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Giusto processo: interviene la Corte Costituzionale

La Legge Costituzionale 23 novembre 1999 n. 2 ha introdotto, attraverso la modifica dell?art. 111 della Costituzione, il principio dell?inutilizzabilità delle dichiarazioni testimoniali rese fuori dal dibattimento se non confermate in udienza dinanzi al Magistrato. All?epoca venne anche emanato un Decreto ? Legge (n. 2 del 07/01/2000, convertito in L. 35/00) rubricato sotto il nome di ?Disposizioni urgenti per l?attuazione dell?art. 2 della Legge Costituzionale 23 novembre 1999 n. 2, in materia di giusto processo?, con la precisa funzione di preparare il Sistema, durante il periodo di transizione, alle novità che si sarebbero introdotte. A questo punto, alcuni Tribunali, richiedendo l?intervento della Corte Costituzionale, hanno sollevato l?eccezione d?incostituzionalità dell?art. 1, 1° e 2° co. del sopra citato Decreto perchè, in tema di testimonianze rese fuori dall?udienza, contiene una disposizione contraddittoria con il diposto dell?art. 111 Cost. e ciò in quanto considera valide anche le dichiarazioni non confermate in sede dibattimentale, di chi si sottrae ?volontariamente e liberamente? all?interrogatorio. La Corte ha riconosciuto la legittimità del Decreto in questione, evidenziando come la supposta contraddizione, in realtà non esiste e ciò in quanto, nello stesso Decreto, sono contenute le cd. condizioni che debbono sussistere affinchè possa riconoscersi la validità delle deposizioni.
Tra queste, la preventiva acquisizione all?interno del fascicolo dibattimentale prima dell?entrata in vigore della Legge Costituzionale e l?accertamento della loro attendibilità sulla base di altri elementi di prova acquisiti.
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(18/02/2002 - Cristina Matricardi)
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