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'Imbarazzismi': mai più senza guanto da viaggio monouso

Ricordate il settimanale satirico verdolino di resistenza umana "CUORE", nato prima come dorso interno de "L'Unità" nel 1989 sotto la direzione di Michele SERRA (al quotidiano del Pci cominciò come dimafonista), poi, in gaudente autonomia, poichè da ogni battuta su qualche dirigente di spicco sortiva un'accigliata riunione del Partito? "Mai più senza" era una rubrichetta spiritosissima. Trattava ora di una torcia a forma di cono gelato veramente funzionante, ora di slip magnetici che ridanno vigore ed ardore anche ai casi più disperati, talora di teleWC per favorire la concentrazione nell'unico luogo ove si è ineluttabilmente soli. In pratica, era una selezione di oggetti incredibili, ma veri, come i famigerati occhiali per vedere le donne nude reclamizzati su "L'Intrepido" e su "Il Monello" degli Anni Settanta, con tanto di segnalazione dell'azienda costruttrice e dei prezzi. Prendo spunto dalle pagine locali lombarde dell'edizione di "Repubblica" del 7 luglio 2010: guanti sul bus degli immigrati. Oh, era ora che qualcuno pensasse all'igiene sui mezzi pubblici; nei treni talora ci sono le zecche, ma sulla Linea 3 degli autobus di Brescia state pur tranquilli. L'amministrazione comunale e l'azienda dei trasporti locali hanno attrezzato i mezzi adibiti alla "Badia-Rezzato", che attraversa la città da est a ovest, con gli avvenistici distributori di "Ufo", un guanto di colore azzurrino sacchetto-dell'immondizia-monouso in plastica biodegradabile che serve a "proteggere le mani dagli agenti patogeni a bordo". Nasce qualche perplessità: il dubbio origina dal fatto che quella tratta viene usata sopratutto dagli extracomunitari e qualche malpensante ha azzardato il timore, di certo infondato, che il guanto battezzato "Ufo" non sia altro che un gesto di stampo xenofobo di una delle città con il più alto tasso di immigrati di tutta la Lombardia. Ma forse i GERMI PATOGENI più insidiosi sono quelli dell'INTOLLERANZA. Ed allora, delle due l'una: o la lodevole iniziativa igienizzante viene estesa ai restanti mezzi di tutte le altre zone del Bresciano (ed allora indosserò il mio bel paio di guanti come quando mi scelgo la frutta al supermercato) oppure si sente l'odore acre della discriminazione razziale, un qualcosa di cui non abbiamo veramente bisogno se non vogliamo trascinare la bellissima e nobile Città di Brescia in un sobborgo di "Pretoria ai tempi dell'Apartheid", come ha argutamente sottolineato Furio COLOMBO sul "Fatto Quotidiano" del 25 luglio 2010 - pagina 14). KOSSI Komla-Ebri è originario del Togo, cittadino italiano residente a Ponte Lambro, Como; è in Italia dal '74, si laurea a Bologna in medicina e chirurgia e lavora all'Ospedale Fatebenefratelli di Erba; parla bene la nostra lingua ch'è anche ovviamente la sua lingua; ogni volta che lo chiamano a domicilio la gente risponde che aspetta il medico e non ha voglia di dare l'elemosina ai vu cumprà "perché siete tanti". GRATUS è un ragazzo di colore, è africano ma non so da dove viene con precisione. Tornando da scuola passa per il centro dovendo comprare dei quaderni in cartoleria. Entra in negozio con il suo borsone di studente ed il commerciante lo stronca subito: "No grazie, non compriamo niente!". Okay, rispose, Gratus, Voi non comprate nulla, ma io almeno posso acquistare dei quaderni? Questo episodio viene narrato dal suddetto KOSSI nel libriccino "IMBARAZZISMI" edizioni "Dell'Arco - Marna", stampato nel luglio 2002. "Cuore" invece ha cessato le pubblicazioni nel 1996, due anni dopo l'abbandono del suo ideatore Michele SERRA. C'erano anche le vignette di ELLEKAPPA, la dolcissima, tenera, graffiante ("Le nostre idee non moriranno mai. Tocca seppellirle vive"), fantastica, semplice Laura Pellegrini. "Cuore", quanto ci manca.
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(31/07/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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