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Danno da demansionamento e sindrome depressiva

Il lavoratore dipendente che presenti una grave sindrome depressiva e cui, per tale motivo, vengono attribuite mansioni meno gravose non è dequalificato. Così la Cassazione, sez. lavoro n. 3710/2009 ha stabilito che nel caso di specie non sussiste dequalificazione. La Suprema Corte ha posto in evidenza la particolare situazione del lavoratore, il quale presentava una grave sindrome depressiva, dovuta a vicende familiari, indipendentemente ed a prescindere dal lavoro svolto. Egli era stato spesso assente per malattia e, sottoposto a visita di idoneità, era stato diagnosticato come guarito, ma con l'indicazione che era opportuno adibirlo a mansioni meno impegnative.
Inoltre, la S.C ha ribadito che il giudice di merito ha proceduto all'analisi delle mansioni svolte prima e dopo la malattia ed ha concluso che, in relazione alla qualifica di funzionario rivestita dall'interessato, non sussisteva la lamentata dequalificazione, onde veniva meno in radice il presupposto per il risarcimento del danno.
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(22/01/2010 - Francesca Bertinelli)
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