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Mobilità: al Giudice non è consentito sindacare opportunità e convenienza delle scelte imprenditoriali

Il Tribunale di Trieste (sentenza n. 121/2009), in conformità all'orientamento della Cassazione ( sent. 6 ottobre 2006, n. 21541) , sostiene che al Giudice non è consentito sindacare l'opportunità e la convenienza delle scelte imprenditoriali, ma il controllo giudiziale si riferisce alla correttezza della procedura dell'operazione di collocamento in mobilità ed alla sussistenza dell'imprescindibile nesso causale tra il progettato ridimensionamento ed i singoli provvedimenti di recesso. Da ciò consegue che non possono trovare ingresso in sede giudiziaria tutte quelle censure con le quali, senza contestare specifiche violazioni delle prescrizioni dettate dagli artt.4 e 5 e senza fornire la prova di maliziose elusioni dei poteri di controllo delle organizzazioni sindacali e delle procedure di mobilità al fine di operare discriminazioni tra i lavoratori, si finisce per investire l'autorità giudiziaria di un'indagine sulla presenza di effettive esigenze di riduzione o trasformazione dell'attività produttiva.
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(22/12/2009 - Francesca Bertinelli)
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