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Giustizia: continua lo scontro su processo breve e lodo Alfano

Il disegno di legge sul "processo breve" e la possibilitÓ di ripresentare il lodo Alfano continuano ad infiammare il dibattito politico tra maggioranza e opposizione. Divisioni si registrano anche all'interno della maggioranza stessa. Il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri afferma che "Sulla durata indeterminata del processo indietro non si torna" ma il vicecapogruppo alla Camera dello stesso partito, Italo Bocchino, sottolinea: ''I falchi berlusconiani devono finirla di parlare di complotto interno al Pdl contro Berlusconi. Il presidente del Consiglio deve guardarsi da quei suoi consiglieri che da anni lo hanno portato in un vicolo cieco, spingendolo verso soluzioni inutili, fallimentari. Basta con le 'ghedinate' da prendere o lasciare''. Il ministro per i Beni culturali e coordinatore del Pdl Sandro Bondi replica a Bocchino e definisce poco convincenti alcune delle sue affermazioni. Un netto no "alla politica del Pdl di cercare di risolvere per via legislativa i problemi processuali del premier'' arriva da Pd Lanfranco Tenaglia secondo cui il ddl sul processo breve ''nulla ha a che fare con l'interesse dei cittadini ad avere una giustizia piu' veloce, piu' rapida e piu' giusta ma e' diretto a risolvere il problema nei processi Mills e diritti televisivi, coinvolgendo nel destino di questi processi, destinati alla prescrizione, migliaia di altri processi. Di fronte a questo disegno di legge noi diciamo no''. Sulla stessa linea il vicepresidente del Pd Marina Sereni: "non si fa una riforma della giustizia in Italia perche' quello che interessa questa maggioranza e questo Governo non e' rendere efficiente la macchina dei processi per tutti i cittadini, ma soltanto salvare Berlusconi. E farlo al piu' presto. Credo che tutta l'opposizione debba essere unita in Parlamento e manifestare indignazione perche', con le nuove norme messe a punto dagli avvocati del premier, non si continui a far girare il nostro Paese intorno ai soli interessi del presidente del Consiglio". Pierluigi Bersani dal suo canto invita a ritirare quelle norme "Abbiamo bisogno di fare alcune riforme, anche della giustizia.
Se si potesse discutere, siamo a disposizione. Ma non su norme che sono inaccettabili. L'invito e' a ritirare quelle norme. Partiamo dalle esigenze dei cittadini, da un efficientamento della giustizia. Su queste riforme, noi ci siamo".
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(17/11/2009 - Roberto Cataldi)
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