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L'impatto del web sulla nostra vita e... sull'ambiente.

E' ormai noto a tutti come, di anno in anno, l'utilizzo della rete informatica sia divenuto un'attività quotidiana nella vita di tutti i giorni e l'abbia, sotto molteplici aspetti, semplificata; oggi è possibile procurarsi notizie che, fino a pochi decenni fa, si era costretti a cercare in corposi volumi cartacei (con evidenti risvolti sull'incremento dell'industria del legno, doppiamente cruciale per l'ambiente), magari spostandosi per raggiungere biblioteche (con gli scarichi delle nostre auto che finiscono nell'aria). Milioni di persone si connettono ogni giorno alla rete dai posti di lavoro, da casa e esercizi pubblici e privati e in migliaia hanno fatto della rete lo strumento principale del loro mestiere.
Sempre più numerosi, poi, sono i servizi offerti agli utenti tramite i propri siti, vuoi dalle pubbliche amministrazioni, vuoi dalle aziende private. Ebbene, mentre è sotto gli occhi di tutti il risparmio in termini di tempo e di risorse, è noto solo a pochi l'entità dell'inquinamento causato dal web. Preziosi, a tal fine, sono i dati forniti da un recente studio compiuto dal Centre for sustainable communications di Stoccolma, che si è occupato di quantificare la c.d. impronta carbonica di un dato sito, ossia l'ammontare di Co2 immesso nell'aria dagli accessi ad internet. Quest'ultimo, infatti, che necessita quanto meno di server, computer e schermi, risulta essere la principale fonte di inquinamento da anidride carbonica nell'ambito della Informatio Technology (in gergo I.T.), che, complessivamente, produce ben 630 milioni di tonnellate di Co2. Il team di ricerca ha creato un sito in grado di contare le emissioni inquinanti di ogni sito analizzato: hanno potuto, così, appurare come sia possibile ridurre la produzione di Co2, in maniera assai considerevole, semplicemente costruendo il sito secondo una struttura che agevoli l'utente a raggiungere il prima possibile l'informazione desiderata: una volta tanto che le nostre esigenze combaciano perfettamente con quelle dell'ambiente … non lasciamoci sfuggire l'occasione!
(03/11/2010 - V.Z.)
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