscritti  negli elenchi previsti dagli articoli 106, 107 e 113 del
   testo unico bancario, le societa' di cui all'articolo 18 del testo
   unico  bancario, gli istituti di moneta elettronica, le fondazioni
   bancarie,  i  Governi  nazionali  e  i loro corrispondenti uffici,
   compresi  gli  organismi  pubblici incaricati di gestire il debito
   pubblico,  le banche centrali e le organizzazioni sovranazionali a
   carattere pubblico;
   2)  le  imprese la cui attivita' principale consista nel negoziare
   per conto proprio merci e strumenti finanziari derivati su merci;
   3)  le  imprese  la cui attivita' esclusiva consista nel negoziare
   per  conto proprio nei mercati di strumenti finanziari derivati e,
   per  meri  fini  di  copertura, nei mercati a pronti, purche' esse
   siano   garantite   da  membri  che  aderiscono  all'organismo  di
   compensazione  di tali mercati, quando la responsabilita' del buon
   fine  dei contratti stipulati da dette imprese spetta a membri che
   aderiscono all'organismo di compensazione di tali mercati;
   4)   le  altre  categorie  di  soggetti  privati  individuati  con
   regolamento dalla Consob, sentita Banca d'Italia, nel rispetto dei
   criteri di cui alla direttiva 2004/39/CE e alle relative misure di
   esecuzione;
   5)  le  categorie corrispondenti a quelle dei numeri precedenti di
   soggetti di Paesi non appartenenti all'Unione europea.
  2-quinquies.  La  Consob,  sentita la Banca d'Italia, individua con
regolamento  i  clienti  professionali  privati  nonche' i criteri di
identificazione  dei soggetti privati che su richiesta possono essere
trattati  come  clienti  professionali  e  la  relativa  procedura di
richiesta.
  2-sexies.  Il  Ministro  dell'economia  e delle finanze, sentite la
Banca  d'Italia  e  la  Consob,  individua  con regolamento i clienti
professionali  pubblici  nonche'  i  criteri  di  identificazione dei
soggetti  pubblici  che  su  richiesta  possono  essere trattati come
clienti professionali e la relativa procedura di richiesta. ))

	        
	      
                             Art. 7 (15)
                  Interventi sui soggetti abilitati

  1.  La  Banca  d'Italia  e  la CONSOB, nell'ambito delle rispettive
competenze, possono, con riguardo ai soggetti abilitati:
a) convocare gli amministratori, i sindaci e i dirigenti;
b) ordinare  la  convocazione  degli  organi  collegiali,  fissandone
   l'ordine del giorno;
c) procedere  direttamente  alla convocazione degli organi collegiali
   quando  gli  organi  competenti  non  abbiano ottemperato a quanto
   previsto dalla lettera b).
  2.   La   Banca  d'Italia  puo'  emanare,  a  fini  di  stabilita',
disposizioni  di  carattere  particolare  aventi a oggetto le materie
disciplinate  nell'articolo  6,  comma 1, lettera a) (( , e adottare,
ove la situazione lo richieda, provvedimenti restrittivi o limitativi
concernenti  i  servizi,  le  attivita', le operazioni e la struttura
territoriale,  nonche'  vietare  la distribuzione di utili o di altri
elementi del patrimonio )).
  3.  Nell'interesse  pubblico o dei partecipanti la Banca d'Italia e
la  CONSOB,  ciascuna  per  quanto di competenza, possono ordinare la
sospensione o la limitazione temporanea dell'emissione o del rimborso
delle quote o azioni di OICR.

	        
	      
                               Art. 8
                        Vigilanza informativa

  1.  La  Banca  d'Italia  e  la CONSOB possono chiedere, nell'ambito
delle  rispettive  competenze, ai soggetti abilitati la comunicazione
di  dati  e  notizie  e  la  trasmissione  di atti e documenti con le
modalita' e nei termini dalle stesse stabiliti.
  2.  I  poteri  previsti dal comma 1 possono essere esercitati anche
nei  confronti  ((del  soggetto incaricato della revisione legale dei
conti)).
  3.  Il collegio sindacale informa senza indugio la Banca d'Italia e
la  CONSOB  di  tutti  gli  atti o i fatti, di cui venga a conoscenza
nell'esercizio   dei   propri   compiti,   che   possano   costituire
un'irregolarita' nella gestione ovvero una violazione delle norme che
disciplinano  l'attivita'  delle  SIM, delle societa' di gestione del
risparmio  o  delle  SICAV.  A  tali fini lo statuto delle SIM, delle
societa'  di  gestione del risparmio o delle SICAV, indipendentemente
dal   sistema   di  amministrazione  e  controllo  adottato,  assegna
all'organo  che  svolge la funzione di controllo i relativi compiti e
poteri.
  4. ((i soggetti incaricati della revisione legale dei conti)) delle
SIM,   delle  societa'  di  gestione  del  risparmio  e  delle  SICAV
comunicano senza indugio alla Banca d'Italia e alla CONSOB gli atti o
i  fatti,  rilevati  nello  svolgimento  dell'incarico,  che  possano
costituire una grave violazione delle norme disciplinanti l'attivita'
delle societa' sottoposte a revisione ovvero che possano pregiudicare
la  continuita'  dell'impresa  o  comportare un giudizio negativo, un
giudizio  con  rilievi  o  una  dichiarazione  di  impossibilita'  di
esprimere  un  giudizio  sui  bilanci o sui prospetti periodici degli
OICR.
  5.  I commi 3, primo periodo, e 4 si applicano anche all'organo che
svolge  funzioni  di  controllo  ed  ((ai  soggetti  incaricati della
revisione  legale  dei  conti)) presso le societa' che controllano le
SIM,  le  societa' di gestione del risparmio o le SICAV o che sono da
queste   controllate  ai  sensi  dell'articolo  23  del  testo  unico
bancario.
  5-bis. La Consob, nell'ambito delle sue competenze, puo' esercitare
sui soggetti abilitati i poteri previsti dall'articolo 187-octies. La
Banca d'Italia, nell'ambito delle sue competenze, puo' esercitare sui
soggetti  abilitati i poteri previsti dall'articolo 187-octies, comma
3, lettera c).
  6.  I  commi 3, 4, 5 e 5-bis si applicano alle banche limitatamente
alla prestazione dei servizi e delle attivita' di investimento.

	        
	      
                               Art. 9
                        (( (Revisione legale)

  1.  Alle  SIM, alle societa' di gestione del risparmio e alle Sicav
si applica l'articolo 159, comma 1.
  2.  Per le societa' di gestione del risparmio, il revisore legale o
la societa' di revisione legale incaricati della revisione provvedono
con  apposita  relazione  di  revisione  a rilasciare un giudizio sul
rendiconto del fondo comune.))

	        
	      
                               Art. 10
                         Vigilanza ispettiva

  1.  La  Banca  d'Italia  e  la  CONSOB  possono,  nell'ambito delle
rispettive  competenze  e in armonia con le disposizioni comunitarie,
effettuare  ispezioni  e  richiedere  l'esibizione dei documenti e il
compimento degli atti ritenuti necessari presso i soggetti abilitati.
  1-bis.  La  Consob  puo'  richiedere ((al soggetto incaricato della
revisione  legale  dei conti)) di procedere a verifiche ispettive. Le
relative  spese,  la  cui  congruita'  e' valutata dalla Consob, sono
poste a carico del soggetto ispezionato.
  2.  Ciascuna  autorita'  comunica  le  ispezioni disposte all'altra
autorita',  la quale puo' chiedere accertamenti su profili di propria
competenza.
  3.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB possono chiedere alle autorita'
competenti di uno Stato comunitario di effettuare accertamenti presso
succursali  di  SIM,  di  SGR e di banche stabilite sul territorio di
detto Stato ovvero concordare altre modalita' per le verifiche.
  4.  Le  autorita'  competenti  di  uno Stato comunitario, dopo aver
informato  la  Banca d'Italia e la CONSOB, possono ispezionare, anche
tramite loro incaricati, le succursali di imprese di investimento, di
banche comunitarie e di societa' di gestione armonizzate dalle stesse
autorizzate,   stabilite  nel  territorio  della  Repubblica.  Se  le
autorita' di uno Stato comunitario lo richiedono, la Banca d'Italia e
la   CONSOB,   nell'ambito  delle  rispettive  competenze,  procedono
direttamente  agli accertamenti ovvero concordano altre modalita' per
le verifiche.
  5.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB possono concordare, nell'ambito
delle  rispettive competenze, con le autorita' competenti degli Stati
extracomunitari modalita' per l'ispezione di succursali di imprese di
investimento e di banche insediate nei rispettivi territori.

	        
	      
                            Art. 11 (15)
                       Composizione del gruppo

  (( 1. La Banca d'Italia, sentita la Consob:
a) determina  la  nozione  di gruppo rilevante ai fini della verifica
   dei  requisiti  previsti dagli articoli 19, comma 1, lettera h), e
   34, comma 1, lettera f);
b) emana  disposizioni  volte a individuare l'insieme dei soggetti da
   sottoporre  a  vigilanza  su base consolidata tra quelli esercenti
   attivita'  bancaria  e  servizi  di  investimento  o  di  gestione
   collettiva del risparmio, nonche' attivita' connesse e strumentali
   o   altre   attivita'   finanziarie,  come  individuate  ai  sensi
   dell'articolo  59,  comma  1,  lettera b), del T.U. bancario. Tali
   soggetti  sono  individuati  tra  quelli  che,  non  sottoposti  a
   vigilanza consolidata ai sensi del medesimo testo unico:
   1)  sono  controllati, direttamente o indirettamente, da una SIM o
   da una societa' di gestione del risparmio;
   2)  controllano,  direttamente  o  indirettamente,  una  SIM o una
   societa' di gestione del risparmio. ))
  ((  1-bis.  Il gruppo individuato ai sensi del comma 1, lettera b),
e'  iscritto  in  un  apposito  albo  tenuto dalla Banca d'Italia. La
capogruppo  comunica  tempestivamente alla Banca d'Italia l'esistenza
del  gruppo  e  la  sua composizione aggiornata. Copia della predetta
comunicazione e' trasmessa dalla Banca d'Italia alla Consob. ))

	        
	      
                               Art. 12
                        Vigilanza sul gruppo

  1.  La Banca d'Italia impartisce alla societa' posta al vertice del
gruppo  individuato  ai  sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera b),
disposizioni  riferite al complesso dei soggetti individuati ai sensi
del  medesimo articolo, aventi ad oggetto le materie dell'articolo 6,
commi  1,  lettera a), 1-bis e 2-bis, lettere a), b), c) e g). Ove lo
richiedano  esigenze  di  stabilita',  la Banca d'Italia puo' emanare
nelle stesse materie disposizioni di carattere particolare.
  1-bis.  In armonia con la disciplina comunitaria, la Banca d'Italia
individua   le   ipotesi   di   esenzione   dall'applicazione   delle
disposizioni adottate ai sensi del comma 1.
  2.   La   societa'  capogruppo,  nell'esercizio  dell'attivita'  di
direzione e coordinamento, emana disposizioni alle singole componenti
del  gruppo  individuato  ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera
b), per l'esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d'Italia.
Gli  organi  amministrativi  delle  societa' del gruppo sono tenuti a
fornire  ogni dato e informazione per l'emanazione delle disposizioni
e  la  necessaria  collaborazione  per  il rispetto delle norme sulla
vigilanza consolidata.
  3.  La  Banca  d'Italia  e  la Consob possono chiedere, nell'ambito
delle   rispettive  competenze,  ai  soggetti  individuati  ai  sensi
dell'articolo  11,  comma 1, lettera b), al soggetto che controlla la
societa'  capogruppo di cui all'articolo 11, comma 1-bis, la SIM o la
societa'  di  gestione  del  risparmio,  nonche'  a  quelli  che sono
controllati, direttamente o indirettamente, ovvero partecipati almeno
per  il  venti  per  cento  da  uno dei soggetti individuati ai sensi
dell'articolo  11,  comma  1,  lettera  b),  la  trasmissione,  anche
periodica, di dati e informazioni.
  3-bis. Nell'esercizio della vigilanza su base consolidata, la Banca
d'Italia puo' impartire disposizioni, ai sensi del presente articolo,
nei  confronti  di tutti i soggetti inclusi nel gruppo individuato ai
sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera b).
  4. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
  5.  La  Banca  d'Italia  e  la  Consob  possono,  nell'ambito delle
rispettive competenze:
    a)  effettuare  ispezioni  presso i soggetti individuati ai sensi
dell'articolo 11, comma 1, lettera b);
    b)  al  fine esclusivo di verificare l'esattezza dei dati e delle
informazioni   forniti,   effettuare   ispezioni  presso  i  soggetti
controllati, direttamente o indirettamente, ovvero partecipati almeno
per  il  venti  per  cento  da  uno dei soggetti individuati ai sensi
dell'articolo 11, comma 1, lettera b).
  5-bis. Nell'esercizio della vigilanza su base consolidata, la Banca
d'Italia  puo'  adottare  i  provvedimenti  previsti dall'articolo 7,
comma  2, nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 11, comma 1,
lettera b).

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO II
ESPONENTI AZIENDALI E PARTECIPANTI AL CAPITALE
                             Art. 13 (8)
           (( Requisiti di professionalita', onorabilita'
             e indipendenza degli esponenti aziendali ))

  1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
controllo  presso  SIM,  societa'  di  gestione  del risparmio, SICAV
devono  possedere i requisiti di professionalita' (( , onorabilita' e
indipendenza  ))  stabiliti  dal  ((  Ministro  dell'economia e delle
finanze  )),  con regolamento adottato sentite la Banca d'Italia e la
CONSOB.
  (( 2. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica.
Essa e' dichiarata dal consiglio di amministrazione, dal consiglio di
sorveglianza  o  dal  consiglio di gestione entro trenta giorni dalla
nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. ))
  3.  In  caso  di  inerzia,  la decadenza e' pronunciata dalla Banca
d'Italia o dalla CONSOB.
  ((  3-bis.  Nel  caso  di  difetto  dei  requisiti  di indipendenza
stabiliti  dal codice civile o dallo statuto si applicano i commi 2 e
3. ))
  4.  Il  regolamento  previsto  dal  comma 1 stabilisce le cause che
comportano la sospensione temporanea dalla carica e la sua durata. La
sospensione e' dichiarata con le modalita' indicate nei commi 2 e 3.

	        
	      
                               Art. 14
                      Requisiti di onorabilita'

  1.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, con regolamento
adottato sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, determina i requisiti
di   onorabilita'   dei   titolari  ((delle  partecipazioni  indicate
nell'articolo  15,comma  1,))  nelle SIM e nelle societa' di gestione
del risparmio, nonche' dei partecipanti al capitale delle SICAV.
  ((2.   Ai   fini   dell'applicazione   del   presente   articolo  e
dell'articolo  15,  per  le  SICAV si fa riferimento alle sole azioni
nominative  ed il regolamento di cui al comma 1 stabilisce le ipotesi
in  cui,  al  fine dell'attribuzione del diritto di voto, tali azioni
sono  considerate come azioni al portatore, con riguardo alla data di
acquisto.))
  3.  Ai  fini del ((comma 1)) si considerano anche le partecipazioni
possedute  per  il  tramite  di  societa'  controllate,  di  societa'
fiduciarie  o per interposta persona, nonche' i casi in cui i diritti
derivanti  dalle  partecipazioni  spettano  o  sono  attribuiti ad un
soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse od esistono
accordi concernenti l'esercizio dei diritti di voto.
  4. In assenza dei requisiti non possono essere esercitati i diritti
di  voto  e  gli  altri  diritti  che  consentono  di  influire sulla
societa', inerenti alle partecipazioni eccedenti ((le soglie previste
dall'articolo 15, comma 1)).
  5.  In  caso  di  inosservanza  del divieto, la deliberazione od il
diverso  atto,  adottati  con  il  voto  o,  comunque,  il contributo
determinanti delle partecipazioni di cui al comma 1, sono impugnabili
secondo  le  previsioni  del  codice civile. Le partecipazioni per le
quali non puo' essere esercitato il diritto di voto sono computate ai
fini della regolare costituzione della relativa assemblea.
  6. L'impugnazione puo' essere proposta anche dalla Banca d'Italia o
dalla  CONSOB entro centottanta giorni dalla data della deliberazione
ovvero,  se  questa  e'  soggetta  a  iscrizione  nel  registro delle
imprese,  entro  centottanta giorni dall'iscrizione o, se e' soggetta
solo  a  deposito  presso l'ufficio del registro delle imprese, entro
centottanta giorni dalla data di questo.
  7.  Le partecipazioni, eccedenti le soglie previste ((dall'articolo
15,  comma  1)),  dei  soggetti  privi  dei requisiti di onorabilita'
devono essere alienate entro i termini stabiliti dalla Banca d'Italia
o dalla CONSOB.

	        
	      
                               Art. 15
                         ((Partecipazioni))

  ((  1.  Chiunque,  a  qualsiasi titolo, intenda acquisire o cedere,
direttamente  od indirettamente, in una Sim, societa' di gestione del
risparmio,  Sicav  una  partecipazione che comporta il controllo o la
possibilita' di esercitare un'influenza notevole sulla societa' o che
attribuisce  una quota dei diritti di voto o del capitale almeno pari
al  10  per  cento, tenuto conto delle azioni o quote gia' possedute,
deve   darne   preventiva   comunicazione  alla  Banca  d'Italia.  La
comunicazione  preventiva  e'  dovuta  anche  per le variazioni delle
partecipazioni  quando  la  quota  dei diritti di voto o del capitale
raggiunga  o superi, in aumento o in diminuzione, il 20 per cento, 30
per  cento  o  50  per  cento  e,  in ogni caso, quando le variazioni
comportano l'acquisizione o la perdita del controllo della societa'.
  2.  La  Banca  d'Italia  puo' vietare entro il termine stabilito ai
sensi  del  comma  5, lettera c), l'acquisizione della partecipazione
quando  ritenga  che  non  ricorrono  condizioni atte a garantire una
gestione  sana  e  prudente dell'intermediario, valutando la qualita'
del  potenziale acquirente e la solidita' finanziaria del progetto di
acquisizione   in  base  ai  seguenti  criteri:  la  reputazione  del
potenziale   acquirente,  ivi  compreso  il  possesso  dei  requisiti
previsti  ai  sensi  dell'articolo  14;  il  possesso  dei  requisiti
previsti  ai  sensi dell'articolo 13 da parte di coloro che, in esito
all'acquisizione,  svolgeranno funzioni di amministrazione, direzione
e  controllo;  la solidita' finanziaria del potenziale acquirente; la
capacita'     dell'intermediario     di    rispettare    a    seguito
dell'acquisizione   le  disposizioni  che  ne  regolano  l'attivita';
l'idoneita'  della  struttura  del gruppo del potenziale acquirente a
consentire l'esercizio efficace della vigilanza; l'assenza di fondato
sospetto  che l'acquisizione sia connessa a operazioni di riciclaggio
o  di  finanziamento del terrorismo.)) La Banca d'Italia puo' fissare
un termine massimo per l'acquisizione nonche' comunicare, anche prima
della scadenza del termine, che nulla osta all'operazione.
  3. Gli acquisti e le cessioni indicati nel comma 1 sono comunicati,
una volta avvenuti, alla Banca d'Italia, alla CONSOB e alla societa'.
((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 21)).
  4.   Le   partecipazioni   si   considerano   acquisite   o  cedute
indirettamente  quando  l'acquisto  o  la  cessione  avvengano per il
tramite  di  societa'  controllate,  di  societa'  fiduciarie  o  per
interposta   persona.   Il   controllo  sussiste  nei  casi  previsti
dall'articolo 23 del T.U. bancario.
  5. La Banca d'Italia, determina con regolamento:
((a)  i  criteri  di  calcolo  dei  diritti di voto rilevanti ai fini
   dell'applicazione  delle soglie previste al comma 1, ivi inclusi i
   casi  in  cui  i  diritti  di  voto  non  sono  computati  ai fini
   dell'applicazione  del  medesimo  comma,  nonche'  i  criteri  per
   l'individuazione dei casi di influenza notevole;))
b) i  soggetti tenuti ad effettuare le comunicazioni quando i diritti
   derivanti  dalle  partecipazioni  spettano  o sono attribuiti a un
   soggetto diverso dal titolare delle partecipazioni stesse, nonche'
   quando  esistono  accordi  concernenti  l'esercizio del diritto di
   voto;
c) le    procedure   ed   i   termini   per   l'effettuazione   delle
   comunicazioni((,  nonche'  per condurre la valutazione prevista al
   comma 2)).

	        
	      
                             Art. 16 (8)
                 (( Sospensione del diritto di voto,
                      obbligo di alienazione ))

  ((  1.  Il  diritto  di voto e gli altri diritti, che consentono di
influire  sulla  societa',  inerenti alle partecipazioni eccedenti le
soglie  stabilite  ai  sensi  dell'articolo  15, comma 5, non possono
essere  esercitati quando non siano state effettuate le comunicazioni
previste  dall'articolo  15,  commi  1 e 3, quando sia intervenuto il
divieto  della  Banca  d'Italia  o  non sia ancora decorso il termine
entro il quale la Banca d'Italia puo' vietare l'acquisizione o quando
sia  scaduto  il  termine  massimo  eventualmente  fissato  ai  sensi
dell'articolo 15, comma 2. ))
  ((  2.  La  Banca d'Italia, anche su proposta della CONSOB, puo' in
ogni  momento  sospendere il diritto di voto e gli altri diritti, che
consentono  di influire sulla societa', inerenti a una partecipazione
qualificata  in  una SIM, in una societa' di gestione del risparmio o
in  una  SICAV,  quando  l'influenza  esercitata  dal  titolare della
partecipazione  possa  pregiudicarne  la  gestione  sana e prudente o
l'effettivo esercizio della vigilanza. ))
  3. In caso di inosservanza dei divieti previsti dai commi 1 e 2, si
applica l'articolo 14, commi 5 e 6.
  ((  4.  La  Banca  d'Italia  puo' fissare un termine entro il quale
devono essere alienate le partecipazioni eccedenti i limiti stabiliti
ai sensi dell'articolo 15, comma 5, quando non siano state effettuate
le  comunicazioni  preventive  previste  dall'articolo  15,  comma 1,
ovvero quando, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, sia intervenuto il
divieto  della  Banca  d'Italia all'acquisto o sia scaduto il termine
massimo per l'acquisizione eventualmente fissato. ))

	        
	      
                             Art. 17 (8)
        (( Richiesta di informazioni sulle partecipazioni ))

  ((  1.  La  Banca d'Italia e la CONSOB, indicando il termine per la
risposta, possono richiedere:
a) alle  SIM,  alle societa' di gestione del risparmio ed alle SICAV,
   l'indicazione nominativa dei titolari delle partecipazioni secondo
   quanto  risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e
   da altri dati a loro disposizione;
b) alle  societa'  ed  agli  enti  di qualsiasi natura che possiedono
   partecipazioni   nei   soggetti   indicati   nella   lettera   a),
   l'indicazione nominativa dei titolari delle partecipazioni secondo
   quanto  risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e
   da altri dati a loro disposizione;
c) agli  amministratori  delle  societa'  e  degli  enti  titolari di
   partecipazioni nelle SIM, nelle societa' di gestione del risparmio
   e nelle SICAV, l'indicazione dei soggetti controllanti;
d) alle  societa'  fiduciarie  che  abbiano  intestato a proprio nome
   partecipazioni   in   societa'   indicate  nella  lettera  c),  le
   generalita' dei fiducianti. ))

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO I
SOGGETTI E AUTORIZZAZIONE
                        Art. 18 (5) (8) (18)
                              Soggetti

  1. L'esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi
((  e delle attivita' )) di investimento e' riservato alle imprese di
investimento e alle banche.
  ((  2.  Le SGR possono prestare professionalmente nei confronti del
pubblico  i  servizi previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere d) ed
f).   Le   societa'   di   gestione   armonizzate   possono  prestare
professionalmente  nei  confronti  del  pubblico  i  servizi previsti
dall'articolo 1, comma 5, lettere d) ed f), qualora autorizzate nello
Stato membro d'origine.
  3.   Gli  intermediari  finanziari  iscritti  nell'elenco  previsto
dall'articolo   107  del  testo  unico  bancario  possono  esercitare
professionalmente  nei  confronti  del  pubblico,  nei  casi  e  alle
condizioni  stabilite  dalla  Banca  d'Italia,  sentita  la Consob, i
servizi  e le attivita' previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere a)
e  b),  limitatamente  agli strumenti finanziari derivati, nonche' il
servizio previsto dall'articolo 1, comma 5, lettere c) e c-bis). ))
  ((  3-bis. Le societa' di gestione di mercati regolamentati possono
essere  abilitate a svolgere l'attivita' di cui all'articolo 1, comma
5, lettera g). ))
  4.  Le  SIM  possono  prestare  professionalmente nei confronti del
pubblico  i  servizi accessori e altre attivita' finanziarie, nonche'
attivita'  connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attivita'
previste dalla legge.
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, con regolamento
adottato sentite la Banca d'Italia e la CONSOB:
(( a)  puo'  individuare,  al fine di tener conto dell'evoluzione dei
   mercati  finanziari  e  delle norme di adattamento stabilite dalle
   autorita'  comunitarie,  nuove  categorie di strumenti finanziari,
   nuovi   servizi  e  attivita'  di  investimento  e  nuovi  servizi
   accessori,   indicando   quali  soggetti  sottoposti  a  forme  di
   vigilanza   prudenziale  possono  esercitare  i  nuovi  servizi  e
   attivita'; ))
b) adotta  le  norme di attuazione e di integrazione delle riserve di
   attivita'  previste  dal  presente  articolo,  nel  rispetto delle
   disposizioni comunitarie.

	        
	      
                        Art. 18-bis (18) (25)
                     (( (Consulenti finanziari).

  1. La riserva di attivita' di cui all'articolo 18 non pregiudica la
possibilita'  per  le  persone  fisiche, in possesso dei requisiti di
professionalita', onorabilita', indipendenza e patrimoniali stabiliti
con  regolamento adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze,
sentite  la  Banca d'Italia e la Consob, ed iscritte nell'albo di cui
al  comma  2,  di  prestare la consulenza in materia di investimenti,
senza  detenere  somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza
dei   clienti.  I  requisiti  di  professionalita'  per  l'iscrizione
nell'albo  sono  accertati  sulla base di rigorosi criteri valutativi
che   tengano   conto   della   pregressa  esperienza  professionale,
validamente documentata, ovvero sulla base di prove valutative.
  2. E' istituito l'albo delle persone fisiche consulenti finanziari,
alla  cui  tenuta,  in conformita' alle disposizioni emanate ai sensi
del  comma  7,  provvede  un  organismo  composto  da un presidente e
quattro  membri,  di  cui due in rappresentanza degli iscritti che li
designano  secondo le modalita' fissate nello statuto dell'organismo,
nominati  tutti  con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze.  I  membri  dell'organismo  sono  individuati tra persone di
comprovate  professionalita'  e  competenza  in  materie finanziarie,
giuridiche ed economiche.
  3.  L'organismo  di  cui al comma 2 ha personalita' giuridica ed e'
dotato di autonomia organizzativa e finanziaria.
  4.  L'organismo  cura la redazione del proprio statuto che contiene
le regole sul funzionamento e sull'assetto organizzativo interno, nel
rispetto  dei  principi  e  criteri  determinati  dalla Consob con il
regolamento   adottato   ai   sensi   del  comma  7  e  dal  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze con il regolamento adottato ai sensi
del   comma   1.   Lo  statuto  deve  essere  trasmesso  al  Ministro
dell'economia e delle finanze per la successiva approvazione, sentite
la Banca d'Italia e la Consob, e pubblicazione.
  5.  Nell'ambito  della  propria  autonomia finanziaria, l'organismo
determina  e  riscuote  i  contributi  e  le altre somme dovute dagli
iscritti, dai richiedenti l'iscrizione nell'albo, nonche' da coloro i
quali  presentano  domanda  di  partecipazione  alle prove valutative
volte all'accertamento del possesso dei requisiti di professionalita'
per  l'iscrizione nell'albo, nella misura necessaria per garantire lo
svolgimento   delle  proprie  attivita'.  Il  provvedimento  con  cui
l'organismo  ingiunge il pagamento dei contributi dovuti ha efficacia
di  titolo  esecutivo.  Decorso inutilmente il termine fissato per il
pagamento,  l'organismo  procede  alla esazione delle somme dovute in
base  alle  norme  previste per la riscossione, mediante ruolo, delle
entrate  dello  Stato, degli enti territoriali, degli enti pubblici e
previdenziali.  Nel caso di mancato versamento dei contributi dovuti,
l'organismo   dispone   la   cancellazione   dall'albo  del  soggetto
inadempiente.
  6. L'organismo di cui al comma 2:
    a)   provvede   all'iscrizione  nell'albo,  previa  verifica  dei
necessari  requisiti, delle persone fisiche che ne facciano richiesta
al  fine  di  prestare l'attivita' di cui al comma 1, e ne dispone la
cancellazione qualora vengano meno i requisiti;
    b) vigila sul rispetto delle disposizioni di cui alle lettere c),
d), e) e g) del comma 7;
    c)  per  i casi di violazione delle regole di condotta, di cui al
comma  7,  lettera  d),  delibera,  dopo  aver  sentito  il  soggetto
interessato,   in   relazione  alla  gravita'  dell'infrazione  e  in
conformita'  alle  disposizioni  di  cui  al  comma 7, lettera b), il
richiamo  scritto,  il  pagamento di un importo da euro cinquecento a
euro venticinquemila, la sospensione dall'albo da uno a quattro mesi,
ovvero la radiazione dal medesimo;
    d)   svolge   ogni  altra  attivita'  necessaria  per  la  tenuta
dell'albo;
    e)  puo'  richiedere  agli iscritti nell'albo la comunicazione di
dati  e  notizie  e  la  trasmissione di atti e documenti, secondo le
modalita' e nei termini dallo stesso determinati;
    f)  puo'  effettuare  nei  confronti  degli  iscritti ispezioni e
richiedere  l'esibizione  dei  documenti  e  il compimento degli atti
ritenuti necessari, nonche' procedere ad audizione personale.
  7.  La  Consob  determina,  con regolamento, i principi e i criteri
relativi:
    a)   alla   formazione   dell'albo   e  alle  relative  forme  di
pubblicita';
    b)   alla   iscrizione  nell'albo,  alle  cause  di  sospensione,
radiazione  e  riammissione  e  alle misure applicabili nei confronti
degli iscritti nell'albo;
    c) alle cause di incompatibilita';
    d)  alle  regole  di  condotta  che gli iscritti nell'albo devono
rispettare nel rapporto con i clienti, avuto riguardo alla disciplina
cui sono sottoposti i soggetti abilitati;
    e)  alle  modalita'  di  tenuta  della documentazione concernente
l'attivita' svolta dagli iscritti nell'albo;
    f)  all'attivita'  dell'organismo,  con  specifico riferimento ai
compiti di cui al comma 6;
    g) all'aggiornamento professionale degli iscritti.
  8.  Avverso  le decisioni di cui al comma 6, lettera c), e' ammesso
ricorso,  da parte dell'interessato, alla Consob, entro trenta giorni
dalla  data  di comunicazione del provvedimento. La presentazione del
ricorso  e  la  decisione sul medesimo avvengono secondo le procedure
determinate dalla Consob con il regolamento di cui al comma 7.
  9.  Avverso le decisioni adottate dalla Consob ai sensi del comma 8
e'  ammessa opposizione da parte dell'interessato dinnanzi alla Corte
d'appello. Si applicano i commi 4, 5, 6, 7 e 8 dell'articolo 195.
  10.  La  Consob  puo'  richiedere all'organismo la comunicazione di
dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalita'
e  nei  termini  dalla  stessa  stabiliti.  La Consob puo' effettuare
ispezioni  e  richiedere  l'esibizione  dei documenti e il compimento
degli atti ritenuti necessari presso l'organismo.
  11.  In caso di inerzia o malfunzionamento dell'organismo la Consob
propone  motivatamente  al  Ministro  dell'economia  e  delle finanze
l'adozione  dei  provvedimenti  piu'  opportuni,  e,  per i casi piu'
gravi,   lo   scioglimento   dell'organismo   e   la   nomina  di  un
commissario.))

	        
	      
                          Art. 18-ter (24)
              (( Societa' di consulenza finanziaria ))

  ((  1.  A decorrere dal 1° ottobre 2009, la riserva di attivita' di
cui  all'articolo  18  non pregiudica la possibilita' per le societa'
costituite   in   forma   di   societa'   per  azioni  o  societa'  a
responsabilita' limitata, in possesso dei requisiti patrimoniali e di
indipendenza   stabiliti   con   regolamento  adottato  dal  Ministro
dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB,
di  prestare la consulenza in materia di investimenti, senza detenere
somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti.
  2.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, sentite la Banca
d'Italia  e  la  CONSOB,  puo'  prevedere il possesso, da parte degli
esponenti  aziendali, dei requisiti di professionalita', onorabilita'
e indipendenza.
  3.  Nell'albo di cui all'articolo 18-bis, comma 2, e' istituita una
sezione dedicata alle societa' di consulenza finanziaria per la quale
si applicano i commi 3, 4, 5, 6, 7 e 8 del medesimo articolo. ))

	        
	      
                               Art. 19
                           Autorizzazione

  1.  La Consob, sentita la Banca d'Italia, autorizza, entro sei mesi
dalla presentazione della domanda completa, l'esercizio dei servizi e
delle  attivita' di investimento da parte delle SIM, quando ricorrono
le seguenti condizioni:
a) sia adottata la forma di societa' per azioni;
b) la   denominazione   sociale  comprenda  le  parole  "societa'  di
   intermediazione mobiliare";
c) la  sede  legale  e  la  direzione  generale  della societa' siano
   situate nel territorio della Repubblica;
d) il  capitale  versato  sia  di  ammontare  non  inferiore a quello
   determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
e) venga  presentato, unitamente all'atto costitutivo e allo statuto,
   un   programma  concernente  l'attivita'  iniziale,  ivi  compresa
   l'illustrazione   dei   tipi   delle  operazioni  previste,  delle
   procedure  adottate  per  l'esercizio dell'attivita' e dei tipi di
   servizi accessori che si intende esercitare, nonche' una relazione
   sulla   struttura   organizzativa,  ivi  compresa  l'illustrazione
   dell'eventuale   affidamento   a   terzi   di  funzioni  operative
   essenziali;
f) i  soggetti  che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
   controllo abbiano i requisiti di professionalita', indipendenza ed
   onorabilita' indicati nell'articolo 13;
((g) i titolari delle partecipazioni indicate nell'articolo 15, comma
   1,  abbiano i requisiti di onorabilita' stabiliti dall'articolo 14
   e   non   ricorrano   le   condizioni   per  il  divieto  previsto
   dall'articolo 15, comma 2;))
h) la  struttura  del gruppo di cui e' parte la societa' non sia tale
   da   pregiudicare  l'effettivo  esercizio  della  vigilanza  sulla
   societa'  stessa  e siano fornite almeno le informazione richieste
   ai sensi dell'articolo 15, comma 5.
  2.   L'autorizzazione   e'   negata  quando  dalla  verifica  delle
condizioni  indicate  nel  comma  1  non  risulta garantita la sana e
prudente  gestione  ,  e  assicurata  la  capacita'  dell'impresa  di
esercitare correttamente i servizi o le attivita' di investimento .
  3. La CONSOB, sentita la Banca d'Italia, disciplina la procedura di
autorizzazione  e  le ipotesi di decadenza dalla stessa quando la SIM
non  abbia  iniziato  o abbia interrotto lo svolgimento dei servizi e
delle attivita' autorizzati.
  3-bis.  Le  Sim  comunicano  alla Consob e alla Banca d'Italia ogni
modifica  rilevante,  intervenuta successivamente all'autorizzazione,
alle condizioni di cui al comma 1.
  4.  La  Banca  d'Italia,  sentita  la Consob per l'attivita' di cui
all'articolo  1,  comma  5,  lettera  g),  autorizza  l'esercizio dei
servizi  e  delle  attivita'  d'investimento  da  parte  delle banche
autorizzate  in  Italia,  nonche'  l'esercizio  dei  servizi  e delle
attivita'   indicati   nell'articolo   18,   comma  3,  da  parte  di
intermediari  finanziari  iscritti nell'elenco previsto dall'articolo
107 del testo unico bancario.

	        
	      
                               Art. 20
                                Albo

  1.  La  CONSOB  iscrive  in un apposito albo le SIM e le imprese di
investimento extracomunitarie. Le imprese di investimento comunitarie
sono iscritte in un apposito elenco allegato all'albo.
  2. La CONSOB comunica alla Banca d'Italia le iscrizioni all'albo.
  3.  I  soggetti  indicati  nel  comma 1 indicano negli atti e nella
corrispondenza gli estremi dell'iscrizione all'albo o all'elenco.

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO II
SVOLGIMENTO DEI SERVIZI
                          Art. 21 (12) (18)
                          Criteri generali

  ((   1.   Nella  prestazione  dei  servizi  e  delle  attivita'  di
investimento e accessori i soggetti abilitati devono:
a) comportarsi  con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire
   al meglio l'interesse dei clienti e per l'integrita' dei mercati;
b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo
   che essi siano sempre adeguatamente informati;
c) utilizzare  comunicazioni  pubblicitarie  e promozionali corrette,
   chiare e non fuorvianti;
d) disporre  di  risorse  e  procedure,  anche  di controllo interno,
   idonee  ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi e delle
   attivita'. ))
  ((  1-bis.  Nella  prestazione  dei  servizi  e  delle attivita' di
investimento   e  dei  servizi  accessori,  le  Sim,  le  imprese  di
investimento  extracomunitarie,  le  Sgr,  le  societa'  di  gestione
armonizzate,   gli   intermediari   finanziari  iscritti  nell'elenco
previsto  dall'articolo  107  del  testo  unico  bancario,  le banche
italiane e quelle extracomunitarie:
a) adottano  ogni  misura ragionevole per identificare i conflitti di
   interesse che potrebbero insorgere con il cliente o fra clienti, e
   li  gestiscono,  anche  adottando  idonee misure organizzative, in
   modo  da  evitare  che  incidano negativamente sugli interessi dei
   clienti;
b) informano  chiaramente  i  clienti, prima di agire per loro conto,
   della  natura  generale e/o delle fonti dei conflitti di interesse
   quando  le  misure  adottate  ai  sensi  della lettera a) non sono
   sufficienti  per  assicurare,  con  ragionevole  certezza,  che il
   rischio di nuocere agli interessi dei clienti sia evitato;
c) svolgono  una  gestione  indipendente,  sana e prudente e adottano
   misure  idonee  a  salvaguardare  i  diritti  dei clienti sui beni
   affidati. ))
  2.  Nello  svolgimento  dei  servizi le imprese di investimento, le
banche  e  le  societa'  di  gestione  del  risparmio possono, previo
consenso scritto, agire in nome proprio e per conto del cliente.

	        
	      
                             Art. 22 (5)
                      Separazione patrimoniale

  (( 1. Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori gli
strumenti  finanziari  e  le  somme  di denaro dei singoli clienti, a
qualunque  titolo  detenuti  dall'impresa di investimento, dalla SGR,
dalla   societa'   di   gestione  armonizzata  o  dagli  intermediari
finanziari  iscritti  nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U.
bancario,  nonche'  gli  strumenti  finanziari  dei singoli clienti a
qualsiasi  titolo  detenuti  dalla  banca,  costituiscono  patrimonio
distinto a tutti gli effetti da quello dell'intermediario e da quello
degli  altri  clienti. Su tale patrimonio non sono ammesse azioni dei
creditori  dell'intermediario  o  nell'interesse  degli  stessi,  ne'
quelle  dei  creditori dell'eventuale depositario o sub-depositario o
nell'interesse  degli  stessi.  Le  azioni  dei creditori dei singoli
clienti  sono  ammesse  nei  limiti  del  patrimonio di proprieta' di
questi ultimi. ))
  2.  Per i conti relativi a strumenti finanziari e a somme di denaro
depositati  presso  terzi  non  operano  le  compensazioni  legale  e
giudiziale  e non puo' essere pattuita la compensazione convenzionale
rispetto ai crediti vantati dal depositario o dal sub-depositario nei
confronti dell'intermediario o del depositario.
  ((   3.   Salvo   consenso   scritto   dei  clienti,  l'impresa  di
investimento,   la   SGR,   la   societa'  di  gestione  armonizzata,
l'intermediario    finanziario    iscritto    nell'elenco    previsto
dall'articolo   107   del  T.U.  bancario  e  la  banca  non  possono
utilizzare,   nell'interesse   proprio  o  di  terzi,  gli  strumenti
finanziari  di  pertinenza  dei clienti, da essi detenuti a qualsiasi
titolo.   L'impresa   di  investimento,  l'intermediario  finanziario
iscritto nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, la
SGR  e  la  societa'  di gestione armonizzata non possono utilizzare,
nell'interesse  proprio  o  di terzi, le disponibilita' liquide degli
investitori, da esse detenute a qualsiasi titolo. ))

	        
	      
                          Art. 23 (13) (18)
                              Contratti

  1.  I  contratti  relativi  alla  prestazione  dei  ((  servizi  di
investimento,  escluso  il  servizio  di cui all'articolo 1, comma 5,
lettera f), e, se previsto, i contratti relativi alla prestazione dei
servizi  ))  accessori  sono  redatti  per iscritto e un esemplare e'
consegnato  ai  clienti.  La  CONSOB, sentita la Banca d'Italia, puo'
prevedere  con regolamento che, per motivate ragioni (( . . . )) o in
relazione  alla natura professionale dei contraenti, particolari tipi
di  contratto  possano o debbano essere stipulati in altra forma. Nei
casi di inosservanza della forma prescritta, il contratto e' nullo.
  2.   E'   nulla   ogni  pattuizione  di  rinvio  agli  usi  per  la
determinazione  del  corrispettivo dovuto dal cliente e di ogni altro
onere a suo carico. In tal casi nulla e' dovuto.
  3.  Nei casi previsti dai commi 1 e 2 la nullita' puo' essere fatta
valere solo dal cliente.
  4.  Le disposizioni del titolo VI, capo I, del T.U. bancario non si
applicano  ai  servizi (( e attivita' )) di investimento (( . . . )),
al  collocamento  di prodotti finanziari nonche' alle operazioni e ai
servizi che siano componenti di prodotti finanziari assoggettati alla
disciplina  dell'articolo  25-bis  ovvero  della parte IV, titolo II,
capo  I.  In  ogni  caso,  alle  operazioni  di credito al consumo si
applicano le pertinenti disposizioni del titolo VI del T.U. bancario.
  5.  Nell'ambito  della prestazione dei servizi (( e attivita' )) di
investimento,  agli  strumenti  finanziari  derivati nonche' a quelli
analoghi  individuati ai sensi dell'articolo 18, comma 5, lettera a),
non si applica l'articolo 1933 del codice civile.
  6. Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello
svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta
ai  soggetti  abilitati  l'onere  della  prova  di  aver agito con la
specifica diligenza richiesta.

	        
	      
                          Art. 24 (8) (18)
                 Gestione di portafogli (( . . . ))

  ((  1.  Al  servizio  di  gestione  di  portafogli  si applicano le
seguenti regole:
a) il  cliente  puo'  impartire  istruzioni vincolanti in ordine alle
   operazioni da compiere;
b) il  cliente  puo'  recedere  in  ogni momento dal contratto, fermo
   restando il diritto di recesso dell'impresa di investimento, della
   societa'  di  gestione  del  risparmio  o  della  banca  ai  sensi
   dell'articolo 1727 del codice civile;
c) la  rappresentanza  per  l'esercizio  dei diritti di voto inerenti
   agli  strumenti  finanziari  in  gestione  puo'  essere  conferita
   all'impresa  di  investimento,  alla  banca  o  alla  societa'  di
   gestione  del  risparmio con procura da rilasciarsi per iscritto e
   per  singola  assemblea nel rispetto dei limiti e con le modalita'
   stabiliti  con  regolamento  dal  Ministro  dell'economia  e delle
   finanze, sentite la Banca d'Italia e la Consob. ))
  2.  Sono  nulli  i  patti  contrari  alle disposizioni del presente
articolo; la nullita' puo' essere fatta valere solo dal cliente.

	        
	      
                          Art. 25 (14) (18)
      (( Attivita' di negoziazione nei mercati regolamentati ))

  ((  1.  Le  Sim  e le banche italiane autorizzate all'esercizio dei
servizi e attivita' di negoziazione per conto proprio e di esecuzione
di   ordini  per  conto  dei  clienti  possono  operare  nei  mercati
regolamentati   italiani,   nei  mercati  comunitari  e  nei  mercati
extracomunitari  riconosciuti dalla Consob ai sensi dell'articolo 67.
Le  imprese  di  investimento  comunitarie  ed  extracomunitarie e le
banche  comunitarie ed extracomunitarie autorizzate all'esercizio dei
medesimi   servizi   e   attivita'   possono   operare   nei  mercati
regolamentati italiani.
  2.  Possono  accedere  ai mercati regolamentati, tenuto conto delle
regole adottate dalla societa' di gestione ai sensi dell'articolo 62,
comma  2,  soggetti  diversi da quelli di cui al comma 1 del presente
articolo alle seguenti condizioni:
a) soddisfano i requisiti di onorabilita' e professionalita';
b) dispongono  di un livello sufficiente di competenza e capacita' di
   negoziazione;
c) dispongono di adeguati dispositivi organizzativi;
d) dispongono   di  risorse  sufficienti  per  il  ruolo  che  devono
   svolgere.
  3.  I  soggetti  di  cui  al comma 2, ammessi alle negoziazioni nei
mercati  regolamentati,  si  comportano  con diligenza, correttezza e
trasparenza al fine di assicurare l'integrita' dei mercati. ))

	        
	      
                             Art. 25-bis
               Prodotti finanziari emessi da banche e
                     da imprese di assicurazione

  1.  Gli  articoli  21  e  23  si applicano alla sottoscrizione e al
collocamento  di prodotti finanziari emessi da banche e da imprese di
assicurazione.
  2.  In  relazione ai prodotti di cui al comma 1 e nel perseguimento
delle  finalita'  di  cui all'articolo 5, comma 3, la CONSOB esercita
sui  soggetti  abilitati e sulle imprese di assicurazione i poteri di
vigilanza  regolamentare, informativa e ispettiva di cui all'articolo
6,  commi  2  e  2-bis,  lettere  d),  e),  i),  j),  l),  m)  ed n),
all'articolo  8,  commi  1 e 2, e all'articolo 10, comma 1, nonche' i
poteri di cui all'articolo 7, comma 1.
  3.  Il  collegio  sindacale,  il  consiglio  di  sorveglianza  o il
comitato   per   il   controllo   sulla  gestione  delle  imprese  di
assicurazione  informa  senza indugio la CONSOB di tutti gli atti o i
fatti,  di  cui venga a conoscenza nell'esercizio dei propri compiti,
che  possano costituire una violazione delle norme di cui al presente
capo  ovvero  delle disposizioni generali o particolari emanate dalla
CONSOB ai sensi del comma 2.
  4. ((i soggetti incaricati della revisione legale dei conti)) delle
imprese  di  assicurazione  comunicano  senza indugio alla CONSOB gli
atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell'incarico, che possano
costituire  una  grave violazione delle norme di cui al presente capo
ovvero delle disposizioni generali o particolari emanate dalla CONSOB
ai sensi del comma 2.
  5.  I commi 3 e 4 si applicano anche all'organo che svolge funzioni
di  controllo  e  ((ai soggetti incaricati della revisione legale dei
conti)) presso le societa' che controllano l'impresa di assicurazione
o  che  sono  da  queste  controllate ai sensi dell'articolo 2359 del
codice civile.
  6. L'ISVAP e la CONSOB si comunicano reciprocamente le ispezioni da
ciascuna  disposte sulle imprese di assicurazione. Ciascuna autorita'
puo'  chiedere  all'altra  di  svolgere  accertamenti  su  aspetti di
propria competenza.

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO III
OPERATIVITA' TRANSFRONTALIERA
                               Art. 26
          Succursali e libera prestazione di servizi di SIM

  1. Le SIM possono operare:
a) in  uno  Stato  comunitario, anche senza stabilirvi succursali, in
   conformita'  a  quanto previsto dal regolamento indicato nel comma
   2;
b) in  uno Stato extracomunitario, anche senza stabilirvi succursali,
   previa autorizzazione della Banca d'Italia.
  2.   La   Banca   d'Italia,   sentita  la  CONSOB,  stabilisce  con
regolamento:
a) le  norme di attuazione delle disposizioni comunitarie concernenti
   le   condizioni  necessarie  e  le  procedure  che  devono  essere
   rispettate  perche'  le  SIM  possano  prestare  negli altri Stati
   comunitari  i  servizi ammessi al mutuo riconoscimento mediante lo
   stabilimento di succursali o la libera prestazione di servizi;
b) le   condizioni   e   le   procedure  per  il  rilascio  alle  SIM
   dell'autorizzazione  a  prestare  negli altri Stati comunitari, le
   attivita'  non  ammesse  al  mutuo  riconoscimento  e  negli Stati
   extracomunitari i propri servizi.
  3.   Costituiscono   in   ogni  caso  condizioni  per  il  rilascio
dell'autorizzazione  l'esistenza di apposite intese di collaborazione
tra  la  Banca  d'Italia,  la  CONSOB e le competenti Autorita' dello
Stato ospitante e il parere della CONSOB.

	        
	      
                            Art. 27 (18)
                 Imprese di investimento comunitarie

  1.  Per l'esercizio dei servizi ammessi al mutuo riconoscimento, le
imprese  di investimento comunitarie possono stabilire succursali nel
territorio  della  Repubblica.  Il primo insediamento e' preceduto da
una  comunicazione  ((  .  . . )) alla CONSOB da parte dell'autorita'
competente  dello  Stato di origine; la succursale inizia l'attivita'
decorsi due mesi dalla comunicazione.
  2.  Le  imprese  di  investimento  comunitarie possono esercitare i
servizi   ammessi   al  mutuo  riconoscimento  nel  territorio  della
Repubblica  senza  stabilirvi succursali a condizione che (( . . . ))
la  CONSOB  (( sia stata informata )) dall'autorita' competente dello
Stato d'origine.
  ((  3.  La  Consob,  sentita  la  Banca  d'Italia,  disciplina  con
regolamento  le  procedure che le imprese di investimento comunitarie
devono  rispettare  per  prestare  nel  territorio della Repubblica i
servizi  ammessi  al  mutuo  riconoscimento, ivi incluse le procedure
relative  alle  eventuali richieste di modifica da parte della Consob
delle   disposizioni  riguardanti  le  succursali  da  stabilire  nel
territorio della Repubblica. ))
  4. La CONSOB, sentita la Banca d'Italia, disciplina con regolamento
l'autorizzazione  all'esercizio  di  attivita'  non  ammesse al mutuo
riconoscimento   comunque   effettuato  da  parte  delle  imprese  di
investimento comunitarie nel territorio della Repubblica.

	        
	      
                            Art. 28 (18)
              Imprese di investimento extracomunitarie

  1.  Lo  stabilimento in Italia della prima succursale di imprese di
investimento extracomunitarie e' autorizzato dalla CONSOB, sentita la
Banca d'Italia. L'autorizzazione e' subordinata:
a) alla   sussistenza,   in   capo   alla  succursale,  di  requisiti
   corrispondenti  a  quelli  previsti  dall'articolo  19,  comma  1,
   lettere d), e) e f);
b) all'autorizzazione   e   all'effettivo   svolgimento  nello  Stato
   d'origine  dei  servizi  (( e delle attivita' )) di investimento e
   dei   servizi   accessori   che   le   imprese   di   investimento
   extracomunitarie intendono prestare in Italia;
c) alla  vigenza  nello Stato d'origine di disposizioni in materia di
   autorizzazione,  organizzazione  e  vigilanza equivalenti a quelli
   vigenti in Italia per le SIM;
d) all'esistenza  di apposite intese tra la Banca d'Italia, la CONSOB
   e le competenti autorita' dello Stato d' origine;
e) al  rispetto  nello Stato d'origine di condizioni di reciprocita',
   nei limiti consentiti dagli accordi internazionali.
  2.  La  CONSOB,  sentita la Banca d'Italia, autorizza le imprese di
investimento  extracomunitarie a svolgere i servizi (( e le attivita'
))  di  investimento  e  i  servizi  accessori  senza stabilimento di
succursali,  sempreche' ricorrano le condizioni previste dal comma 1,
lettere   b),  c),  d),  ed  e),  e  venga  presentato  un  programma
concernente  l'attivita' che si intende svolgere nel territorio della
Repubblica.
  3.  La  CONSOB,  sentita  la  Banca d'Italia, puo' indicare, in via
generale,  i  servizi  ((  e  le  attivita'  ))  che  le  imprese  di
investimento  extracomunitarie  non  possono  prestare nel territorio
della Repubblica senza stabilimento di succursali.

	        
	      
                            Art. 29 (18)
                               Banche

  ((  1.  Alla  prestazione  all'estero  di  servizi  e  attivita' di
investimento  e  di  servizi  accessori da parte di banche italiane e
alla  prestazione in Italia dei medesimi da parte di banche estere si
applicano  le  disposizioni  del  titolo II, capo II, del testo unico
bancario. ))

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO II
SERVIZI DI INVESTIMENTO
CAPO IV
OFFERTA FUORI SEDE
                               Art. 30
                         Offerta fuori sede

  1.  Per  offerta  fuori  sede  si  intendono  la  promozione  e  il
collocamento presso il pubblico:
a) di strumenti finanziari in luogo diverso dalla sede legale o dalle
   dipendenze  dell'emittente,  del  proponente  l'investimento o del
   soggetto incaricato della promozione o del collocamento;
(( b)  di  servizi e attivita' di investimento in luogo diverso dalla
   sede  legale  o dalle dipendenze di chi presta, promuove o colloca
   il servizio o l'attivita'.
  2.  Non  costituisce  offerta  fuori  sede  quella  effettuata  nei
confronti   di  clienti  professionali,  come  individuati  ai  sensi
dell'articolo 6, commi 2-quinquies e 2-sexies. ))
  3.  L'offerta  fuori  sede  di  strumenti  finanziari  puo'  essere
effettuata:
(( a)  dai soggetti autorizzati allo svolgimento dei servizi previsti
   dall'articolo 1, comma 5, lettere c) e c-bis) ));
b) dalle  SGR,  dalle societa' di gestione armonizzate e dalle SICAV,
   limitatamente alle quote e alle azioni di OICR.
  ((  4.  Le  imprese  di  investimento,  le banche, gli intermediari
finanziari  iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del testo
unico  bancario, le Sgr e le societa' di gestione armonizzate possono
effettuare  l'offerta  fuori  sede  dei propri servizi e attivita' di
investimento.  Ove  l'offerta  abbia  per oggetto servizi e attivita'
prestati  da  altri  intermediari,  le  imprese  di investimento e le
banche   devono  essere  autorizzate  allo  svolgimento  dei  servizi
previsti dall'articolo 1, comma 5, lettere c) o c-bis). ))
  5.  Le  imprese di investimento possono procedere all'offerta fuori
sede  di prodotti diversi dagli strumenti finanziari e dai servizi ((
e  attivita' )) d'investimento, le cui caratteristiche sono stabilite
con regolamento dalla CONSOB, sentita la Banca d'Italia.
  6.   L'efficacia   dei   contratti  di  collocamento  di  strumenti
finanziari  o  di  gestione  di portafogli individuali conclusi fuori
sede  (( . . . )) e' sospesa per la durata di sette giorni decorrenti
dalla  data  di sottoscrizione da parte dell'investitore. Entro detto
termine  l'investitore puo' comunicare il proprio recesso senza spese
ne'  corrispettivo  al promotore finanziario o al soggetto abilitato;
tale   facolta'   e'  indicata  nei  moduli  o  formulria  consegnati
all'investitore.  La  medesima  disciplina  si  applica alle proposte
contrattuali effettuate fuori sede (( . . . )).
  7.  L'omessa  indicazione  della  facolta'  di recesso nei moduli o
formulari  comporta  la  nullita'  dei  relativi  contratti, che puo'
essere fatta valere solo dal cliente.
  8. Il comma 6 non si applica alle offerte pubbliche di vendita o di
sottoscrizione  di  azioni  con  diritto di voto o di altri strumenti
finanziari  che  permettano di acquisire o sottoscrivere tali azioni,
purche'  le  azioni  o  gli  strumenti  finanziari siano negoziati in
mercati regolamentati italiani o di paesi dell'Unione Europea.
  9.  Il  presente  articolo  si applica anche ai prodotti finanziari
diversi  dagli  strumenti  finanziari  e,  limitatamente  ai soggetti
abilitati, ai prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione.
(13)
---------------
AGGIORNAMENTO (13)
  Il  D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 303 ha disposto che "in deroga alle
modifiche  apportate  dall'articolo  3,  comma 5, del suddetto D.Lgs.
303/2006,  il presente articolo 30, si applica ai prodotti finanziari
emessi dalle imprese assicurazione a partire dal 1° luglio 2007".

	        
	      
                               Art. 31
                        Promotori finanziari

  1. Per l'offerta fuori sede, le imprese di investimento, le Sgr, le
societa'   di   gestione  armonizzate,  le  Sicav,  gli  intermediari
finanziari  iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 107 del testo
unico  bancario  e  le banche si avvalgono di promotori finanziari. I
promotori  finanziari  di cui si avvalgono le imprese di investimento
comunitarie ed extracomunitarie, le societa' di gestione armonizzate,
le  banche  comunitarie ed extracomunitarie, sono equiparati, ai fini
dell'applicazione   delle   regole  di  condotta,  a  una  succursale
costituita nel territorio della Repubblica.
  2.  E'  promotore finanziario la persona fisica che, in qualita' di
agente  collegato  ai  sensi  della  direttiva  2004/39/CE,  esercita
professionalmente  l'offerta  fuori  sede  come  dipendente, agente o
mandatario.   L'attivita'   di   promotore   finanziario   e'  svolta
esclusivamente nell'interesse di un solo soggetto.
  3.  Il soggetto abilitato che conferisce l'incarico e' responsabile
in solido dei danni arrecati a terzi dal promotore finanziario, anche
se  tali  danni siano conseguenti a responsabilita' accertata in sede
penale.
  ((   4.   E'  istituito  l'albo  unico  dei  promotori  finanziari,
articolato in sezioni territoriali. Alla tenuta dell'albo provvede un
organismo costituito dalle associazioni professionali rappresentative
dei  promotori  e dei soggetti abilitati. L'organismo ha personalita'
giuridica  ed  e'  ordinato  in  forma di associazione, con autonomia
organizzativa   e   statutaria,   nel   rispetto   del  principio  di
articolazione  territoriale  delle  proprie  strutture  e  attivita'.
Nell'ambito della propria autonomia finanziaria l'organismo determina
e  riscuote  i contributi e le altre somme dovute dagli iscritti, dai
richiedenti l'iscrizione e da coloro che intendono sostenere la prova
valutativa  di  cui al comma 5, nella misura necessaria per garantire
lo  svolgimento  delle  proprie  attivita'.  Il provvedimento con cui
l'organismo  ingiunge il pagamento dei contributi dovuti ha efficacia
di  titolo  esecutivo.  Decorso inutilmente il termine fissato per il
pagamento,  l'organismo  procede  alla esazione delle somme dovute in
base  alle  norme  previste per la riscossione, mediante ruolo, delle
entrate  dello  Stato, degli enti territoriali, degli enti pubblici e
previdenziali. Esso provvede all'iscrizione all'albo, previa verifica
dei  necessari  requisiti, alla cancellazione dall'albo nelle ipotesi
stabilite  dalla Consob con il regolamento di cui al comma 6, lettera
a), e svolge ogni altra attivita' necessaria per la tenuta dell'albo.
L'organismo  opera  nel rispetto dei principi e dei criteri stabiliti
con regolamento della Consob, e sotto la vigilanza della medesima.))
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze , con regolamento
adottato  sentita  la CONSOB, determina i requisiti di onorabilita' e
di professionalita' per l'iscrizione all'albo previsto dal comma 4. I
requisiti   di   professionalita'   per  l'iscrizione  all'albo  sono
accertati sulla base di rigorosi criteri valutativi che tengano conto
della  pregressa  esperienza  professionale, validamente documentata,
ovvero sulla base di prove valutative.
  6.  La  CONSOB  determina,  con regolamento, i principi e i criteri
relativi:
a) alla  formazione  dell'albo  previsto  dal comma 4 e alle relative
   forme di pubblicita';
b) ai    requisiti    di    rappresentativita'   delle   associazioni
   professionali dei promotori finanziari e dei soggetti abilitati;
c) all'iscrizione  all'albo  previsto  dal  comma  4  e alle cause di
   sospensione, di radiazione e di riammissione;
d) alle cause di incompatibilita';
e) ai   provvedimenti   cautelari   e   alle  sanzioni  disciplinati,
   rispettivamente,  dagli articoli 55 e 196 e alle violazioni cui si
   applicano le sanzioni previste dallo stesso articolo 196, comma 1;
f) all'esame,  da  parte  della  stessa CONSOB, dei reclami contro le
   delibere   dell'organismo   di   cui   al  comma  4,  relative  ai
   provvedimenti indicati alla lettera c);
g) alle  regole  di  presentazione e di comportamento che i promotori
   finanziari devono osservare nei rapporti con la clientela;
h) alle   modalita'   di   tenuta  della  documentazione  concernente
   l'attivita' svolta dai promotori finanziari;
i) all'attivita' dell'organismo di cui al comma 4 e alle modalita' di
   esercizio della vigilanza da parte della stessa CONSOB;
l) alle   modalita'  di  aggiornamento  professionale  dei  promotori
   finanziari.
  7.  La  CONSOB  puo' chiedere ai promotori finanziari o ai soggetti
che  si  avvalgono di promotori finanziari la comunicazione di dati e
notizie  e  la  trasmissione  di atti e documenti fissando i relativi
termini.   Essa   puo'  inoltre  effettuare  ispezioni  e  richiedere
l'esibizione  di  documenti  e  il  compimento  degli  atti  ritenuti
necessari.

	        
	      
                          Art. 32 (13) (18)
           Promozione e collocamento a distanza di servizi
      (( e attivita' )) di investimento e strumenti finanziari

  1.  Per  tecniche  di  comunicazione  a  distanza  si  intendono le
tecniche di contatto con la clientela, diverse dalla pubblicita', che
non  comportano  la  presenza  fisica  e simultanea del cliente e del
soggetto offerente o di un suo incaricato.
  ((  2.  La Consob, sentita la Banca d'Italia, puo' disciplinare con
regolamento,  in conformita' ai principi stabiliti nell'articolo 30 e
nel  decreto  legislativo  19 agosto 2005, n. 190, la promozione e il
collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza di servizi
e attivita' di investimento e di prodotti finanziari. ))

	        
	      
                          Art. 32-bis (18)
      (( Tutela degli interessi collettivi degli investitori ))

  ((  1.  Le associazioni dei consumatori inserite nell'elenco di cui
all'articolo  137  del  decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,
sono  legittimate  ad  agire per la tutela degli interessi collettivi
degli  investitori,  connessi alla prestazione di servizi e attivita'
di  investimento  e di servizi accessori e di gestione collettiva del
risparmio, nelle forme previste dagli articoli 139 e 140 del predetto
decreto legislativo. ))

	        
	      
                          Art. 32-ter (18)
          (( Risoluzione stragiudiziale di controversie ))

  ((  1.  Ai  fini  della  risoluzione stragiudiziale di controversie
sorte   fra   investitori   e  soggetti  abilitati  e  relative  alla
prestazione  di  servizi  e di attivita' di investimento e di servizi
accessori   e   di   gestione   collettiva   del  risparmio,  trovano
applicazione  le  procedure  di conciliazione e arbitrato definite ai
sensi  dell'articolo  27  della  legge 28 dicembre 2005, n. 262. Fino
all'istituzione  di  tali  procedure,  si  applica l'articolo 141 del
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. ))

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO III
GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO
CAPO I
SOGGETTI AUTORIZZATI
                          Art. 33 (5) (18)
                       Attivita' esercitabili

  1. La prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio
e' riservata:
a) alle SGR e alle SICAV;
b) alle  societa' di gestione armonizzate limitatamente all'attivita'
   di cui all'articolo 1, comma 1, lettera n), n. 2).
  2. Le SGR possono:
(( a) prestare il servizio di gestione di portafogli; ))
b) istituire e gestire fondi pensione;
c) svolgere le attivita' connesse o strumentali stabilite dalla Banca
   d'Italia, sentita la CONSOB;
d) prestare  i  servizi  accessori  di  cui  all'articolo 1, comma 6,
   lettera   a),   limitatamente   alle  quote  di  OICR  di  propria
   istituzione;
e) prestare  ((  il servizio di consulenza in materia di investimenti
   ));
(( e-bis)  commercializzare quote o azioni di Oicr propri o di terzi,
   in  conformita'  alle  regole  di condotta stabilite dalla Consob,
   sentita la Banca d'Italia. ))
  3.  La  SGR  puo'  affidare  specifiche  scelte  di  investimento a
intermediari  abilitati  a prestare servizi di gestione di patrimoni,
nel  quadro di criteri di allocazione del risparmio definiti di tempo
in tempo dal gestore.
  ((  4.  La  Sgr  puo' delegare a soggetti terzi specifiche funzioni
inerenti  alla  prestazione  dei  servizi  di  cui ai commi 1 e 2 con
modalita'  che  evitino  lo  svuotamento della societa' stessa, ferma
restando  la  sua  responsabilita'  nei confronti dei partecipanti al
fondo per l'operato dei soggetti delegati. ))

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO III
GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO
CAPO II
FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO
                               Art. 34
       Autorizzazione della societa' di gestione del risparmio

  1.  La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza l'esercizio del
servizio  di  gestione  collettiva  del  risparmio  , del servizio di
gestione  di  portafogli  e  del servizio di consulenza in materia di
investimenti da parte delle societa' di gestione del risparmio quando
ricorrono le seguenti condizioni:
a) sia adottata la forma di societa' per azioni;
b) la  sede  legale  e  la  direzione  generale  della societa' siano
   situate nel territorio della Repubblica;
c) il  capitale  sociale  versato  sia  di  ammontare non inferiore a
   quello determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
d) i  soggetti  che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
   controllo  abbiano i requisiti di professionalita', indipendenza e
   onorabilita' indicati dall'articolo 13;
((e)  i titolari delle partecipazioni indicate all'articolo 15, comma
   1,  abbiano i requisiti di onorabilita' stabiliti dall'articolo 14
   e   non   ricorrano   le   condizioni   per  il  divieto  previsto
   dall'articolo 15, comma 2;))
f) la  struttura  del gruppo di cui e' parte la societa' non sia tale
   da   pregiudicare  l'effettivo  esercizio  della  vigilanza  sulla
   societa'  stessa  e siano fornite almeno le informazioni richieste
   ai sensi dell'articolo 15, comma 5;
g) venga  presentato, unitamente all'atto costitutivo e allo statuto,
   un   programma   concernente   l'attivita'  iniziale  nonche'  una
   relazione sulla struttura organizzativa;
h) la  denominazione sociale contenga le parole "societa' di gestione
   del risparmio".
  2.   L'autorizzazione   e'   negata  quando  dalla  verifica  delle
condizioni  indicate  nel  comma  1  non  risulta garantita la sana e
prudente gestione.
  3. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina la procedura di
autorizzazione  e  le ipotesi di decadenza dall'autorizzazione quando
la  societa'  di  gestione  del  risparmio non abbia iniziato o abbia
interrotto lo svolgimento dei servizi autorizzati.
  4. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza le operazioni di
fusione o di scissione di societa' di gestione del risparmio.

	        
	      
                             Art. 35 (5)
                                Albo

  ((  1.  Le SGR sono iscritte in un apposito albo tenuto dalla Banca
d'Italia. Le societa' di gestione armonizzate che hanno effettuato le
comunicazioni  previste  dall'articolo  41-bis  sono  iscritte  in un
apposito elenco allegato all'albo.
  2. La Banca d'Italia comunica alla CONSOB le iscrizioni all'albo di
cui al comma 1. ))
  3.  I  soggetti  indicati  nel  comma 1 indicano negli atti e nella
corrispondenza gli estremi dell'iscrizione all'albo.

	        
	      
                             Art. 36 (5)
                    Fondi comuni di investimento

  1.  Il  fondo  comune  di investimento e' gestito dalla societa' di
gestione  del  risparmio  che  lo ha istituito o da altra societa' di
gestione  del  risparmio.  Quest'ultima  puo'  gestire  sia  fondi di
propria istituzione sia fondi istituiti da altre societa'.
  2.  La  custodia  degli strumenti finanziari e delle disponibilita'
liquide  di  un  fondo comune di investimento e' affidata a una banca
depositaria.
  3. Il rapporto di partecipazione al fondo comune di investimento e'
disciplinato dal regolamento del fondo. La Banca d'Italia, sentita la
CONSOB, determina i criteri generali di redazione del regolamento del
fondo  e  il  suo contenuto minimo, a integrazione di quanto previsto
dall'articolo 39.
  4.   Nell'esercizio   delle   rispettive   funzioni,   la  societa'
promotrice,  il  gestore  e  la  banca  depositaria  agiscono in modo
indipendente e nell'interesse dei partecipanti al fondo.
  5. La societa' promotrice e il gestore assumono solidamente verso i
partecipanti   al   fondo  gli  obblighi  e  le  responsabilita'  del
mandatario.
  6.  Ciascun fondo comune di investimento, o ciascun comparto di uno
stesso  fondo,  costituisce patrimonio autonomo, distinto a tutti gli
effetti  dal patrimonio della societa' di gestione del risparmio e da
quello  di  ciascun  partecipante,  nonche'  da ogni altro patrimonio
gestito  dalla medesima societa'. Su tale patrimonio non sono ammesse
azioni  dei  creditori  della  societa'  di  gestione del risparmio o
nell'interesse della stessa, ne' quelle dei creditori del depositario
o  del  sub-depositario  o nell'interesse degli stessi. Le azioni dei
creditori  dei  singoli investitori sono ammesse soltanto sulle quote
di partecipazione dei medesimi. La societa' di gestione del risparmio
non puo' in alcun caso utilizzare, nell'interesse proprio o di terzi,
i beni di pertinenza dei fondi gestiti.
  7. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina con regolamento
le procedure di fusione tra fondi comuni di investimento.
  ((   8.   Le   quote   di  partecipazione  ai  fondi  comuni,  sono
rappresentate  da  certificati  nominativi  o  al portatore, a scelta
dell'investitore.  La  Banca d'Italia puo' stabilire in via generale,
sentita  la  CONSOB,  le  caratteristiche dei certificati e il valore
nominale unitario iniziale delle quote. ))

	        
	      
                               Art. 37
             Struttura dei fondi comuni di investimento

  1. Il (( Ministro dell'economia e delle finanze )), con regolamento
adottato  sentite  la Banca d'Italia e la CONSOB, determina i criteri
generali  cui  devono  uniformarsi i fondi comuni di investimento con
riguardo:
a) all'oggetto dell'investimento;
b) alle  categorie  di  investitori  cui e' destinata l'offerta delle
   quote;
c) alle  modalita'  di  partecipazione  ai fondi aperti e chiusi, con
   particolare  riferimento  alla  frequenza  di emissione e rimborso
   delle quote, all'eventuale ammontare minimo delle sottoscrizioni e
   alle procedure da seguire;
d) all'eventuale durata minima e massima;
d-bis)  alle  condizioni  e alle modalita' con le quali devono essere
   effettuati  gli  acquisti  o  i conferimenti dei beni, sia in fase
   costitutiva  che  in  fase successiva alla costituzione del fondo,
   nel  caso  di fondi che investano esclusivamente o prevalentemente
   in  beni  immobili,  diritti reali immobiliari e partecipazioni in
   societa' immobiliari;
  2. Il regolamento previsto dal comma 1 stabilisce inoltre:
a) le ipotesi nelle quali deve adottarsi la forma del fondo chiuso;
b) le    cautele    da   osservare,   con   particolare   riferimento
   all'intervento di esperti indipendenti nella valutazione dei beni,
   nel  caso  di  cessioni  o  conferimenti  di  beni al fondo chiuso
   effettuati  dai  soci  della societa' di gestione o dalle societa'
   facenti  parte del gruppo cui essa appartiene, comunque prevedendo
   un  limite  percentuale  rispetto all'ammontare del patrimonio del
   fondo,  e  nel  caso  di  cessioni  dei beni del fondo ai soggetti
   suddetti;
b-bis)  i casi in cui e' possibile derogare alle norme prudenziali di
   contenimento  e di frazionamento del rischio stabilite dalla Banca
   d'Italia,  avendo  riguardo  anche  alla qualita' e all'esperienza
   professionale  degli investitori; nel caso dei fondi previsti alla
   lettera  d-bis)  del  comma  1  dovra' comunque prevedersi che gli
   stessi  possano assumere prestiti sino a un valore di almeno il 60
   per cento del valore degli immobili, dei diritti reali immobiliari
   e  delle partecipazioni in societa' immobiliari e del 20 per cento
   per  gli  altri  beni  nonche'  che possano svolgere operazioni di
   valorizzazione dei beni medesimi;
c) le  scritture contabili, il rendiconto e i prospetti periodici che
   le  societa'  di  gestione  del  risparmio redigono, in aggiunta a
   quanto prescritto per le imprese commerciali, nonche' gli obblighi
   di pubblicita' del rendiconto e dei prospetti periodici;
d) le  ipotesi nelle quali la societa' di gestione del risparmio deve
   chiedere    l'ammissione   alla   negoziazione   in   un   mercato
   regolamentato  dei  certificati  rappresentativi  delle  quote dei
   fondi;
e) i  requisiti  e  i  compensi  degli  esperti indipendenti indicati
   nell'articolo 6, comma 1), lettera c), numero 5). (3)
  2-bis.  Con  il  regolamento  previsto  dal  comma 1, sono altresi'
individuate le materie sulle quali i partecipanti dei fondi chiusi si
riuniscono  in assemblea per adottare deliberazioni vincolanti per la
societa' di gestione del risparmio. L'assemblea delibera in ogni caso
sulla  sostituzione  della  societa' di gestione del risparmio, sulla
richiesta  di  ammissione  a  quotazione  ove  non  prevista  e sulle
modifiche  delle  politiche di gestione. L'assemblea e' convocata dal
consiglio di amministrazione della societa' di gestione del risparmio
anche  su  richiesta  dei partecipanti che rappresentino almeno il 10
per  cento  del valore delle quote in circolazione e le deliberazioni
sono approvate con il voto favorevole del 50 per cento piu' una quota
degli intervenuti all'assemblea. Il quorum deliberativo non potra' in
ogni  caso  essere  inferiore  al 30 per cento del valore di tutte le
quote in circolazione. Le deliberazioni dell'assemblea sono trasmesse
alla  Banca  d'Italia per l'approvazione. Esse si intendono approvate
quando  il  diniego  non  sia stato adottato entro quattro mesi dalla
trasmissione.  All'assemblea  dei partecipanti si applica, per quanto
non  disciplinato  dalla  presente  disposizione  e  dal  regolamento
previsto dal comma 1, l'articolo 46, commi 2 e 3.
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il  D.L.  25  settembre 2001, n. 351, convertito con L. 23 novembre
2001,   n.  410,  ha  disposto  che  i  fondi  comuni  d'investimento
immobiliare  istituiti  ai  sensi  del  presente articolo 37 non sono
soggetti  alle  imposte  sui  redditi  e  all'imposta regionale sulle
attivita' produttive.

	        
	      
                             Art. 38 (5)
                          Banca depositaria

  1. La banca depositaria, nell'esercizio delle proprie funzioni:
(( a)  accerta  la  legittimita'  delle  operazioni  di  emissione  e
   rimborso  delle  quote  del  fondo,  nonche'  la  destinazione dei
   redditi del fondo;
a-bis)  accerta la correttezza del calcolo del valore delle quote del
   fondo  o,  su  incarico  della  SGR,  provvede  essa stessa a tale
   calcolo; ))
b) accerta    che    nelle    operazioni   relative   al   fondo   la
   controprestazione sia ad essa rimessa nei termini d'uso;
c) esegue  le  istruzioni della societa' di gestione del risparmio se
   non  sono contrarie alla legge, al regolamento o alle prescrizioni
   degli organi di vigilanza.
  2.  La  banca  depositaria  e'  responsabile  nei  confronti  della
societa'  di  gestione  del  risparmio e dei partecipanti al fondo di
ogni pregiudizio da essi subito in conseguenza dell'inadempimento dei
propri obblighi.
  3.  La  Banca  d'Italia, sentita la CONSOB, determina le condizioni
per l'assunzione dell'incarico di banca depositaria e le modalita' di
sub-deposito dei beni del fondo.
  4.   Gli   amministratori  e  i  sindaci  della  banca  depositaria
riferiscono senza ritardo alla Banca d'Italia e alla CONSOB, ciascuna
per   le   proprie   competenze,   sulle   irregolarita'  riscontrate
nell'amministrazione della societa' di gestione del risparmio e nella
gestione dei fondi comuni.

	        
	      
                             Art. 39 (5)
                        Regolamento del fondo

  1. Il regolamento di ciascun fondo comune di investimento definisce
le  caratteristiche del fondo, ne disciplina il funzionamento, indica
la  societa'  promotrice,  il  gestore,  se  diverso  dalla  societa'
promotrice,  e  la  banca  depositaria, definisce la ripartizione dei
compiti  tra  tali soggetti, regola i rapporti intercorrenti tra tali
soggetti e i partecipanti al fondo.
  2. Il regolamento stabilisce in particolare:
a) la denominazione e la durata del fondo;
b) le  modalita' di partecipazione al fondo, i termini e le modalita'
   dell'emissione    ed    estinzione   dei   certificati   e   della
   sottoscrizione  e del rimborso delle quote nonche' le modalita' di
   liquidazione del fondo;
c) gli organi competenti per la scelta degli investimenti e i criteri
   di ripartizione degli investimenti medesimi;
d) il  tipo di beni, di strumenti finanziari e di altri valori in cui
   e' possibile investire il patrimonio del fondo;
e) i   criteri  relativi  alla  determinazione  dei  proventi  e  dei
   risultati   della  gestione  nonche'  le  eventuali  modalita'  di
   ripartizione e distribuzione dei medesimi;
f) le  spese  a  carico del fondo e quelle a carico della societa' di
   gestione del risparmio;
g) la   misura  o  i  criteri  di  determinazione  delle  provvigioni
   spettanti  alla societa' di gestione del risparmio e degli oneri a
   carico dei partecipanti;
h) le   modalita'   di   pubblicita'   del   valore  delle  quote  di
   partecipazione.
  ((  3.  La Banca d'Italia approva il regolamento del fondo e le sue
modificazioni,   valutandone  in  particolare  la  completezza  e  la
compatibilita'  con  i  criteri  generali  determinati ai sensi degli
articoli 36 e 37.
  3-bis.  La  Banca  d'Italia  individua  le  ipotesi in cui, in base
all'oggetto  dell'investimento,  alla categoria di investitori o alle
regole   di   funzionamento  del  fondo,  il  regolamento  e  le  sue
modificazioni  si  intendono  approvati  in via generale. Negli altri
casi  il  regolamento si intende approvato quando, trascorsi tre mesi
dalla   presentazione,  la  Banca  d'Italia  non  abbia  adottato  un
provvedimento di diniego. ))

	        
	      
                             Art. 40 (5)
              Regole di comportamento e diritto di voto

  (( 1. Le SGR devono:
a) operare  con  diligenza,  correttezza e trasparenza nell'interesse
   dei partecipanti ai fondi e dell'integrita' del mercato;
b) organizzarsi  in  modo  tale  da  ridurre  al minimo il rischio di
   conflitti  di  interesse  anche  tra  i  patrimoni  gestiti  e, in
   situazioni  di  conflitto, agire in modo da assicurare comunque un
   equo trattamento degli OICR;
c) adottare  misure idonee a salvaguardare i diritti dei partecipanti
   ai  fondi;  disporre  di  adeguate  risorse  e procedure idonee ad
   assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi. ))
  2.  La  societa' di gestione del risparmio provvede, nell'interesse
dei  partecipanti,  all'esercizio  dei  diritti di voto inerenti agli
strumenti  finanziari  di pertinenza dei fondi gestiti, salvo diversa
disposizione di legge.
  3.   Nel  caso  in  cui  il  gestore  sia  diverso  dalla  societa'
promotrice,  l'esercizio  dei  diritti  di  voto  ai  sensi del comma
precedente spetta al gestore, salvo patto contrario.

	        
	      
                             Art. 41 (5)
               (( Operativita' all'estero delle SGR ))

  (( 1. Le SGR possono operare, anche senza stabilirvi succursali:
a) in  uno  Stato  comunitario,  in conformita' a quanto previsto dal
   regolamento indicato al comma 2;
b) in  uno  Stato extracomunitario, previa autorizzazione della Banca
   d'Italia.
  2.   La   Banca   d'Italia,   sentita  la  CONSOB,  stabilisce  con
regolamento:
a) le  norme di attuazione delle disposizioni comunitarie concernenti
   le  condizioni e le procedure che devono essere rispettate perche'
   le SGR possano prestare negli Stati comunitari le attivita' per le
   quali sono autorizzate ai sensi delle disposizioni comunitarie;
b) le   condizioni   e   le   procedure  per  il  rilascio  alla  SGR
   dell'autorizzazione  a  prestare  negli  Stati  extracomunitari le
   attivita' per le quali sono autorizzate.
  3.  Costituisce  in  ogni  caso  condizione  per  il rilascio delle
autorizzazioni  previste  al  comma  2,  lettera  b),  l'esistenza di
apposite  intese di collaborazione tra la Banca d'Italia, la CONSOB e
le competenti Autorita' dello Stato ospitante. ))

	        
	      
                           Art. 41-bis (5)
               (( Societa' di gestione armonizzate ))

  (( 1. Per l'esercizio delle attivita' per le quali sono autorizzate
ai  sensi  delle  disposizioni  comunitarie,  le societa' di gestione
armonizzate   possono   stabilire  succursali  nel  territorio  della
Repubblica.  Il  primo insediamento e' preceduto da una comunicazione
alla  Banca d'Italia e alla CONSOB da parte dell'autorita' competente
dello  Stato di origine. La succursale inizia l'attivita' decorsi due
mesi dalla comunicazione.
  2. Salvo quanto previsto dal successivo articolo 42, le societa' di
gestione  armonizzate possono svolgere le attivita' per le quali sono
autorizzate  ai  sensi  delle disposizioni comunitarie nel territorio
della  Repubblica  senza  stabilirvi  succursali, a condizione che la
Banca  d'Italia e la CONSOB siano informate dall'autorita' competente
dello Stato di origine.
  3. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina con regolamento
le  condizioni e le procedure che le societa' di gestione armonizzate
devono  rispettare  per  svolgere  nel territorio della Repubblica le
attivita'  richiamate  ai  commi  1  e  2  mediante  stabilimento  di
succursali o in regime di libera prestazione di servizi.
  4. Le societa' di gestione armonizzate che svolgono le attivita' di
cui  al  comma  3  nel  territorio  della  Repubblica  sono  tenute a
rispettare le norme di condotta previste all'articolo 40. ))

	        
	      
                               Art. 42
             Offerta in Italia di quote di fondi comuni
            di investimento armonizzati e non armonizzati

  1.  L'offerta  in  Italia  di quote di fondi comuni di investimento
comunitari  rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive in
materia di organismi di investimento collettivo deve essere preceduta
da  una  comunicazione  alla  Banca d'Italia e alla CONSOB; l'offerta
puo' iniziare decorsi due mesi dalla comunicazione.
  2. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, emana con regolamento:
a) le  norme di attuazione delle disposizioni comunitarie concernenti
   le procedure da rispettare per l'applicazione del comma 1;
b) disposizioni  riguardanti  il  modulo organizzativo da adottare al
   fine  di assicurare in Italia l'esercizio dei diritti patrimoniali
   dei partecipanti.
  3. La CONSOB, sentita la Banca d'Italia, con regolamento:
a) individua le informazioni da fornire al pubblico nell'ambito della
   commercializzazione delle quote nel territorio della Repubblica;
b) determina  le  modalita'  con  cui  devono essere resi pubblici il
   prezzo  di  emissione  o  di  vendita, di riacquisto o di rimborso
   delle quote.
  4.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB possono richiedere, nell'ambito
delle  rispettive competenze, agli emittenti e a coloro che curano la
commercializzazione   delle   quote   indicate   nel   comma   1   la
comunicazione,  anche  periodica, di dati e notizie e la trasmissione
di atti e documenti.
  5. L'offerta in Italia di quote di fondi comuni di investimento non
rientranti  nell'ambito di applicazione delle direttive in materia di
organismi  di  investimento  collettivo  e'  autorizzata  dalla Banca
d'Italia,  sentita  la  CONSOB, a condizione che i relativi schemi di
funzionamento siano compatibili con quelli previsti per gli organismi
italiani.
  6. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina con regolamento
le  condizioni  e  le  procedure  per il rilascio dell'autorizzazione
prevista dal comma 5.
  7.  La  Banca  d'Italia e la CONSOB, con riferimento alle attivita'
svolte  in  Italia  dagli  organismi  esteri  indicati  nel  comma 5,
esercitano i poteri previsti dagli articoli 8 e 10.
  8.  La  Banca  d'Italia  e  la CONSOB possono chiedere, nell'ambito
delle    rispettive   competenze,   ai   soggetti   che   curano   la
commercializzazione delle quote degli organismi indicati nel comma 5,
la   comunicazione,   anche   periodica,  di  dati  e  notizie  e  la
trasmissione di atti e documenti.

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO III
GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO
CAPO III
SOCIETA' DI INVESTIMENTO A CAPITALE VARIABILE
                               Art. 43
                Costituzione e attivita' esercitabili

  1.  La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza la costituzione
delle SICAV quando ricorrono le seguenti condizioni:
a) sia  adottata  la  forma di societa' per azioni nel rispetto delle
   disposizioni del presente capo;
b) la  sede  legale  e  la  direzione  generale  della societa' siano
   situate nel territorio della Repubblica;
c) il  capitale  sociale  sia  di  ammontare  non  inferiore a quello
   determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
d) i  soggetti  che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
   controllo  abbiano i requisiti di professionalita', indipendenza e
   onorabilita' indicati dall'articolo 13;
(( e) i titolari delle partecipazioni indicate all'articolo 15, comma
   1,  abbiano i requisiti di onorabilita' stabiliti dall'articolo 14
   e   non   ricorrano   le   condizioni   per  il  divieto  previsto
   dall'articolo 15, comma 2;))
f) lo   statuto   preveda   come   oggetto  esclusivo  l'investimento
   collettivo  del  patrimonio  raccolto mediante offerta al pubblico
   delle proprie azioni;
f-bis)  la  struttura  del gruppo di cui e' parte la societa' non sia
   tale  da  pregiudicare l'effettivo esercizio della vigilanza sulla
   societa' e siano fornite almeno le informazioni richieste ai sensi
   dell'articolo 15, comma 5;
f-ter)  venga  presentato,  unitamente  all'atto  costitutivo  e allo
   statuto, un programma concernente l'attivita' iniziale nonche' una
   relazione sulla struttura organizzativa.
  2. La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, disciplina:
a) la  procedura  di  autorizzazione  e le ipotesi di decadenza dalla
   stessa;
b) la  documentazione  che  deve essere presentata dai soci fondatori
   unitamente  con  la richiesta di autorizzazione e il contenuto del
   progetto di atto costitutivo e di statuto.
  3.  La  Banca  d'Italia attesta la conformita' del progetto di atto
costitutivo  e  di statuto alle prescrizioni di legge e regolamento e
ai criteri generali dalla stessa predeterminati.
  4. I soci fondatori della SICAV debbono procedere alla costituzione
della  societa'  ed  effettuare  i  versamenti  relativi  al capitale
sottoscritto   entro   trenta   giorni   dalla   data   di   rilascio
dell'autorizzazione. Il capitale deve essere interamente versato.
  5.  La  denominazione sociale contiene l'indicazione di societa' di
investimento   per   azioni   a   capitale   variabile   SICAV.  Tale
denominazione  deve  risultare  in  tutti i documenti della societa'.
Alla  societa'  di investimento a capitale variabile non si applicano
gli  articoli  2333,  2334,  2335  e 2336 del codice civile; non sono
ammessi i conferimenti in natura.
  6.  La  SICAV  puo'  svolgere  le  attivita' connesse o strumentali
indicate dalla Banca d'Italia, sentita la CONSOB.
  7. La SICAV puo' delegare poteri di gestione del proprio patrimonio
esclusivamente a societa' di gestione del risparmio.
  8.  Nel  caso  di SICAV multicomparto, ciascun comparto costituisce
patrimonio  autonomo,  distinto  a  tutti gli effetti da quello degli
altri comparti.

	        
	      
                             Art. 43-bis
                    SICAV che designano una SGR o
                una societa' di gestione armonizzata

  1.  La Banca d'Italia, sentita la CONSOB, autorizza la costituzione
di SICAV che designano per la gestione del proprio patrimonio una SGR
o  una  societa' di gestione armonizzata quando ricorrono le seguenti
condizioni:
a) sia  adottata  la  forma di societa' per azioni nel rispetto delle
   disposizioni del presente capo;
b) la  sede  legale  e  la  direzione  generale  della societa' siano
   situate nel territorio della Repubblica;
c) il  capitale  sociale  sia  di  ammontare  non  inferiore a quello
   determinato in via generale dalla Banca d'Italia;
d) i  soggetti  che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
   controllo   abbiano   i   requisiti   di   professionalita'  e  di
   onorabilita' stabiliti ai sensi dell'articolo 13;
((e)  i titolari delle partecipazioni indicate all'articolo 15, comma
   1   abbiano   i  requisiti  di  onorabilita'  stabiliti  ai  sensi
   dell'articolo  14  e  non  ricorrano  le condizioni per il divieto
   previsto dall'articolo 15, comma 2;))
f) lo statuto preveda:
   1) come oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio
   raccolto mediante offerta al pubblico delle proprie azioni;
   2) l'affidamento della gestione dell'intero patrimonio a una SGR o
   ad  una  societa'  di  gestione  armonizzata e l'indicazione della
   societa' designata. L'affidamento della gestione a una societa' di
   gestione  armonizzata  e'  subordinato  all'esistenza di intese di
   collaborazione con le competenti Autorita' dello Stato di origine,
   al  fine  di  assicurare  l'effettiva vigilanza sulla gestione del
   patrimonio della SICAV.
  2. Ai fini di quanto dispone il comma 1, si applicano i commi 3, 4,
5 e 8 dell'articolo 43.

	        
	      
                               Art. 44
                                Albo

  1. Le SICAV autorizzate in Italia sono iscritte in un apposito albo
tenuto dalla Banca d'Italia.
  2.  La  Banca  d'Italia  comunica alla CONSOB l'iscrizione all'albo
delle SICAV.
  3.  I  soggetti  previsti  dal  comma 1 indicano negli atti e nella
corrispondenza gli estremi dell'iscrizione all'albo.

	        
	      
                           Art. 45 (5) (8)
                          Capitale e azioni

  1.  Il  capitale  della  SICAV e' sempre uguale al patrimonio netto
detenuto   dalla   societa',   cosi'   come   determinato   ai  sensi
dell'articolo 6, comma 1, lettera c), numero 5).
  2.  Alla  SICAV  non  si  applicano gli articoli da 2438 a 2447 del
codice civile.
  3. Le azioni rappresentative del capitale della SICAV devono essere
interamente liberate al momento della loro emissione.
  4. Le azioni della SICAV possono essere nominative o al portatore a
scelta  del  sottoscrittore.  Le azioni al portatore attribuiscono un
solo  voto  per  ogni socio indipendentemente dal numero di azioni di
tale categoria possedute.
  5. Lo statuto della SICAV indica le modalita' di determinazione del
valore  delle  azioni e del prezzo di emissione e di rimborso nonche'
la periodicita' con cui le azioni della SICAV possono essere emesse e
rimborsate.
  6. Lo statuto della SICAV puo' prevedere:
a) limiti all'emissione di azioni nominative;
b) particolari vincoli di trasferibilita' delle azioni nominative;
c) l'esistenza  di piu' comparti di investimento per ognuno dei quali
   puo'  essere  emessa  una  particolare categoria di azioni; in tal
   caso sono stabiliti i criteri di ripartizione delle spese generali
   tra i vari comparti;
c-bis) la possibilita' di emettere frazioni di azioni, fermo restando
   che  l'attribuzione  e l'esercizio dei diritti sociali e' comunque
   subordinata al possesso di almeno un'azione, secondo la disciplina
   del presente capo.
  ((  7.  Alle SICAV non si applicano gli articoli 2348, commi 2 e 3,
2349,  2350,  commi  2 e 3, 2351, 2352, comma 3, 2353, 2354, comma 3,
numeri 3 e 4, 2355-bis e 2356 del codice civile. ))
  8.  La  SICAV  non puo' emettere obbligazioni o azioni di risparmio
ne' acquistare o comunque detenere azioni proprie.

	        
	      
                             Art. 46 (8)
                              Assemblea

  1.  L'assemblea  ordinaria  e  l'assemblea straordinaria in seconda
convocazione  della  SICAV  sono  regolarmente  costituite  e possono
validamente  deliberare  qualunque  sia la parte del capitale sociale
intervenuta.
  2.  Il  voto puo' essere dato per corrispondenza se cio' e' ammesso
dallo  statuto.  In  tal caso l'avviso di convocazione deve contenere
per  esteso la deliberazione proposta. Non si tiene conto del voto in
tal   modo   espresso   se   la   delibera   sottoposta  a  votazione
dall'assemblea  non  e'  conforme  a  quella contenuta nell'avviso di
convocazione,  ma  le  azioni  relative  sono computate ai fini della
regolare  costituzione  dell'assemblea straordinaria. Con regolamento
del  ((  Ministro  dell'economia e delle finanze )), sentite la Banca
d'Italia  e  la  CONSOB,  sono  stabilite  le modalita' operative per
l'esercizio del voto per corrispondenza.
  3. L'avviso previsto dall'articolo 2366, comma 2, del codice civile
e'  pubblicato  anche  sui quotidiani, indicati nello statuto, in cui
viene  pubblicato  il  valore patrimoniale della societa' e il valore
unitario  delle  azioni;  il  termine  indicato nello stesso articolo
2366, comma 2, e' fissato in trenta giorni.

	        
	      
                               Art. 47
                       Modifiche dello statuto

  1.  La  Banca  d'Italia  approva  le  modifiche dello statuto della
SICAV. Esse si intendono approvate quando il provvedimento di diniego
della  Banca d'Italia non sia stato adottato entro quattro mesi dalla
presentazione della domanda.
  2.  Le deliberazioni comportanti modifiche allo statuto della SICAV
non  possono  essere  iscritte  ai  sensi  e per gli effetti previsti
dall'articolo   2436   del  codice  civile,  se  non  hanno  ottenuto
l'approvazione  nei  termini e con le modalita' previste dal comma 1.
La  delibera  e'  inviata  alla  Banca d'Italia entro quindici giorni
dalla  data  di  svolgimento  dell'assemblea;  il  deposito  previsto
dall'articolo  2436  del  codice  civile deve essere effettuato entro
quindici   giorni  dalla  data  di  ricezione  del  provvedimento  di
approvazione della Banca d'Italia. Non si applica l'articolo 2376 del
codice civile.

	        
	      
                               Art. 48
               Scioglimento e liquidazione volontaria

  1.  Alle SICAV non si applica l'articolo 2484, primo comma, nn. 4 e
5,  del codice civile. Quando il capitale della SICAV si riduce al di
sotto  della  misura  determinata ai sensi dell'articolo 43, comma 1,
lettera  c),  e  permane  tale  per un periodo di sessanta giorni, la
societa'  si scioglie. Il termine e' sospeso qualora sia iniziata una
procedura di fusione con altra SICAV.
  2.  Gli  atti  per i quali e' prevista la pubblicita' dall'articolo
2484,  commi  terzo  e  quarto, del codice civile devono essere anche
pubblicati  sui  quotidiani  previsti dallo statuto e comunicati alla
Banca  d'Italia  nel termine di dieci giorni dall'avvenuta iscrizione
nel registro delle imprese. L'emissione ed il rimborso di azioni sono
sospesi,  nel caso previsto dall'articolo 2484, primo comma, numero 6
del  codice civile, dalla data di assunzione della delibera, nei casi
previsti  dall'articolo  2484,  primo  comma,  numeri 1, 2, 3 e 7 del
codice  civile  e  dal  comma  1  del  presente articolo, dal momento
dell'assunzione  della  delibera  del  consiglio  di  amministrazione
ovvero  dal  momento dell'iscrizione presso il registro delle imprese
del  decreto  del presidente del tribunale. La delibera del consiglio
di  amministrazione  e'  trasmessa  anche  alla  CONSOB  nel medesimo
termine.
  3.  La  nomina,  la revoca e la sostituzione dei liquidatori spetta
all'assemblea  straordinaria. Si applicano l'articolo 2487 del codice
civile,  ad  eccezione  del  comma 1, lettera c), e l'articolo 97 del
testo unico bancario.
  4.  Alla Banca d'Italia sono preventivamente comunicati il piano di
smobilizzo  e quello di riparto. I liquidatori provvedono a liquidare
l'attivo  della  societa'  nel  rispetto delle disposizioni stabilite
dalla Banca d'Italia.
  5.  Il  bilancio  di  liquidazione  e' sottoposto al giudizio ((del
soggetto   incaricato  della  revisione  legale  dei  conti))  ed  e'
pubblicato sui quotidiani indicati nello statuto.
  6.  La banca depositaria procede, su istruzione dei liquidatori, al
rimborso  delle  azioni  nella misura prevista dal bilancio finale di
liquidazione.
  7.  Per  quanto  non  previsto  dal presente articolo alla SICAV si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del libro V, titolo
V, capo VIII, del codice civile.

	        
	      
                          Art. 49 (8) (18)
                         Fusione e scissione

  1.  La  SICAV non puo' trasformarsi in un organismo non soggetto al
presente capo (( o al capo II del presente titolo )).
  2.  Alla  fusione  e  alla  scissione  delle SICAV si applicano gli
articoli 2501 e seguenti del codice civile, in quanto compatibili.
  3. Il progetto di fusione o quello di scissione, redatti sulla base
di  quanto richiesto dall'articolo 43, e la deliberazione assembleare
che abbia portato modifiche ai relativi progetti sono sottoposti alla
preventiva  autorizzazione  della  Banca  d'Italia,  che  la rilascia
sentita la CONSOB.
  4.  Se non consti l'autorizzazione indicata nel comma 3 non si puo'
dar  corso  alle  iscrizioni nel registro delle imprese, previste dal
codice civile.

	        
	      
                             Art. 50 (5)
                   Altre disposizioni applicabili

  (( 1. Alle SICAV, per quanto non disciplinato dal presente capo, si
applicano  gli  articoli  36,  comma  2,  37, 38, 40 e 41. Alle SICAV
autorizzate ai sensi dell'articolo 43, si applica altresi' l'articolo
33, commi 3 e 4. ))
  2.  All'offerta  in  Italia  di  azioni  di SICAV estere si applica
l'articolo 42.

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO IV
PROVVEDIMENTI INGIUNTIVI E CRISI
CAPO I
DISCIPLINA DEI PROVVEDIMENTI INGIUNTIVI
                            Art. 51 (18)
              Provvedimenti ingiuntivi nei confronti di
              intermediari nazionali e extracomunitari

  1.   In  caso  di  violazione  da  parte  di  SIM,  di  imprese  di
investimento  e  di  banche extracomunitarie, di societa' di gestione
del  risparmio,  di SICAV e di banche autorizzate alla prestazione di
servizi (( e attivita' )) di investimento aventi sede in Italia delle
disposizioni loro applicabili ai sensi del presente decreto, la Banca
d'Italia  o la CONSOB, (( nell'ambito delle rispettive competenze )),
possono ordinare alle stesse di porre termine a tali irregolarita'.
  2.  L'autorita'  di  vigilanza  che  procede puo' altresi', sentita
l'altra  autorita',  vietare  ai  soggetti  indicati  nel  comma 1 di
intraprendere  nuove  operazioni  ((  ,  nonche'  imporre  ogni altra
limitazione  riguardante  singole tipologie di operazioni, )) singoli
servizi  o  attivita',  anche  limitatamente  a  singole succursali o
dipendenze dell'intermediario, quando:
a) le violazioni commesse possano pregiudicare interessi di carattere
   generale;
b) nei   casi   di  urgenza  per  la  tutela  degli  interessi  degli
   investitori.

	        
	      
                          Art. 52 (5) (18)
                    Provvedimenti ingiuntivi nei
                confronti di intermediari comunitari

  ((  1.  In  caso  di violazione da parte di imprese di investimento
comunitarie  con  succursale  in  Italia,  di  societa'  di  gestione
armonizzate,  di  banche  comunitarie  con  succursale in Italia e di
societa'  finanziarie  previste  dall'articolo 18, comma 2, del testo
unico  bancario,  delle  disposizioni  loro  applicabili ai sensi del
presente  decreto,  la  Banca d'Italia o la Consob, nell'ambito delle
rispettive  competenze, possono ordinare alle stesse di porre termine
a  tali  irregolarita',  dandone comunicazione anche all'Autorita' di
vigilanza  dello  Stato  membro in cui l'intermediario ha sede legale
per i provvedimenti eventualmente necessari. ))
  ((  2.  L'autorita'  di  vigilanza  che  procede  puo'  adottare  i
provvedimenti   necessari,   sentita   l'altra   autorita',  compresa
l'imposizione  del divieto di intraprendere nuove operazioni, nonche'
ogni  altra  limitazione riguardante singole tipologie di operazioni,
singoli  servizi o attivita' anche limitatamente a singole succursali
o  dipendenze  dell'intermediario,  ovvero ordinare la chiusura della
succursale, quando: ))
    a) manchino o risultino inadeguati i provvedimenti dell'autorita'
competente dello Stato in cui l'intermediario ha sede legale;
    b) risultino violazioni delle norme di comportamento;
    c)  le  irregolarita'  commesse possano pregiudicare interessi di
carattere generale;
    d)  nei  casi  di  urgenza  per  la  tutela degli interessi degli
investitori.
  3.   I   provvedimenti   previsti   dal  camma  2  sono  comunicati
dall'autorita'  che  li  ha  adottati  all'autorita' competente dello
Stato comunitario in cui l'intermediario ha sede legale.
  ((  3-bis. Se vi e' fondato sospetto che un'impresa di investimento
comunitaria  o  una  banca  comunitaria  operanti in regime di libera
prestazione  di  servizi  in  Italia  non  ottemperano  agli obblighi
derivanti  dalle  disposizioni  comunitarie,  la  Banca d'Italia o la
Consob  informano  l'autorita'  competente  dello Stato membro in cui
l'intermediario  ha  sede  legale  per i provvedimenti necessari. Se,
nonostante    le    misure    adottate   dall'autorita'   competente,
l'intermediario  persiste nell'agire in modo tale da pregiudicare gli
interessi  degli  investitori o il buon funzionamento dei mercati, la
Banca   d'Italia  o  la  Consob,  dopo  avere  informato  l'autorita'
competente  dello Stato membro in cui l'intermediario ha sede legale,
adottano  tutte  le  misure  necessarie  compresa  l'imposizione  del
divieto  di  intraprendere  nuove  operazioni  in  Italia.  La  Banca
d'Italia o la Consob procedono sentita l'altra autorita', e informano
la Commissione europea delle misure adottate.
  3-ter.  Il  comma 3-bis si applica anche nel caso di violazioni, da
parte  di imprese di investimento o banche comunitarie con succursale
in  Italia,  di obblighi derivanti da disposizioni comunitarie per le
quali  e'  competente  lo Stato membro in cui l'intermediario ha sede
legale. ))

	        
	      
                               Art. 53
               Sospensione degli organi amministrativi

  1.  Il  Presidente della CONSOB puo' disporre in via d'urgenza, ove
ricorrano  situazioni  di  pericolo per i clienti o per i mercati, la
sospensione  degli organi di amministrazione delle SIM e la nomina di
un  commissario  che  ne  assume  la  gestione quando risultino gravi
irregolarita'  nell'amministrazione  ovvero  gravi  violazioni  delle
disposizioni legislative, amministrative o statutarie.
  2. Il commissario dura in carica per un periodo massimo di sessanta
giorni.   Il  commissario,  nell'esercizio  delle  sue  funzioni,  e'
pubblico   ufficiale.  Il  Presidente  dalla  CONSOB  puo'  stabilire
speciali cautele e limitazioni per la gestione della SIM.
  3.  L'indennita'  spettante  al  commissario  e'  determinata dalla
CONSOB  in base a criteri dalla stessa stabiliti ed e' a carico della
societa'  commissariata.  Si  applica  l'articolo 91, comma 1, ultimo
periodo, del T.U. bancario.
  4.  Le  azioni  civili  contro  il  commissario,  per atti compiuti
nell'espletamento  dell'incarico, sono promosse previa autorizzazione
della CONSOB.
  5.  Il  presente articolo si applica anche alle succursali italiane
di  imprese  di  investimento extracomunitarie. Il commissario assume
nei   confronti   delle   succursali   i   poteri   degli  organi  di
amministrazione dell'impresa di investimento.
  6.  Il presente articolo si applica anche alle societa' di gestione
del  risparmio  e  alle  SICAV. Il Presidente della CONSOB dispone il
provvedimento, sentito il Governatore della Banca d'Italia.

	        
	      
                               Art. 54
          Sospensione dell'offerta di quote di OICR esteri

  1. Quando sussistono elementi che fanno presumere l'inosservanza da
parte  degli OICR esteri delle disposizioni loro applicabili ai sensi
del  presente  decreto,  la  Banca  d'Italia o la CONSOB, nell'ambito
delle rispettive competenze, possono sospendere in via cautelare, per
un  periodo non superiore a sessanta giorni, l'offerta delle relative
quote  o  azioni.  In  caso  di accertata violazione, le autorita' di
vigilanza,   nell'ambito   delle   rispettive   competenze,   possono
sospendere  temporaneamente  ovvero  vietare  l'offerta delle quote o
delle azioni degli OICR.

	        
	      
                               Art. 55
     Provvedimenti cautelari applicabili ai promotori finanziari

  1. La CONSOB, in caso di necessita' e urgenza, puo' disporre in via
cautelare  la  sospensione  del  promotore finanziario dall'esercizio
dell'attivita'  per  un  periodo  massimo di sessanta giorni, qualora
sussistano  elementi  che  facciano  presumere  l'esistenza  di gravi
violazioni  di  legge  ovvero  di disposizioni generali o particolari
impartite dalla CONSOB.
  2. La CONSOB puo' disporre in via cautelare, per un periodo massimo
di  un  anno, la sospensione dall'esercizio dell'attivita' qualora il
promotore  finanziario  sia  sottoposto  a una delle misure cautelari
personali  del  libro  IV, titolo I, capo II, del codice di procedura
penale  o  assuma  la  qualita' di imputato ai sensi dell'articolo 60
dello stesso codice in relazione ai seguenti reati:
a) delitti  previsti  nel  titolo  XI del libro V del codice civile e
   nella legge fallimentare;
b) delitti   contro  la  pubblica  amministrazione,  contro  la  fede
   pubblica,  contro  il patrimonio, contro l'ordine pubblico, contro
   l'economia pubblica, ovvero delitti in materia tributaria;
c) reati previsti dal titolo VIII del T.U. bancario;
d) reati previsti dal presente decreto.

	        
	      
PARTE II
DISCIPLINA DEGLI INTERMEDIARI
TITOLO IV
PROVVEDIMENTI INGIUNTIVI E CRISI
CAPO II
DISCIPLINA DELLE CRISI
                          Art. 56 (8) (18)
                    Amministrazione straordinaria

  1.  Il  Ministero  dell'economia e delle finanze, su proposta della
Banca  d'Italia  o  della  CONSOB,  ((  nell'ambito  delle rispettive
competenze )), puo' disporre con decreto lo scioglimento degli organi
con  funzione  di  amministrazione  e  di  controllo delle SIM, delle
societa' di gestione del risparmio e delle SICAV quando:
    a)  risultino  gravi  irregolarita'  nell'amministrazione  ovvero
gravi  violazioni  delle  disposizioni  legislative, amministrative o
statutarie che ne regolano l'attivita';
    b) siano previste gravi perdite del patrimonio della societa';
    c)  lo  scioglimento  sia  richiesto  con  istanza motivata dagli
organi  amministrativi  o  dall'assemblea  straordinaria  ovvero  dal
commissario nominato ai sensi dell'articolo 53.
  2. Il provvedimento previsto dal comma 1 puo' essere adottato anche
nei  confronti  delle  succursali italiane di imprese di investimento
extracomunitarie:  in  tale  ipotesi  i  commissari straordinari e il
comitato  di  sorveglianza  assumono  nei  confronti delle succursali
stesse  i  poteri  degli  organi  di  amministrazione  e di controllo
dell'impresa di investimento.
  3.  La  direzione  della  procedura  e tutti gli adempimenti a essa
connessi  spettano  alla  Banca  d'Italia.  Si  applicano,  in quanto
compatibili,  gli articoli 70, commi da 2 a 6, 71, 72, 73, 74, 75 del
T.U.  bancario,  intendendosi  le suddette disposizioni riferite agli
investitori  in  luogo  dei  depositanti,  alle  SIM, alle imprese di
investimento   extracomunitarie,   alle   societa'  di  gestione  del
risparmio  e  alle  SICAV  in  luogo  delle  banche,  e l'espressione
"strumenti  finanziari"  riferita  agli  strumenti  finanziari  e  al
denaro.
  4.  Alle  SIM, alle societa' di gestione del risparmio e alle SICAV
non si applica il titolo IV della legge fallimentare.

	        
	      
                          Art. 57 (8) (18)
                 Liquidazione coatta amministrativa

  1.  Il  Ministero  dell'economia e delle finanze, su proposta della
Banca  d'Italia  o  della  CONSOB,  ((  nell'ambito  delle rispettive
competenze    )),    puo'    disporre    con    decreto   la   revoca
dell'autorizzazione  all'esercizio  dell'attivita'  e la liquidazione
coatta  amministrativa  delle  SIM,  delle  societa'  di gestione del
risparmio   e   delle   SICAV,   anche   quando   ne   sia  in  corso
l'amministrazione  straordinaria  ovvero  la  liquidazione secondo le
norme ordinarie, qualora le irregolarita' nell'amministrazione ovvero
le   violazioni  delle  disposizioni  legislative,  amministrative  o
statutarie   o   le   perdite  previste  dall'articolo  56  siano  di
eccezionale gravita'.
  2.  La  liquidazione  coatta  puo'  essere disposta con il medesimo
procedimento  previsto  dal comma 1, su istanza motivata degli organi
amministrativi,   dell'assemblea   straordinaria,   del   commissario
nominato ai sensi dell'articolo 53, dei commissari straordinari o dei
liquidatori.
  3.  La  direzione  della  procedura  e tutti gli adempimenti a essa
connessi  spettano  alla  Banca  d'Italia.  Si  applicano,  in quanto
compatibili,  l'articolo  80,  commi da 3 a 6, e gli articoli 81, 82,
83,  84, 85, 86, a eccezione dei commi 6 e 7, 87, commi 2, 3 e 4, 88,
89,  90,  91,  92,  93,  94  e  97 del T.U. bancario, intendendosi le
suddette  disposizioni  riferite  alle SIM, alle societa' di gestione
del  risparmio  e  alle  SICAV in luogo delle banche, e l'espressione
"strumenti  finanziari"  riferita  agli  strumenti  finanziari  e  al
denaro.
  4.  I  commissari,  trascorso il termine previsto dall'articolo 86,
comma  5,  del  T.U.  bancario  e non oltre trenta giorni successivi,
sentiti i cessati amministratori, depositano presso la Banca d'Italia
e,  a  disposizione  degli  aventi  diritto,  nella  cancelleria  del
tribunale  del  luogo  dove  la  SIM,  la  societa'  di  gestione del
risparmio  e la SICAV hanno la sede legale, gli elenchi dei creditori
ammessi,  indicando  i diritti di prelazione e l'ordine degli stessi,
dei  titolari dei diritti indicati nel comma 2 del predetto articolo,
nonche'  dei  soggetti  appartenenti  alle  medesime categorie cui e'
stato  negato  il  riconoscimento  delle  pretese.  I  clienti aventi
diritto  alla  restituzione  degli  strumenti finanziari e del denaro
relativi  ai  servizi  ((  e  alle attivita' )) previsti dal presente
decreto  sono  iscritti  in  apposita  e separata sezione dello stato
passivo.  Il  presente  comma  si  applica in luogo dell'articolo 86,
commi 6 e 7 del T.U. bancario.
  5.  Possono  proporre opposizione allo stato passivo, relativamente
alla  propria  posizione  e  contro  il riconoscimento dei diritti in
favore dei soggetti inclusi negli elenchi indicati nella disposizione
del  comma  4,  i soggetti le cui pretese non siano state accolte, in
tutto  o in parte, entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata
prevista  dall'articolo  86,  comma 8, del T.U. bancario e i soggetti
ammessi   entro   lo   stesso   termine   decorrente  dalla  data  di
pubblicazione  dell'avviso previsto dal medesimo comma 8. Il presente
comma  si  applica  in  luogo  dell'articolo  87,  comma  1, del T.U.
bancario.
  6.  Se  il  provvedimento  di  liquidazione  coatta  amministrativa
riguarda  una  SICAV, i commissari, entro trenta giorni dalla nomina,
comunicano  ai  soci il numero e la specie delle azioni risultanti di
pertinenza  di  ciascuno  secondo  le  scritture  e i documenti della
societa'.

	        
	      
                             Art. 58 (5)
            Succursali di imprese di investimento estere

  ((  1.  Quando  a  una  impresa di investimento comunitaria o a una
societa'  di gestione armonizzata sia stata revocata l'autorizzazione
all'attivita'  da  parte  dell'autorita'  competente,  le  succursali
italiane  possono  essere  sottoposte  alla procedura di liquidazione
coatta  amministrativa  secondo  le disposizioni dell'articolo 57, in
quanto compatibili. ))
  2.  Alle  succursali di imprese di investimento extracomunitarie si
applicano le disposizioni dell'articolo 57, in quanto compatibili.

	        
	      
                          Art. 59. (8) (18)
                        Sistemi di indennizzo

  1. (( Il rilascio dell'autorizzazione alla prestazione di servizi e
attivita' di investimento )) e' subordinato all'adesione a un sistema
di  indennizzo  a  tutela degli investitori riconosciuto dal Ministro
dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia e la CONSOB.
  2.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, sentite la Banca
d'Italia  e  la CONSOB, disciplina con regolamento l'organizzazione e
il funzionamento dei sistemi di indennizzo.
  3.  La  Banca d'Italia, sentita la CONSOB, coordina con regolamento
l'operativita'   dei   sistemi   d'indennizzo  con  la  procedura  di
liquidazione coatta amministrativa e, in generale, con l'attivita' di
vigilanza.
  4.  I  sistemi  di  indennizzo  sono  surrogati  nei  diritti degli
investitori  fino  alla  concorrenza  dei pagamenti effettuati a loro
favore.
  5. Gli organi della procedura concorsuale verificano e attestano se
i  crediti  ammessi  allo  stato  passivo derivano dall'esercizio dei
servizi  (( e delle attivita' )) di investimento tutelati dai sistemi
di indennizzo.
  6. Per le cause relative alle richieste di indennizzo e' competente
il giudice del luogo ove ha sede legale il sistema di indennizzo.

	        
	      
                             Art. 60 (5)
                  Adesione ai sistemi d'indennizzo
                   da parte di intermediari esteri

  ((  1.  Le  succursali  di  imprese di investimento, di societa' di
gestione  armonizzate  o  di  banche  comunitarie insediate in Italia
possono  aderire,  al fine di integrare la tutela offerta dal sistema
di  indennizzo  del  Paese  di  origine,  a  un sistema di indennizzo
riconosciuto, limitatamente all'attivita' svolta in Italia. ))
  2.   Salvo  che  aderiscano  a  un  sistema  di  indennizzo  estero
equivalente,  le  succursali  di  imprese di investimento e di banche
extracomunitarie  insediate  in Italia devono aderire a un sistema di
indennizzo   riconosciuto,   limitatamente  all'attivita'  svolta  in
Italia.  La  Banca  d'Italia  verifica  che  la copertura offerta dai
sistemi  di indennizzo esteri cui aderiscono le succursali di imprese
di investimento e di banche extracomunitarie operanti in Italia possa
considerarsi  equivalente  a quella offerta dai sistemi di indennizzo
riconosciuti.

	        
	      
                          Art. 60-bis (10)
        (( Responsabilita' delle SIM, delle SGR e delle SICAV
         per illecito amministrativo dipendente da reato ))

  ((  1. Il pubblico ministero che iscrive, ai sensi dell'articolo 55
del  decreto  legislativo  8  giugno 2001, n. 231, nel registro delle
notizie  di  reato un illecito amministrativo a carico di una SIM, di
una  SGR  o  di una SICAV, ne da' comunicazione alla Banca d'Italia e
alla CONSOB. Nel corso del procedimento, ove il pubblico ministero ne
faccia  richiesta,  vengono sentite la Banca d'Italia e la CONSOB, le
quali hanno, in ogni caso, facolta' di presentare relazioni scritte.
  2.  In  ogni grado del giudizio di merito, prima della sentenza, il
giudice dispone, anche d'ufficio, l'acquisizione dalla Banca d'Italia
e   dalla   CONSOB   di   aggiornate  informazioni  sulla  situazione
dell'intermediario,   con   particolare   riguardo   alla   struttura
organizzativa e di controllo.
  3. La sentenza irrevocabile che irroga nei confronti di una SIM, di
una  SGR  o di una SICAV le sanzioni interdittive di cui all'articolo
9,  comma  2, lettere a) e b), del decreto legislativo 8 giugno 2001,
n. 231, decorsi i termini per la conversione delle sanzioni medesime,
e'  trasmessa  per l'esecuzione dall'Autorita' giudiziaria alla Banca
d'Italia  e  alla  CONSOB; a tal fine, la CONSOB o la Banca d'Italia,
ciascuna  nell'ambito delle rispettive competenze, possono proporre o
adottare  gli  atti  previsti  dal  titolo  IV della parte II, avendo
presenti  le  caratteristiche della sanzione irrogata e le preminenti
finalita'  di  salvaguardia  della stabilita' e di tutela dei diritti
degli investitori.
  4.  Le  sanzioni  interdittive  indicate  nell'articolo 9, comma 2,
lettere  a)  e b), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, non
possono  essere  applicate in via cautelare alle SIM, SGR e SICAV. Ai
medesimi  intermediari  non  si  applica, altresi', l'articolo 15 del
decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
  5.  Il  presente  articolo  si applica, in quanto compatibile, alle
succursali   italiane   di  imprese  di  investimento  comunitarie  o
extracomunitarie. ))

	        
	      
Continua
Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
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