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Non c'è subordinazione se il co.co.pro. conserva autonomia organizzativa

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha presentato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Direzione generale in merito alla corretta interpretazione degli artt. 61 e ss. del D.Lgs n. 276/2003. In particolare, l'istante chiede se sia legittimo il ricorso a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nel settore dell'assistenza domiciliare ed ospedaliera, qualora si riscontrino determinate condizioni enunciate nell'interpello. Ministero del lavoro, direzione centrale dell'attività ispettiva, con la nota ad interpello del 2 aprile 2010, n. 5, ha chiarito, infatti, che gli indici sintomatici di subordinazione non costituiscono ostacolo al riconoscimento della natura autonoma del contratto oggetto di accertamento, a condizione ovviamente che il collaboratore stesso unilateralmente e discrezionalmente determini senza necessità di preventiva autorizzazione e successiva giustificazione, la quantità di prestazione da eseguire e la collocazione temporale della stessa. Consegue che al fine di inquadrare l'attività lavorativa svolta dagli operatori addetti all'assistenza domiciliare e ospedaliera nell'ambito del lavoro subordinato o del lavoro autonomo, occorre tenere conto di tutte le circostanze del caso concreto, nonché delle specifiche modalità di svolgimento e di esecuzione della suddetta attività
(22/04/2010 - Francesca Bertinelli)
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