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Criteri per integrazione salariale in caso di crisi ricorrenti

Con la circolare n. 117/2009, l'INPS integra le istruzioni già impartite a suo tempo con le circ. n. 93 del 20 aprile 1984 e n. 249 del 28 novembre 1990, riguardanti i criteri per la valutazione delle richieste di integrazioni salariali da parte di aziende soggette a contrazioni ricorrenti della produzione e in particolare modo da parte di aziende del settore calzaturiero dove tali evenienze hanno un peso particolare. Fino al 31 dicembre 2010 i criteri previsti dalla circ. n. 249/1990 dovranno essere valutati alla luce della lettera circ. n. 5251, 30 marzo 2009 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. In tale circolare la Direzione generale, nella definizione degli ambiti di applicazione della crisi per evento improvviso e imprevisto, ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. e) del D.M. 31826/2002, ha voluto rendere più attuali le cause di crisi, includendo anche quelle derivanti da situazioni esterne all'azienda che comportino una ricaduta sui volumi produttivi o sui volumi di attività e che coinvolgono quindi l'occupazione. In tale circolare viene analizzato il concetto di “evento improvviso e imprevisto” in considerazione del particolare momento economico che necessita di un maggior sostegno all'occupazione attraverso strumenti che facilitino la conservazione dei rapporti di lavoro, in attesa di tempi migliori. L'evento improvviso e imprevisto deve essere riferito non solo a fattispecie ascrivibili alla singola azienda, ma anche a fatti di rilevanza nazionale e internazionale, tali da riflettersi negativamente sui volumi produttivi o sui volumi di attività delle imprese, costringendole a dover ridurre i propri organici ovvero a ricorrere agli strumenti di Cassa integrazione guadagni straordinaria.
A titolo esemplificativo, ci si riferisce a fattispecie quali la riduzione di commesse, la perdita di quote del mercato nazionale o la sua riduzione, la contrazione delle esportazioni, la difficoltà di accesso al credito. L'INPS valuterà l'ammissibilità delle domande di Cig in esame in base ai criteri rivisti alla luce della circolare ministeriale di marzo 2009, riservando sempre particolare attenzione al periodo dell'anno in cui si verifica la sospensione di attività per stabilire, acquisendo tutti gli elementi utili, se la mancanza di commesse sia reale, ovvero se la contrazione dell'attività sia riconducibile a una sosta stagionale ricorrente. In questo ultimo caso l'Istituto conferma l'applicabilità della circ. n. 249/1990.
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(28/01/2010 - Francesca Bertinelli)
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