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“Criteri ambientali minimi” per gli acquisti della pubblica amministrazione

“Criteri ambientali minimi”: sono queste le linee guida stabile con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio per quanto riguarda l'acquisto da parte delle Pubbliche Amministrazioni di ammendanti e carta in risma. Il decreto, che servirà a stabilire delle procedure d'appalto “verde”, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 9 novembre scorso per rendere effettivi gli “acquisti verdi della Pubblica Amministrazione” e per avere quindi, secondo la Commissione Europea “un approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche” possano integrare “i criteri ambientali nelle fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull'ambiente lungo l'intero ciclo di vita”. È già dal 2005 che la Commissione ha invitato i vari stati membri ad approvare piani d'azione.
Con decreto interministeriale del 2008, il nostro paese ha così adottato un piano che prevede, attraverso l'unione delle esigenze di sostenibilità e l'interesse all'acquisto di beni e servizi, la riduzione dell'uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non innovabili con fonti rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali. Ogni tipologia di acquisto avrà così i suoi criteri minimi d'acquisto, in riferimento a undici categorie di beni, al fine di razionalizzare i consumi della P.A. nel rispetto dell'ambiente.
(22/11/2009 - Luisa Foti)
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