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Il postino suonerà più volte al giorno: multa di sera e decreto ingiuntivo postprandiale - Avventure nell'Ufficio Postale

Rivoluzionaria novità per le imbalsamate Poste Italiane: da gennaio 2011 partirà la sperimentazione nei capoluoghi di provincia di una consegna multipla per venire incontro alle mutate esigenze delle famiglie italiane; infatti, chi è più in casa al mattino? La badante moldava che parla otto-parole-otto d'italianish con il nonno purtroppo ormai simpaticamente "rinco", che butta i gelati Cucciolone dal terrazzino per la gioia dei passanti e le chiede cosa diavolo vogliono quei petulanti scocciatori là di sotto, oltretutto luridi per la camicia sporca di cioccolato e stracciatella. Orbene, nella prospettiva di riforma, escluso il sabato, da lunedì a venerdì riceveremo la posta anche nel pomeriggio e talora sino a sera, a seconda se la spedizione riguarderà avvisi, raccomandate, pagamenti e cartoline. Vi sarà, dunque, chi lavorerà per le consegne sino alle venti di sera. La corrispondenza prioritaria e commerciale dovrebbe essere recapitata sino alle sedici. Vedremo un po' quel che accadrà in pratica. Non è da escludersi il lato negativo della medaglia: "drin, drin, ecco a Voi la multa stradale"; "Ding, dong, Vi consegno il decreto ingiuntivo delle ore venti": digestione post-prandiale bloccata con salivazione azzerata. Ma potremo sempre ordinare un pacco postale recante una dose industriale di Alca-Seltzer. Oppure, vista l'ora delle venti, domandare con gentilezza ad Augusto Minzolini di uscire dal video del Tg1 e, in servizio interattivo, rispondere alla porta che sennò la pasta passa di cottura. Il medesimo mezzo busto televisivo sarà da noi autorizzato ad aprire la corrispondenza in arrivo serale; penso sia ricompreso nel canone tv esigere qualche lavoretto utile in casa in permuta di quel che ci viene contrattualmente propinato. Ricordate il film del 1980 con Alberto SORDI attore-regista-produttore "Io e Caterina" con il robot tuttofare? Di certo la novità ridurrà le ipotesi calamitose di andata a vuoto alle Poste per il ritiro del plico in giacenza. VICISSITUDINI di un povero cliente delle Poste Italiane. Colpisce in primo luogo la pena del contrappasso: sei Tu che dovevi ricevere un plico a domicilio dalle Poste per poi cominciare a predisporre la comparsa di risposta ed invece inizia il Tuo personale mini-calvario in una sorta di inversione dell'onere del servizio. Entri in un Ufficio che in luglio ha la temperatura di Cortina d'Ampezzo in aprile mentre sei accaldato e madido di sudore da strizzare col sole allo zenit in una giornata da 40° percepiti. Ti puoi, però, comodamente sedere tra banconi che offrono in vendita di tutto. Un campionario da mini-bazar che comprende cd-rom (mi occhieggia un Mal dei Primitives degli Anni Sessanta blandendomi sotto una capigliatura fluente: fila rapidissima nell'improbabile ipotesi di acquisto del reperto storico, forse proveniente da un museo etrusco), libri tratti da osceni tormentoni televisivi, paccottiglia spacciata come imperdibili occasioni, insomma viene proposto di tutto tranne quel che Ti servirebbe e che costituisce l'unica ragione della Tua andata: quel maledetto plico non recapitato perché, sciagurato!, eri fuori per lavoro o ad accompagnare un familiare in ospedale. Fai una fila lunghetta e noti che si muovono con una certa velocità soltanto gli sportelli para-bancari (quelli dove le Poste guadagnano di più e che a Te fregano niente), mentre quello schiettamente e romanticamente postale va a rilento. E' una regia ben studiata? Se io fossi il Direttore Generale o l'AD di Poste Italiane il mio fiore all'occhiello sarebbero ovviamente i SERVIZI postali. Del resto, un Ospedale d'eccellenza non offre pedicure o fard sulle gote, ma servizi ospedalieri del tipo interventi chirurgici. Poi, sull'entusiastico successo di spedizioni in un giorno, proverei a vendere tutto il resto. Capita il fatal momento in cui finalmente chiamano il Tuo numeretto magico: sei quasi emozionato, ma apprendi che il portalettere è un precario, fa sempre così, diciamola tutta: un vero scansafatiche (tanto il poveretto non è presente e non ha diritto di replica e l'addetto può addossargli ogni colpa purché Tu Ti tolga di torno immantinente); il farabutto s'è scordato di depositare in ufficio proprio il Tuo plico, ma certamente domattina troverai ad attenderTi il Tuo bel pacchettino. Oppure il medesimo postino non ha segnato correttamente sul bigliettino giallo il numero attribuito alla spedizione e "non posso mica bloccare la fila per i Suoi comodi; non vede che ci sono tante persone in attesa". Veramente per la precedente mezz'ora ero anch'io tra loro e non sa, caro addetto allo sportello, come li capisco. Fateci caso: l'addetto allo sportello Ti tratta come se Tu per hobby Ti divertissi a ritirare delle buste postali in giacenza e non avessi nulla, ma proprio nulla da fare. Ma il mio plico? Ci sarà dentro un incarico urgente? Scadrà domani l'anticipata costituzione in giudizio? Nel frattempo grazie al favoloso impianto di condizionamento d'aria le goccioline di sudore mi si sono fermate e risultano congelate lungo la schiena. Ho degli strani brividini che non so se ascrivere alla collera o al freezer di Poste Italiane. Faccio quasi per scusarmi se ho disturbato con il mio stupido plico da ritirare. "Eppoi, Lei non lo sa che in giornata il plico si può ritirare soltanto dopo le ore diciotto?" Dovrei replicare che quell'Ufficio da circa un anno a quell'ora è chiuso al pubblico ed io malauguratamente sono "pubblico". Passa il direttore di filiale, è un mio caro amico che ha fatto un po' di pratica forense prima di lasciare la professione legale. Non ho né forza, né voglia di interessarlo alla vicenda. Okay, sono rassegnato e tornerò domani, ricercherò nuovamente un posto per l'auto, ripagherò il ticket per il parcheggio in modo generoso perché sennò l'ausiliare del traffico (caro Bassanini, bravo costituzionalista e politico assennato sotto Prodi, ma che diavolo Ti è venuto in mente di varare la Legge che reca il Tuo augusto cognome!) mi sprangherà dopo ventotto secondi ch'è scaduto il tempo (sempre che sia veramente scaduto) sul suo personale meridiano (magari l'ausiliare del traffico è un gran lavoratore e contravvenziona tutte le auto, anche quelle col bigliettino ancora di là da scadere, così si avvantaggia con il lavoro e gli daranno pure un bel premio di produzione-arrabbiature). L'Assessore mi ha detto qualche tempo fa: "Hai visto come si trovano ora i parcheggi?!" Sfido c'è una sorta di caccia all'uomo! In barba ad ogni regola giuridica il primo posto bianco è situato in aperta campagna. Dovrò andare chissà dove a ricercare l'ubicazione dell'ufficio cassa del concessionario della sosta per saldare la mini-multa (previo pagamento di un altro ticket al solo scopo di pagare quello non ancora scaduto ma egualmente sanzionato: e poi non esisteva il quarto d'ora di tolleranza: evidentemente non c'è più tolleranza!). Nessuno è ancora riuscito a spiegarmi che fine fa il costo del parcheggio non goduto: troppo difficile escogitare un meccanismo che Ti consenta di recuperare la somma residua o un bonus da fruire in futuro. Ma si sa che in guerra le regole vengono dettate dai vincitori e noi cittadini siamo sempre perdenti e questi tipi non fanno prigionieri. Risuderò la camicia sino al midollo spinale per raggiungere l'Ufficio Postale ch'è in salita e non c'è traccia di un'ombra d'albero e stai attento a non transitare avanti alle telecamere della zona a traffico limitato che sono guai seri; gli unici coni d'ombra promanano dal cartellone della pubblicità postale con i famosi cipressi della Toscana che casualmente ho scovato sopra un cavalcavia sulla strada che da Siena porta verso la Maremma: sono proprio quei cipressi resi famosi nel mondo! Dopo dubbi amletici e vergognandomi di chiedere spiegazioni, cercherò di schiacciare il tasto corretto tra le varie, demenziali opzioni che mi vengono proposte dalla macchina dispensatrice di numeretti: vorrei avere il nome e l'indirizzo di posta elettronica del funzionario che ha ideato quelle denominazioni di "PRODOTTI postali" et similia: non ce n'è una univoca. Sino a prova del contrario, quanto alla lettera raccomandata: la fabbrico io con il mio pc e con la mia stampante, ci metto io i materiali di contenuto ideativo, foglio, busta e toner di stampa, compilo io quegli stupidi, anacronistici modellini accompagnatori ed allora la raccomandata sarà un prodotto MIO o no?! Quello delle Poste in lingua italiana sarà un SERVIZIO. Ma le Poste Italiane non parlano la lingua italiana. Problema insormontabile: se voglio ricaricare di duecento euro la carta limonina Poste-Pay di mia zia, quale diavolo di tasto debbo premere?! Come andrà compilato il modulo che tra l'altro non si trova: mi sarà chiesto di ancheggiare come una signora e di falsificarne la firma? Mi autoconvinco che il tasto business sarebbe da megalomani. Ne schiaccio uno a caso ch'è la cosa preferibile. Ma, niente paura: dal gennaio 2011, con la consegna pomeridiana e serale, tutto cambierà e non saremo più chiamati a gesti di autentico eroismo: vivremo in perfetto relax in una plaga di felicità, allevando i nostri rampolli e prendendoci cura dei nostri anziani ai rigori estivi (aria condizionata) del più vicino Ufficio Postale.
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(29/07/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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(Per la rubrica "Posta e Risposta")
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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