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Art. 10bis l. n. 241/1990 – Dovere di motivare compiutamente il rigetto.

L'art. 10bis della legge n. 241/1990, introdotto dall'articolo 6 della legge n. 15 del 2005, ed opportunamente inquadrato Capo III dedicato alla partecipazione del cittadino al procedimento amministrativo, obbliga il responsabile del procedimento (o direttamente l'autorità competente), ogni qual volta abbia avviato un procedimento ad istanza di parte, a comunicare tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda, prima della formale adozione di un provvedimento negativo. Al cittadino che riceve tale comunicazione, poi, è riconosciuta la facoltà di presentare per iscritto eventuali osservazioni, eventualmente corredate da documenti, nel rispetto del termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione stessa.
Un valore particolarmente pregnante è stato riconosciuto di recente dal TAR della Puglia (TAR Puglia – Lecce sez. I, sentenza 23 Settembre 2010, n. 1986) al periodo, contenuto nel medesimo art. 10bis, che impone all'autorità competente di “dare ragione” nella motivazione del provvedimento finale dell'eventuale mancato accoglimento delle osservazioni presentate tempestivamente dal cittadino interessato. Ebbene, ha precisato l'organo giudicante, è viziato di illegittimità per insufficienza della motivazione (i cui requisiti obbligatori sono previsti dall'art. 3 della legge n. 241/1990) il provvedimento di rigetto che, con riferimento alle osservazioni dell'avente diritto, senza entrare nel merito delle ragioni esposte, si limiti ad evidenziare che esse “non hanno superato i rilievi mossi dall'ufficio con la predetta nota”.
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(07/10/2010 - V.Z.)
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