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Scorta quanto mi costa - Tre CSM invece di uno - Il Ministro e il 'VAFFA' al Presidente della Camera - Il Guardasigilli lancia il tesserino in aula

posta e risposta id9497
POSTA e RISPOSTA n°45 apre al toc toc di MAGDA01, una nostra affezionata lettrice che ci ha inviato il 30 mar '11 il seguente, icastico contributo sui costi per le scorte ai politici; lasciamole subito la parola: "Anche questa indecenza... si può tentare di quantificare!!! Considerato lo stipendio mensile di un agente di polizia... circa 1.600,00 euro e lo straordinario dovuto per le ore effettuate oltre il servizio, sui 12 euro all'ora, il costo dell'uso delle 2 macchine, il carburante, olio, gomme circa 100 euro al giorno, oltre gli extra, quali indennità e pasti, telefoni etc..., il tutto moltiplicato per quattro agenti al mese, sommando ogni giorno i costi fissi e gli imprevisti, si può preventivare a circa 400,00 euro al giorno (per ogni prezioso deputato) la spesa necessaria per 'garantire' la necessaria sicurezza fisica a coloro che usano e abusano di un incarico loro delegato da noi poveri idioti!" - Sì, ormai la classe politica è talmente screditata che è indifendibile. Ma in un sistema democratico chi li ha votati, per giunta con l'impresentabile sistema del Porcellum (voto zero) che riserva ogni scelta alle segreterie dei partiti (voto 2) e chi sgarra (pensando al bene dei cittadini, voto 8) è out, si limiterà a non votarli mai più: quindi, la scorta delle Forze dell'ordine a costoro non serve proprio. Quel ch'è, poi, avvenuto alla Camera dei Deputati il 30 mar '11 ha dell'incredibile: zittire e poi mandare 'affanculo' nell'emiciclo il Presidente di un ramo del Parlamento è inaudito, equivale a disprezzare l'ISTITUZIONE, un'Alta Carica dello Stato, chiunque la rappresenti in quel frangente (anche un Vice-Presidente di turno). Bene ha fatto Gianfranco FINI (voto 7) a respingere le tardive scuse. Annota Adnkronos, abituale partner di Studio Cataldi, "un caso quello del ministro, di cui in assenza di precedenti si occuperà la Giunta per il regolamento". Propongo di crearlo il precedente ed esemplare, del tipo la DESTITUZIONE da deputato stante il gesto con cui pubblicamente ha inveito contro la Presidenza dell'assemblea legislativa.
Chi si è permesso tanto oltre che parlamentare e componente del triumvirato di reggenza del partito di maggioranza relativa (PdL) è anche il Ministro della Difesa pro tempore (voto non disponibile). Si tratta, quindi, uscendo da ogni ipocrisia lessicale, del Ministro della Guerra visto che la missione in Libia quello è. Ricopre, dunque, insieme al Ministro degli Esteri (voto 6), un compito oggi delicatissimo e strategico che dovrebbe implicare una compostezza assoluta e sacerdotale. Non proprio da lord britannico, ma spesso la forma è sostanza. Mi domando come i nostri soldati (voto 10), apprendendo la notizia della bagarre dell'emiciclo, potranno aver rispetto del loro Comandante, chiunque egli sia in quell'istante. Quel giorno in quel ramo del Parlamento vi erano scolaresche nella zona riservata al pubblico? Viene il 31 mar '11 ed il Ministro della Giustizia inaugura un nuovo sport nella medesima aula: il lancio del suo tesserino, quello magnetico che serve per votare. Commenti? Per dirla con il cantautore Luciano LIGABUE (voto 9), "ho perso le parole". Molti, poi, si autodefiniscono 'IMPRESTATI ALLA POLITICA' che, però, mannaggia! non li rende mai indietro e se li tiene. Promettono tagli e risparmi ed aumentano gli appannaggi, le indennità, i posti di consigliere comunale delle grandi città, mentre il contribuente non sa più a che santo votarsi per sbarcare il lunario. Tanto per esemplificare nella materia della Giustizia, da un Csm ne stanno creando, in una superfetazione incredibile, ben TRE inclusa l'Alta Corte o come si chiamerà. Due risultano svuotati di potere, ma riempiti di gettoni di presenze, di uffici, funzionari e via elencando. I principi e gli ideali sono una gran cosa, ma anche per quelli ci vogliono quelli che a Vicenza chiamano SGHEI ed a Milano DANE' e noi in Italia non li abbiamo più. Esame di realtà. Al Comune della Città in cui è situato il mio studio (Macerata, nella placida ed operosa Regione Marche, amministrazione di tradizionale centro-sinistra trattandosi di una delle regioni cosiddette rosse insieme ad Umbria, Toscana ed Emilia Romagna) hanno sbandierato ai quattro venti che si sono autoridotti di un esiguo 5% gli emolumenti; bravini, 6+; quando, però, se li aumentano, e di molto, tutto avviene alla chetichella: allora il voto è 4. Con una singola indennità da assessore ci camperebbe un'intera famiglia in disagio. Stiamo parlando di un Comune, pur Capoluogo di Provincia, piccolino, senza problemi (il 'ccciaffficu' per dirla con Roberto BENIGNI, voto 10, del film Johnny Stecchino) in cui ci conosciamo quasi tutti e sappiamo che il nonno di Tizio ferrava i cavalli, lo zio di Caio era spazzacamino e la suocera di Sempronio era levatrice.
E tutti lor signori della politica continuano regolarmente a svolgere le proprie attività lavorative senza nocumento perché amministrare un piccolo Capoluogo di Provincia non comporta di certo lavorare a tempo pieno. Tante grazie a MAGDA, con l'augurio vivissimo di rileggerla a breve sul form che campeggia in calce al presente spazio.
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(01/04/2011 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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