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Il Sindaco può ordinare di chiudere una porzione di strada non comunale?

Il Consiglio di Stato (sezione V, sentenza 17 settembre 2010, n. 6966) ha rigettato il ricorso in appello proposto dalla società proprietaria di un supermercato situato nel tratto di strada statale che il Sindaco di Villapiana (CS) aveva deciso di chiudere con urgenza fino al termine dei lavori di realizzazione del collettore fognario. La sentenza ha fondato il potere-dovere di tempestivo intervento dei Sindaco nel combinato disposto degli artt. 6, comma 4 e 7, comma 3 del codice della strada, tenuto conto che si tratta di una strada che, pur non essendo comunale, attraversa il centro abitato, nonché dell'art. 54, comma 4 del Testo Unico degli Enti Locali, in tema di ordinanza di necessità ed urgenza.
Per ricorrere gli estremi di ricorribilità a quest'ultimo strumento, argomenta il Consiglio di Stato, deve essere posta a rischio l'incolumità pubblica e tale evenienza è riscontrabile nel caso in esame, dato che gli operai addetti all'esecuzione delle opere suddette sarebbero stati messi in condizione di grave ed imminente pericolo. Anche le condizioni della ragionevolezza e della proporzionalità, precisa l'organo giudicante, sono state a pieno rispettate, in quanto, contemperando correttamente le esigenze garantiste appena dette con il diritto della società proprietaria del supermercato di non ricevere danni ingiustificati, il Sindaco ha fatto predisporre, all'inizio della deviazione, dei cartelli che indicavano chiaramente i percorsi alternativi idonei a raggiungere l'esercizio commerciale.
(27/09/2010 - V.Z.)
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