DISPOSIZIONI COMUNI

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Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
PARTE I
DISPOSIZIONI COMUNI
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visti  gli  articoli  1, 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52,
recanti  delega al Governo per l'attuazione della direttiva 93/22/CEE
del  10  maggio  1993, relativa ai servizi d'investimento nel settore
dei  valori  mobiliari  e della direttiva 93/6/CEE del 15 marzo 1993,
relativa  all'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento e
degli enti creditizi;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 dicembre 1997;
  Acquisiti  i pareri delle competenti commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 febbraio 1998;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e dei
Ministri  dell'economia  e  delle finanze e di grazia e giustizia, di
concerto  con  i  Ministri  degli affari esteri e dell'industria, del
commercio e dell'artigianato.
                                EMANA
il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1
                             Definizioni

  1. Nel presente decreto legislativo si intendono per:
a) "legge  fallimentare":  il  regio  decreto 16 marzo 1942, n. 267 e
   successive modificazioni;
b) "Testo  Unico  bancario" (T.U. bancario): il decreto legislativo 1
   settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni;
c) "CONSOB": la Commissione nazionale per le societa' e la borsa;
d) "ISVAP": l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e
   di interesse collettivo;
e) "societa'  di intermediazione mobiliare" (SIM): l'impresa, diversa
   dalle  banche e dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco
   previsto  dall'articolo  107  del  T.U.  bancario,  autorizzata  a
   svolgere servizi o attivita' di investimento, avente sede legale e
   direzione generale in Italia;
f) "impresa  di  investimento  comunitaria": l'impresa, diversa dalla
   banca, autorizzata a svolgere servizi o attivita' di investimento,
   avente  sede  legale  e  direzione  generale  in un medesimo Stato
   comunitario, diverso dall'Italia;
g) "impresa  di  investimento  extracomunitaria":  l'impresa, diversa
   dalla  banca,  autorizzata  a  svolgere  servizi  o  attivita'  di
   investimento, avente sede legale in uno Stato extracomunitario;
h) "imprese  di  investimento":  le  SIM e le imprese di investimento
   comunitarie ed extracomunitarie;
i) "societa'  di  investimento  a  capitale  variabile"  (SICAV):  la
   societa'  per  azioni  a  capitale  variabile  con  sede  legale e
   direzione   generale   in  Italia  avente  per  oggetto  esclusivo
   l'investimento   collettivo   del   patrimonio  raccolto  mediante
   l'offerta al pubblico di proprie azioni;
j) "fondo  comune di investimento": il patrimonio autonomo, suddiviso
   in quote, di pertinenza di una pluralita' di partecipanti, gestito
   in  monte;  il  patrimonio  del fondo, sia aperto che chiuso, puo'
   essere raccolto mediante una o piu' emissioni di quote;
k) "fondo aperto": il fondo comune di investimento i cui partecipanti
   hanno  diritto  di chiedere, in qualsiasi tempo, il rimborso delle
   quote  secondo le modalita' previste dalle regole di funzionamento
   del fondo;
l) "fondo  chiuso": il fondo comune di investimento in cui il diritto
   al  rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a
   scadenze predeterminate;
m) "organismi  di  investimento  collettivo  del risparmio" (OICR): i
   fondi comuni di investimento e le SICAV;
n) "gestione  collettiva  del risparmio": il servizio che si realizza
   attraverso:
   1)  la  promozione,  istituzione  e organizzazione di fondi comuni
   d'investimento    e   l'amministrazione   dei   rapporti   con   i
   partecipanti;
   2)  la  gestione  del  patrimonio  di  OICR,  di  propria o altrui
   istituzione,  mediante  l'investimento avente ad oggetto strumenti
   finanziari, crediti, o altri beni mobili o immobili;
o) "societa' di gestione del risparmio" (SGR): la societa' per azioni
   con  sede  legale  e  direzione  generale  in Italia autorizzata a
   prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio;
o-bis)  "societa'  di  gestione  armonizzata":  la  societa' con sede
   legale   e   direzione   generale  in  uno  Stato  membro  diverso
   dall'Italia,  autorizzata  ai  sensi della direttiva in materia di
   organismi  di  investimento  collettivo, a prestare il servizio di
   gestione collettiva del risparmio;
p) "societa'  promotrice":  la  SGR  che  svolge l'attivita' indicata
   nella lettera n), numero 1);
q) "gestore":  la  SGR  che svolge l'attivita' indicata nella lettera
   n), numero 2);
r) "soggetti   abilitati":   le   SIM,  le  imprese  di  investimento
   comunitarie  con  succursale in Italia, le imprese di investimento
   extracomunitarie,  le SGR, le societa' di gestione armonizzate, le
   SICAV  nonche'  gli  intermediari  finanziari iscritti nell'elenco
   previsto  dall'articolo  107  del testo unico bancario e le banche
   italiane,  le  banche  comunitarie  con  succursale in Italia e le
   banche  extracomunitarie,  autorizzate all'esercizio dei servizi o
   delle attivita' di investimento;
s) "servizi  ammessi  al  mutuo  riconoscimento":  le  attivita'  e i
   servizi  elencati  nelle  sezioni  A e B della tabella allegata al
   presente decreto, autorizzati nello Stato comunitario di origine;
t) "offerta  al  pubblico di prodotti finanziari": ogni comunicazione
   rivolta  a  persone, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, che
   presenti  sufficienti informazioni sulle condizioni dell'offerta e
   dei prodotti finanziari offerti cosi' da mettere un investitore in
   grado  di  decidere di acquistare o di sottoscrivere tali prodotti
   finanziari, incluso il collocamento tramite soggetti abilitati;
u) "prodotti finanziari": gli strumenti finanziari e ogni altra forma
   di  investimento di natura finanziaria; non costituiscono prodotti
   finanziari  i  depositi  bancari  o  postali  non rappresentati da
   strumenti finanziari;
v) "offerta  pubblica di acquisto o di scambio": ogni offerta, invito
   a offrire o messaggio promozionale, in qualsiasi forma effettuati,
   finalizzati  all'acquisto  o allo scambio di prodotti finanziari e
   rivolti  a  un  numero  di  soggetti  ((e di ammontare complessivo
   superiori a quelli indicati nel regolamento previsto dall'articolo
   100, comma 1, lettere b) e c); non costituisce offerta pubblica di
   acquisto  o di scambio quella avente a oggetto titoli emessi dalle
   banche centrali degli Stati comunitari;))
w) "emittenti  quotati":  i  soggetti  italiani o esteri che emettono
   strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati italiani;
w-bis)  "prodotti  finanziari emessi da imprese di assicurazione": le
   polizze  e  le  operazioni  di  cui  ai  rami  vita III e V di cui
   all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005,
   n.  209,  con esclusione delle forme pensionistiche individuali di
   cui  all'articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo
   5 dicembre 2005, n. 252;
w-ter)  "mercato regolamentato": sistema multilaterale che consente o
   facilita  l'incontro,  al  suo  interno  e  in  base  a regole non
   discrezionali,  di  interessi multipli di acquisto e di vendita di
   terzi  relativi  a strumenti finanziari, ammessi alla negoziazione
   conformemente  alle  regole  del  mercato  stesso, in modo da dare
   luogo  a  contratti, e che e' gestito da una societa' di gestione,
   e' autorizzato e funziona regolarmente.
      w-quater)  "emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro
   d'origine":
      1)  le  emittenti  azioni  ammesse alle negoziazioni in mercati
   regolamentati  italiani  o  di  altro Stato membro della Comunita'
   europea, aventi sede in Italia;
      2)  gli  emittenti titoli di debito di valore nominale unitario
   inferiore  ad  euro  mille,  o  valore  corrispondente  in  valuta
   diversa,   ammessi  alle  negoziazioni  in  mercati  regolamentati
   italiani  o  di altro Stato membro della Comunita' europea, aventi
   sede in Italia;
      3)  gli  emittenti  valori  mobiliari di cui ai numeri 1) e 2),
   aventi  sede in uno Stato non appartenente alla Comunita' europea,
   per i quali la prima domanda di ammissione alle negoziazioni in un
   mercato  regolamentato della Comunita' europea e' stata presentata
   in  Italia  o che hanno successivamente scelto l'Italia come Stato
   membro  d'origine  quando  tale prima domanda di ammissione non e'
   stata effettuata in base a una propria scelta;
      4)  gli  emittenti valori mobiliari diversi da quelli di cui ai
   numeri  1)  e  2),  aventi sede in Italia o i cui valori mobiliari
   sono   ammessi  alle  negoziazioni  in  un  mercato  regolamentato
   italiano, che hanno scelto l'Italia come Stato membro d'origine.
   L'emittente  puo' scegliere un solo Stato membro come Stato membro
   d'origine.  La  scelta  resta valida per almeno tre anni, salvo il
   caso  in  cui  i  valori  mobiliari  dell'emittente  non sono piu'
   ammessi  alla  negoziazione  in  alcun mercato regolamentato della
   Comunita' europea.
  1-bis.  Per "valori mobiliari" si intendono categorie di valori che
possono essere negoziati nel mercato dei capitali, quali ad esempio:
a) le  azioni  di  societa'  e  altri titoli equivalenti ad azioni di
   societa',  di  partnership  o  di  altri soggetti e certificati di
   deposito azionario;
b) obbligazioni  e  altri titoli di debito, compresi i certificati di
   deposito relativi a tali titoli;
c) qualsiasi  altro  titolo  normalmente  negoziato  che  permette di
   acquisire o di vendere i valori mobiliari indicati alle precedenti
   lettere;
d) qualsiasi  altro  titolo  che  comporta un regolamento in contanti
   determinato  con  riferimento  ai  valori  mobiliari indicati alle
   precedenti  lettere, a valute, a tassi di interesse, a rendimenti,
   a merci, a indici o a misure.
  1-ter. Per "strumenti del mercato monetario" si intendono categorie
   di  strumenti  normalmente negoziati nel mercato monetario, quali,
   ad  esempio,  i  buoni  del Tesoro, i certificati di deposito e le
   carte commerciali.
  2. Per "strumenti finanziari" si intendono:
a) valori mobiliari;
b) strumenti del mercato monetario;
c) quote di un organismo di investimento collettivo del risparmio;
d) contratti    di    opzione,   contratti   finanziari   a   termine
   standardizzati  ("future"),  "swap",  accordi per scambi futuri di
   tassi  di  interesse  e altri contratti derivati connessi a valori
   mobiliari,  valute,  tassi  di  interesse o rendimenti, o ad altri
   strumenti  derivati,  indici  finanziari  o misure finanziarie che
   possono  essere  regolati  con  consegna  fisica del sottostante o
   attraverso il pagamento di differenziali in contanti;
e) contratti    di    opzione,   contratti   finanziari   a   termine
   standardizzati  ("future"),  "swap",  accordi per scambi futuri di
   tassi  di interesse e altri contratti derivati connessi a merci il
   cui  regolamento  avviene attraverso il pagamento di differenziali
   in contanti o puo' avvenire in tal modo a discrezione di una delle
   parti,  con  esclusione  dei  casi in cui tale facolta' consegue a
   inadempimento  o  ad altro evento che determina la risoluzione del
   contratto;
f) contratti    di    opzione,   contratti   finanziari   a   termine
   standardizzati  ("future"),  "swap"  e  altri  contratti  derivati
   connessi  a  merci  il cui regolamento puo' avvenire attraverso la
   consegna  del  sottostante  e  che  sono  negoziati  su un mercato
   regolamentato e/o in un sistema multilaterale di negoziazione;
g) contratti    di    opzione,   contratti   finanziari   a   termine
   standardizzati ("future"), "swap", contratti a termine ("forward")
   e  altri  contratti  derivati  connessi a merci il cui regolamento
   puo'  avvenire  attraverso  la  consegna  fisica  del sottostante,
   diversi  da  quelli  indicati  alla lettera f) che non hanno scopi
   commerciali,  e  aventi  le  caratteristiche  di  altri  strumenti
   finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono compensati
   ed  eseguiti  attraverso stanze di compensazione riconosciute o se
   sono soggetti a regolari richiami di margini;
h) strumenti derivati per il trasferimento del rischio di credito;
i) contratti finanziari differenziali;
j) contratti    di    opzione,   contratti   finanziari   a   termine
   standardizzati  ("future"),  "swap", contratti a termine sui tassi
   d'interesse  e  altri  contratti  derivati  connessi  a  variabili
   climatiche,  tariffe  di  trasporto,  quote di emissione, tassi di
   inflazione  o  altre  statistiche  economiche  ufficiali,  il  cui
   regolamento  avviene  attraverso  il pagamento di differenziali in
   contanti  o  puo'  avvenire in tal modo a discrezione di una delle
   parti,  con  esclusione  dei  casi in cui tale facolta' consegue a
   inadempimento  o  ad altro evento che determina la risoluzione del
   contratto,  nonche'  altri  contratti  derivati  connessi  a beni,
   diritti,  obblighi,  indici  e  misure, diversi da quelli indicati
   alle  lettere  precedenti,  aventi  le  caratteristiche  di  altri
   strumenti  finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono
   negoziati   su   un   mercato   regolamentato   o  in  un  sistema
   multilaterale  di  negoziazione,  se  sono  compensati ed eseguiti
   attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti
   a regolari richiami di margini.
  2-bis.   Il   Ministro   dell'economia  e  delle  finanze,  con  il
regolamento di cui all'articolo 18, comma 5, individua:
a) gli altri contratti derivati di cui al comma 2, lettera g), aventi
   le   caratteristiche   di  altri  strumenti  finanziari  derivati,
   compensati   ed   eseguiti   attraverso  stanze  di  compensazione
   riconosciute o soggetti a regolari richiami di margine;
b) gli altri contratti derivati di cui al comma 2, lettera j), aventi
   le   caratteristiche   di  altri  strumenti  finanziari  derivati,
   negoziati   su   un   mercato   regolamentato   o  in  un  sistema
   multilaterale  di  negoziazione, compensati ed eseguiti attraverso
   stanze   di  compensazione  riconosciute  o  soggetti  a  regolari
   richiami di margine.
  3.  Per  "strumenti finanziari derivati" si intendono gli strumenti
finanziari previsti dal comma 2, lettere d), e), f), g), h), i) e j),
nonche'  gli  strumenti  finanziari previsti dal comma 1-bis, lettera
d).
  4. I mezzi di pagamento non sono strumenti finanziari.
  5.  Per  "servizi  e  attivita'  di  investimento"  si  intendono i
seguenti, quando hanno per oggetto strumenti finanziari:
a) negoziazione per conto proprio;
b) esecuzione di ordini per conto dei clienti;
c) sottoscrizione  e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con
   assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente;
c-bis)  collocamento  senza  assunzione  a  fermo  ne'  assunzione di
   garanzia nei confronti dell'emittente;
d) gestione di portafogli;
e) ricezione e trasmissione di ordini;
f) consulenza in materia di investimenti;
g) gestione di sistemi multilaterali di negoziazione.
  5-bis.  Per "negoziazione per conto proprio" si intende l'attivita'
di  acquisto  e  vendita  di  strumenti  finanziari, in contropartita
diretta  e  in relazione a ordini dei clienti, nonche' l'attivita' di
market maker.
  5-ter.  Per  "internalizzatore  sistematico" si intende il soggetto
che  in  modo  organizzato, frequente e sistematico negozia per conto
proprio  eseguendo  gli  ordini del cliente al di fuori di un mercato
regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione.
  5-quater.  Per "market maker" si intende il soggetto che si propone
sui   mercati   regolamentati   e   sui   sistemi   multilaterali  di
negoziazione,   su  base  continua,  come  disposto  a  negoziare  in
contropartita  diretta acquistando e vendendo strumenti finanziari ai
prezzi da esso definiti.
  5-quinquies.  Per  "gestione di portafogli" si intende la gestione,
su   base   discrezionale   e   individualizzata,  di  portafogli  di
investimento   che  includono  uno  o  piu'  strumenti  finanziari  e
nell'ambito di un mandato conferito dai clienti.
  5-sexies.  Il  servizio di cui al comma 5, lettera e), comprende la
ricezione   e   la   trasmissione   di  ordini,  nonche'  l'attivita'
consistente  nel mettere in contatto due o piu' investitori, rendendo
cosi'   possibile   la   conclusione   di   un'operazione   fra  loro
(mediazione).
  5-septies.  Per  "consulenza in materia di investimenti" si intende
la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro
sua  richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo
a  una  o  piu'  operazioni  relative  ad  un  determinato  strumento
finanziario.   La   raccomandazione   e'   personalizzata  quando  e'
presentata   come   adatta   per   il   cliente  o  e'  basata  sulla
considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione
non e' personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di
distribuzione.
  5-octies.  Per  "gestione di sistemi multilaterali di negoziazione"
si  intende  la  gestione  di  sistemi  multilaterali  che consentono
l'incontro, al loro interno ed in base a regole non discrezionali, di
interessi  multipli  di  acquisto  e  di  vendita di terzi relativi a
strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti.
  6. Per "servizi accessori" si intendono:
a) la  custodia  e amministrazione di strumenti finanziari e relativi
   servizi connessi ;
b) la locazione di cassette di sicurezza;
c) la  concessione  di  finanziamenti agli investitori per consentire
   loro  di effettuare un'operazione relativa a strumenti finanziari,
   nella quale interviene il soggetto che concede il finanziamento;
d) la consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di
   strategia   industriale   e  di  questioni  connesse,  nonche'  la
   consulenza  e i servizi concernenti le concentrazioni e l'acquisto
   di imprese;
e) i  servizi  connessi  all'emissione o al collocamento di strumenti
   finanziari,  ivi  compresa  l'organizzazione  e la costituzione di
   consorzi di garanzia e collocamento;
f) la  ricerca  in  materia  di investimenti, l'analisi finanziaria o
   altre  forme  di  raccomandazione  generale riguardanti operazioni
   relative a strumenti finanziari;
g) l'intermediazione  in  cambi, quando collegata alla prestazione di
   servizi d'investimento;
g-bis)  le  attivita'  e  i  servizi  individuati con regolamento del
   Ministro  dell'economia e delle finanze, sentite la Banca d'Italia
   e   la   Consob,   e  connessi  alla  prestazione  di  servizi  di
   investimento o accessori aventi ad oggetto strumenti derivati.
  6-bis.  Per 'partecipazioni' si intendono le azioni, le quote e gli
altri strumenti finanziari che attribuiscono diritti amministrativi o
comunque quelli previsti dall'articolo 2351, ultimo comma, del codice
civile.
  6-ter.  Se non diversamente disposto, le norme del presente decreto
legislativo  che  fanno  riferimento al consiglio di amministrazione,
all'organo  amministrativo  ed agli amministratori si applicano anche
al consiglio di gestione e ai suoi componenti.
  6-quater.  Se  non  diversamente  disposto,  le  norme del presente
decreto  legislativo  che fanno riferimento al collegio sindacale, ai
sindaci e all'organo che svolge la funzione di controllo si applicano
anche  al  consiglio  di  sorveglianza e al comitato per il controllo
sulla gestione e ai loro componenti.

	        
	      
                             Art. 2 (8)
                 Rapporti con il diritto comunitario

  1.  Il  ((  Ministero  dell'economia  e  delle finanze )), la Banca
d'Italia  e  la CONSOB esercitano i poteri loro attribuiti in armonia
con  le  disposizioni  comunitarie,  applicano  i  regolamenti  e  le
decisioni   dell'Unione   Europea   e   provvedono   in  merito  alle
raccomandazioni  concernenti  le  materie  disciplinate  dal presente
decreto.

	        
	      
                             Art. 3 (8)
                            Provvedimenti

  1.  I  regolamenti  ministeriali previsti dal presente decreto sono
adottati  ai  sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
  2.  La  Banca  d'Italia  e  la  CONSOB  stabiliscono i termini e le
procedure  per  l'adozione  degli atti e dei provvedimenti di propria
competenza.
  3.  I  regolamenti  e  i  provvedimenti di carattere generale della
Banca   d'Italia  e  della  CONSOB  sono  pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale.  Gli  altri  provvedimenti  rilevanti relativi ai soggetti
sottoposti  a  vigilanza sono pubblicati dalla Banca d'Italia e dalla
CONSOB nei rispettivi Bollettini.
  4.  Entro  il  31  gennaio  di  ogni  anno, tutti i regolamenti e i
provvedimenti  di  carattere  generale  emanati ai sensi del presente
decreto nonche' i regolamenti dei mercati sono pubblicati, a cura del
(( Ministero dell'economia e delle finanze )), in un unico compendio,
anche  in  forma  elettronica,  ove  anche uno solo di essi sia stato
modificato nel corso dell'anno precedente.

	        
	      
                    Art. 4 (5) (8) (11) (18) (20)
          Collaborazione tra autorita' e segreto d'ufficio

  1.  La  Banca  d'Italia, la CONSOB, la Commissione di vigilanza sui
fondi  pensione,  l'ISVAP  e l'Ufficio italiano dei cambi collaborano
tra  loro,  anche  mediante  scambio  di  informazioni,  al  fine  di
agevolare   le  rispettive  funzioni.  Dette  autorita'  non  possono
reciprocamente opporsi il segreto d'ufficio.
  2.  La  Banca  d'Italia  e  al  CONSOB  collaborano, anche mediante
scambio  di  informazioni,  con  le  autorita' competenti dell'Unione
Europea  e  dei  singoli  Stati  comunitari,  al fine di agevolare le
rispettive funzioni.
  2-bis.  Ai  fini indicati al comma 2, la Consob e la Banca d'Italia
possono  concludere  con  le  autorita' competenti degli Stati membri
dell'Unione  europea accordi di collaborazione, che possono prevedere
la delega reciproca di compiti di vigilanza.
  2-ter.  La  Consob  e'  il punto di contatto per la ricezione delle
richieste  di  informazioni  provenienti  da  autorita' competenti di
Stati membri dell'Unione europea in materia di servizi e attivita' di
investimento svolti da soggetti abilitati e di mercati regolamentati.
La  Consob  interessa la Banca d'Italia per gli aspetti di competenza
di  questa  ultima.  La  Banca  d'Italia  trasmette  le  informazioni
contestualmente   all'autorita'   competente   dello   Stato   membro
dell'Unione europea che le ha richieste e alla Consob.
  3.  la Banca d'Italia e la CONSOB possono cooperare, anche mediante
scambio  di  informazioni,  con  le  autorita' competenti degli Stati
extracomunitari.
  4.  Le informazioni ricevute dalla Banca d'Italia e dalla CONSOB ai
sensi  dei commi 1, 2 e 3 non possono essere trasmesse a terzi ne' ad
altre  autorita'  italiane,  ivi  incluso il Ministro dell'economia e
delle finanze, senza il consenso dell'autorita' che le ha fornite.
  5. La Banca d'Italia e la CONSOB possono scambiare informazioni:
a) con   autorita'   amministrative   e  giudiziarie  nell'ambito  di
   procedimenti   di  liquidazione  o  di  fallimento,  in  Italia  o
   all'estero, relativi a soggetti abilitati;
b) con  gli  organismi  preposti  all'amministrazione  dei sistemi di
   indennizzo;
c) con  gli  organismi  preposti  alla compensazione o al regolamento
   delle negoziazioni dei mercati;
d) con  le  societa' di gestione dei mercati, al fine di garantire il
   regolare funzionamento nei mercati da esse gestiti.
  5-bis.   Lo   scambio   di  informazioni  con  autorita'  di  Paesi
extracomunitari  e'  subordinato all'esistenza di norme in materia di
segreto di ufficio . . . .
  6.  Le  informazioni  indicate  nel  comma  5, lettere b), c) e d),
possono  essere  rivelate a terzi con il consenso del soggetto che le
ha fornite. Si puo' prescindere dal consenso se le informazioni siano
fornite  in  ottemperanza a obblighi di cooperazione e collaborazione
internazionale.
  7. La Banca d'Italia e la CONSOB possono esercitare i poteri a esse
assegnati dall'ordinamento anche ai fini della cooperazione con altre
autorita'  e  su richiesta delle medesime. Le autorita' competenti di
Stati  comunitari  o  extracomunitari  possono  chiedere  alla  Banca
d'Italia e alla CONSOB di effettuare per loro conto, secondo le norme
previste nel presente decreto, un'indagine sul territorio dello Stato
((,  nonche'  di  eseguire,  per loro conto, notifiche sul territorio
dello Stato inerenti ai provvedimenti da esse adottati)). Le predette
autorita'  possono chiedere che venga consentito ad alcuni membri del
loro  personale  di  accompagnare il personale della Banca d'Italia e
della CONSOB durante l'espletamento dell'indagine.
  8.  Restano  ferme  le  norme che disciplinano il segreto d'ufficio
sulle  notizie,  i  dati  e  le  informazioni in possesso della Banca
d'Italia.
  9.  La Banca d'Italia puo' concordare con le autorita' di vigilanza
di  altri  Stati  comunitari forme di collaborazione, ivi compresa la
ripartizione dei compiti di ciascuna autorita', per l'esercizio della
vigilanza  su  base  consolidata  nei confronti di gruppi operanti in
piu' paesi.
  10.  Tutte  le  notizie, le informazioni e i dati in possesso della
CONSOB  in  ragione della sua attivita' di vigilanza sono coperti dal
segreto    d'ufficio    anche    nei    confronti   delle   pubbliche
amministrazioni,  a  eccezione  del  Ministro  dell'economia  e delle
finanze. Sono fatti salvi i casi previsti dalla legge per le indagini
relative a violazioni sanzionate penalmente.
  11.  I  dipendenti  della  CONSOB, nell'esercizio delle funzioni di
vigilanza,  sono  pubblici  ufficiali  e  hanno l'obbligo di riferire
esclusivamente  alla  Commissione  tutte le irregolarita' constatate,
anche quando integrino ipotesi di reato.
  12. I dipendenti della CONSOB, i consulenti e gli esperti dei quali
la stessa si avvale sono vincolati dal segreto d'ufficio.
  13.  Le  pubbliche  amministrazioni  e gli enti pubblici forniscono
dati,  notizie  e documenti e ogni ulteriore collaborazione richiesta
dalla  CONSOB,  in conformita' delle leggi disciplinanti i rispettivi
ordinamenti.

	        
	      
Continua
Indice del testo unico dell'intermediazione finanziaria
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