Sei in: Home » Articoli

Crediti da lavoro e recesso intimato al lavoratore da parte di una azienda fallita

Con ordinanza n. 2411/2010, la Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di controversie di lavoro insorte, in parte, nei confronti di un soggetto dichiarato fallito e, in parte, anche nei confronti di un altro soggetto in bonis. La Suprema Corte ha risolto la questione affermando che le domande proposte dal lavoratore, dopo che sia intervenuto il fallimento del datore di lavoro e volte al riconoscimento del proprio credito e il relativo grado di prelazione, vanno proposte, insinuandosi nello stato passivo, non dinanzi al giudice del lavoro, ma dinanzi al tribunale fallimentare il cui accertamento è l'unico titolo idoneo per l'ammissione allo stato passivo e per il riconoscimento di eventuali diritti di prelazione, sopravvivendo la giurisdizione del lavoro nella sola ipotesi dell'impugnativa del licenziamento.
Ne consegue che ove vengano proposte con il rito speciale del lavoro contemporaneamente domande nei confronti di una società fallita e di una società in bonis, il giudice adito non dovrà dichiarare la propria incompetenza, ma dovrà dichiarare improcedibili le domande avanzate nei confronti della prima e dovrà esaminare quelle proposte nei confronti della seconda, con l'unica eccezione al principio generale che la giurisdizione del lavoro permane per la domanda di dichiarazione di illegittimità del licenziamento, anche se proposta nei confronti del fallito.
(22/03/2010 - Francesca Bertinelli)
Le più lette:
» Addio ai voucher, arriva il lavoro breve e intermittente liberalizzato
» Appalto: la garanzia per vizi e difformità dell'opera
» Caduta per la strada: quando si può parlare di insidia
» Avvocati: oggi la manifestazione nazionale a Roma contro la Cassa Forense
» Asili nido: al via il bonus di mille euro
In evidenza oggi
Avvocati di strada: è boom di richieste per i legali gratuitiAvvocati di strada: è boom di richieste per i legali gratuiti
ANAC e Codice Appalti: con un blitz il Governo ridimensiona i poteri anti-corruzione di Raffaele CantoneANAC e Codice Appalti: con un blitz il Governo ridimensiona i poteri anti-corruzione di Raffaele Cantone
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF