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La famiglia vista dal punto di vista giuridico si adegua ai mutamenti sociali.

Il disegno di legge approvato lo scorso 29 ottobre dal Consiglio dei Ministri prevede una serie di importanti modifiche del diritto di famiglia, le quali andranno attuate, in massima parte, attraverso uno o più decreti legislativi. Lo spirito portante della riforma è quello di adeguare le varie disposizioni vigenti nel nostro sistema, con particolare riferimento al codice civile, a quei mutamenti radicali delle relazioni familiari intervenute negli ultimi decenni. Ciò è vero soprattutto per quanto concerne i rapporti di filiazione: il primo articolo del disegno di legge delega, infatti, il Governo a modificare il codice civile in modo da eliminare ogni distinzione tra i figli legittimi e quelli naturali, tanto che, anche dal punto di vista lessicale, le due categorie citate saranno chiamate, rispettivamente, “figli nati dentro il matrimonio” e “figli nati fuori del matrimonio”, secondo la terminologia già opportunamente utilizzata dalla Carta Costituzionale all'art. 30. L'equiparazione dei figli è definitivamente consacrata, poi, sia in materia di successione e di donazioni, sia per quanto concerne il diritto di ogni figlio di intrattenere rapporti con i parenti del genitore che lo ha riconosciuto. Viene, inoltre, precisato che la grave situazione economica della famiglia non può essere, di per sé, presupposto sufficiente a dichiarare lo stato di abbandono di un figlio, ai fini dell'adottabilità, essendo, invece, necessario dimostrare la mancanza di assistenza da parte dei genitori e della famiglia che abbia comportato un'irreparabile compromissione nella crescita del minore.
Novità sono previste, tra l'altro, in materia di riconoscimento di figlio nato fuori del matrimonio, di inserimento dello stesso nella famiglia del genitore che lo ha riconosciuto, di affidamento condiviso e di stato civile.
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(16/11/2010 - V.Z.)
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