SANZIONI

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Fonte: normattiva.it (I testi non hanno carattere di ufficialitą)

Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO I
INTERMEDIARI E MERCATI
                          Art. 166 (8) (18)
                             Abusivismo

  1.  E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la
multa  da  lire  quattro milioni a lire venti milioni chiunque, senza
esservi abilitato ai sensi del presente decreto:
    a) svolge servizi (( o attivita' )) di investimento o di gestione
collettiva del risparmio;
    b) offre in Italia quote o azioni di OICR;
    c)  offre fuori sede, ovvero promuove o colloca mediante tecniche
di  comunicazione  a  distanza,  strumenti  finanziari o servizi (( o
attivita' )) di investimento.
  2.  Con  la  stessa pena e' punito chiunque esercita l'attivita' di
promotore   finanziario  senza  essere  iscritto  nell'albo  indicato
dall'articolo 31.
  3.  Se  vi e' fondato sospetto che una societa' svolga servizi (( o
attivita' )) di investimento o il servizio di gestione collettiva del
risparmio  senza  esservi abilitata ai sensi del presente decreto, la
Banca  d'Italia  o la Consob denunziano i fatti al pubblico ministero
ai  fini  dell'adozione dei provvedimenti previsti dall'articolo 2409
del  codice  civile ovvero possono richiedere al tribunale l'adozione
dei  medesimi  provvedimenti.  Le spese per l'ispezione sono a carico
della societa'.

	        
	      
                            Art. 167 (18)
                          Gestione infedele

  1.  Salvo  che  il  fatto  costituisca reato piu' grave, chi, nella
prestazione  del servizio di gestione di portafogli (( . . . )) o del
servizio  di  gestione  collettiva del risparmio, in violazione delle
disposizioni  regolanti  i  conflitti  di  interesse,  pone in essere
operazioni  che arrecano danno agli investitori, al fine di procurare
a se' o ad altri un ingiusto profitto, e' punito con l'arresto da sei
mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a lire duecento
milioni.

	        
	      
                            Art. 168 (18)
                       Confusione di patrimoni

  1.   Salvo   che  il  fatto  costituisca  reato  piu'  grave,  chi,
nell'esercizio  di  servizi  ((  o  attivita' )) di investimento o di
gestione  collettiva  del  risparmio,  ovvero  nella  custodia  degli
strumenti  finanziari  e  delle disponibilita' liquide di un OICR, al
fine  di  procurare  a  se' o ad altri un ingiusto profitto, viola le
disposizioni  concernenti la separazione patrimoniale arrecando danno
agli  investitori,  e'  punito con l'arresto da sei mesi a tre anni e
con l'ammenda da lire dieci milioni a lire duecento milioni.

	        
	      
                              Art. 169
                     Partecipazioni al capitale

  1.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato  piu' grave, chiunque
fornisce   informazioni  false  nelle  comunicazioni  previste  dagli
articoli  15,  commi  1  e 3, 61, comma 6, e 80, comma 7, o in quelle
richieste  ai  sensi  dell'articolo 17 e' punito con l'arresto da sei
mesi  a  tre  anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a lire cento
milioni.

	        
	      
                              Art. 170
             Gestione accentrata di strumenti finanziari

  1.  Chiunque, nelle registrazioni o nelle certificazioni effettuate
o   rilasciate   nell'ambito   della   gestione  accentrata,  attesta
falsamente  fatti  di  cui  la  registrazione  o la certificazione e'
destinata  a  provare  la verita' ovvero da' corso al trasferimento o
alla  consegna  degli  strumenti  finanziari  o  al trasferimento dei
relativi   diritti   senza   aver   ottenuto   in   restituzione   le
certificazioni, e' punito con la reclusione da tre mesi a due anni.

	        
	      
                          Art. 170-bis (11)
         (( Ostacolo alle funzioni di vigilanza della CONSOB

 (( 1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2638 del codice civile,
  chiunque  ostacola  le funzioni di vigilanza attribuite alla CONSOB
e'  punito  con  la reclusione fino a due anni e con la multa da euro
diecimila ad euro duecentomila. ))

	        
	      
                            Art. 171 (4)
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))

	        
	      
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO II
EMITTENTI
                              Art. 172
                    Irregolare acquisto di azioni

  1.  Gli amministratori di societa' con azioni quotate o di societa'
da  queste controllate che acquistano azioni proprie o della societa'
controllante  in violazione delle disposizioni dell'articolo 132 sono
puniti  con  una  reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da
lire quattrocentomila a lire due milioni.
  2.  La  disposizione  prevista  dal  comma  1  non  si  applica  se
l'acquisto  e'  operato  sul mercato secondo modalita' non concordate
con  la  societa'  di  gestione  del  mercato  o  diverse  da  quelle
concordate,   ma   comunque   idonee  ad  assicurare  la  parita'  di
trattamento tra gli azionisti.

	        
	      
                            Art. 173 (20)
                Omessa alienazione di partecipazioni

  1. Gli amministratori di societa' con azioni quotate, o di societa'
che  partecipano  al capitale di societa' con azioni quotate, i quali
violano  gli  obblighi  di  alienazione delle partecipazioni previsti
dagli  articoli  110  e  121 sono puniti con la reclusione fino ad un
anno   e   con   la   multa   ((   da  euro  venticinquemila  a  euro
duemilionicinquecentomila. ))

	        
	      
                            Art. 173-bis
                         Falso in prospetto

  1.  Chiunque,  allo  scopo  di  conseguire  per  se' o per altri un
ingiusto  profitto,  nei  prospetti  richiesti  per  la (( offerta al
pubblico di prodotti finanziari )) o l'ammissione alla quotazione nei
mercati   regolamentati,   ovvero  nei  documenti  da  pubblicare  in
occasione  delle  offerte  pubbliche  di  acquisto  o di scambio, con
l'intenzione  di  ingannare i destinatari del prospetto, espone false
informazioni  od  occulta  dati o notizie in modo idoneo a indurre in
errore  i  suddetti destinatari, e' punito con la reclusione da uno a
cinque anni.

	        
	      
                            Art. 174 (4)
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))

	        
	      
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO III
REVISIONE CONTABILE
                            Art. 174-bis
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))

	        
	      
                            Art. 174-ter
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))

	        
	      
                            Art. 175 (4)
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))

	        
	      
                            Art. 176 (4)
      (( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))

	        
	      
                              Art. 177
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))

	        
	      
                              Art. 178
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))

	        
	      
                              Art. 179
       ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))

	        
	      
PARTE V
SANZIONI
TITOLO I
SANZIONI PENALI
CAPO IV
ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E AGGIOTAGGIO
SU STRUMENTI FINANZIARI
                         Art. 180 (11) (25)
                             Definizioni

  1. Ai fini del presente titolo si intendono per:
(( a) "strumenti finanziari":
      1)  gli  strumenti  finanziari  di cui all'articolo 1, comma 2,
   ammessi  alla  negoziazione  o per i quali e' stata presentata una
   richiesta   di   ammissione   alle   negoziazioni  in  un  mercato
   regolamentato  italiano  o  di  altro  Paese  dell'Unione europea,
   nonche'  qualsiasi altro strumento ammesso o per il quale e' stata
   presentata  una  richiesta  di  ammissione alle negoziazioni in un
   mercato regolamentato di un Paese dell'Unione europea;
      2)  gli  strumenti  finanziari  di cui all'articolo 1, comma 2,
   ammessi   alla   negoziazione   in  un  sistema  multilaterale  di
   negoziazione italiano, per i quali l'ammissione e' stata richiesta
   o autorizzata dall'emittente; ))
      b)  "derivati  su  merci":  gli  strumenti  finanziari  di  cui
   all'articolo   1,   comma   3,  relativi  a  merci,  ammessi  alle
   negoziazioni  o  per  i quali e' stata presentata una richiesta di
   ammissione  alle negoziazioni in un mercato regolamentato italiano
   o  di  altro  Paese  dell'Unione  europea, nonche' qualsiasi altro
   strumento  derivato  relativo  a  merci  ammesso o per il quale e'
   stata  presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in
   un mercato regolamentato di un Paese dell'Unione europea;
      c)  "prassi  di  mercato ammesse": prassi di cui e' ragionevole
   attendersi  l'esistenza in uno o piu' mercati finanziari e ammesse
   o  individuate  dalla  CONSOB  in conformita' alle disposizioni di
   attuazione della direttiva 2003/6/CE, del Parlamento europeo e del
   Consiglio, del 28 gennaio 2003;
      d)  "ente":  uno  dei  soggetti  indicati  nell'articolo  1 del
   decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

	        
	      
                          Art. 181 (4) (11)
                   (( Informazione privilegiata ))

  ((  1. Ai fini del presente titolo per informazione privilegiata si
intende  un'informazione din carattere preciso, che non e' stata resa
pubblica,  concernente,  direttamente  o  indirettamente,  uno o piu'
emittenti  strumenti  finanziari  o  uno o piu' strumenti finanziari,
che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi
di tali strumenti finanziari.
  2. In relazione ai derivati su merci, per informazione privilegiata
si  intende  un'informazione  di  carattere preciso, che non e' stata
resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o piu'
derivati su merci, che i partecipanti ai mercati su cui tali derivati
sono  negoziati  si  aspettano  di ricevere secondo prassi di mercato
ammesse in tali mercati.
  3. Un'informazione si ritiene di carattere preciso se:
a) si  riferisce  ad  un  complesso di circostanze esistente o che si
   possa  ragionevolmente  prevedere  che verra' ad esistenza o ad un
   evento  verificatosi  o che si possa ragionevolmente prevedere che
   si verifichera';
b) e'  sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni
   sul  possibile  effetto del complesso di circostanze o dell'evento
   di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari.
  4.  Per  informazione  che,  se resa pubblica, potrebbe influire in
modo   sensibile  sui  prezzi  di  strumenti  finanziari  si  intende
un'informazione   che   presumibilmente  un  investitore  ragionevole
utilizzerebbe  come  uno  degli  elementi  su  cui fondare le proprie
decisioni di investimento.
  5.  Nel  caso  delle  persone  incaricate dell'esecuzione di ordini
relativi  a  strumenti  finanziari,  per informazione privilegiata si
intende  anche  l'informazione  trasmessa da un cliente e concernente
gli  ordini  del cliente in attesa di esecuzione, che ha un carattere
preciso  e  che  concerne,  direttamente o indirettamente, uno o piu'
emittenti  di strumenti finanziari o uno o piu' strumenti finanziari,
che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi
di tali strumenti finanziari. ))

	        
	      
                              Art. 182
                       Ambito di applicazione

  1.  I reati e gli illeciti previsti dal presente titolo sono puniti
secondo  la  legge  italiana  anche  se  commessi all'estero, qualora
attengano  a  strumenti  finanziari  ammessi  o  per i quali e' stata
presentata  una  richiesta  di  ammissione  alla  negoziazione  in un
mercato  regolamentato  italiano  (( o in un sistema multilaterale di
negoziazione italiano )).
  2.  Salvo  quanto  previsto  dal  comma  1,  le  disposizioni degli
articoli   184,   185,  187-bis  e  187-ter  si  applicano  ai  fatti
concernenti  strumenti  finanziari  ammessi alla negoziazione o per i
quali   e'   stata   presentata  una  richiesta  di  ammissione  alla
negoziazione  in  un  mercato regolamentato italiano o di altri Paesi
dell'Unione europea.
  ((2-bis.  Salvo  quanto previsto dal comma 1, le disposizioni degli
articoli   184,   185,  187-bis  e  187-ter  si  applicano  ai  fatti
concernenti  gli  strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma
1, lettera a), numero 2).))

	        
	      
                         Art. 183 (11) (25)
                              Esenzioni

   1. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano:
a) alle  operazioni  attinenti alla politica monetaria, alla politica
   valutaria o alla gestione del debito pubblico compiute dallo Stato
   italiano,  da  uno  Stato  membro dell'Unione europea, dal Sistema
   europeo  delle Banche centrali, da una Banca centrale di uno Stato
   membro   dell'Unione   europea,   o   da   qualsiasi   altro  ente
   ufficialmente designato ovvero da un soggetto che agisca per conto
   degli stessi;
(( b)  alle  negoziazioni  di azioni proprie di cui all'articolo 180,
   comma  1,  lettera  a),  effettuate  nell'ambito  di  programmi di
   riacquisto  da  parte  dell'emittente  o di societa' controllate o
   collegate,  ed  alle  operazioni  di  stabilizzazione di strumenti
   finanziari  di  cui  all'articolo  180,  comma  1, lettera a), che
   rispettino  le  condizioni stabilite dalla Consob con regolamento;
   ))

	        
	      
                         Art. 184 (11) (25)
                 Abuso di informazioni privilegiate

  1.  E' punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da
euro  ventimila  a  euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di
informazioni  privilegiate in ragione della sua qualita' di membro di
organi  di  amministrazione,  direzione  o  controllo dell'emittente,
della    partecipazione    al    capitale    dell'emittente,   ovvero
dell'esercizio  di  un'attivita'  lavorativa, di una professione o di
una funzione, anche pubblica, o di un ufficio:
a) acquista,   vende   o  compie  altre  operazioni,  direttamente  o
   indirettamente,  per  conto  proprio  o  per  conto  di  terzi, su
   strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
b) comunica  tali  informazioni  ad  altri,  al  di fuori del normale
   esercizio   del   lavoro,  della  professione,  della  funzione  o
   dell'ufficio;
c) raccomanda  o  induce  altri, sulla base di esse, al compimento di
   taluna delle operazioni indicate nella lettera a).
  2.  La  stessa pena di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo
in  possesso di informazioni privilegiate a motivo della preparazione
o  esecuzione  di  attivita' delittuose compie taluna delle azioni di
cui al medesimo comma 1.
  3.  Il  giudice  puo'  aumentare  la multa fino al triplo o fino al
maggiore  importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito
dal  reato  quando,  per  la rilevante offensivita' del fatto, per le
qualita'  personali  del colpevole o per l'entita' del prodotto o del
profitto  conseguito  dal  reato,  essa  appare  inadeguata  anche se
applicata nel massimo.
  (( 3-bis. Nel caso di operazioni relative agli strumenti finanziari
di  cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2), la sanzione
penale   e'   quella   dell'ammenda   fino   a  euro  centotremila  e
duecentonovantuno e dell'arresto fino a tre anni.))
  4.  Ai  fini  del  presente  articolo  per  strumenti finanziari si
intendono anche gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma
2,  il  cui  valore  dipende  da  uno  strumento  finanziario  di cui
all'articolo 180, comma 1, lettera a).

	        
	      
                         Art. 185 (11) (25)
                      Manipolazione del mercaro

  1.  Chiunque  diffonde  notizie  false  o pone in essere operazioni
simulate  o  altri  artifizi  concretamente  idonei  a  provocare una
sensibile  alterazione  del prezzo di strumenti finanziari, e' punito
con  la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila
a euro cinque milioni.
  2.  Il  giudice  puo'  aumentare  la multa fino al triplo o fino al
maggiore  importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito
dal  reato  quando,  per  la rilevante offensivita' del fatto, per le
qualita'  personali  del colpevole o per l'entita' del prodotto o del
profitto  conseguito  dal  reato,  essa  appare  inadeguata  anche se
applicata nel massimo.
  (( 2-bis. Nel caso di operazioni relative agli strumenti finanziari
di  cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2), la sanzione
penale   e'   quella   dell'ammenda   fino   a  euro  centotremila  e
duecentonovantuno e dell'arresto fino a tre anni.))

	        
	      
                            Art. 186 (11)
                        (( Pene accessorie ))

  (( 1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo
importa  l'applicazione delle pene accessorie previste dagli articoli
28,  30,  32-bis  e  32-ter  del  codice  penale  per  una durata non
inferiore  a  sei  mesi  e  non  superiore  a  due  anni,  nonche' la
pubblicazione  della  sentenza  su  almeno due quotidiani, di cui uno
economico, a diffusione nazionale. ))

	        
	      
                              Art. 187
                           (( Confisca ))

  ((  1.  In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente
capo  e'  disposta la confisca del prodotto o del profitto conseguito
dal reato e dei beni utilizzati per commetterlo.
  2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma
1,  la  stessa  puo'  avere  ad oggetto una somma di denaro o beni di
valore equivalente.
  3.  Per  quanto  non  stabilito  nei  commi  1  e 2 si applicano le
disposizioni dell'articolo 240 del codice penale. ))

	        
	      
                        Art. 187-bis (4) (11)
              (( Abuso di informazioni privilegiate ))

  ((  1.  Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato,
e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro ventimila
a  euro  tre  milioni  chiunque,  essendo in possesso di informazioni
privilegiate  in  ragione  della  sua qualita' di membro di organi di
amministrazione,   direzione   o   controllo   dell'emittente,  della
partecipazione  al  capitale dell'emittente, ovvero dell'esercizio di
un'attivita'  lavorativa, di una professione o di una funzione, anche
pubblica, o di un ufficio:
  a)  acquista,  vende  o  compie  altre  operazioni,  direttamente o
   indirettamente,  per  conto  proprio  o  per  conto  di  terzi  su
   strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
  b)  comunica  informazioni  ad  altri,  al  di  fuori  del  normale
   esercizio   del   lavoro,  della  professione,  della  funzione  o
   dell'ufficio;
  c)  raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di
   taluna delle operazioni indicate nella lettera a).
  2.  La  stessa  sanzione  di  cui  al comma 1 si applica a chiunque
essendo  in  possesso  di  informazioni  privilegiate  a motivo della
preparazione o esecuzione di attivita' delittuose compie taluna delle
azioni di cui al medesimo comma 1.
  3.  Ai  fini  del  presente  articolo  per  strumenti finanziari si
intendono anche gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma
2,  il  cui  valore  dipende  da  uno  strumento  finanziario  di cui
all'articolo 180, comma 1, lettera a).
  4.  La sanzione prevista al comma 1 si applica anche a chiunque, in
possesso di informazioni privilegiate, conoscendo o potendo conoscere
in  base  ad  ordinaria  diligenza  il  carattere  privilegiato delle
stesse, compie taluno dei fatti ivi descritti.
  5.  Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1, 2 e
4  sono  aumentate fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci
volte  il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per
le qualita' personali del colpevole ovvero per l'entita' del prodotto
o  del  profitto  conseguito  dall'illecito, esse appaiono inadeguate
anche se applicate nel massimo.
  6.  Per  le fattispecie previste dal presente articolo il tentativo
e' equiparato alla consumazione. ))

	        
	      
                          Art. 187-ter (11)
                   (( Manipolazione del mercato ))

  ((  1.  Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato,
e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro ventimila
a  euro  cinque  milioni  chiunque,  tramite  mezzi  di informazione,
compreso  INTERNET  o ogni altro mezzo, diffonde informazioni, voci o
notizie  false  o  fuorvianti  che forniscano o siano suscettibili di
fornire  indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli strumenti
finanziari.
  2.  Per  i  giornalisti  che  operano  nello svolgimento della loro
attivita'  professionale la diffusione delle informazioni va valutata
tenendo  conto  delle  norme di autoregolamentazione proprie di detta
professione,   salvo  che  tali  soggetti  traggano,  direttamente  o
indirettamente,  un  vantaggio  o  un profitto dalla diffusione delle
informazioni.
  3.  Salve  le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, e'
punito  con  la  sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1
chiunque pone in essere:
a) operazioni  od  ordini  di  compravendita  che  forniscano o siano
   idonei   a  fornire  indicazioni  false  o  fuorvianti  in  merito
   all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari;
b) operazioni  od  ordini  di  compravendita  che consentono, tramite
   l'azione  di  una  o  di piu' persone che agiscono di concerto, di
   fissare il prezzo di mercato di uno o piu' strumenti finanziari ad
   un livello anomalo o artificiale;
c) operazioni  od  ordini di compravendita che utilizzano artifizi od
   ogni altro tipo di inganno o di espediente;
d) altri  artifizi idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in
   merito   all'offerta,  alla  domanda  o  al  prezzo  di  strumenti
   finanziari.
  4.  Per gli illeciti indicati al comma 3, lettere a) e b), non puo'
essere  assoggettato  a sanzione amministrativa chi dimostri di avere
agito  per  motivi  legittimi e in conformita' alle prassi di mercato
ammesse nel mercato interessato.
  5.   Le  sanzioni  amministrative  pecuniarie  previste  dai  commi
precedenti  sono  aumentate fino al triplo o fino al maggiore importo
di  dieci  volte  il  prodotto o il profitto conseguito dall'illecito
quando,  per  le  qualita' personali del colpevole, per l'entita' del
prodotto  o  del  profitto  conseguito  dall'illecito  ovvero per gli
effetti  prodotti  sul  mercato,  esse  appaiono  inadeguate anche se
applicate nel massimo.
  6.  Il  Ministero  dell'economia e delle finanze, sentita la CONSOB
ovvero  su  proposta  della  medesima,  puo' individuare, con proprio
regolamento,  in  conformita'  alle  disposizioni di attuazione della
direttiva  2003/6/CE  adottate  dalla Commissione europea, secondo la
procedura   di   cui  all'articolo  17,  paragrafo  2,  della  stessa
direttiva, le fattispecie, anche ulteriori rispetto a quelle previste
nei   commi  precedenti,  rilevanti  ai  fini  dell'applicazione  del
presente articolo.
  7.  La  CONSOB rende noti, con proprie disposizioni, gli elementi e
le  circostanze  da prendere in considerazione per la valutazione dei
comportamenti  idonei a costituire manipolazioni di mercato, ai sensi
della  direttiva  2003/6/CE  e delle disposizioni di attuazione della
stessa. ))

	        
	      
                        Art. 187-quater (11)
              (( Sanzioni amministrative accessorie ))

  ((  1.  L'applicazione  delle  sanzioni  amministrative  pecuniarie
previste   dal  presente  capo  importa  la  perdita  temporanea  dei
requisiti   di   onorabilita'   per  gli  esponenti  aziendali  ed  i
partecipanti  al  capitale  dei soggetti abilitati, delle societa' di
gestione del mercato, nonche' per i revisori e i promotori finanziari
e,  per  gli  esponenti  aziendali di societa' quotate, l'incapacita'
temporanea  ad  assumere  incarichi  di  amministrazione, direzione e
controllo  nell'ambito di societa' quotate e di societa' appartenenti
al medesimo gruppo di societa' quotate.
  2.  La  sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 1 ha una
durata non inferiore a due mesi e non superiore a tre anni.
  3.   Con   il   provvedimento   di   applicazione   delle  sanzioni
amministrative  pecuniarie  previste  dal  presente  capo  la CONSOB,
tenuto conto della gravita' della violazione e del grado della colpa,
puo'  intimare  ai  soggetti abilitati, alle societa' di gestione del
mercato,  agli  emittenti quotati e alle societa' di revisione di non
avvalersi,  nell'esercizio  della  propria attivita' e per un periodo
non  superiore a tre anni, dell'autore della violazione, e richiedere
ai  competenti  ordini  professionali  la  temporanea sospensione del
soggetto    iscritto    all'ordine    dall'esercizio   dell'attivita'
professionale. ))

	        
	      
                       Art. 187-quinquies (11)
                   (( Responsabilita' dell'ente ))

  ((  1.  L'ente  e'  responsabile  del  pagamento  di una somma pari
all'importo  della  sanzione amministrativa irrogata per gli illeciti
di cui al presente capo commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
    a)  da  persone  che  rivestono  funzioni  di  rappresentanza, di
amministrazione  o  di  direzione  dell'ente  o  di  una  sua  unita'
organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale nonche' da
persone  che  esercitano,  anche di fatto, la gestione e il controllo
dello stesso;
    b)  da  persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno
dei soggetti di cui alla lettera a).
  2.  Se,  in seguito alla commissione degli illeciti di cui al comma
1,  il  prodotto  o  il profitto conseguito dall'ente e' di rilevante
entita',  la sanzione e' aumentata fino a dieci volte tale prodotto o
profitto.
  3.  L'ente  non e' responsabile se dimostra che le persone indicate
nel  comma  1  hanno agito esclusivamente nell'interesse proprio o di
terzi.
  4.  In  relazione  agli illeciti di cui al comma 1 si applicano, in
quanto compatibili, gli articoli 6, 7, 8 e 12 del decreto legislativo
8  giugno  2001,  n.  231.  Il  Ministero  della giustizia formula le
osservazioni  di  cui all'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno
2001,  n. 231, sentita la CONSOB, con riguardo agli illeciti previsti
dal presente titolo. ))

	        
	      
                        Art. 187-sexies (11)
                           (( Confisca ))

  ((  1.  L'applicazione  delle  sanzioni  amministrative  pecuniarie
previste  dal presente capo importa sempre la confisca del prodotto o
del profitto dell'illecito e dei beni utilizzati per commetterlo.
  2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma
1,  la  stessa  puo'  avere  ad oggetto somme di denaro, beni o altre
utilita' di valore equivalente.
  3.  In nessun caso puo' essere disposta la confisca di beni che non
appartengono  ad  una  delle  persone  cui  e'  applicata la sanzione
amministrativa pecuniaria. ))

	        
	      
                     Art. 187-septies (11) (25)
                       Procedura sanzionatoria

  1.  Le  sanzioni  amministrative  previste  dal  presente capo sono
applicate   dalla   CONSOB   con   provvedimento   motivato,   previa
contestazione  degli  addebiti  agli  interessati (( , da effettuarsi
entro    centottanta    giorni    dall'accertamento    ovvero   entro
trecentosessanta  giorni  se  l'interessato  risiede  o  ha  la  sede
all'estero,))   e  valutate  le  deduzioni  da  essi  presentate  nei
successivi  trenta  giorni.  Nello  stesso  termine  gli  interessati
possono altresi' chiedere di essere sentiti personalmente.
  2.   Il  procedimento  sanzionatorio  e'  retto  dai  principi  del
contraddittorio,   della  conoscenza  degli  atti  istruttori,  della
verbalizzazione  nonche' della distinzione tra funzioni istruttorie e
funzioni decisorie.
  3.  Il  provvedimento  di applicazione delle sanzioni e' pubblicato
per  estratto nel Bollettino della CONSOB. Avuto riguardo alla natura
delle   violazioni   e  degli  interessi  coinvolti,  possono  essere
stabilite  dalla  CONSOB  modalita' ulteriori per dare pubblicita' al
provvedimento,  ponendo  le relative spese a carico dell'autore della
violazione. La CONSOB, anche dietro richiesta degli interessati, puo'
differire ovvero escludere, in tutto o in parte, la pubblicazione del
provvedimento, quando da questa possa derivare grave pregiudizio alla
integrita'   del  mercato  ovvero  questa  possa  arrecare  un  danno
sproporzionato alle parti coinvolte.
  4. Avverso il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste
dal presente capo puo' proporsi, nel termine di sessanta giorni dalla
comunicazione,  ricorso in opposizione alla corte d'appello nella cui
circoscrizione  e'  la  sede legale o la residenza dell'opponente. Se
l'opponente  non  ha  la  sede  legale o la residenza nello Stato, e'
competente  la  corte d'appello del luogo in cui e' stata commessa la
violazione.   Quando  tali  criteri  non  risultano  applicabili,  e'
competente  la  corte  d'appello  di  Roma.  Il  ricorso  deve essere
notificato alla CONSOB e depositato presso la cancelleria della corte
d'appello nel termine di trenta giorni dalla notificazione.
  5.  L'opposizione  non  sospende l'esecuzione del provvedimento. La
corte   d'appello,  se  ricorrono  gravi  motivi,  puo'  disporre  la
sospensione con decreto motivato.
  6.  Il  giudizio  di  opposizione  si  svolge  nelle forme previste
dall'articolo  23  della  legge  24  novembre 1981, n. 689, in quanto
compatibili.
  7. Copia della sentenza e' trasmessa a cura della cancelleria della
corte  d'appello alla CONSOB ai fini della pubblicazione per estratto
nel Bollettino di quest'ultima.
  8.  Alle  sanzioni  amministrative pecuniarie previste dal presente
capo  non  si  applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n.
689.

	        
	      
                      Art. 187-octies (11) (25)
                         Poteri della CONSOB

  1.  La  CONSOB vigila sulla osservanza delle disposizioni di cui al
presente   titolo  e  di  tutte  le  altre  disposizioni  emanate  in
attuazione della direttiva 2003/6/CE.
  2. La CONSOB compie tutti gli atti necessari all'accertamento delle
violazioni  delle disposizioni di cui al presente titolo, utilizzando
i poteri ad essa attribuiti dal presente decreto.
  3.  La CONSOB puo' nei confronti di chiunque possa essere informato
sui fatti:
a) richiedere   notizie,  dati  o  documenti  sotto  qualsiasi  forma
   stabilendo il termine per la relativa comunicazione;
b) richiedere  le  registrazioni  telefoniche esistenti stabilendo il
   termine per la relativa comunicazione;
c) procedere ad audizione personale;
d) procedere  al  sequestro  dei  beni che possono formare oggetto di
   confisca ai sensi dell' articolo 187-sexies;
e) procedere ad ispezioni;
f) procedere  a  perquisizioni nei modi previsti dall'articolo 33 del
   decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
   e  dall'articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26
   ottobre 1972, n. 633.
  4. La CONSOB puo' altresi':
a) avvalersi  della  collaborazione  delle pubbliche amministrazioni,
   richiedendo  la  comunicazione  di  dati  ed informazioni anche in
   deroga  ai  divieti  di  cui all'articolo 25, comma 1, del decreto
   legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  ed  accedere  al sistema
   informativo dell'anagrafe tributaria secondo le modalita' previste
   dagli  articoli  2 e 3, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio
   1991, n. 212;
b) chiedere  l'acquisizione  presso il fornitore dei dati relativi al
   traffico di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
c) richiedere  la  comunicazione di dati personali anche in deroga ai
   divieti  di  cui all'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo
   30 giugno 2003, n. 196;
d) avvalersi,  ove  necessario,  dei dati contenuti nell'anagrafe dei
   conti  e dei depositi di cui all'articolo 20, comma 4, della legge
   30   dicembre   1991,   n.  413,  secondo  le  modalita'  indicate
   dall'articolo  3,  comma 4, lettera b), del decreto-legge 3 maggio
   1991,  n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio
   1991,  n.  197, nonche' acquisire anche mediante accesso diretto i
   dati   contenuti   nell'archivio   indicato  all'articolo  13  del
   decreto-legge   15   dicembre   1979,   n.  625,  convertito,  con
   modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15;
e) accedere  direttamente,  mediante apposita connessione telematica,
   ai  dati contenuti nella Centrale dei rischi della Banca d'Italia,
   di  cui  alla  deliberazione del Comitato interministeriale per il
   credito  e  il  risparmio  del  29  marzo  1994,  pubblicata nella
   Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 1994.
(( e-bis)  avvalersi,  ove  necessario,  anche  mediante  connessione
   telematica, dei dati contenuti nell'apposita sezione dell'anagrafe
   tributaria  di  cui  all'articolo  7, sesto comma, del decreto del
   Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.))
  5.  I  poteri  di  cui  al  comma 3, lettere d) e f), e al comma 4,
lettera  b),  sono  esercitati  previa autorizzazione del procuratore
della Repubblica. Detta autorizzazione e' necessaria anche in caso di
esercizio  dei poteri di cui al comma 3, lettere b) ed e), e al comma
4,  lettera  c),  nei  confronti  di  soggetti  diversi  dai soggetti
abilitati, dai soggetti indicati nell'articolo 114, commi 1, 2 e 8, e
dagli altri soggetti vigilati ai sensi del presente decreto.
  6.  Qualora  sussistano elementi che facciano presumere l'esistenza
di  violazioni delle norme del presente titolo, la CONSOB puo' in via
cautelare ordinare di porre termine alle relative condotte.
  7.  E' fatta salva l'applicazione delle disposizioni degli articoli
199,  200,  201,  202 e 203 del codice di procedura penale, in quanto
compatibili.
  8.  Nei  casi  previsti  dai commi 3, lettere c), d), e) e f), e 12
viene   redatto  processo  verbale  dei  dati  e  delle  informazioni
acquisite  o  dei  fatti  accertati,  dei  sequestri eseguiti e delle
dichiarazioni rese dagli interessati, i quali sono invitati a firmare
il processo verbale e hanno diritto di averne copia.
  9. Quando si e' proceduto a sequestro ai sensi del comma 3, lettera
d), gli interessati possono proporre opposizione alla CONSOB.
  10.  Sull'opposizione  la  decisione  e' adottata con provvedimento
motivato  emesso  entro  il  trentesimo  giorno  successivo  alla sua
proposizione.
  11.  I  valori  sequestrati  devono  essere  restituiti agli aventi
diritto quando:
a) e' deceduto l'autore della violazione;
b) viene   provato   che  gli  aventi  diritto  sono  terzi  estranei
   all'illecito;
c) l'atto  di  contestazione  degli  addebiti  non  e' notificato nei
   termini  prescritti dall'articolo 14 della legge 24 novembre 1981,
   n. 689;
d) la sanzione amministrativa pecuniaria non e' stata applicata entro
   il termine di due anni dall'accertamento della violazione.
  12. Nell'esercizio dei poteri previsti dai commi 2, 3 e 4 la CONSOB
puo'  avvalersi  della Guardia di finanza che esegue gli accertamenti
richiesti  agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini
dell'accertamento  dell'imposta  sul  valore aggiunto e delle imposte
sui redditi.
  13.  Tutte  le  notizie,  le  informazioni e i dati acquisiti dalla
Guardia  di  finanza nell'assolvimento dei compiti previsti dal comma
12  sono  coperti  dal  segreto  d'ufficio  e vengono, senza indugio,
comunicati esclusivamente alla CONSOB.
  14.   Il  provvedimento  della  CONSOB  che  infligge  la  sanzione
pecuniaria  ha  efficacia di titolo esecutivo. Decorso inutilmente il
termine  fissato  per  il  pagamento, la CONSOB procede alla esazione
delle  somme  dovute  in base alle norme previste per la riscossione,
mediante  ruolo,  delle entrate dello Stato, degli enti territoriali,
degli enti pubblici e previdenziali.
  15.   Quando   l'autore   della  violazione  esercita  un'attivita'
professionale, il provvedimento che infligge la sanzione e' trasmesso
al competente ordine professionale.

	        
	      
                        Art. 187-novies (11)
                      (( Operazioni sospette ))

  (( 1. I soggetti abilitati, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo
unico  nazionale  e  le  societa'  di  gestione  del  mercato  devono
segnalare  senza  indugio  alla  CONSOB  le operazioni che, in base a
ragionevoli  motivi,  possono  ritenersi  configurare  una violazione
delle  disposizioni  di cui al presente titolo. La CONSOB stabilisce,
con  regolamento, le categorie di soggetti tenuti a tale obbligo, gli
elementi  e  le  circostanze  da  prendere  in  considerazione per la
valutazione   dei   comportamenti   idonei  a  costituire  operazioni
sospette, nonche' le modalita' e i termini di tali segnalazioni. ))

	        
	      
                        Art. 187-decies (11)
                 (( Rapporti con la magistratura ))

  ((  1.  Quando  ha notizia di uno dei reati previsti dal capo II il
pubblico  ministero  ne  informa  senza  ritardo  il Presidente della
CONSOB.
  2.  Il Presidente della CONSOB trasmette al pubblico ministero, con
una  relazione motivata, la documentazione raccolta nello svolgimento
dell'attivita'  di accertamento nel caso in cui emergano elementi che
facciano  presumere  la  esistenza di un reato. La trasmissione degli
atti   al  pubblico  ministero  avviene  al  piu'  tardi  al  termine
dell'attivita' di accertamento delle violazioni delle disposizioni di
cui al presente titolo, capo III.
  3.  La CONSOB e l'autorita' giudiziaria collaborano tra loro, anche
mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare l'accertamento
delle  violazioni  di  cui al presente titolo anche quando queste non
costituiscono  reato.  A  tale  fine  la  CONSOB  puo'  utilizzare  i
documenti, i dati e le notizie acquisiti dalla Guardia di finanza nei
modi  e  con  le  forme  previsti  dall'articolo 63, primo comma, del
decreto  del  Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e
dall'articolo  33,  terzo  comma,  del  decreto  del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. ))

	        
	      
                       Art. 187-undecies (11)
         (( Facolta' della CONSOB nel procedimento penale ))

  ((  1.  Nei  procedimenti per i reati previsti dagli articoli 184 e
185, la CONSOB esercita i diritti e le facolta' attribuiti dal codice
di  procedura penale agli enti e alle associazioni rappresentativi di
interessi lesi dal reato.
  2.  La  CONSOB puo' costituirsi parte civile e richiedere, a titolo
di  riparazione  dei  danni  cagionati  dal  reato all'integrita' del
mercato,  una somma determinata dal giudice, anche in via equitativa,
tenendo  comunque  conto  dell'offensivita' del fatto, delle qualita'
personali  del  colpevole  e dell'entita' del prodotto o del profitto
conseguito dal reato. ))

	        
	      
                       Art. 187-duodecies (11)
                (( Rapporti tra procedimento penale e
           procedimento amministrativo e di opposizione ))

  ((   1.   Il  procedimento  amministrativo  di  accertamento  e  il
procedimento  di  opposizione  di  cui  all'articolo  187-septies non
possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente
ad  oggetto  i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la
relativa definizione. ))

	        
	      
                    Art. 187-terdecies (11) (13)
              Esecuzione delle pene pecuniarie e delle
               sanzioni pecuniarie nel processo penale

  1. Quando per lo stesso fatto e' stata applicata a carico del reo o
dell'ente   una   sanzione  amministrativa  pecuniaria  ai  sensi  ((
dell'articolo  187-septies  )),  la  esazione della pena pecuniaria e
della  sanzione pecuniaria dipendente da reato e' limitata alla parte
eccedente quella riscossa dall'Autorita' amministrativa.

	        
	      
                     Art. 187-quaterdecies (11)
                     (( Procedure consultive ))

  ((  1.  La CONSOB definisce entro dodici mesi dalla data di entrata
in  vigore  della  presente disposizione, con proprio regolamento, le
modalita'  e i tempi delle procedure consultive da attivare, mediante
costituzione  di  un  Comitato,  con  organismi  rappresentativi  dei
consumatori  e  dei  prestatori  di  servizi finanziari e degli altri
soggetti  vigilati,  in  occasione  delle  modifiche regolamentari in
materia  di  abusi  di  mercato  e  in altre materie rientranti nelle
proprie competenze istituzionali. ))

	        
	      
                      Art. 187-quinquiesdecies
        (( Tutela dell'attivita' di vigilanza della CONSOB ))

  (( 1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2638 del codice civile,
chiunque non ottempera nei termini alle richieste della CONSOB ovvero
ritarda  l'esercizio  delle  sue  funzioni  e' punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro diecimila ad euro duecentomila. ))

	        
	      
PARTE V
SANZIONI
TITOLO II
SANZIONI AMMINISTRATIVE
                          Art. 188 (5) (18)
                       Abuso di denominazione

  1.  L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o
comunicazione rivolta al pubblico, delle parole: "SIM" o "societa' di
intermediazione  mobiliare"  o  "impresa  di  investimento";  "SGR" o
"societa'   di  gestione  del  risparmio";  "SICAV"  o  "societa'  di
investimento   a  capitale  variabile";  ovvero  di  altre  parole  o
locuzioni,  anche  in  lingua  straniera,  idonee a trarre in inganno
sulla   legittimazione  allo  svolgimento  dei  servizi  ((  o  delle
attivita'  ))  di  investimento o del servizio di gestione collettiva
del  risparmio  e' vietato a soggetti diversi, rispettivamente, dalle
imprese  di  investimento, dalle societa' di gestione del risparmio e
dalle  SICAV.  Chiunque contravviene al divieto previsto dal presente
articolo  e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro
cinquecentosedici a euro diecimilatrecentoventinove.
  2.  Alla  sanzione  amministrativa pecuniaria prevista dal presente
articolo  non  si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981,
n. 689.

	        
	      
                            Art. 189 (8)
                     Partecipazioni al capitale

  1.  L'omissione  delle  comunicazioni  previste  dagli articoli 15,
commi  1  e  3,  61, comma 6, e 80, comma 7, e di quelle richieste ai
sensi  dell'articolo  17  e'  punita  con  la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire dieci milioni a lire cento milioni.
  ((  2.  La  stessa  sanzione  si  applica in caso di violazione dei
divieti  di  esercizio  dei diritti ed in caso di inadempimento degli
obblighi  di alienazione previsti dagli articoli 14, commi 4 e 7, 16,
commi 1, 2 e 4, 61, comma 7, e 80, comma 8. ))

	        
	      
                              Art. 190
  ((Altre sanzioni amministrative pecuniarie in tema di disciplina
   degli intermediari, dei mercati e della gestione accentrata di
                       strumenti finanziari))

  1.  I  soggetti  che  svolgono  funzioni  di  amministrazione  o di
direzione  e  i  dipendenti di societa' o enti abilitati, i quali non
osservano  le disposizioni previste dagli articoli 6; 7, commi 2 e 3;
8,  comma 1; 9; 10; 12; 13, comma 2; 21; 22; 24, comma 1; 25; 25-bis,
commi  1  e  2; 27, commi 3 e 4; 28, comma 3; 30, commi 3, 4 e 5; 31,
commi  1, 2, 5, 6 e 7; 32, comma 2; 36, commi 2, 3, 4, 6 e 7; 37; 38,
commi 3 e 4; 39, commi 1 e 2; 40, comma 1; 41, commi 2 e 3; 42, commi
2,  3,  4,  6,  7 e 8; 43, commi 7 e 8; 50, comma 1; 65 ; 79-bis; 187
nonies  , ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla
Banca  d'Italia  o  dalla  CONSOB  in base ai medesimi articoli, sono
puniti   con   la   sanzione   amministrativa   pecuniaria   da  euro
duemilacinquecento  a euro duecentocinquantamila . La stessa sanzione
si  applica  nel caso di violazione dell'articolo 18, comma 1, ovvero
in  caso  di  esercizio dell'attivita' di consulente finanziario o di
promotore  finanziario  in assenza dell'iscrizione negli albi di cui,
rispettivamente, agli articoli 18-bis e 31.
  2. La stessa sanzione si applica:
    a)  ai  soggetti  che  svolgono  funzioni di amministrazione o di
direzione e ai dipendenti delle societa' di gestione del mercato, nel
caso  di  inosservanza  delle  disposizioni  previste  dal capo I del
titolo I della parte III e di quelle emanate in base ad esse;
    b)  ai  soggetti  che  svolgono  funzioni di amministrazione o di
direzione  e ai dipendenti delle societa' di gestione accentrata, nel
caso  di inosservanza delle disposizioni previste dal titolo II della
parte III e di quelle emanate in base ad esse;
  ((b-bis)  ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di
direzione  degli  intermediari  indicati  nell'articolo 79-quater per
inosservanza  delle disposizioni di cui all'articolo 83-novies, comma
1, lettere c) d), e) ed f), 83-duodecies, e di quelle emanate in base
ad esse;))
    c)  agli  organizzatori e agli operatori dei sistemi di scambi di
fondi  interbancari, ai soggetti che gestiscono sistemi multilaterali
di  negoziazione  ed  agli  internalizzatori sistematici, nel caso di
inosservanza  delle  disposizioni  previste  dai capi II e II-bis del
titolo I della parte III e di quelle emanate in base ad esse;
    d) ai soggetti che gestiscono sistemi indicati negli articoli 68,
69,  comma  2,  e  70 o che svolgono funzioni di amministrazione o di
direzione della societa' indicata nell'articolo 69, comma 1, nel caso
di inosservanza delle disposizioni previste dagli articoli 68, 69, 70
70-bis e 77, comma 1, e di quelle applicative delle medesime;
    d-bis)  ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di
direzione e ai dipendenti delle imprese di assicurazione, nel caso in
cui  non  osservino  le  disposizioni  previste dall'articolo 25-bis,
commi 1 e 2 , e quelle emanate in base ad esse;
    d-ter)  agli  operatori  ammessi  alle  negoziazioni  nei mercati
regolamentati  in  caso  di  inosservanza delle disposizioni previste
dall'articolo 25, comma 3.
    d-quater)  ai  membri dell'organismo dei consulenti finanziari in
caso di inosservanza delle disposizioni previste dall'articolo 18-bis
e di quelle emanate in base ad esso;
    d-quinquies) ai membri dell'organismo dei promotori finanziari in
caso  di  inosservanza delle disposizioni previste dall'articolo 31 e
di quelle emanate in base ad esso.
  ((d-sexies)  ai  soggetti  che svolgono funzioni di amministrazione
degli  emittenti  azioni  in  caso di inosservanza di quanto previsto
dall'articolo 83-undecies, comma 1.))
  3.  Le  sanzioni  previste  dai  commi  1 e 2 si applicano anche ai
soggetti  che  svolgono  funzioni di controllo nelle societa' o negli
enti  ivi  indicati, i quali abbiano violato le disposizioni indicate
nei  medesimi commi o non abbiano vigilato, in conformita' dei doveri
inerenti  al  loro  ufficio,  affinche'  le  disposizioni  stesse non
fossero  da  altri violate. La stessa sanzione si applica nel caso di
violazione  delle disposizioni previste dall'articolo 8, commi da 2 a
6.
  3-bis.   I  soggetti  che  svolgono  funzioni  di  amministrazione,
direzione  o  controllo nei soggetti abilitati, i quali non osservano
le  disposizioni  previste  dall'articolo  6,  comma 2-bis, ovvero le
disposizioni generali o particolari emanate in base al medesimo comma
dalla  Banca  d'Italia,  sono  puniti  con la sanzione amministrativa
pecuniaria da cinquantamila euro a cinquecentomila euro.
  4.  Alle  sanzioni  amministrative pecuniarie previste dal presente
articolo  non  si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981,
n. 689.

	        
	      
                         Art. 191 (12) (17)
      (( Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita ))

  ((  1. Chiunque effettua un'offerta al pubblico in violazione degli
articoli  94,  comma  1  e  98-ter, comma 1 e' punito con la sanzione
amministrativa  pecuniaria  di importo non inferiore ad un quarto del
controvalore   offerto   e  fino  ad  un  massimo  di  due  volte  il
controvalore  stesso  e,  ove  quest'ultimo non sia determinabile, di
importo minimo di centomila euro e massimo di duemilioni di euro.
  2.  Chiunque  viola  gli articoli 94, commi 2, 3, 5, 6 e 7, 96, 97,
98-ter,  commi 2 e 3, 101, ovvero le relative disposizioni generali o
particolari emanate dalla Consob ai sensi degli articoli 95, commi 1,
2  e  4,  97, comma 2, 98-quater, 98-quinquies, comma 2, 99, comma 1,
lettere  a),  b),  c)  e d), e' punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro.
  3. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste
dal   comma  1,  importa  la  perdita  temporanea  dei  requisiti  di
onorabilita'   previsti   dal  presente  decreto  per  gli  esponenti
aziendali dei soggetti abilitati e per i promotori finanziari nonche'
l'incapacita'  temporanea  ad  assumere incarichi di amministrazione,
direzione  e  controllo nell'ambito di societa' aventi titoli quotati
nei  mercati  regolamentati  o  diffusi  tra  il  pubblico in maniera
rilevante  e di societa' appartenenti al medesimo gruppo. La sanzione
amministrativa  accessoria  ha  durata non inferiore a due mesi e non
superiore a tre anni.
  4.  La  Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell'articolo 195, le
misure  e  le sanzioni applicate per la violazione delle disposizioni
richiamate   nel   presente   articolo,  salvo  il  caso  in  cui  la
pubblicazione  possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un
danno sproporzionato alle parti coinvolte.
  5.  Alle  sanzioni  amministrative pecuniarie previste dal presente
articolo  non  si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981,
n. 689. ))

	        
	      
                          Art. 192 (20)(26)
             Offerte pubbliche di acquisto o di scambio

  1.  Chiunque  viola  l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di
acquisto o di scambio ovvero effettua un'offerta pubblica di acquisto
o  di  scambio  in  violazione  delle disposizioni dell'articolo 102,
commi  1, 3 e 6 , e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
di  importo  non inferiore ad euro venticinquemila e non superiore al
corrispettivo   complessivamente  dovuto  dall'offerente  ovvero  che
sarebbe  stato  complessivamente  dovuto  dall'offerente se l'offerta
fosse stata promossa. .
  2. La sanzione indicata nel comma 1 si applica a chi:
a) non   rispetta  le  indicazioni  fornite  dalla  CONSOB  ai  sensi
   dell'articolo  102,  comma  4  ,  ovvero viola le disposizioni dei
   regolamenti   emanati   a  norma  dell'articolo  102,  comma  1  e
   dell'articolo 103, comma 4 ;
(( a-bis)  viola  le  disposizioni di cui all'articolo 103, commi 3 e
   3-bis;
a-ter)  viola le disposizioni relative all'obbligo di acquisto di cui
   all'articolo  108,  commi  1 e 2 e le disposizioni del regolamento
   emanato a norma dell'articolo 108, comma 7; ))
b) esercita  il  diritto  di  voto  in  violazione delle disposizioni
   dell'articolo 110.
b-bis) viola l'obbligo di cui all'articolo 110, comma 1-bis.
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 SETTEMBRE 2009, N. 146 )).

	        
	      
                     Art. 192-bis (12) (13) (21)
              (( Informazioni sul governo societario ))

  1.  Salvo  che  il  fatto  costituisca reato, gli amministratori, i
componenti  degli  organi  di  controllo  e  i  direttori generali di
societa'  quotate  nei  mercati  regolamentati  i  quali  omettono le
comunicazioni  prescritte  (( dall'articolo 123-bis, comma 2, lettera
a)  ))  sono  puniti  con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria da
diecimila  a  trecentomila  euro.  Il  provvedimento sanzionatorio e'
pubblicato,  a  spese  degli stessi, su almeno due quotidiani, di cui
uno economico, aventi diffusione nazionale.

	        
	      
                          Art. 192-ter (17)
                 (( Ammissione alle negoziazioni ))

  ((  1.  L'emittente  o  la  persona  che  chiede  l'ammissione alle
negoziazioni  che viola le disposizioni contenute negli articoli 113,
commi  2, 3, lettere a), d) e f), 4 e 113-bis, commi 1, 2, lettere a)
e b) e 4, ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla
Consob  in  base  ai  medesimi  articoli,  e'  punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro.
  2.  La  Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell'articolo 195, le
misure  e  le sanzioni applicate per la violazione delle disposizioni
richiamate   nel   presente   articolo,  salvo  il  caso  in  cui  la
pubblicazione  possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un
danno sproporzionato alle parti coinvolte.
  3.  Alle  sanzioni  amministrative pecuniarie previste dal presente
articolo  non  si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981,
n. 689. ))

	        
	      
                              Art. 193.
           ((Informazione societaria e doveri dei sindaci,
               dei revisori legali e delle societa' di
                         revisione legale))

  1.  Nei  confronti  di  societa',  enti  o  associazioni  tenuti  a
effettuare  le  comunicazioni  previste  dagli articoli 114, 114-bis,
115,  154-bis  e 154-ter o soggetti agli obblighi di cui all'articolo
115-bis  e'  applicabile  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria da
cinquemila   a   cinquecentomila   euro   per   l'inosservanza  delle
disposizioni  degli  articoli  medesimi o delle relative disposizioni
applicative.  Se  le comunicazioni sono dovute da una persona fisica,
in  caso  di  violazione  la  sanzione  si  applica  nei confronti di
quest'ultima.
  1-bis. Alla stessa sanzione di cui al comma 1 soggiacciono coloro i
quali  esercitano  funzioni  di  amministrazione,  di  direzione e di
controllo  presso  le  societa'  e gli enti che svolgono le attivita'
indicate all'articolo 114, commi 8 e 11, nonche' i loro dipendenti, e
i   soggetti   indicati  nell'articolo  114,  comma  7,  in  caso  di
inosservanza  delle  disposizioni  ivi  previste nonche' di quelle di
attuazione emanate dalla CONSOB.
  1-ter.  La stessa sanzione di cui al comma 1 e' applicabile in caso
di  inosservanza delle disposizioni previste dall'articolo 114, commi
8  e  11,  nonche'  di quelle di attuazione emanate dalla CONSOB, nei
confronti  della  persona fisica che svolge le attivita' indicate nel
comma  1-bis  e,  quando  non  ricorra la causa di esenzione prevista
dall'articolo  114,  comma 10, nei confronti della persona fisica che
svolge l'attivita' di giornalista.
  1-quater.  La  stessa sanzione di cui al comma 1 e' applicabile, in
caso  di  inosservanza delle disposizioni di attuazione emanate dalla
Consob  ai sensi dell'articolo 113-ter, comma 5, lettere b) e c), nei
confronti  dei  soggetti  autorizzati  dalla Consob all'esercizio del
servizio   di   diffusione   e   di   stoccaggio  delle  informazioni
regolamentate.
  2. L'omissione delle comunicazioni delle partecipazioni rilevanti e
dei  patti  parasociali previste, rispettivamente dagli articoli 120,
commi  2,  2-bis, 3 e 4, e 122, commi 1, 2 e 5, nonche' la violazione
dei divieti previsti dagli articoli 120, comma 5, 121, commi 1 e 3, e
122,  comma  4, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria
da  euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. Il ritardo
nelle  comunicazioni  previste dall'articolo 120, commi 2, 2-bis, 3 e
4, non superiore a due mesi, e' punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro cinquemila a euro cinquecentomila.
  3. La sanzione indicata nel comma 2 si applica:
a) ai   componenti   del   collegio   sindacale,   del  consiglio  di
   sorveglianza  e  del  comitato per il controllo sulla gestione che
   commettono  irregolarita'  nell'adempimento  dei  doveri  previsti
   dall'articolo  149, commi 1, 4-bis, primo periodo, e 4-ter, ovvero
   omettono le comunicazioni previste dall'articolo 149, comma 3;
b) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
  3-bis.  Salvo  che  il  fatto costituisca reato, i componenti degli
organi  di  controllo,  i  quali  omettano  di  eseguire  nei termini
prescritti  le  comunicazioni  di  cui all'articolo 148-bis, comma 2,
sono  puniti  con la sanzione amministrativa in misura pari al doppio
della  retribuzione  annuale prevista per l'incarico relativamente al
quale   e'  stata  omessa  la  comunicazione.  Con  il  provvedimento
sanzionatorio e' dichiarata altresi' la decadenza dall'incarico.

	        
	      
                          Art. 193-bis (12)
          ((Rapporti con societa' estere aventi sede legale
      in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria))

  ((1.  Coloro che sottoscrivono il bilancio della societa' estera di
cui  all'articolo 165-quater, comma 2, le relazioni e i pareri di cui
agli  articoli  165-quater,  commi  2  e 3, 165-quinquies, comma 1, e
165-sexies,  comma  1,  e coloro che esercitano la revisione ai sensi
dell'articolo  165-quater,  comma  4, sono soggetti a responsabilita'
civile,  penale e amministrativa secondo quanto previsto in relazione
al bilancio delle societa' italiane.
  2.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  la violazione degli
obblighi  derivanti  dall'esercizio dei poteri attribuiti alla CONSOB
dall'articolo  165-septies,  comma  1,  e'  punita  con  la  sanzione
amministrativa pecuniaria prevista dall'articolo 193, comma 1))

	        
	      
                              Art. 194
                           Deleghe di voto

  1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N.27))
((2.  Il promotore di una sollecitazione di deleghe di voto che viola
le  norme  degli  articoli 138, 142, commi 1 e 2, 144, comma 4, e del
regolamento emanato a norma dell'articolo 144, comma 1, e' punito con
la  sanzione amministrativa pecuniaria da euro venticinquemila a euro
cinquecentomila.))
((2-bis. La sanzione prevista al comma 2 si applica al rappresentante
designato  dalla  societa'  con  azioni  quotate che viola l'articolo
135-undecies, comma 4.))

	        
	      
                     Art. 195 (8) (11) (18) (25)
                       Procedura sanzionatoria

  1.   Salvo   quanto   previsto   dall'articolo   196,  le  sanzioni
amministrative  previste  nel  presente  titolo  sono applicate dalla
Banca  d'Italia o dalla CONSOB, secondo le rispettive competenze, con
provvedimento  motivato,  previa  contestazione  degli  addebiti agli
interessati    ,    da    effettuarsi    entro   centottanta   giorni
dall'accertamento    ovvero    entro   trecentosessanta   giorni   se
l'interessato  risiede  o  ha  la  sede  all'estero,  e  valutate  le
deduzioni dagli stessi presentate nei successivi trenta giorni.
  2.   Il  procedimento  sanzionatorio  e'  retto  dai  principi  del
contraddittorio,   della  conoscenza  degli  atti  istruttori,  della
verbalizzazione  nonche' della distinzione tra funzioni istruttorie e
funzioni decisorie.
  3.  Il  provvedimento  di applicazione delle sanzioni e' pubblicato
per  estratto  nel Bollettino della Banca d'Italia o della CONSOB. La
Banca   d'Italia  o  la  CONSOB,  tenuto  conto  della  natura  della
violazione  e  degli interessi coinvolti, possono stabilire modalita'
ulteriori  per dare pubblicita' al provvedimento, ponendo le relative
spese  a  carico  dell'autore  della violazione , ovvero escludere la
pubblicita'   del  provvedimento,  quando  la  stessa  possa  mettere
gravemente  a  rischio  i  mercati  finanziari  o  arrecare  un danno
sproporzionato alle parti.
  4. Avverso il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste
dal  presente  titolo e' ammessa opposizione alla corte d'appello del
luogo  in  cui  ha  ((  sede  la  societa' o l'ente cui appartiene ))
l'autore  della  violazione ovvero, nei casi in cui tale criterio non
sia  applicabile,  del  luogo in cui la violazione e' stata commessa.
L'opposizione deve essere notificata all'Autorita' che ha adottato il
provvedimento  entro  trenta  giorni  dalla  sua comunicazione e deve
essere  depositata  presso la cancelleria della corte d'appello entro
trenta giorni dalla notifica.
  5.  L'opposizione  non  sospende l'esecuzione del provvedimento. La
corte   d'appello,  se  ricorrono  gravi  motivi,  puo'  disporre  la
sospensione con decreto motivato.
  6. La corte d'appello, su istanza delle parti, puo' fissare termini
per  la  presentazione  di  memorie  e  documenti, nonche' consentire
l'audizione anche personale delle parti.
  7.   La  corte  d'appello  decide  sull'opposizione  in  camera  di
consiglio, sentito il pubblico ministero, con decreto motivato.
  8.  Copia  del  decreto e' trasmessa a cura della cancelleria della
corte  d'appello  all'Autorita'  che  ha adottato il provvedimento ai
fini   della   pubblicazione,   per   estratto,   nel  Bollettino  di
quest'ultima.
  9.  Le  societa'  e gli enti ai quali appartengono gli autori delle
violazioni  rispondono,  in  solido  con  questi, del pagamento della
sanzione  e  delle  spese di pubblicita' previste dal secondo periodo
del  comma 3 e sono tenuti ad esercitare il diritto di regresso verso
i responsabili.

	        
	      
                            Art. 196 (25)
            Sanzioni applicabili ai promotori finanziari

  1. I promotori finanziari che violano le norme del presente decreto
o  le  disposizioni  generali  o  particolari emanate dalla CONSOB in
forza  di esso, sono puniti, in base alla gravita' della violazione e
tenuto   conto   dell'eventuale  recidiva,  con  una  delle  seguenti
sanzioni:
a) richiamo scritto;
b) sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  lire  un  milione a lire
   cinquanta milioni;
c) sospensione da uno a quattro mesi dall'albo;
d) radiazione dall'albo.
  2.  Le  sanzioni  sono  applicate  dalla  CONSOB  con provvedimento
motivato,  previa  contestazione degli addebiti agli interessati (( ,
da  effettuarsi  entro  centottanta  giorni  dall'accertamento ovvero
entro  trecentosessanta  giorni se l'interessato risiede o ha la sede
all'estero,))e   valutate   le   deduzioni  da  essi  presentate  nei
successivi  trenta  giorni.  Nello  stesso  termine  gli  interessati
possono altresi' chiedere di essere sentiti personalmente.
  3.  Alle  sanzioni  previste  dal presente articolo si applicano le
disposizioni  contenute  nella  legge  24  novembre  1981, n. 689, ad
eccezione dell'articolo 16.
  4.  Le  societa' che si avvalgano dei responsabili delle violazioni
rispondono,   in  solido  con  essi,  del  pagamento  delle  sanzioni
pecuniarie   e   sono  tenute  ad  esercitare  il  regresso  verso  i
responsabili.

	        
	      
Continua
Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
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