Sei in: Home » Articoli

Fallimento: omessa comunicazione alle parti del decreto pronunciato in esito al reclamo? E' una grave violazione del diritto alla difesa. Il fallimento va revocato

Costituisce una grave violazione del diritto alla difesa l'omessa comunicazione da parte del cancelliere del decreto pronunciato dalla corte di appello in esito al reclamo e imposta dall'art. 22 comma 3 L.F. E' quanto si legge in un recente provvedimento della Corte di Cassazione (sez. VI, ordinanza del 20.12.2010, n. 4417/2011) che, accogliendo le doglianze di un fallito, ha revocato il fallimento, evidenziando l'errore in cui è incorsa la corte territoriale nel ritenere irrilevante la mancata comunicazione di detto decreto alle parti. “Se infatti la parte nella specie il debitore, è facoltizzata a segnalare al tribunale la modificazione dei presupposti per la dichiarazione di fallimento” afferma la Cassazione “è chiaro che la comunicazione della pronuncia del decreto della corte di appello e quindi la notizia della remissione degli atti al tribunale deve essere necessariamente effettuata in quanto chiaramente funzionale all'esercizio del diritto di difesa, dal momento che il decreto in questione non è ricorribile in cassazione e quindi la comunicazione non è certamente prevista ai fini dell'impugnazione, diritto che nella specie è stato irrimediabilmente pregiudicato impedendo al ricorrente di interloquire tempestivamente con il tribunale. Il decreto della corte d'appello è comunicato a cura del cancelliere alle parti del procedimento di cui all'articolo 15. Se la corte d'appello accoglie il reclamo del creditore ricorrente o del pubblico ministero richiedente, rimette d'ufficio gli atti al tribunale, per la dichiarazione di fallimento, salvo che, anche su segnalazione di parte, accerti che sia venuto meno alcuno dei presupposti necessari.
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(02/04/2011 - Francesca Romanelli)
Le più lette:
» Equitalia: rottamazione anche per il sovraindebitamento
» Gassani: 1 coppia su 5 in Italia separata in casa, per non finire sul lastrico
» Catene di Sant'Antonio su Whatsapp: chi c'è dietro e chi ci guadagna
» Tasse ridotte dal giudice fino al 90%
» Terremoto: ecco dove finiscono i soldi degli sms di solidarietà
In evidenza oggi.
Avvocati: mantenimento alla ex moglie che ha lasciato la toga
Per la Cassazione se la professione è abbandonata per curare gli interessi del marito, l'assegno va corrisposto anche se il matrimonio è stato breve
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF