Legge Biagi: disposizioni generali

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Indice della Legge Biagi
Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visti gli articoli da 1 a 7 della legge 14 febbraio 2003, n. 30;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 6 giugno 2003;
  Sentite    le    associazioni   sindacali   comparativamente   piu'
rappresentative dei datori e prestatori di lavoro;
  Acquisito  il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo
8  del  decreto  legislativo  28  agosto 1997, n. 281, espresso nella
seduta del 3 luglio 2003;
  Acquisiti  i  pareri  delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
  Sentito il Ministro per le pari opportunita';
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 31 luglio 2003;
  Sulla  proposta  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con i Ministri per la funzione pubblica, dell'istruzione,
dell'universita'   e  della  ricerca,  per  gli  affari  regionali  e
dell'economia e delle finanze;

                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1
                  Finalita' e campo di applicazione

  1. Le disposizioni di cui al presente decreto legislativo, nel dare
attuazione  ai  principi e criteri direttivi contenuti nella legge 14
febbraio  2003,  n.  30,  si collocano nell'ambito degli orientamenti
comunitari  in materia di occupazione e di apprendimento permanente e
sono  finalizzate  ad  aumentare,  nel  rispetto  delle  disposizioni
relative alla liberta' e dignita' del lavoratore di cui alla legge 20
maggio  1970, n. 300, e successive modificazioni e integrazioni, alla
parita' tra uomini e donne di cui alla legge 9 dicembre 1977, n. 903,
e  successive modificazioni ed integrazioni, e alle pari opportunita'
tra  i  sessi  di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125, e successive
modificazioni  ed integrazioni, i tassi di occupazione e a promuovere
la  qualita' e la stabilita' del lavoro, anche attraverso contratti a
contenuto  formativo e contratti a orario modulato compatibili con le
esigenze delle aziende e le aspirazioni dei lavoratori.
  2.  Il  presente  decreto  non  trova applicazione per le pubbliche
amministrazioni e per il loro personale.
  3.  Sono  fatte  salve  le  competenze  riconosciute alle regioni a
statuto  speciale  ed  alle  province autonome di Trento e di Bolzano
dallo  statuto  e  dalle  relative  norme  di  attuazione,  anche con
riferimento  alle  disposizioni  del  Titolo  V, parte seconda, della
Costituzione  per  le  parti  in cui sono previste forme di autonomie
piu' ampie rispetto a quelle gia' attribuite.

	        
	      
                               Art. 2.
                             Definizioni
  1. Ai  fini  e  agli  effetti delle disposizioni di cui al presente
decreto legislativo si intende per:
    a) «somministrazione  di  lavoro»:  la fornitura professionale di
manodopera, a tempo indeterminato o a termine, ai sensi dell'articolo
20;
    b) «intermediazione»:  l'attivita'  di  mediazione  tra domanda e
offerta  di lavoro, anche in relazione all'inserimento lavorativo dei
disabili  e  dei  gruppi  di lavoratori svantaggiati, comprensiva tra
l'altro:  della  raccolta  dei  curricula  dei potenziali lavoratori;
della  preselezione  e  costituzione  di  relativa  banca dati; della
promozione  e gestione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro;
della  effettuazione,  su  richiesta  del  committente,  di  tutte le
comunicazioni  conseguenti  alle  assunzioni avvenute a seguito della
attivita'  di intermediazione; dell'orientamento professionale; della
progettazione   ed  erogazione  di  attivita'  formative  finalizzate
all'inserimento lavorativo;
    c) «ricerca e selezione del personale»: l'attivita' di consulenza
di  direzione  finalizzata alla risoluzione di una specifica esigenza
dell'organizzazione   committente,   attraverso  l'individuazione  di
candidature  idonee  a  ricoprire  una o piu' posizioni lavorative in
seno all'organizzazione medesima, su specifico incarico della stessa,
e    comprensiva    di:    analisi    del    contesto   organizzativo
dell'organizzazione  committente;  individuazione e definizione delle
esigenze  della  stessa;  definizione  del profilo di competenze e di
capacita'  della  candidatura  ideale; pianificazione e realizzazione
del  programma di ricerca delle candidature attraverso una pluralita'
di  canali di reclutamento; valutazione delle candidature individuate
attraverso  appropriati strumenti selettivi; formazione della rosa di
candidature  maggiormente  idonee;  progettazione  ed  erogazione  di
attivita'    formative    finalizzate   all'inserimento   lavorativo;
assistenza  nella  fase  di  inserimento  dei  candidati;  verifica e
valutazione dell'inserimento e del potenziale dei candidati;
    d) «supporto   alla  ricollocazione  professionale»:  l'attivita'
effettuata  su  specifico  ed  esclusivo incarico dell'organizzazione
committente,  anche  in  base  ad accordi sindacali, finalizzata alla
ricollocazione  nel  mercato  del  lavoro  di  prestatori  di lavoro,
singolarmente    o   collettivamente   considerati,   attraverso   la
preparazione,  la  formazione finalizzata all'inserimento lavorativo,
l'accompagnamento   della  persona  e  l'affiancamento  della  stessa
nell'inserimento nella nuova attivita';
    e) «autorizzazione»:  provvedimento  mediante  il  quale lo Stato
abilita operatori, pubblici e privati, di seguito denominati «agenzie
per  il lavoro», allo svolgimento delle attivita' di cui alle lettere
da a) a d);
    f) «accreditamento»:  provvedimento  mediante il quale le regioni
riconoscono a un operatore, pubblico o privato, l'idoneita' a erogare
i  servizi  al  lavoro  negli  ambiti regionali di riferimento, anche
mediante  l'utilizzo  di risorse pubbliche, nonche' la partecipazione
attiva   alla  rete  dei  servizi  per  il  mercato  del  lavoro  con
particolare riferimento ai servizi di incontro fra domanda e offerta;
    g) «borsa  continua  del  lavoro»:  sistema  aperto  di  incontro
domanda-offerta  di lavoro finalizzato, in coerenza con gli indirizzi
comunitari,  a  favorire  la  maggior  efficienza  e  trasparenza del
mercato  del  lavoro,  all'interno  del  quale cittadini, lavoratori,
disoccupati,  persone  in  cerca di un lavoro, soggetti autorizzati o
accreditati  e  datori  di  lavoro possono decidere di incontrarsi in
maniera libera e dove i servizi sono liberamente scelti dall'utente;
    h) «enti  bilaterali»: organismi costituiti a iniziativa di una o
piu'   associazioni   dei   datori   e   dei   prestatori  di  lavoro
comparativamente piu' rappresentative, quali sedi privilegiate per la
regolazione  del  mercato del lavoro attraverso: la promozione di una
occupazione  regolare  e di qualita'; l'intermediazione nell'incontro
tra  domanda  e  offerta  di  lavoro;  la programmazione di attivita'
formative  e  la  determinazione  di  modalita'  di  attuazione della
formazione  professionale in azienda; la promozione di buone pratiche
contro  la  discriminazione  e  per  la  inclusione dei soggetti piu'
svantaggiati;  la  gestione mutualistica di fondi per la formazione e
l'integrazione del reddito; la certificazione dei contratti di lavoro
e  di  regolarita'  o  congruita' contributiva; lo sviluppo di azioni
inerenti  la salute e la sicurezza sul lavoro; ogni altra attivita' o
funzione  assegnata  loro  dalla  legge o dai contratti collettivi di
riferimento;
    i) «libretto  formativo  del  cittadino»:  libretto personale del
lavoratore   definito,   ai   sensi  dell'accordo  Stato-regioni  del
18 febbraio  2000,  di  concerto  tra il Ministero del lavoro e delle
politiche  sociali e il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e
della   ricerca,   previa   intesa   con   la   Conferenza  unificata
Stato-regioni  e  sentite le parti sociali, in cui vengono registrate
le  competenze  acquisite  durante la formazione in apprendistato, la
formazione in contratto di inserimento, la formazione specialistica e
la formazione continua svolta durante l'arco della vita lavorativa ed
effettuata   da   soggetti  accreditati  dalle  regioni,  nonche'  le
competenze  acquisite  in  modo  non  formale e informale secondo gli
indirizzi   della   Unione   europea   in  materia  di  apprendimento
permanente, purche' riconosciute e certificate;
    j) «lavoratore»:  qualsiasi  persona che lavora o che e' in cerca
di un lavoro;
    k) «lavoratore  svantaggiato»:  qualsiasi  persona appartenente a
una  categoria che abbia difficolta' a entrare, senza assistenza, nel
mercato  del  lavoro  ai  sensi  dell'articolo  2,  lettera  f),  del
regolamento  (CE) n. 2204/2002 della Commissione del 12 dicembre 2002
relativo  alla  applicazione  degli  articoli 87 e 88 del trattato CE
agli  aiuti  di  Stato  a  favore della occupazione, nonche' ai sensi
dell'articolo 4, comma 1, della legge 8 novembre 1991, n. 381;
    l)  «divisioni  operative»:  soggetti  polifunzionali gestiti con
strumenti  di contabilita' analitica, tali da consentire di conoscere
tutti  i  dati  economico-gestionali  specifici  in  relazione a ogni
attivita';
    m) «associazioni    di    datori   e   prestatori   di   lavoro»:
organizzazioni    datoriali   e   sindacali   comparativamente   piu'
rappresentative.

	        
	      
Continua
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