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Molestie sessuali... dalla stampante!

Invece della comparsa conclusionale e dell'istanza al Tribunale del riesame fuoriuscivano all'improvviso certi cuoricini dalle pagine impresse dalla mia stampante HP; cuoricini decisamente sospetti ed altri graziosissimi segni che non potevano che essere forieri di avances od altre lascive profferte. Avevo tenuto il tutto nascosto a mia moglie: avrebbe potuto fraintendere la natura della mia relazione con la stampante da tavolo. Oggi finalmente ho le prove. Evidentemente era tutta un'operazione orchestrata ai miei danni dalla Hewlett-Packard. Irriconoscenti. E dire che il nostro studio è sempre stato pieno zeppo di quelle stampanti che vanno benissimo e sono anche assai economiche, sia per costi che per consumi di toner (ovviamente di cartucce riciclate): eppure non avevo subito mai molestie da parte loro. Ora leggo la risposta sui quotidiani di domenica 8 agosto 2010: l'Amministratore Delegato della HP è accusato da una collaboratrice di presunte molestie a sfondo sessuale. Sapete che ha fatto? Comprendo che la notizia è inconcepibile per noi e pare desunta dalla cronaca del pianeta Venere: ha presentato le dimissioni, una cosa che da noi non si trova, confessando "ho realizzato che ci sono stati casi in cui non ho vissuto secondo gli standard di fiducia, di rispetto e di integrità che io stesso avevo sposato alla HP" ha dichiarato Mark HURD, 53enne che ha fatto della leggendaria Azienda della Silicon Valley il gigante delle stampanti che tutti conosciamo, issandola anche ai vertici della tecnologia tutta. L'ha resa anche meno dipendente da stampanti e cartucce rispetto agli inizi. E comunque si è appena dimesso per una storiella che dalle nostre parti sarebbe stata premiata per machismo e commentata con un'alzata di spalle alla così fan tutti. Ma il leader della HP ha ritenuto che un paio di note spese per procurare compensi ad una sua presunta amante avessero macchiato inesorabilmente la propria reputazione. Il conto complessivo non dovrebbe superare i 20.000 dollari. Era, invece, in trattative con il board di HP per rinegoziare il contratto per una cifra di circa 100 milioni di dollari per tre anni di accordo. Niente da fare: si è dimesso (ho tentato di tradurre così l'espressione inglese visto che in lingua italiana non esiste proprio il concetto di "dimissioni") perché per sua stessa ammissione "non sono stati rispettati gli standard di comportamento nelle relazioni d'affari". Altre culture. Venusiane per noi terragni. A sproposito: sarà una coincidenza, ma da quando l'AD di HD, pardon per l'involontario gioco di consonanti, s'è dimesso la stampantina sul mio tavolo di legno pero non fa più bizze. A tutti Voi che seguite il Portale Studio Cataldi, anche se siete in carcere, anzi sopratutto se siete in situazioni di disagio sociale, se siete depressi, o vecchi, soli ed incazzati o soltanto incazzati, se siete alla canna del gas e, grattando grattando, non si vince mai, se vi ha piantato l'anima gemella, se non vi ha ancora piantato ma ci fate cagnara ad ogni pie' sospinto, se la rata mensile del mutuo di casa non è stata pagata a Vostra insaputa da un gentiluomo mascherato (un tipo alla Zorro, alias Don Diego De la Vega), se la macchina è scassata e non potete acquistarne un'altra, se siete ammalati ed il Vostro tunnel non prevede uscita, ciò nonostante Buon Ferragosto. Qualche cosa di accettabile uscirà pur fuori.
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(10/08/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
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