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Incidenti stradali: ancora troppi morti, basta lenzuoli bianchi sull'asfalto!

Si chiamavano con i nostri stessi nomi, avevano storie molto simili alle nostre, speranze, aspettative, arrabbiature e collere, delusioni, affetti, amori in corso ed abbandoni; erano in cerca di occupazione o l'avevano perduta, erano stressati ma anche soddisfatti oppure annoiati ed in cerca d'avventura, progettavano l'avvenire o rievocavano il bel tempo andato; ci sarà stato qualche Mohammed, una Brigitte, anche qualche N'Diaye, un Cheng, due Moustapha, una Josefa ed anche un Presidente della Corte d'Appello di Ancona stimato da tutti e venerato come un Maestro, ed ora non ci sono più: nel 2009 ancora 2.521 persone sono decedute in incidenti stradali ed altre 80.000 sono rimaste ferite e verosimilmente parecchi saranno morti in un secondo tempo per le gravi conseguenze del sinistro, sfuggendo alle statistiche. Un'ECATOMBE. Leggevo con dispiacere e compassione su Televideo che, in questo finale di luglio 2010, in Italia, nell'arco di otto anni, sta morendo la seconda persona per il cosiddetto morbo della Mucca Pazza. Si tratta dell'encefalite spongiforme, meglio conosciuta come virus della «mucca pazza». Mi spiace molto per questa giovane donna, una livornese 42enne. Il morbo le era già stato diagnosticato nell'ottobre del 2009, mi prefiguro l'indicibile sofferenza, sua e dei suoi cari, degli amici: l'Istituto Superiore di Sanità aveva confermato tale positività al morbo di Creutzfeldt-Jackob, segnalando la patologia al Ministero della Salute. Ripeto: secondo caso della malattia registrato in Italia. Il primo colpì un'altra sfortunata donna siciliana nel 2002. L'esperto di turno assicura che la malattia è "arginata". Tautologia. Sfido: due casi in un lasso di tempo così lungo. Ora v'è da interrogarsi sul potere mediatico che trasforma una patologia sì letale, ma numericamente irrilevante nel nostro Paese in una psicosi di massa. Premetto che sono tendenzialmente VEGETARIANO e, potendo, preferisco non mangiare mai esseri senzienti (quanto può soffrire un essere animale che sa perfettamente di avviarsi al macello?). Sono contrario alla soppressione di ogni VITA: gli animali, anche quelli a sangue freddo, come pesci e crostacei, soffrono al pari di altri animali considerati più nobili, ma la loro agonia sui banchi del mercato del pesce e della grande distribuzione non suscita pietà. Il dolore dei crostacei, di astici, aragoste e scampi che annaspano sul ghiaccio attira anzi l'attenzione degli acquirenti perché in tutta evidenza "freschi". Un genocidio. Il destino di queste meravigliose creature è di essere bruciati vivi, perché così esige l'imperante tradizione culinaria. Mangiamo i simpaticissimi coniglietti, i dolci caprioli, i cavalli, leviamo il grasso alle foche per ottenerne un intruglio venefico con cui si fa l'impasto della pizza. Togliamo il corno ai rinoceronti e li massacriamo barbaramente. Preferisco non pensare neppure alla "tradizione" cinese perché altrimenti utilizzerei espressioni feroci per il trattamento sadico che riservano alle scimmie, prelibate per il loro cervello. Pochi sanno che l'animale, in condizioni di stress e di paura (come una bollitura da vivi), produce tossine che ne avvelenano la carne. E' questa a mio sommesso avviso l'origine della cancerosità della carne animale, la cui produzione è pure estremamente INQUINANTE. Ma a tacer di ciò, va stigmatizzato il clima da Guerra Santa nel corso della quale si mise al bando la fiorentina e crollò a picco il consumo di carne in genere, con quali conseguenze per il settore e per l'indotto è agevole immaginare; stesso copione in inverno per l'influenza letale (nessuno si dava più neppure la mano, men che meno abbracciarsi in segno di saluto: io sarei curioso di capire, disaggregando il dato, quanti sono effettivamente coloro che risultano deceduti per causa immediata e diretta dell'influenza, espungendo i centoventenni già affetti da una miriade di acciacchi e quant'altri, poveretti, già molto malmessi), mentre assistiamo inerti ed indifferenti avanti al mezzobusto tv che annuncia quasi con giubilo che i morti per incidenti stradali sono calati del 9%: soltanto 2.521 morti nell'anno 2009, un dato molto positivo, evviva! Evidentemente ci sono morti di serie A e morti di serie B, necessari, scontati, banali, forse addirittura economicamente e commercialmente "utili". Del tipo, partenze (purtroppo, definitive e senza ritorno) intelligenti. Ma se domani un tg aprisse con la seguente notizia: "Cari telespettatori, prossimamente almeno 2.521 di Voi non ci saranno più a causa di una certa, nuova e strisciante calamità: l'Italia purtroppo vivrà ogni pochi anni una strage equivalente a quella delle Torri Gemelle", di certo chiedereste con forza alle Istituzioni di correre ai ripari, di affrontare l'emergenza con assoluta incisività. Ed invece assistiamo agli ennesimi, trionfalistici proclami, al varo di norme in apparenza draconiane che, dopo le primissime applicazioni, cadono nel dimenticatoio per desuetudine, insomma una giostra impazzita in cui il cittadino non sa come deve muoversi ed ignora persino come si usano correttamente le rotatorie. Per la sicurezza basta replicare uno spot in cui qualche ragazzotto esce di discoteca ubriaco fradicio e si schianta in un ammasso di lamiere. Avete fatto caso a come vengono tenute le strade? Roma ha buche da imprigionarci una fiera. La segnaletica in che condizioni è? La vegetazione viene potata curando con assiduità la profondità della visuale dei tratti stradali fiancheggiate da alberi? Le infrastrutture del tipo ostacoli fissi, guard-rail e pali di sostegno causano il 17% degli incidenti stradali. La scatola nera è mai stata imposta per legge sulle autovetture? Non mi riferisco soltanto alla prospettiva di dimostrare alla propria Compagnia assicuratrice quanto è virtuoso alla guida il cliente di modo che gli venga praticato un robusto sconto sul premio venturo. Con tale dispositivo è possibile monitorare la posizione dell'automobile e trasmettere informazioni utilissime con un sistema satellitare semplificando così la ricostruzione della dinamica del sinistro ed agevolando operazioni di soccorso. Le Case costruttrici sono realmente attente alla sicurezza del veicolo o si limitano a propinarci dei gadget costosissimi? Quanti richiami di vetture palesemente difettose non vengono effettuati? Ne riparleremo.
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(25/07/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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