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Processo ROTTAMATO, vittima di guerra - Quale futuro per professione legale e utenza della Giustizia

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L'Avv. ALFIO MEDEA del Foro di Lecce, gentilissimo, gira soavemente il coltello nella piaga: "Complimenti vivissimi per l'avv. Storani, che ha l'abilità di trattare tra il serio ed il faceto, argomenti importanti per la vita dei cittadini e per l'attività degli operatori del Diritto. Condivido, ovviamente, i contenuti sostanziali del suo concreto e piacevole intervento, e pronostico per lui un futuro pieno di soddisfazioni anche come giornalista e scrittore, senza preoccupazioni di sorta sotto il profilo economico, nel momento in cui, con tutti questi provvedimenti e progetti di riforma della Giustizia, tra cui quello veramente devastante in materia di obbligatorietà della media-conciliazione, la figura dell'avvocato diventerà sempre più evanescente, soprattutto nel profondo Sud dell'Italia.
avv. Alfio Medea, Lecce" - Ridere per non piangere. Non merito ovviamente i complimenti che mi rivolgi, ma colgo l'occasione per una riflessione amara che stavo borbottando tra me e me: sarò in grado di accettare la programmata 'epocale' ROTTAMAZIONE DEL PROCESSO, ormai da includere nell'elenco macabro delle vittime di guerra? Sono talmente arrabbiato ed indignato che non riesco ancora a scriverne. Prima debbo rasserenarmi per sforzarmi di capire se qualcosa sia salvabile di quel progetto di riforma che circola con l'obbligo di pagare il contributo unificato per il grado di appello al solo fine di leggere una motivazione (a questo punto: qualsiasi motivazione) da impugnare. Verrebbe spontaneo commentare: fine dello stato di diritto: “nell'ipotesi prevista dall'art. 281-decies terzo comma del cpc (vale a dire la SENTENZA BREVE - suggerimento spicciolo: diffidate di tutto ciò ch'aggettivato 'breve') la parte che per prima deposita l'atto di richiesta della motivazione estesa della sentenza è tenuta al pagamen­to contestuale del contributo unificato dovuto per il successivo grado di giudizio.” - Scusate, Voi al Ministero della Giustizia, sarò pure una semplice gocciolina di sodio della pubblicità dell'acqua Lete, ma se mi fate leggere la sentenza potrei anche decidere di non impugnarla: perché mai pagare già il contributo per il successivo grado che potrebbe benissimo non celebrarsi concretamente? Ed il contributo già versato nel grado a che cosa è servito? In primo luogo, i giudizi pendenti non si smaltiscono, ma si definiscono. Quando sotto le armi giunsi al corpo militare e venni promiscuamente adibito per via della mia laurea all'Ufficio che istruiva le pratiche relative alle pensioni di guerra, mai pensai a quei fascicoli in giacenza da non so quanti anni come ad un rifiuto da passare per i camini, una SCORIA RADIATTIVA, SPAZZATURA PROCESSUALE; mi trovavo spesso a riflettere su quei nostri soldati, ora vecchini, che si celavano dietro quelle pratiche polverose, trascurate da frotte di dipendenti pubblici che avrebbero dovuto istruirle e definirle.
Quei vecchi domandavano proprio a me, umile soldato a quattromila lire al giorno, un ritocco alla pensione, una maggiorazione della magra pensione sociale. Potrò accettare di vedere sviliti i miei processi e processini che pure ho amorevolmente coltivato in questi anni come il contadino che dà a mangiare alle vacche anche nelle feste comandate? Comunque, forte del mio abituale ottimismo, bofonchio tra me e me che dobbiamo provare a farcela, anche se lo scoramento in questo frangente ha la meglio: poter vincere INSIEME, come mai era accaduto nella storia dell'Avvocatura, sempre interconflittuale in nome del terribile 'mors tua, vita mea', perché i Tuoi Clienti hanno bisogno di Te, caro Alfio, come Tu ovviamente di loro. Ai miei Colleghi, tra di noi ci capiamo al volo, non ho necessità di aggiungere null'altro; mentre ai visitatori di Studio Cataldi che non sono infarinati di 'leguleio' voglio dire ancora: eliminando la figura dell'avvocato, quello VERO intendo!, non ci guadagnerete neppure un po'; non risparmierete, né tempo, né denaro. Una perdita secca in professionalità che noi, tolte le pecore nere, possiamo assicurare.
Gli slogan che scorrono in tv rappresentano un eden che mai verrà. Anche sopprimendo la figura professionale dell'avvocato. Se togliete di mezzo il ginecologo, i bambini continueranno a nascere; se fate la pelle al barbiere ed al parrucchiere, peli e capelli continueranno a crescere. Apriamo una riflessione profonda: a chi conviene lo SFASCIO che abbiamo avanti agli occhi? Vengono varate riforme su riforme che addirittura peggiorano gravemente lo stato di decozione in cui già ci troviamo. Un ultimo flash sulla mediazione ai fini della conciliazione. Valga quel che qualche illuminato pensatore ha già affermato a proposito del federalismo, ch'è una gran bella cosa ma non coincide nemmeno lontanamente con quell'ircocervo che abbiamo varato. I federalisti della prima ora sono contrarissimi a questo pseudo-federalismo. Così la mediazione conciliativa che richiederebbe tempo e risorse per un mutamento di mentalità. Mi sono sforzato di scriverlo in un testo che ha per filo rosso "Il procedimento sommario di cognizione nei sinistri stradali" edito da Maggioli nel giugno 2010, ma in verità spazia in tante aree del mio vissuto pratico-professionale. Prima di redigere la parte che ho dedicato alla mediazione conciliativa ho molto viaggiato, mi sono confrontato con tanti esperti ed ho riflettuto a lungo sulla novità. E invece noi in Italia navighiamo a vista, legiferando in modo umorale ed estemporaneo, confidando di non schiantarci contro qualche scoglio semi-emerso. Sempre che la barca turi le falle e riesca quanto meno ad arrivare in prossimità dello scoglio contro cui eclissarsi nell'abisso.
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(30/03/2011 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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