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Privacy e visite mediche: al lavoratore affetto da Hiv è assicurato l’anonimato
Il Garante per la privacy con newsletter n. 331/2009, ha chiarito che al lavoratore siero positivo deve essere garantito l’anonimato sulla documentazione medica che lo riguarda e che viene fatta circolare per ragioni amministrative nell’ambito dell’organizzazione del datore di lavoro.
Quindi, di fronte all’accertamento medico dello stato di sieropositività e della necessità di gestire il rapporto di lavoro con il lavoratore interessato, l’attestato inviato dal medico ad altri organi o uffici non deve riportare il giudizio diagnostico ma solo un giudizio medico-legale di idoneità o inidoneità al lavoro.
Non compare alcuna diagnosi che possa essere conosciuta dal datore di lavoro e dai suoi collaboratori/incaricati nel rispetto della privacy del lavoratore in quanto i dati di eventuali malattie come la sieropositività non sono indispensabili per la gestione amministrativa del rapporto di lavoro.
Le norme regolamentari della Pubblica Amministrazione devono, pertanto, adeguarsi a quanto previsto dal Codice della privacy e alle indicazioni puntuali del Garante.
(Data: 04/12/2009 9.00.00 - Autore: Francesca Bertinelli)
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