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POSTA e RISPOSTA: legal store - il ruolo insostituibile degli AVVOCATI (7^ puntata)

Primo blocco di interventi sul tema dei 'negozi giuridici'. Form sempre a Vostra completa disposizione. 1. Ecco un'opinione che ci giunge sui LEGAL STORE da un'utenza identificata: "Ho letto per caso questo articolo, non sono un avvocato, non mi capita così spesso di esserne cliente. Sono milanese. Vi dico questo: i negozi che diventano studi legali sono certamente causati soprattutto dalla sovrabbondanza di avvocati nella piazza milanese. Se sono troppi, è ovvio che qualcuno faccia di necessità virtù e si vada a conquistare qualche cliente per strada, appunto. Quanto a farsi pagare solo se si vince: capisco il discorso secondo cui un avvocato mette a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità e tutto ciò ha un prezzo, eppure mi sembra molto liberale un avvocato che non si arrocchi su questo principio e sia disposto a rimetterci se, perdonatemi l'improprietà di linguaggio, "sbaglia". Risposta: per me sotto sotto esiste nei titolari di legal store anche una filosofia di esplicare la professione in modo più informale, diretto, alla portata della gente che in quel momento ha un'esigenza che la preoccupa.
Come farsi visitare da un medico perché si ha un fastidio. Sotto tale profilo rispondono ad un'esigenza ben precisa. Mi permetto, invece, di farLa riflettere sulla chiusa della Sua bella lettera: non "sbaglia", ma non ottiene il risultato. Lei non si può rendere conto, non facendo l'avvocato, di quale aleatorietà sia permeata la professione forense. Sia svolta in un tradizionale studio legale, sia nel nuovissimo legal store con tanto di vetrina, saracinesca ed insegna. 2. Passo ora all'intervento critico del Sig. Luca RAVALLESE che muove dalla tematica dei LEGAL STORE per lanciare un attacco-sfogo: "Naturalmente (mi si perdoni il qualunquismo) l'Italia è il paese delle caste e il Suo pensiero rispecchia questo modo di pensare, per cui l'aspetto formale si fa parte preponderante della sostanza, sostanza con la quale noi poveri cristi dobbiamo fare i conti. Continuate pure a fregiarvi dei vostri albi, delle vs. tradizioni, privilegi. Se avessimo una cosa "all'americana" forse avrei potuto trascinare in giudizio l'ortopedico che non si è accorto che mio padre aveva metàstasi alla spina dorsale (e ha prescritto massaggi). Sappiamo che in Italia non si può cambiare niente; la mia amarezza ... Luca Ravallese" - Risposta: non mi rispecchio minimamente nella Sua opinione che, però, rispetto e propongo a Studio Cataldi di pubblicare in toto; ascoltare vuol dire accogliere, concedere TEMPO e SPAZIO all'altro anche se afferma cose non condivisibili: fare il vuoto dentro di sé per consentirgli di entrare ed esprimersi. Provo dispiacere ed empatia per quanto accaduto a Suo Padre e per la inescusabile gravità dell'errore diagnostico e terapeutico. Nella mia vita giudiziale ho tutelato e tutelo molti medici e tanto personale di strutture sanitarie (anche infermieri, tecnici, non soltanto primari ...): mi sono trovato spesso su quella sponda per i casi del destino ed è il mio mestiere difendere chi si rivolge a me. In tutt'Italia esercitano da sempre molti validissimi Colleghi che impegnano quasi ogni energia per la tutela dei patrocinati ed esiste pur sempre una Magistratura che, con tutte le carenze di sistema che l'affliggono, si sforza di recepire le doglianze di chi ha valide ragioni per farvi ricorso. L'unica cosa che aggiungo è che se Lei opina che io appartenga ad una (presunta) Casta, Le ricordo che tale (ipotetica) Casta è composta da un numero spropositato di avvocati che in questo momento, Le sto scrivendo a braccio mentre rientro da una trasferta a Roma, manco ricordo con esattezza.
Se Lei prende un condominio con venti o trenta interni, quanti avvocati trova nel palazzo? Se questa è una Casta ... I Maestri Confuciani coltivavano la conventio ad excludendum alios: noi avvocati apriamo la porta a tutti. Gli avvocati italiani svolgono, pertanto, un ruolo INSOSTITUIBILE a garanzia e tutela del cittadino e di chi si trova ora a vivere qui. Ma tali avvocati debbono aggiornarsi e nutrire massimo rispetto, almeno sino a quando la professione avrà l'attuale assetto sempre perfettibile, per le direttive deontologiche del proprio Ordine di appartenenza e del Consiglio Nazionale Forense proprio come (paragone sproporzionato per eccesso, sono il primo ad ammetterlo) il Presidente della Repubblica deve aver rispetto per la Costituzione. O preferisce il far west? Lo sa come funziona la Giustizia in America? Un giorno ne tratteremo analiticamente. 3. Concludo con l'acuto intervento di Rocco Sa: "Il fatto è che è in atto l'americanizzazione del mondo: moriremo tutti americanizzati. In America gli avvocati sono tutti specializzati? e allora bisogna istituire le specializzazioni. In america, gli studenti vengono valutati con i tests? e allora bisogna istituire i tests: nelle scuole, all'università, ai concorsi ... il mondo è tutto un quiz diceva una canzone. In America bevono la cola-cola?, tutto il mondo deve bere la coca-cola: gli americani fanno le guerre non per aiutare i popoli a essere democratici, ma per esportare i loro prodotti: coca-cola, sigarette, Caterpillar, Windows, PC (HP, Mac) ecc. ecc. In America impera la dura legge del selvaggio "mercato" del lavoro, della sanità, dei servizi sociali, delle pensioni? ... e allora bisogna fare come in America ... e chi non ce la fa: è giusto che soccomba.
Viva l'America e chi la nomina".
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(28/10/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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(Per la rubrica "Posta e Risposta")
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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