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POSTA e RISPOSTA: gli avvocati (9^ puntata)

Mini-blocco dedicato a come tre lettori del Portale vedono gli avvocati. 1. Parola all'Ing. Onofrio GALASSO: "Mi fa piacere che finalmente si parla di responsabilità dell'avvocato e di parcelle professionali. E' stata una categoria troppo privilegiata e ingiustamente. L'ingegnere nell'elaborare un progetto e molto di più un calcolo ci pensa tanto e decide quando è sicuro. E' giusto che sia così ed è giusta la responsabilità dell'ingegnere. Guai se non ci fosse. Giusta anche la responsabilità del medico. Perché si è tardato tanto con gli avvocati? Quando si parlerà dei giudici che tante volte sbagliano e speriamo in buona fede. Ho sempre pensato che in Parlamento ci sono troppi avvocati. Eppure se rivedo la mia classe del terzo liceo e guardo i miei compagni, tutti molto cari, ma i futuri avvocati non erano i più bravi". 2. Ora spazio all'opinione che ci proviene da un indirizzo di posta elettronica identificato: "un ordine che vieta la pubblicità a tutela dei più forti; i giovani possono e devono farsi spazio con forme aggressive su prezzi e comunicazione perché quando fanno tirocinio (gratis) sono sfruttati e anche quando si affacciano sul mercato continuano a subire vessazioni chiamate norme deontologiche 'a tutela di tutti' (i fortunati); comunque grazie per aver sollevato questo problema; dagli avvocati di strada non sempre forse c'è da aspettarsi professionalità ma come spendi mangi, questo resta sempre vero (anzi no, ma generalmente...) pertanto è giusto che si avviino stelle come negli alberghi e libertà tariffaria e pubblicitaria". 3. Ncocola CIRAOLO scrive: "Fatti non opinioni: qui .......lo freghiamo........ li, ti ............frega.
Non farà mica male. Fuor di ogni metafora, l'avvocato vince sempre e non solo: è l'unico libero professionista che non dice mai quanto ti costa.
L'idea della responsabilità di far pagare chi sbaglia, non è peregrina, a cominciare dai giudici e dal loro "Libero pensiero" in barba ad ogni regola: con il comportamento dei giudice, è finita la certezza del "DIRITTO", con "L'incolpevezza acclarata degli avvocati, si è svuotato il portafogli". Certo, la lettera dell'Ing. GALASSO è davvero ben strutturata e la chiusa mi ha fatto ricordare che, in effetti, al liceo (io ho fatto il classico al "Giacomo Leopardi" di Macerata) gli avvocati di domani non erano i più bravi: ha ragione! Per carità, non parliamo degli avvocati in Parlamento: a mio modestissimo avviso, non hanno mai apportato qualche cosa di veramente inciviso per il buon andamento del servizio Giustizia. Pare quasi che quando hanno varcato quei portoni si dimentichino d'un botto di tutto. Con qualche lodevole, marginale eccezione. Limito la mia risposta, trattandosi di opinioni compiute di tre lettori che rispetto, ma non condivido se non in minima parte, alla questione COSTO ch'è quella che domina: è opportuno che il messaggio sia lanciato in maniera forte e chiara; pertanto, se il legale dice che non vuol essere pagato se non raggiunge il risultato, non può poi far rifluire attraverso il pretesto delle spese vive, documentate e non, più altri ammennicoli un pagamento che in fin dei conti equivale a quel che praticano tutti gli altri avvocati. Allora, la rivoluzione copernicana dov'è?! Voglio dire: chiarezza, trasparenza ed effettività di quel che si promette. Ammesso e non concesso che ciò sia deontologicamente irreprensibile: non spetta ovviamente a me dirlo, ma agli Organi sovraordinati competenti, che vantano un potere disciplinare sul ceto forense. Piaccia o non piaccia ciò. Siamo liberi professionisti, non professionisti anarchici. Certo, la reintroduzione, nel corpo della riforma appena varata (cfr. news su Studio Cataldi del 23 ott '10), del DIVIETO di patto di quota lite fa pendere la bilancia a sfavore di chi pratica queste metodiche. Eppoi magari va a finire come in Germania; ricordate la chiusa del mio pezzo del 17 ott '10? Esponeva il Dott. Marco ROSSETTI in un convegno che ho contribuito ad organizzare su Fermo che, trovandosi a Dortmund, chiedeva se quell'insegna gigantesca ed illuminante che scorgeva di lontano corrispondesse ad un grande magazzino. "No, è uno studio legale" gli hanno risposto. Chissà se a Dortmund fanno anche i saldi su questioni annose, ormai fuori moda o, se prendo e pago due pareri, me ne regalano un terzo. Ma per il momento sospendiamo il giudizio, non la discussione su tali avvincenti questioni cariche di risvolti pratici. Certo, se vado al ristorante, okay la qualità del cibo, ma il prezzo per me, che mangio spesso fuori casa, è molto ma MOLTO importante. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che, con una passione che neppure noi ci aspettavamo, ci seguono e ci scrivono. Se indicate anche nome e cognome per me è preferibile. Più comodo.
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(03/11/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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